Padre Gascoigne

PLAYER ONE: #29 PADRE GASCOIGNE (BLOODBORNE)

Oggi vi racconterò la storia di uno dei personaggi più interessanti di Bloodborne, Padre Gascoigne

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Padre Gascoigne è il personaggio scelto per il nuovo appuntamento di Player One, la rubrica di iCrewPlay che parla dei personaggi più iconici ed indimenticabili della storia dei videogiochi. Nello scorso appuntamento sono state prese in esame le vicende di Heihachi Mishima, lo splendido personaggio di una delle saghe più longeve del panorama videoludico, il picchiaduro Tekken.

Giunti all’appuntamento numero 29 della rubrica, mi piacerebbe iniziare come di consueto con la spiegazione della mia scelta, cercando di non rubarvi molto tempo. Come potete leggere nelle prime parole dell’articolo, il personaggio spogliato in ogni sua più cruda verità è Padre Gascoigne. Molti di voi lo ricorderanno come uno dei boss più ostici dell’intera avventura, un personaggio odiato ma allo stesso tempo umano, in netta contrapposizione con il finale della sua storia.

La sua personale vicenda è toccante, tragica, mentre definisce con estro e abilità dell’autore il destino di molti abitanti della città di Yharnam, la perdita di se stessi, dei ricordi e la finale trasformazione in bestia. L’antica città di Yharnam, affascinante e tenebrosa fa da sfondo alle vicende vissute dal protagonista, catapultato senza grandi preamboli in una realtà cruda. Dopo aver assunto tramite iniezione una dose di sangue curativo derivato dalle sperimentazioni della chiesa della cura, antica istituzione che basa i suoi studi sulle infusioni di sangue come cura di ogni malattie esistente, inizia il nostro cammino.

La città diventa così meta di pellegrini e curiosi che vogliono sperimentare e curare le malattie attraverso gli oscuri studi della chiesa. Questi portano all’interno di Yharnam una malattia considerata incurabile, il morbo della bestia, che distrugge tutto quello che noi possiamo chiamare umanità, portando l’essere umano alla continua e morbosa ricerca del sangue come assetate bestie ed è qui che entra in gioco il nostro personaggio e inizia la famigerata notte della caccia.

Il protagonista, quindi, risvegliatosi nella clinica di Iosefka, scopre di essere un cacciatore che ha, come tutti i membri della sua stirpe, il compito di sradicare i mali portati dalla malattia durante le interminabili notti della caccia, mantenendo con tutte le forze quel briciolo di coscienza che la città sembra volerti strappare, portandoti alla follia. Il nostro compito sarà quello di trascendere il sangue smunto e mettere fine all’interminabile notte.

Dopo aver percorso vie piene di creature ostili, come un miraggio ci imbattiamo in una lanterna simbolo di un meritato riposo. Nei pochi istanti di tranquillità i nostri occhi cadono su una piccola casa, la luce accesa vicino alla finestra attira il nostro sguardo e così ha inizio la storia che vi voglio raccontare.

Increduli di trovare persone che sono sfuggite al terribile morbo proviamo a capirne di più e veniamo “accolti” dalla voce fioca di una bambina che istantaneamente ci riconosce tramite l’odore. Non era la prima volta quindi che un cacciatore si presentava alla sua porta. Come poi ci verrà raccontato, suo padre, anch’esso cacciatore, non è ancora riuscito a trovare la via di casa e la madre preoccupata si è messa in viaggio per cercarlo.

Veniamo a conoscenza così della scomparsa dei suoi genitori e se mai dovessimo accettare di aiutarla inizierà una delle prime quest secondarie del gioco e, a mio parere, la più affascinante.

La piccola abitante di Yarnham ci fornirà un prezioso oggetto, un piccolo carillon contenente un foglio di carta rovinato che porta incisi due nomi, Gascoigne e Viola. Oltre a questo ci vengono date informazioni importanti sulla madre, Viola infatti dovrebbe indossare una grande spilla di pietre preziose rossa.

Padre Gascoigne Bloodborne

Proseguendo sul nostro cammino, intenti ad aiutarla, ci imbattiamo nella tomba di Odeon e lì in lontananza scorgiamo un uomo vestito di nero dedito a smembrare quelle che sembrano a tutti gli effetti delle carcasse, si tratta di Padre Gascoigne.

Padre Gascoigne

                                                   “…bestie dappertutto, presto o tardi anche tu diventerai come loro…

Chi era Padre Gascoigne?

Secondo le descrizioni e le informazioni ricavate era un prete proveniente da una terra lontana, forse giunto insieme ai tanti pellegrini alla ricerca della cura o dal terribile richiamo del sangue. Giunto nella città di Yharnam entra ,grazie alle sue grandi abilità combattive, nella chiesa della cura come cacciatore, formando una coppia inarrestabile con l‘old hunter Henryc, amico fidato e formidabile compagno di caccia.

I due insieme riuscirono a superare diverse battaglie, ma con il passare del tempo Padre Gascoigne iniziò a nutrire un forte richiamo per il sangue, che inesorabilmente lo porterà alla follia, rendendolo la bestia che tutti abbiamo avuto l’onore di affrontare.

