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	<title>Nintendo &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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		<title>Digimon Story Time Stranger: guida per iniziare e primi Digimon</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Guide e segreti]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
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					<description><![CDATA[La guida per muovere i primi passi in Digimon Story Time Stranger: quale starter scegliere tra Patamon, DemiDevimon e Gomamon, come funziona la digievoluzione e gli errori da evitare all'inizio.]]></description>
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<p>All&#8217;inizio di Digimon Story Time Stranger si sceglie tra Patamon, DemiDevimon e Gomamon: <strong>nessuna delle tre scelte è sbagliata, perché tutti e tre gli starter possono essere reclutati comunque entro il primo scontro con Kuwagamon nel Capitolo 1, quindi conviene scegliere in base a chi rende più semplici le primissime ore piuttosto che al Digimon che si preferisce a lungo termine</strong>. Gomamon, di tipo Vaccine, è generalmente considerato il più comodo all&#8217;inizio perché va in vantaggio contro i boss di tipo Virus dei primi capitoli.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Patamon, DemiDevimon o Gomamon: pro e contro di ogni starter</h2>



<p><strong>Gomamon </strong>domina le prime ore proprio perché il suo tipo Vaccine va a nozze contro i primi boss di tipo Virus, rendendo la progressione della storia più fluida. Lo svantaggio arriva a metà gioco, quando i nemici diventano più vari nei tipi e la linea evolutiva verso Ikkakumon, pur solida, perde smalto rispetto alle forme ultimate degli altri due starter. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1199" height="898" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/digimon-story-time-stranger-guida-per-iniziare-e-p-1-20260709-2241.png" alt="Digimon Story Time Stranger: guida per iniziare e primi Digimon" class="wp-image-560762" title="Digimon Story Time Stranger: guida per iniziare e primi Digimon"></figure>



<p><strong>Patamon</strong>, di tipo Data, parte più debole nelle prime battaglie ma apre alcune delle linee evolutive più interessanti del gioco, con accesso rapido a Digimon come Armadillomon, Coronamon e Terriermon già nei primi capitoli. DemiDevimon, di tipo Virus, offre un percorso diretto verso Plutomon, uno degli ambiti Digimon Olympos XII, ma il suo attacco multi-bersaglio Demi Darts risulta spesso poco efficace contro i primi boss, che tendono a resistergli per matchup di tipo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona la digievoluzione</h2>



<p>A differenza dei precedenti capitoli della serie, in Time Stranger <strong>la digievoluzione si effettua in qualsiasi momento</strong> direttamente dal menu del Digivice, senza bisogno di raggiungere un luogo specifico. Ogni Digimon segue uno schema a livelli (Primario, Primo Stadio, Intermedio, Campione, Evoluto, Mega), e sbloccare una forma richiede tre elementi insieme: il Grado Agente, che sale con la storia principale, le statistiche del Digimon e la sua personalità. </p>



<p>I Digimon di livello Campione richiedono Grado Agente 3, quelli Evoluti almeno il Grado 5. È inoltre possibile de-digievolvere un partner alla forma precedente in qualsiasi momento: il downgrade delle statistiche è solo parziale, perché una parte viene conservata come bonus cumulativo, il che rende il ciclo evoluzione-involuzione-evoluzione uno degli strumenti più efficaci per rafforzare la squadra nel tempo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché conviene aspettare il 200% di scansione</h2>



<p>Per ottenere un nuovo Digimon serve prima scansionarlo in battaglia, esattamente come in Cyber Sleuth. La differenza sostanziale è che, oltre al 100% necessario per sbloccarlo, è possibile continuare a scansionare fino al 200 per cento: convertire un Digimon a quella soglia garantisce un <strong>bonus permanente di 100 punti vita e un Talento</strong> (l&#8217;equivalente dell&#8217;ABI dei capitoli precedenti) nettamente più alto, che si traduce in un level cap maggiore e in una crescita delle statistiche molto più solida nel lungo periodo. </p>



<p>Vale la pena applicare questa regola a ogni membro stabile della squadra; fanno eccezione lo starter iniziale e le prime catture, dove serve avere Digimon disponibili subito per proseguire nella storia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Errori comuni da evitare nelle prime ore</h2>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Convertire un Digimon appena raggiunge il 100%</strong> di scansione invece di aspettare il 200%, perdendo il bonus di Talento</li>



<li><strong>Dimenticare di spendere i punti Grado Agente</strong> accumulati: molte digievoluzioni restano bloccate solo per questo motivo</li>



<li><strong>Costruire una squadra con un solo tipo</strong> tra Vaccine, Data e Virus, restando scoperti contro alcuni nemici</li>



<li><strong>Ignorare la De-digievoluzione</strong>, che permette di recuperare bonus statistici anche su un Digimon di basso livello</li>



<li>Affrettarsi verso la forma finale preferita senza costruire prima le statistiche cumulative attraverso più cicli evolutivi</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Consigli pratici per costruire la squadra</h2>



<p>Conviene includere sempre almeno un rappresentante per ciascuno dei tre tipi, <strong>Vaccine, Data e Virus</strong>, così da avere una risposta pronta contro qualsiasi avversario invece di affidarsi a un solo asse strategico. L&#8217;In-Between Theater, l&#8217;hub della Digifattoria, permette inoltre di far allenare passivamente fino a trenta Digimon di riserva mentre si esplora, a patto di tornare regolarmente a raccogliere i progressi: è un modo utile per tenere pronti Digimon di scorta con specializzazioni diverse senza doverli portare attivamente in squadra. Per un quadro più ampio sul gioco, dalla trama al sistema di combattimento, resta un buon punto di partenza la nostra <a href="https://www.icrewplay.com/digimon-story-time-stranger-recensione/">recensione completa di Digimon Story Time Stranger</a>, mentre chi deve ancora scegliere la piattaforma può consultare la nostra guida a <a href="https://www.icrewplay.com/digimon-story-time-stranger-switch-switch-2/">Digimon Story Time Stranger su Switch e Switch 2</a>, in arrivo il 10 luglio 2026 con una demo gratuita già disponibile su eShop.</p>
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		<title>Moonlight Peaks, recensione (Nintendo Switch 2)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/moonlight-peaks-recensione-nintendo-switch-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Little Chicken e pubblicato da XSEED Games in sinergia con Marvelous Europe, Moonlight Peaks è un cozy games in terza persona 3D che mixa il gothic fantasy ad Animal Crossing e Rune Factory/Harvest Moon, con molteplici richiami a quest’ultima saga. Eppure, il titolo riesce a introdurre diversi elementi inediti e personali tra cui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Little Chicken</strong> e pubblicato da XSEED Games in sinergia con Marvelous Europe, Moonlight Peaks è un cozy games in terza persona 3D che mixa il gothic fantasy ad <a href="https://www.icrewplay.com/animal-crossing-new-horizons-aggiornamento/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Animal Crossing</a> e Rune Factory/Harvest Moon, con molteplici richiami a quest’ultima saga. Eppure, il titolo riesce a introdurre diversi elementi inediti e personali tra cui il protagonista stesso di cui andremo a vestire i panni, ossia un vampiro. Noi ci siamo dedicati a questa stravagante vita su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch 2</a> e questa è la<strong> nostra recensione</strong>! </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Moonlight Peaks - Supernatural Gameplay Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Z_rxfOWb54I?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Moonlight Peaks il figlio di Dracula alla ricerca di libertà</h2>



