Voto

professor lupo and his horrible pets banner cover recensione nintendo switch eshop

In Professor Lupo and his Horrible Pets interpreti uno stagista il cui ruolo è fare da cavia per dei mostri all'interno di una nave spaziale sotto attacco!

Due o tre istanze di trial and error non vanno a incidere sulla qualità di un longevo e divertente titolo che tutti gli amanti dei puzzle game dovrebbero provare.

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Professor Lupo and his Horrible Pets è un puzzle game sviluppato e prodotto da Beautifun Games, una software house spagnola. Il suo curriculum è breve ma variegato, avendo alle spalle un rpg strategico isometrico con estetiche vaporwave intitolato Megamagic: Wizards of the Neon Age e l’atmosferico puzzle-platform 2d Nihilumbra, vincitore di vari premi. La più recente fatica dello studio di Barcellona è disponibile da oggi su Steam ed eShop (quest’ultima la versione oggetto della recensione) al prezzo di €14,99, scontato del 15% fino al 18 luglio.

A bordo della stazione spaziale Aurora

L’orbitante base del professor Walter Luposnich Lupo è il posto in cui si svolge interamente il gioco. Il suo proprietario è uno scienziato pazzo che colleziona alieni in varie parti della galassia, per rivenderli in veste di armi ai guerrafondai del pianeta Terra. La storia inizia durante una dimostrazione, nella quale prenderai il controllo dell’innominato stagista alle dipendenze del professore (e sì, ci si riferirà a lui sempre e comunque come Stagista, poiché a furia di esser chiamato così ha dimenticato il suo nome), il cui ruolo è fare da cavia umana per studiare i comportamenti delle creature e osservare le conseguenze dell’ecosistema creato dalla loro convivenza. Tuttavia il computer di bordo Platone interrompe l’esperimento, avvertendo che la nave è sotto attacco da un gruppo militare i cui missili distruggono molteplici sezioni del luogo liberando gli alieni. Il protagonista decide di abbandonare tutto e mettersi in salvo, camminando con insopportabile lentezza verso la navicella di fuga più vicina.

Rompicapo a più non posso

Il titolo si può giocare sia in modalità portatile sia col tablet all’interno del dock. Quest’ultima è stata la configurazione della mia partita, ed essa si divide a sua volta in due varianti: nella prima il Joy-Con destro può essere utilizzato come puntatore, allo stesso modo in cui veniva usato il Wiimote, col cursore a stabilire dove lo stagista si muove e con quali oggetti possa interagire (pulsante A per attivarli). Alcuni di essi richiedono che il protagonista vi sia davanti, altri si possono comandare a distanza. Y fa comparire e centrare il cursore, mentre Meno lo rimuove dallo schermo. Tale è la seconda variante; in quel caso gli elementi interattivi lontani vengono selezionati con L e R in ordine orario o antiorario sulla mappa. Questa è divisa in una griglia fatta di quadrati; X allarga o restringe la visuale e la levetta destra permette di esplorarla. Gli eventi continuano ad avvenire in tempo reale, quindi non lasciare indifeso a lungo lo stagista! Per muoverlo, usa l’analogico sinistro o i tasti direzionali.

Quanto ho detto sull’andatura del protagonista era tutto fuorché una battuta: la sua marcia è mortalmente lenta anche se è inseguito da un alieno. Due di loro vengono introdotti nella presentazione del primo stage: il Vermis, un lungo e famelico verme il quale segue la tua posizione tramite suono (rendendo il suo posizionamento vitale alla risoluzione degli enigmi) e il Sagitti, una creatura sferica che, quando tra lui e lo stagista non ci sono ostacoli, rotola a tutta velocità verso l’ultimo quadrante occupato dal protagonista (chiudendosi a riccio smette di vederti, quindi decide in anticipo il suo percorso). Ogni extraterrestre ha comportamenti e abitudini diverse e facendoli interagire tra di loro e con gli elementi presenti sulla mappa, il tuo obiettivo è arrivare all’uscita del livello; ce ne sono 100 in totale, divisi in 5 capitoli e la loro brevità consente di godersi il gioco senza impegno eccessivo.