Considerata, per gusto personale, come una delle bossfight più riuscite e difficili del gioco, finalmente insieme al nostro protagonista ci scontreremo con lui riuscendo a dargli pace, aiutandolo a concludere la sua lunga caccia. Arrivati a metà dello scontro la poca umanità conservata da Padre Gascoigne, ultima resistenza per poter tenere viva forse la speranza di rivedere le figlie e la moglie, scompare lasciando che la bestialità che ha corrotto il suo corpo e la mente prenda il sopravvento, trasformandolo allo strenuo delle forze in un licantropo.

La bossfight entra così nella sua fase più dura, il cimitero devastato dai tremendi colpi della bestia trema, il terribile scontro ci porterà alla vittoria, nonostante la ferocia del nostro nemico (o i nostri interminabili tentativi, dipende come vogliamo vederla).

padre gascoigne

Una delle trovate più interessanti dello scontro è dato dall’uso dell’oggetto donatoci in precedenza dalla figlia, il piccolo carillon infatti contiene una melodia cara al padre, utilizzata per scatenare in lui diversi ricordi, facendolo tornare per qualche momento alla normalità e scacciare la follia. In termini di gameplay l’uso dell’oggetto permette al cacciatore di avere alcuni istanti di vantaggio sul boss, dato che attivandolo Padre Gascoigne ritroverà il senno e fermerà i suoi attacchi incalzanti, regalandoci diversi secondi per attaccarlo.

Sconfiggendolo la sensazione di soddisfazione viene messa da parte e coperta dal senso di colpa, la tristezza per aver portato via una delle figure più importanti della bambina, soprattutto dopo aver scoperto che su uno degli edifici che circondano il cimitero giace il corpo di una donna martoriata. Senza bisogno di identificare il cadavere, che porta una spilla adornata da una grande pietra rossa con inciso sul retro il nome Viola, ci rendiamo conto della sua identità. Giunta per ritrovare il marito scomparso, viene uccisa brutalmente dallo stesso, essendo stata scambiata per una bestia da cacciare. Aver dimenticato il carillon, creato da lei e contenente la loro canzone preferita, è stato fatale, uno strano gioco del destino.

I passi fatti a ritroso per tornare alla finestra illuminata dalla lanterna rossa sono pesanti, quello che ci aspetta è toccante. La piccola orfana ci accoglie con estrema gentilezza, forse nella sua voce possiamo percepire una flebile speranza, prima di essere chiamati a compiere una difficile scelta. Davanti a noi abbiamo diverse modi di concludere la quest. Consegnarli la spilla della madre simbolo della scomparsa dei genitori, farà si che la piccola prenda coscienza dell’accaduto, chiudendosi in se stessa cadrà in un baratro privo di speranza, un silenzio assordante colmo di tristezza.

La seconda scelta, quella di non consegnare la spilla, porterà ad un destino diverso, il cacciatore infatti cercherà di convincerla a raggiungere un luogo più sicuro della sua casa, la cappella di Odeon, edificio che grazie ai profumi emanati dagli incensi riesce a tenere lontane le bestie, calmandone la sete di sangue. Questo luogo verrà sbloccato grazie alla vittoria nello scontro con Padre Gascoigne, alla sua morte verremo ricompensati con la chiave.

Sarà possibile inoltre, non consegnandole la spilla, inviarla alla clinica di Iosefka. Qualunque sia la decisione il destino della bambina rimane segnato tragicamente, troverà la morte cercando disperatamente di raggiungere la salvezza. Divorata da un enorme maiale infetto nelle fogne della città se la nostra decisione sarà quella di mandarla alla cappella di Odeon. Quando il nostro cacciatore tornerà alle fogne potrà affrontare la mostruosità, che dopo essere stata sconfitta lascerà sul terreno un nastro bianco macchiato di sangue.

Se la nostra scelta ricadrà sulla clinica, proseguendo con l’avventura verremo a conoscenza dei terribili esperimenti attuati da Iosefka. La bambina si paleserà davanti ai nostri occhi irriconoscibile, sotto forma di un abominio informe.

La tragica sorte della famiglia di Padre Gascoigne non si esaurisce in questi terribili misfatti. Tornando alla casa dopo alcuni eventi vissuti in Bloodborne noteremo che la lanterna brillerà nuovamente di luce, indicandoci che all’interno dell’abitazione qualcuno abbia fatto ritorno. Verremo qui a conoscenza della sorella della bambina, che ci interrogherà sul destino della piccola sorella. Saremo costretti a darle un’ultima devastante notizia. Consegnandole il nastro ritrovato dopo aver sconfitto il maiale, venendo quindi a conoscenza della dolorosa morte la ragazza mostrerà segni di cedimento, un accenno di follia che la porterà successivamente al suicidio.

Se mai durante il corso dell’avventura torneremo al cimitero troveremo ad aspettarci in preda alla follia il cacciatore Henryc, che secondo alcune teorie sarebbe, oltre che il compagno fidato di Padre Gascoigne, il nonno della piccola e padre di Viola. Folle per aver perso la nipote e la figlia per mano del suo genero e amico, il cacciatore ci attaccherà con una ferocia inaudita, in quella che a tutti gli effetti sarà la sua ultima battaglia. Le luci della piccola casa all’ombra degli imponenti edifici di Yharnam è spenta, così si conclude una delle storie più affascinanti di Bloodborne.

Attendendo con ansia un secondo capitolo, spero di aver fatto riaffiorare in te dei ricordi. Questo è quello che ci lascia un bel videogioco, emozioni forti, gioie, dolori e storie indimenticabili. Se qualcosa si è smosso in te il mio compito può dirsi compiuto e non mi resta che augurarti buona caccia.

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