<p>Ebbene sì, come da titolo del paragrafo, il nostro alter ego digitale non è altri che il figlio del famosissimo <strong>Dracula</strong>. Ovviamente, inutile anche solo specificarlo, potrai personalizzare il tuo protagonista come preferisci, dal sesso all’abbigliamento passando per il volto e i capelli e altri segni particolari. Il tutto con un editor iniziale abbastanza standard per il genere e in grado poi di ampliarsi successivamente con nuovi capi e accessori.</p>



<p>Tornando alla trama di Moonlight Peaks, il gioco inizia con la nostra <strong>“fuga” dal castello</strong>, ossia da casa nostra. Il tutto con tanto di scambio di messaggi con nostra madre che tenta inutilmente di convincerci a tornare a casa. Ormai è deciso, il nostro protagonista punta all’indipendenza e ha crearsi qualcosa di suo. Per fare ciò, va a trasferirsi nei pressi di Moonlight Peaks, una cittadina magica piena di creature sovrannaturali. Ebbene sì, il titolo potrebbe sembrare una reskin in salsa <strong>Halloween </strong>di un qualsiasi altro sim-life e invece no, riesce ad avere un’anima pulsante tutta da svelare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Moonlight-Peaks-recensione-1024x576.jpg" alt="Moonlight Peaks, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-560411" title="Moonlight Peaks, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<p>Il merito di ciò, è legato al <strong>cast dei personaggi</strong>, siano essi legati direttamente o meno alla famiglia del protagonista e alle vicende del passato che hanno coinvolto la stessa città, abbiamo apprezzato la loro varietà e la loro caratterizzazione. Al netto di qualche cliché tipico del genere di riferimento, c’è un’ampia scelta sia per stringere legami meramente d’amicizia sia in funzione della storia stessa, con missioni e sottomissioni da sbloccare gradualmente e in modo anche abbastanza randomico.</p>



<p>Presente anche la love story tipica del genere anche se il procedimento per rafforzare un legame a tal punto richiede molto tempo. In poche parole, non basterà riempire di regali il personaggio, o i personaggi, scelti. E in effetti, la tempistiche e il ritmo di gioco è forse tra i pochi problemi di Moonlight Peaks. <strong>La fase iniziale </strong>soprattutto, quella che ci vede trasferirci nella classica fattoria dismessa, senza soldi e quindi votati ai lavori più beceri e ripetitivi, è la fase del gioco meno ispirata e sfiancante.</p>



<p>La monotonia iniziale, a cui si aggiungono una serie di limitazioni che andremo presto a vedere nel paragrafo del gameplay, rallenta ovviamente anche l’incedere della storia che si fossilizza su operazioni cicliche e prive di appeal per poi sbloccarsi solo dopo un bell’ammontare di ore e risorse investite. Sia chiaro, questo “problema” è <strong>tipico del genere</strong> e Moonlight Peaks non è di certo il primo gioco a soffrirne, ma avremo apprezzato un po’ di creatività in più soprattutto perché il titolo in esame ne ha di potenziale e idee in campo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Moonlight-Peaks-recensione-656-1024x576.jpg" alt="Moonlight Peaks, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-560409" title="Moonlight Peaks, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Soprannaturale è bello</h2>



<p>Moonlight Peaks è un life-sim alla Harvest Moon e Rune Factory in terza persona 3D e identificabile in pieno come<strong> cozy game</strong>. Perché sì, soprattutto chi è cultore del genere, saprà rilassarsi sul serio nell’affrontare la vita offerta da Moonlight Peaks, dalle sue magie e dai suoi singolari abitanti. A spiccare, ovviamente, è l’ambientazione e la relativa atmosfera. Tutto in Moonlight Peaks viene traslata in chiave gotica e “Halloweenesca” ma senza mai perdere un chiaro richiamo “puccioso” e adatto a tutte le utenze.</p>



<p>Questo perché siamo sì un vampiro ma non siamo di quelli che vanno ad azzannare le persone. Tutt’altro, siamo devoti a strane coltivazioni di piante magiche, all’allevamento di bizzarri animali e a manipolare magie che vanno dalla trasformazione iconica in pipistrello a mani eteree che si impegnano a fare i nostri lavori “manuali”. Il tutto però legato a una barra di <strong>stamina </strong>che va a settare le nostre mosse, limitandole e ponendo i primi paletti al nostro ritmo di gioco.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Moonlight-Peaks-recensione-45-1024x576.jpg" alt="Moonlight Peaks, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-560406" title="Moonlight Peaks, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<p>Tali limiti, infatti, vanno a pesare sul numero di azioni e  possibilità che si possono effettuare in un giorno, diluendo artificialmente la durata di determinate missioni come la raccolta e/o accumulo di determinate risorse. Ciò si somma a un secondo limite: l’impossibilità del nostro protagonista di eseguire azioni durante il <strong>giorno</strong>. Purtroppo il titolo decide arbitrariamente di non farci mai vedere la luce del giorno e/o le sue conseguenze, forzandoci a un teletrasporto automatico nella bara non appena sorge il sole. </p>



<p>Ecco questi due elementi rendono le attività di gioco ancora più <strong>cicliche </strong>seppur sia ovvio che mirano a una sorta di strategia da scandagliare giorno dopo giorno. Il problema è che ciò può affaticare soprattutto nelle prime fasi di gioco, molto lente e ripetitive. Un peccato considerando che il bello, ossia il vero potenziale del gioco, che si traduce tanto in elementi e infrastrutture quanto in attività e scioglimento di trama, avviene nelle fasi molto più avanzate. Quindi sì, c’è un senso di crescita ma questa si apprezza solo dopo aver investito molto tempo. </p>



<p>Da segnalare anche che, oltre alla vasta mole di attività standard legate alla produzione di materiale, pozioni e incantesimi già citati, Moonlight Peaks aggiunge anche la pesca e la cattura degli insetti ma soprattutto inserisce un vero e proprio, seppur piccolo e abbastanza legato alla fortuna, gioco di carte denominato <strong>Nokturna</strong>. Sono tutti passatempi che donano varietà e longevità nel lungo termine e contribuiscono a creare un mini mondo fantasy che si mostra, lentamente, sempre più accogliente e vasto.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/Moonlight-Peaks-recensione-4-1024x576.jpg" alt="Moonlight Peaks, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-560405" title="Moonlight Peaks, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, l’unione tra gotico e puccioso funziona, grazie anche a una discreta cura sia dei personaggi che dell’ambiente. C’è una notevole differenza tra i personaggi 3D e i loro artwork, con quest’ultimi molto ben caratterizzati esteticamente, ma dopo un po’ ci si fa l’abitudine. Molto gradevoli e buffe anche le creature che troveremo in giro, tra cui il nostro giga baule mostruoso e brontolante, essenziale per i nostri affari. Da segnalare una palette cromatica tendenzialmente sempre sul violaceo e una totale assenza dei colori più accesi visto che il sole, come detto, non lo vedremo praticamente mai.</p>