Normalmente adesso inizierei a elencare i difetti del titolo… ma in tutta onestà c’è ben poco da dire. La progressione è ottima e non presenta curve di difficoltà assurde, l’ecosistema creato dalle entità sulla stazione e i vari elementi interattivi (tra cui son presenti ad esempio dei lanciafiamme, un gas con particolari effetti a seconda di chi lo respira, porte che si aprono e chiudono a tempo e una luce pulsante la quale induce negli alieni comportamenti anomali aprendo nuove soluzioni agli enigmi) danno grande varietà al gioco. Completano il quadro una modalità difficile e alcuni obiettivi opzionali necessari a ottenere il 100% con cui sbloccare il vero finale della trama, i quali aggiungono notevole longevità alle circa 8 ore da me impiegate per terminare la storia senza addentrarmi nel completismo. Non ho incontrato nemmeno un bug e, a mio avviso, le uniche cose sinceramente criticabili sono tre:

  • In un paio di stage l’intelligenza del giocatore viene rimpiazzata in gran parte da una componente trial and error, riassumendo quei pochi minuti di gameplay in “fai azioni a caso finché azzecchi quella giusta, se sbagli muori e ricominci tutto”.
  • Un singolo checkpoint ha avuto un collocamento estremamente infelice, costringendomi a respawnare con alle calcagne un alieno di cui sbarazzarmi avendo a disposizione pochissimo tempo.
  • Rammento che avevo il tablet in dock e usavo i Joy-Con, preferendo rimuovere il cursore: la presenza di esso è obbligatoria per scacciare degli insetti dallo schermo. Normalmente è un’azione da fare senza fretta, ma uno degli ultimi livelli dove farlo richiede movimenti veloci e un posizionamento preciso mentre ci si libera dalle suddette creaturine. Se non si clicca su un insetto ma in un punto a caso, tuttavia, il gioco lo considererà come un ordine allo stagista di dirigersi lì. La cosa è arginabile in modalità portatile, schiacciando sul monitor col dito o un pennino, ma è stato comunque un breve momento di frustrazione.

Restano casi talmente isolati e sparsi, distribuiti su così tanti livelli, da avere un impatto troppo negligibile per minare la godibilità di un altrimenti validissimo titolo.

Grafica, musica ed effetti sonori

La grafica di Professor Lupo and his Horrible Pets è piacevole. Il vivido schema di colori è ben congegnato e non causa confusione né spezza un ritmo che spesso richiede decisioni rapide mentre gli alieni ci inseguono. Daniel Navarro, il supervisore del reparto artistico, ha alle spalle un curriculum comprendente i reparti visivi di un altro titolo Beautifun, Megamagic: Wizards of the Neon Age, il gioco Aliens! I need your D. N. A. creato per la 32esima edizione del celebre gamejam Ludum Dare e una mod di Left 4 Dead 2 intitolata Warcelona.

La colonna sonora, a cura degli elusivi Isard Senglar e Marcus Fade, non è particolarmente memorabile, ma è atmosferica e non intrusiva, permettendo al giocatore di pensare con chiarezza anche durante i momenti di maggior tensione. Composta da 12 brani, verrà rilasciata sulla pagina Bandcamp degli sviluppatori. Gli effetti sonori sono invece intensi e prominenti specie nei movimenti delle creature che abbiamo alle calcagna, dando rispettivamente gratificazione e impatto ad ogni azione commessa e morte subita.

In conclusione

Da grande fan di Nihilumbra ero scettico nel vedere lo studio responsabile della sua creazione affrontare un genere così diverso pur mantenendo la componente puzzle, ma sono felice di ammettere che i miei dubbi erano totalmente infondati. Professor Lupo and his Horrible Pets è un gioco molto piacevole con cui trascorrere una decina circa di ore, qualcosa in più se si decide di finirlo al 100%. Non è ai livelli di innovazione e impatto di titoli come Portal, Braid o World of Goo, ma rimane comunque un valido acquisto per gli amanti dei rompicapo.

  • Scheda
  • Commento finale
  • Trofei

Puzzle intelligenti e in continua evoluzione

Storia prevedibile ma simpatica

Buona progressione di difficoltà

Grande rigiocabilità grazie a obiettivi opzionali e hard mode

8

Forte trial and error isolato, fortunatamente, a pochissimi livelli

Due o tre piccoli momenti frustranti

Longevità 8.5

Grafica 7.5

Impatto 8

Sonoro 8

Professor Lupo and his Horrible Pets, al di là del nome chilometrico, non ha davvero difetti evidenti. Si tratta di un competente puzzle game con validissimi enigmi, buona progressione, grande creatività e livelli brevi che permettono di apprezzarlo in lunghe sessioni o piccoli morsi. Uno o due singhiozzi tecnici non ne minano la qualità complessiva. Non è un’eccellenza del genere, ma è nondimeno valido e meritevole del tempo di chi lo giocherà.

La versione Nintendo Switch non possiede achievements. Quella Steam ne ha 16, di cui solo 5 legati alla storia e ottenibili finendo il gioco senza sforzo. Gli altri sono tutti legati a sfide più o meno ardue, raggiungimento del 100% e modalità difficile, dunque non sono semplici da conquistare.

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