<p>Da segnalare che molte zone di gioco non saranno visibili e visitabili subito ma sbloccabili gradualmente nelle fasi più avanzate del gioco. Altra scelta coi medesimi pro e contro prima elencati. In ogni caso la cura degli ambienti è apprezzata. Così come è apprezzato il <strong>sonoro </strong>con tracce audio gradevoli e funzionali all’esperienza di gioco seppur mai realmente memorabili. Buona la varietà. Infine, segnaliamo la totale <strong>assenza della lingua italiana</strong>, un peccato considerando che dialogare con gli altri personaggi è comunque parte integrante ed essenziale del mondo di Moonlight Peaks.</p>



<p></p>
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		<title>Culdcept Begins: come funziona il gioco di carte e dadi su Switch 2 in uscita il 16 luglio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
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					<description><![CDATA[Culdcept Begins arriva il 16 luglio 2026 su Nintendo Switch 2 e Nintendo Switch dopo dieci anni dall'ultimo capitolo della serie. Guida completa a come funziona: il movimento a dadi, i tre tipi di carte, la costruzione del mazzo da 40 carte, il sistema dei territori e il GameShare per giocare in quattro anche con chi non possiede il gioco.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Culdcept Begins</strong> di <strong>Neos Corporation</strong>, sviluppato sotto la supervisione di Omiya Soft, arriva il <strong>16 luglio 2026</strong> su <strong>Nintendo Switch 2</strong> e <strong>Nintendo Switch</strong>. È il primo nuovo capitolo della serie dopo dieci anni: l&#8217;ultimo era stato Culdcept Revolt su Nintendo 3DS nel 2016. La versione PC per Steam arriverà in un secondo momento nel corso del 2026. Se non avete mai sentito parlare di Culdcept, non siete soli: la serie è rimasta a lungo un classico nascosto, apprezzato da chi l&#8217;ha scoperto ma mai uscito davvero dall&#8217;ombra. Culdcept Begins è pensato esplicitamente come punto di ingresso, come suggerisce il suo nome. Questa guida spiega come funziona.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1240" height="698" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/culdcept-begins-come-funziona-il-gioco-di-carte-e-2-20260707-1128.png" alt="Culdcept Begins: come funziona il gioco di carte e dadi su Switch 2 in uscita il 16 luglio" class="wp-image-560685" title="Culdcept Begins: come funziona il gioco di carte e dadi su Switch 2 in uscita il 16 luglio"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è Culdcept: un gioco da tavolo con le carte</h2>



<p>La premessa di Culdcept è semplice: è un <strong>gioco da tavolo in cui si usano le carte</strong>. Il tabellone è un percorso circolare di caselle, i giocatori si muovono tirando i dadi e l&#8217;obiettivo è accumulare una quantità di magia sufficiente a vincere. La magia si ottiene principalmente <strong>conquistando territori</strong>: ogni casella del tabellone può essere occupata piazzando una carta creatura su di essa. Quando un avversario passa su una casella già occupata, deve pagare un pedaggio al proprietario. Più carte si piazzano, più risorse fluiscono. La strategia emerge dall&#8217;interazione tra il movimento casuale (i dadi) e le decisioni deliberate (quali carte giocare, quando attaccare, come costruire il proprio mazzo). Come avevamo già spiegato nella nostra <a href="https://www.icrewplay.com/giochi-di-strategia-unintroduzione-parte-1/">introduzione ai giochi di strategia</a>, i migliori titoli del genere bilanciano sempre una componente di imprevedibilità con profondità tattica: Culdcept fa esattamente questo, e lo fa da quasi trent&#8217;anni.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le tre tipi di carte: Creatura, Oggetto e Magia</h2>



<p>Culdcept Begins include <strong>oltre 400 carte</strong> con nuove illustrazioni, divise in tre categorie principali. Le <strong>Carte Creatura</strong> servono a occupare i territori del tabellone e a difenderli dagli attacchi avversari. Ogni creatura appartiene a uno dei cinque elementi, ha statistiche di attacco e difesa diverse e spesso una capacità speciale che si attiva in combattimento o durante il movimento. Le <strong>Carte Oggetto</strong> potenziamo le creature in combattimento in modi specifici: non si limitano ad aumentare attacco e difesa, ma introducono effetti speciali che possono ribaltare uno scontro apparentemente già deciso. Le <strong>Carte Magia</strong> agiscono sul flusso generale del gioco: possono rallentare un avversario, modificare i valori dei territori, attivare effetti ambientali o prepararti per una sequenza di mosse successiva. Sono le carte più versatili e quelle che richiedono più pianificazione per sfruttare appieno.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il mazzo: 40 carte costruite attorno a una strategia</h2>



<p>Prima di ogni partita, ciascun giocatore costruisce il proprio <strong>Libro</strong>, il mazzo da esattamente <strong>40 carte</strong> con cui affronterà la sessione. La costruzione del mazzo è il cuore strategico del gioco: ogni combinazione di creature, oggetti e magie definisce uno stile di gioco diverso. Un mazzo aggressivo punta a conquistare territori rapidamente e ad attaccare quelli avversari. Un mazzo difensivo si concentra su creature resistenti e oggetti che amplificano il pedaggio da pagare ai passanti. Un mazzo più tecnico gioca sulle carte magia per manipolare il tabellone in proprio favore. Culdcept Begins è pensato per i nuovi giocatori, ma la profondità del deckbuilding è genuina: combinare creature dello stesso elemento dà bonus aggiuntivi, le sinergie tra carte diverse si scoprono giocando e alcuni mazzi semplici da costruire diventano molto più potenti di quanto sembrino.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="720" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/culdcept-begins-come-funziona-il-gioco-di-carte-e-1-20260707-1128.png" alt="Culdcept Begins: come funziona il gioco di carte e dadi su Switch 2 in uscita il 16 luglio" class="wp-image-560684" title="Culdcept Begins: come funziona il gioco di carte e dadi su Switch 2 in uscita il 16 luglio"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Le modalità: storia, sfide contro l&#8217;IA e online</h2>



<p>Culdcept Begins include una <strong>modalità Storia</strong> per giocatore singolo, ambientata sul continente di Bavrashka dove il protagonista Kamur frequenta la Reale Accademia dei Cept. Le modalità di gioco coprono il singolo giocatore, le sfide contro l&#8217;intelligenza artificiale in <strong>Versus Mode</strong> e il <strong>gioco online</strong> contro altri giocatori. Supporta da 1 a 4 giocatori. La localizzazione è disponibile in giapponese, inglese, coreano, cinese tradizionale e cinese semplificato.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le novità della versione Switch 2: GameShare e mouse</h2>



<p>La <strong>Nintendo Switch 2 Edition</strong> aggiunge due funzionalità esclusive rispetto alla versione Switch originale. Il <strong>GameShare</strong> permette di giocare in cooperative o competitive fino a quattro giocatori includendo anche utenti Nintendo Switch e Switch 2 che <strong>non possiedono il gioco</strong>: basta avere una copia tra i quattro partecipanti. È la funzionalità più interessante per chi vuole introdurre il gioco ad amici senza che ognuno debba acquistarlo. Il <strong>supporto al mouse Joy-Con 2</strong> aggiunge un metodo di controllo più intuitivo per la selezione delle carte e la navigazione del tabellone, particolarmente comodo per chi viene da giochi di carte su PC. La versione Switch 2 offre anche risoluzione e framerate superiori rispetto alla versione Switch originale. Culdcept Begins è disponibile in versione digitale e fisica. La scheda di gioco è compatibile con entrambe le console, Switch e Switch 2. Per tutti i dettagli e i preordini, il riferimento è la <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noopener">pagina Nintendo eShop ufficiale</a>.</p>
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		<title>The drifter, recensione (Nintendo Switch)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Powerhoof, The drifter è una intrigante e affascinante avventura grafica incentrata sulla narrazione e impreziosita da un’ottima pixel art che dona al titolo atmosfera e un magnetico alone nostalgico.  Si tratta di un titolo in grado di catturarti dopo poche battute, trascinandoti in un thriller con sfumature fantascientifiche ed horror che [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Powerhoof</strong>, The drifter è una intrigante e affascinante<a href="https://www.icrewplay.com/top-5-avventure-grafiche-da-recuperare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> avventura grafica</a> incentrata sulla narrazione e impreziosita da un’ottima pixel art che dona al titolo atmosfera e un magnetico alone nostalgico.  Si tratta di un titolo in grado di catturarti dopo poche battute, trascinandoti in un thriller con sfumature fantascientifiche ed horror che funzionano dall’inizio alla fine. Noi abbiamo vestito i panni di Carter su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="The Drifter - Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/2GiHlkE2z8g?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading"><br>The drifter e l’eterno ritorno</h2>



<p>The drifter è soprattutto <strong>narrazione</strong>, un titolo che sa come raccontare una storia, dosando bene il ritmo, l’intreccio, il cast e, soprattutto, i colpi di scena., Un gioco che “gioca” con l’utente, ribaltanto più volte la situazione, mettendo in discussione la messa a schermo, la conoscenza del protagonista e di chi gioca. Il tutto lungo un thriller dalla durata nella media del genere e che ha il solo difetto di finire. Ma procediamo con ordine.</p>



<p>Il <strong>protagonista </strong>indiscusso dell’opera è un vagabondo afflitto da un passato pesante e doloroso da cui cerca di sfuggire in ogni modo. Si chiama <strong>Mick Carter</strong> e lo vediamo impegnato in uno scomodo viaggio in un treno merci. La direzione? Proprio il luogo da cui era scappato e in cui non vorrebbe tornare. Il motivo? Un funerale. Insomma, un evento da cui non può mancare e a cui, suo malgrado, deve assistere. Sa già che gli aspettano incontri non facili ma non può di certo aspettarsi quello che succederà da lì a pochi secondi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/the-drifter-recensione-1024x576.jpg" alt="The drifter, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560644" title="The drifter, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Prima di tutto, neanche il tempo di lasciare il vagone che assiste a un brutale omicidio a cui segue una rocambolesca fuga da quello che sembra essere uno squadrone di soldati d’elite. La fuga termina in un cavalcavia abbandonato ma a lui noto, popolato da senzatetto di vario genere. Incluse vecchie amicizie. Tra questi c’è anche una <strong>giornalista ficcanaso</strong> che sta raccogliendo una serie di informazioni. Sì, perché sembra che diversi senzatetto stiano scomparendo nel nulla.</p>



<p>Ebbene… senza dare altri dettagli, il nostro protagonista si ritroverà a morire. Esatto, Carter viene ucciso. Eppure avviene qualcosa di particolare, la sua mente viene dilaniata, strappata dal suo corpo e poi rigenerata di colpo, riportandolo indietro nel tempo e a pochi secondi prima della sua morte. Ecco, questa meccanica è tra le principali che caratterizzano l’avventura di The drifter e sì, nonostante non sia originalissima, <strong>funziona più che bene</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/the-drifter-recensione-4-1024x576.jpg" alt="The drifter, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560643" title="The drifter, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>L’intreccio narrativo di The drifter, al netto di qualche cliché, <strong>conquista e trascina</strong> grazie a innumerevoli elementi. La macro trama inganna e continua a disseminare indizi che si contraddicono a vicenda. Il nostro stesso protagonista, di cui potremo anche conoscere i pensieri, vive in diretta il nostro stesso spaesamento. E dobbiamo ammetterlo, Carter è un personaggio ben scritto e ben recitato. Uno di quelli con cui è difficile restare impassibili.</p>



<p>Tra cenni di umorismo e <strong>sarcasmo</strong> a momenti veramente drammatici, The drifter regala un’altalena di sensazioni magnetiche e funzionali. C’è coerenza nel racconto anche quando si prendono derive horror e fantascientifiche. Ma, soprattutto, ci sono emozioni palpabile. La morte, il ritorno, l’amore, il legame con posti e persone. The drifter è un prodotto che parla di umanità, di ossessioni e di dolori in più sfumature e frangenti, e sì lo fa anche con sarcasmo. Una storia quindi che centra in pieno il bersaglio e che suggeriamo calorosamente di vivere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/the-drifter-recensione-4-564-1024x576.jpg" alt="The drifter, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560642" title="The drifter, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un’avventura grafica solida</h2>



<p>The drifter è <strong>un’avventura punta e clicca</strong> abbastanza classica e che no, non innova granché nel genere di appartenenza. In compenso, è incredibilmente solida e appagante da vivere. Inoltre, cerca di superare il sistema del cursore rendendo l’esplorazione dell’ambiente più interattiva. In poche parole, potremo muovere Carter all’interno degli scenari senza cliccare col cursore ma spostandolo con l’analogico.</p>



<p>L’altro analogico, invece, dona vita a una ovale con all’interno una serie di puntini. Ogni puntino rappresenta una possibile interazione ambientale. <strong>Il sistema a “ruota”</strong> non è dei più intuitivi e richiede un minimo di pratica per essere padroneggiato, soprattutto in modalità portatile. A seconda del puntino su cui soffermeremo l’analogico, potremo poi premere il tasto dorsale per procedere all’azione che sia la raccolta di un oggetto, un dialogo da iniziare o l’analisi di un elemento ambientale. I dialoghi sono invece più classici, con riquadri suddivisi per argomenti da cliccare man mano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/the-drifter-recensione-43434-1024x576.jpg" alt="The drifter, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560640" title="The drifter, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Ovviamente, <strong>all’esplorazione </strong>di piccoli ambienti collegati tra loro o con una mappa in cui selezionare le aree, si aggiunge il sistema classico di inventario. Banalmente, qui troveremo tutti gli oggetti raccolti con alcuni di questi che si possono “unire” tra loro. Per quanto riguarda, invece, la prosecuzione dell’avventura, questa scorre in modo naturale e lineare, con una serie di enigmi e/o dialoghi da risolvere ed eseguire in un determinato modo per poter proseguire nella narrazione. Inoltre, <strong>Carter può &#8220;morire&#8221;</strong> e ogni volta ritorna in vita a poco prima della morte. Questo diventa una sorta di trial and error in cui comprendere come sbrogliare l&#8217;enigma per evitare di morire ancora e ancora. </p>



<p>Il tutto potenziato da un <strong>alone nostalgico</strong> efficace. Così come è efficace la deriva action sempre rigorosamente da “punta e clicca”. Insomma, non innoverà granché ma giocare è divertente, coinvolgente ed efficace anche pad alla mano e in entrambe le modalità offerte dall’ibrida Nintendo. Inoltre, non abbiamo riscontrato alcun bug o rallentamento di sorta. E anche i caricamenti sono decisamente rapidi e ininfluenti.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/the-drifter-recensione-44554-1024x576.jpg" alt="The drifter, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560639" title="The drifter, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, The drifter utilizza una pixel art affascinante e perfettamente coerente. Ogni ambiente è ben curato e animato, i personaggi risultano espressivi e ben diversi tra loro. Inoltre, il titolo non lesina neanche sulla violenza, con situazioni decisamente brutali e splendidamente animate. Tra scene d’azione e altre più riflessive, tutto scorre in funzione del racconto e restituisce un impatto estetico di tutto rispetto.</p>



<p>L’unica nota stonata è forse l’utilizzo, in parte eccessivo, dello schermo nero. Questi subentra per coprire determinate azioni che vengono invece raccontate dal protagonista fuori campo. Probabilmente si poteva utilizzare di meno ma è comunque una piccolezza. Molto, molto buono, invece, il <strong>sonoro</strong>. Le tracce sono tutte ben implementate ma a spiccare è il <strong>doppiaggio in inglese</strong>. I personaggi, partendo dall’ottimo Carter, sono tutti ben caratterizzati.</p>



<p>La voce di ognuno di loro, con alcuni personaggi doppiati dalla stessa persona ma comunque ben differenziati, coinvolge alla perfezione. Infine, ma non per importanza, segnaliamo la graditissima presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong>. Elemento essenziale per vivere al meglio le vicende del povero Carter.</p>
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		<title>Digimon Story Time Stranger punta su Switch 2, ma non per tutti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 08:41:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
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					<description><![CDATA[Digimon Story Time Stranger Switch 2 non è semplicemente “la nuova uscita” del gioco Bandai Namco. Il punto è un altro: il titolo è già arrivato nel 2025 su PlayStation 5, Xbox Series X&#124;S e PC, mentre il 10 luglio 2026 segna il debutto su Nintendo Switch e Nintendo Switch 2. Per questo la domanda [&#8230;]]]></description>
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<p><strong><a href="https://www.icrewplay.com/digimon-story-time-stranger-recensione/" data-type="post" data-id="549221">Digimon Story Time Stranger Switch</a> 2</strong> non è semplicemente “la nuova uscita” del gioco Bandai Namco. Il punto è un altro: il titolo è già arrivato nel 2025 su PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC, mentre il 10 luglio 2026 segna il debutto su <strong>Nintendo Switch e Nintendo Switch 2</strong>. Per questo la domanda più sensata non è quando esce, ma se abbia senso comprarlo proprio su console Nintendo.</p>



<p>La risposta dipende da ciò che cercate da un RPG di questo tipo. Digimon Story Time Stranger è un gioco basato su combattimenti a turni, crescita dei mostri digitali, gestione del party e molte ore di progressione. Non richiede i riflessi di un action puro, ma beneficia molto di tempi di caricamento contenuti, interfaccia leggibile e fluidità stabile. Su Switch 2, Bandai Namco punta su modalità grafiche dedicate; su Switch originale, invece, il valore principale resta la possibilità di giocarlo in portatile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Digimon Story Time Stranger Switch 2: perché questa versione ha senso</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/10/Digimon-Story-Time-Stranger-1-1024x576.jpg" alt="Digimon Story Time Stranger" class="wp-image-549223" title="Digimon Story Time Stranger punta su Switch 2, ma non per tutti"></figure>



<p>La versione Switch 2 parte con un vantaggio evidente: è pensata per una console più recente e include opzioni tecniche specifiche. La pagina Nintendo segnala una <strong>Performance Mode in Full HD fino a 60 fps</strong>, mentre il trailer Nintendo Direct ha presentato anche una <strong>Quality Mode con supporto 4K a 30 fps</strong> su Switch 2.</p>



<p>Per un RPG a turni non è obbligatorio giocare a 60 fps, ma la differenza si sente nella navigazione, nelle animazioni, nei menù e nell’esplorazione. In un titolo dove si passa molto tempo tra combattimenti, Digimon da gestire e ambienti da attraversare, una maggiore fluidità può rendere l’esperienza meno pesante nel lungo periodo.</p>



<p>La Switch 2 diventa quindi la versione Nintendo più consigliabile per chi vuole giocare anche fuori casa senza rinunciare troppo alla resa tecnica. Non sostituisce necessariamente PC o PS5 per chi cerca la versione più pulita possibile, ma offre un compromesso più convincente rispetto alla Switch originale.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Switch originale: conviene solo a certe condizioni</h2>



<p>La versione Nintendo Switch ha un pubblico chiaro: chi non intende passare a Switch 2 e vuole comunque giocare Digimon Story Time Stranger in portatile. Il problema è che, nel 2026, ogni conversione su Switch va valutata con prudenza, soprattutto quando il gioco nasce anche per piattaforme molto più potenti.</p>



<p>Bandai Namco ha confermato l’arrivo su Switch e Switch 2 il 10 luglio 2026, ma le informazioni tecniche più interessanti riguardano soprattutto Switch 2. Questo non significa che la versione Switch sia da evitare a prescindere, ma il consiglio è di considerarla solo se la portabilità pesa più della resa tecnica.</p>



<p>In un gioco come Digimon Story Time Stranger, eventuali compromessi su risoluzione, caricamenti o fluidità possono incidere più di quanto sembri. Non perché rovinino i combattimenti a turni, ma perché il ritmo generale di un RPG lungo vive anche di piccoli tempi morti. Se ogni transizione diventa più lenta, l’esperienza finisce per sembrare meno scorrevole.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa offre il gioco: oltre 450 Digimon e combattimenti a turni</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/10/Digimon-Story-Time-Stranger-2-1024x576.jpg" alt="Digimon Story Time Stranger" class="wp-image-549224" title="Digimon Story Time Stranger punta su Switch 2, ma non per tutti"></figure>



<p>Il cuore dell’esperienza resta quello della serie Digimon Story: raccolta, crescita e gestione dei Digimon dentro una struttura da gioco di ruolo. La descrizione ufficiale parla di un’avventura tra mondo umano e Digital World, con combattimenti a turni e una forte componente di monster-taming.</p>



<p>Le liste aggiornate dedicate ai giochi in arrivo su Switch e Switch 2 indicano la presenza di <strong>oltre 450 Digimon</strong>, un dato che rende Time Stranger particolarmente adatto a chi ama costruire squadre, sperimentare evoluzioni e lavorare sulle sinergie.</p>



<p>Questo è anche il motivo per cui la versione portatile ha un senso editoriale forte. Digimon Story Time Stranger è un gioco che può funzionare bene a sessioni brevi: qualche combattimento, un po’ di gestione, qualche avanzamento nella storia, poi si riprende più tardi. Da questo punto di vista, Switch e Switch 2 valorizzano un ritmo che le console da salotto non sempre intercettano allo stesso modo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Bonus preorder e contenuti extra: cosa sapere prima di scegliere</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/10/Digimon-Story-Time-Stranger-4-1024x576.jpg" alt="Digimon Story Time Stranger" class="wp-image-549226" title="Digimon Story Time Stranger punta su Switch 2, ma non per tutti"></figure>



<p>Il preorder delle versioni Nintendo include un <strong>Bonus Pack</strong> con Digimon allenabili, un costume e oggetti di gioco. Bandai Namco Europe cita in particolare i costumi <strong>Uniform of a Certain School</strong>, un Adventure Item Set e <strong>Agumon Black</strong> e <strong>Gabumon Black</strong>.</p>



<p>Il Season Pass, invece, comprende tre pacchetti DLC, ciascuno con cinque Digimon aggiuntivi e un episodio extra. È incluso anche il <strong>Golden Moai</strong>, oggetto decorativo per la Digifarm.</p>



<p>Qui conviene essere pratici: i bonus preorder sono piacevoli, ma non dovrebbero guidare da soli l’acquisto. La scelta vera è tra Standard, Deluxe e Ultimate. Se volete solo la storia principale, la Standard basta. Se invece sapete già che resterete sul gioco per molte ore dopo i titoli di coda, allora il Season Pass può avere più senso.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Digimon Story Time Stranger – Nintendo Switch 2 / Nintendo Switch Announcement Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/AbYa4l02nVQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Meglio Switch 2, PS5, Xbox o PC?</h2>



<p>Se la priorità è la prestazione pura, PC, PS5 e Xbox Series X|S restano scelte solide, anche perché il gioco è disponibile su quelle piattaforme dal 2025. La pagina ufficiale Bandai Namco segnala infatti l’uscita originale su console e PC il 3 ottobre 2025.</p>



<p>La versione Switch 2, però, ha un vantaggio che le altre non hanno: permette di unire portabilità e modalità tecniche più moderne. Per un titolo da decine di ore, non è un dettaglio marginale. Avere un RPG di questo tipo sempre pronto in portatile può cambiare il modo in cui lo si gioca.</p>



<p>La Switch originale è la scelta più debole sul piano tecnico, ma non per forza sbagliata. Ha senso per chi non possiede altre piattaforme, non vuole comprare Switch 2 e accetta eventuali compromessi pur di giocare in mobilità.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Vale la pena comprare Digimon Story Time Stranger su Switch 2?</h2>



<p>Sì, <strong>la versione Switch 2 sembra la più interessante tra quelle Nintendo</strong>, soprattutto per chi vuole giocare in portatile senza sacrificare troppo fluidità e risoluzione. La presenza di Performance Mode e Quality Mode dà più margine al giocatore: meglio 60 fps in Full HD o una resa più definita a 30 fps, in base alle preferenze.</p>



<p>La versione <a href="https://it.bandainamcoent.eu/digimon/digimon-story-time-stranger/shop-now?utm_campaign=DigimonSTS-Switch&amp;utm_medium=official_post&amp;utm_source=SM_Official" data-type="link" data-id="https://it.bandainamcoent.eu/digimon/digimon-story-time-stranger/shop-now?utm_campaign=DigimonSTS-Switch&amp;utm_medium=official_post&amp;utm_source=SM_Official" target="_blank" rel="noopener">Switch standard</a> va invece trattata come scelta di necessità o comodità. Può avere senso se la portabilità è l’unico criterio, ma chi ha già <strong>PS5</strong>, Xbox Series X|S, PC o intende passare a Switch 2 dovrebbe valutare con attenzione.</p>



<p>Il punto editoriale è questo: Digimon Story Time Stranger non arriva su Nintendo come semplice recupero tardivo. Arriva in un momento in cui Switch 2 può offrire una versione più adatta alla natura del gioco, fatta di sessioni lunghe, gestione continua e progressione graduale. Per chi ama Digimon e cerca un RPG da portare avanti con calma, la versione Switch 2 è probabilmente quella da tenere d’occhio.</p>
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		<title>Clarity: The Seven Demons of Vanguardia, recensione (Nintendo Switch)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/clarity-the-seven-demons-of-vanguardia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Team Quantum Games in sinergia con Eastasiasoft, Clarity: The Seven Demons of Vanguardia è un action platform in 2D a scorrimento prettamente orizzontale. Un titolo classico che si allontana da meccaniche alla Metroidvania o alla Souls cercando una purezza di genere con biomi abbastanza standard ma dal retrogusto nostalgico. Noi siamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato e pubblicato da<strong> Team Quantum Games</strong> in sinergia con Eastasiasoft, Clarity: The Seven Demons of Vanguardia è un action platform in 2D a scorrimento prettamente orizzontale. Un titolo classico che si allontana da meccaniche alla Metroidvania o alla Souls cercando una purezza di genere con biomi abbastanza standard ma dal retrogusto nostalgico. Noi siamo andati alla caccia di demoni su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch</a> e questa è la<strong> nostra recensione</strong>! </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Clarity: The Seven Demons of Vanguardia Trailer (PlayStation, Switch, Xbox)" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/lgjCIxkIJJg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Clarity: The Seven Demons of Vanguardia un viaggio alla ricerca di vendetta</h2>



<p>Clarity: The Seven Demons of Vanguardia non spicca sicuramente per la <strong>trama</strong> anche se dietro la messa in scena c’è una sorta di metafora che da una visione alternativa ai demoni che andremo ad affrontare nel nostro viaggio. Il titolo lo dice in chiaro e man mano che si prosegue la narrazione, viene gradualmente confermato: i demoni non sono altro che i “mali” di ognuno di noi. Una sorta di personificazione di problemi dell’essere umano. </p>



<p>Questa sfumatura non viene approfondita a dovere e a essere onesti non è neanche innovativa e il motivo è che il titolo sembra rivolgersi a un target molto più giovane del previsto nonostante siano presenti dei livelli di difficoltà pensati per chi è più esperto. Una sorta di indecisione, un voler soddisfare tutti, che non riesce però a convincere pienamente, soprattutto chi vive di action platform del genere. Tornando alla narrativa, le fasi iniziali ci coinvolgono in una <strong>classica tragedia</strong>: il padre del giovane protagonista viene brutalmente assassinato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="572" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/clarity-recensione-1024x572.jpg" alt="Clarity: The Seven Demons of Vanguardia, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560507" title="Clarity: The Seven Demons of Vanguardia, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Purtroppo, tale cut scene iniziale viene esposta da <strong>disegni</strong> e animazioni poco convincenti con un risultato finale altalenante, grezzo e anche poco originale. In ogni caso, la morte del genitore, apparentemente l’unico rimasto, è la spinta che va a motivare il nostro anonimo e giovane protagonista per intraprendere un viaggio all’insegna della vendetta: ammazzare il demone che ha ucciso il proprio padre. Per fare ciò, dovrà viaggiare in sette mondi e sconfiggere altrettanti demoni per accumulare potere qui identificato col nome di Clarity, da cui il titolo del gioco stesso. </p>



<p><strong>L’avventura</strong> scivola via in modo abbastanza scolastico con poche sorprese e pochi momenti realmente memorabili. Inoltre, il cast di personaggi messi in scena, delle razze più disparate, non aiutano a plasmare una lore coesa ed efficace, lasciando appunto la sfera narrativa in uno stato fin troppo fumoso e superficiale. Un peccato in quanto si poteva fare decisamente di più e rendere così il titolo più identitario e distinguibile in un catalogo di congeneri decisamente troppo agguerrito e popolato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="573" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/clarity-recensione-56-1024x573.jpg" alt="Clarity: The Seven Demons of Vanguardia, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560506" title="Clarity: The Seven Demons of Vanguardia, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gameplay classico</h2>



<p>Clarity: The Seven Demons of Vanguardia è un <strong>action platform in 2D</strong> a scorrimento prevalentemente orizzontale che si impone di seguire il sistema più classico del genere. Niente quindi elementi alla metroidvania o combat system alla souls. C’è il classico game over, i checkpoint, elementi da ricercare in giro e biomi da scoprire gradualmente. Il primo elemento che balza all’occhio, riguarda proprio questi ultimi. Il gioco, infatti, decide di dare all’utente la libertà di selezionare il bioma da affrontare.</p>



<p>Questo dona vita a un’avventura da costruire a nostro piacimento <strong>selezionando i singoli biomi </strong>tutti già sbloccati e a disposizione. Ovviamente, il punto finale, l’unico bloccato, rimane invariabile ma è il percorso che decideremo di intraprendere che va a mutare. Parlando della struttura dei livelli, invece, come detto non avremo significativi momenti da metroidvania ma ci sono comunque aree di gioco in cui sono necessari determinati poteri/abilità per poter procedere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="572" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/clarity-recensione-3643-1024x572.jpg" alt="Clarity: The Seven Demons of Vanguardia, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560504" title="Clarity: The Seven Demons of Vanguardia, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Il sistema di elementi di Clarity: The Seven Demons of Vanguardia, a sua volta legato alle abilità da sbloccare man mano che si sconfiggono i vari <strong>boss</strong>, è molto elementare ma funzionale all’obiettivo del gioco. Il combat system, invece, risulta abbastanza grezzo con hitbox non sempre precise. A ciò si aggiunge un livello di difficoltà sì modificabile ma mai realmente proibitivo, rendendo il gioco accessibile e consigliabile soprattutto a neofiti o a un target più giovane. </p>



<p>Entrando nel dettaglio del<strong> combat system</strong>, oltre agli attacchi legati alle armi ravvicinate, abbiamo la possibilità di scagliare dei proiettili magici per colpire i nemici a distanza. Questi proiettili vanno però ricaricati. Così come va ricaricata l’energia vitale. Questa potrà essere “riempita” svuotando un cuore che a sua volta può essere riempito raccogliendo piccoli cuori rossi rilasciati dai nemici. E sì, è un sistema non proprio “nuovo” e già visto in alcuni roguelike. Qualcuno ha detto <a href="https://www.icrewplay.com/hollow-knight-piccolo-il-cavaliere-grandi-le-emozioni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Hollow Knight</a>?</p>



<p>La composizione dei <strong>livelli</strong>, a cui si aggiunge una minimappa opzionale, non sorprende più di tanto ma inserisce discretamente bene le diverse fasi platform che possono contare su “dash” e “doppio salto” del nostro protagonista. Purtroppo Clarity: The Seven Demons of Vanguardia non riesce a stupire neanche in questo, svolgendo il suo compito senza lasciare il segno e col rischio già segnalato, di risultare abbastanza anonimo anche ludicamente.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="571" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/clarity-recensione-111-1024x571.jpg" alt="Clarity: The Seven Demons of Vanguardia, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560502" title="Clarity: The Seven Demons of Vanguardia, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Clarity: The Seven Demons of Vanguardia soffre di alti e bassi. I personaggi su schermo sono animati abbastanza bene e ben dettagliati ma questo riguarda prevalentemente i personaggi che “si muovono”. Purtroppo, alcuni soggetti sono terribilmente statici, come se fossero figurine bidimensionali. Parliamo di soggetti con cui parlare per sbloccare passaggi o recuperare determinati oggetti, o anche solo per scambiare due chiacchiere. Ecco, tutti questi personaggi sono assolutamente privi di animazione.</p>



<p>A ciò, si sommano delle cut scene la cui qualità grafica è fin troppo grezza e rudimentale. Anche il <strong>sonoro</strong> non spicca molto per originalità e varietà, riuscendo comunque a essere un buon accompagnamento. Da segnalare poi l’<strong>assenza della lingua italiana</strong>, di cui mancano anche i sottotitoli. In compenso, quel poco da leggere è decisamente facile da comprendere. Infine, il titolo si difende bene in entrambe le modalità dell’ibrida Nintendo con quella in portatile che riesce a contenere al meglio la natura low budget del gioco.</p>
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		<title>Oblivion Remastered arriva su Nintendo Switch 2 l&#8217;11 agosto con DLSS</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/oblivion-remastered-nintendo-switch-2-11-agosto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Ufficiali]]></category>
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					<description><![CDATA[The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered arriva su Nintendo Switch 2 l'11 agosto 2026 sviluppato da Bethesda e Virtuos. Supporto DLSS, 900p e 30fps in portatile, 1080p e 30fps in modalità TV, comandi di movimento, touch screen e mouse Joy-Con. Shivering Isles e Knights of the Nine inclusi. Preordini già aperti.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Bethesda Game Studios ha annunciato che <strong>The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered</strong> arriverà su <strong>Nintendo Switch 2</strong> il <strong>11 agosto 2026</strong>. La versione per la nuova console Nintendo è sviluppata in collaborazione con <strong>Virtuos</strong>, lo stesso studio che aveva curato la remaster originale uscita ad aprile 2025 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Come avevamo già raccontato nella nostra <a href="https://www.icrewplay.com/the-elder-scrolls-iv-remastered-recensione-ps5/">recensione di Oblivion Remastered su PlayStation 5</a>, il titolo aveva rappresentato uno dei ritorni più riusciti del 2025 grazie alla combinazione tra fedeltà all&#8217;originale e aggiornamento visivo di ampio respiro. I preordini per la versione fisica e digitale sono già disponibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le specifiche tecniche su Switch 2: DLSS, 900p portatile e 1080p TV</h2>



<p>La versione Nintendo Switch 2 supporta il <strong>DLSS</strong> sia in modalità portatile che in modalità TV, una novità significativa che compensa parzialmente la riduzione di risoluzione rispetto alle versioni console precedenti. Le specifiche tecniche confermate sono: <strong>900p e 30 fps in modalità portatile</strong> e <strong>1080p e 30 fps in modalità TV</strong>. Si tratta di prestazioni inferiori rispetto ai 4K e 60 fps della versione PlayStation 5 e Xbox Series X, ma in linea con le capacità hardware di Switch 2 per un open world di questa portata. È un compromesso già visto con altri porting su Switch 2 di titoli di largo respiro, e Virtuos ha dichiarato di aver ottimizzato la versione per garantire un&#8217;esperienza stabile nelle condizioni dichiarate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le funzionalità Switch 2: comandi di movimento, touch screen e mouse Joy-Con</h2>



<p>La versione Switch 2 sfrutta le funzionalità esclusive della console con tre modalità di controllo aggiuntive rispetto alla versione standard. I <strong>comandi di movimento</strong> dei Joy-Con possono essere usati per le azioni di combattimento e navigazione del menu. Il <strong>touch screen</strong> della console in modalità portatile aggiunge un ulteriore strato di interattività per la gestione dell&#8217;inventario e della mappa. Il <strong>sensore mouse del Joy-Con 2</strong>, già visto in altri titoli Switch 2, permette di usare il controller come mouse per una navigazione più precisa dell&#8217;interfaccia, particolarmente utile in un RPG con un sistema di menu elaborato come quello di Oblivion.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa include: Shivering Isles e Knights of the Nine nel pacchetto</h2>



<p>Come nella versione originale per PC e console, <strong>Oblivion Remastered su Switch 2 include le due espansioni principali del gioco</strong>: <strong>The Shivering Isles</strong>, che aggiunge il piano dell&#8217;Oblivion del Principe Daedrico Sheogorath con decine di ore di contenuto aggiuntivo, e <strong>Knights of the Nine</strong>, la missione questline che permette di ricostruire l&#8217;ordine cavalleresco dei Cavalieri dei Nove. È il pacchetto completo della remastered senza necessità di acquisti aggiuntivi. Come avevamo già anticipato nell&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://www.icrewplay.com/bethesda-switch-2-indiana-jones-fallout-oblivion/">arrivo di Bethesda su Switch 2</a>, l&#8217;annuncio di Oblivion Remastered per Nintendo fa parte di una strategia più ampia che ha già portato sulla console Indiana Jones e l&#8217;Antico Cerchio e Fallout 4 Anniversary Edition. Il preordine digitale è già disponibile sul <strong>Nintendo eShop</strong>, mentre la versione fisica sarà disponibile presso i rivenditori selezionati a partire dall&#8217;<strong>11 agosto 2026</strong>. Per tutti i dettagli sul gioco, il riferimento è il <a href="https://www.elderscrolls.com/oblivion" target="_blank" rel="noopener">sito ufficiale di The Elder Scrolls IV: Oblivion Remastered</a>.</p>
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		<title>Attack on Titan 3: Koei Tecmo svela un nuovo gameplay</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/attack-on-titan-3-koei-tecmo-nuovo-gameplay/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Morgana Graciolini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Jul 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicati Ufficiali]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
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					<description><![CDATA[Attack on Titan è un fenomeno che nonostante gli anni non sembra perdere il fascino che ha esercitato sui suoi fan, e che come ogni franchise di successo ha avuto le sue numerose trasposizioni. Koei Tecmo, studio britannico con sede a Hertfordshire, ha rilasciato un nuovo trailer di gameplay del terzo capitolo, dove vengono mostrare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><a href="https://www.icrewplay.com/a-o-t-2-final-battle-tutte-le-novita-sul-battle-system/">Attack on Titan</a> è un fenomeno che nonostante gli anni non sembra perdere il fascino che ha esercitato sui suoi fan, e che come ogni franchise di successo ha avuto le sue numerose trasposizioni. <a href="https://www.koeitecmoeurope.com/" target="_blank" rel="noopener">Koei Tecmo</a>, studio britannico con sede a Hertfordshire, ha rilasciato un nuovo trailer di gameplay del <strong>terzo capitolo</strong>, dove vengono mostrare le spedizioni fuori dalle famose mura che caratterizzano l&#8217;ambientazione.</p>



<p>Attack on Titan 3 racconterà i principi del corpo di ricerca e la sua inevitabile fine, facendo immergere il giocatore nella storia dell&#8217;opera con la possibilità di viverla ancora una volta dal punto di vista degli eroi di Paradis. Sarà possibile scegliere personaggi con diverse abilità e formare una squadra a seconda di queste capacità.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/07/b4a248453f33cccfb1baf9e67ac01c722a7682b1c5981ff8-1024x576.avif" alt="Attack on Titan 3: Koei Tecmo svela un nuovo gameplay" class="wp-image-560558" title="Attack on Titan 3: Koei Tecmo svela un nuovo gameplay"></figure>



<p>Il movimento tridimensionale sarà una parte fondamentale del gameplay, che è stato naturalmente migliorato così come i giganti, che sono stati resi ancora più spaventosi. Proprio come nell&#8217;animazione della serie originale, quella di apertura del nuovo gioco è stata disegnata dallo <strong>studio MAPPA</strong>, che ancora una volta ha portato in vita i personaggi dell&#8217;opera rendendoli incredibilmente vivi ed espressivi. Questa scena sarà disponibile soltanto dopo un aggiornamento.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le novità del gameplay di Attack on Titan 3</h2>



<p>Con la possibilità di avventurarsi oltre le mura, i giocatori potranno esplorare i territori circostanti, ma ciò renderà anche le cose più difficili: il carburante dell&#8217;attrezzatura dovrà essere tenuto d&#8217;occhio, bisognerà mantenere alta la morale del gruppo per essere più forti in combattimento, e inoltre sarà necessario <strong>costruire basi per rifornirsi</strong>.</p>



<p>I giganti potranno sferrare attacchi letali ed avranno comportamenti più realistici e pericolosi, per questo i giocatori dovranno stare attenti e combattere senza sosta per evitarli. Attack on Titan 3 è ancora in sviluppo e il suo rilascio è previsto per l&#8217;inverno su PlayStation 5, Nintendo Switch 2, Xbox Series X|S e PC tramite Steam.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="[IT] A.O.T. 3 - trailer di gameplay" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/j24q3DYBbHQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>
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		<title>Star Fox Switch 2: tutti i percorsi e come sbloccarli</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/star-fox-switch-2-tutti-i-percorsi-come-sbloccarli/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Guide e segreti]]></category>
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					<description><![CDATA[Star Fox per Nintendo Switch 2 ha 16 stage ma se ne attraversano solo 7 per run. Guida completa a tutti i percorsi, i pianeti disponibili e gli obiettivi nascosti per sbloccare i percorsi alternativi.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Star Fox per Nintendo Switch 2 mantiene intatta una delle meccaniche piu distintive dell&#8217;originale del 1997: la struttura a percorsi ramificati del Sistema Lylat. La campagna conta in totale <strong>16 stage</strong>, ma una singola run ne attraversa sempre e soltanto sette, a partire da Corneria e fino a uno dei due finali su Venom. Il percorso che si intraprende dipende interamente da come si completano le missioni, tramite obiettivi nascosti che aprono rotte alternative sulla mappa. Per chi vuole il quadro completo del titolo, il nostro <a href="https://www.icrewplay.com/star-fox-nintendo-switch-2-remake-data-uscita-novita/">approfondimento su Star Fox per Nintendo Switch 2</a> raccoglie tutte le informazioni sul remake.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona il sistema di percorsi</h2>



<p>La mappa del Sistema Lylat si divide in tre fasce orizzontali che corrispondono alla difficolta crescente dei percorsi: i pianeti nella fascia bassa sono i piu accessibili e si raggiungono completando gli stage normalmente, senza obiettivi particolari. I pianeti nella fascia centrale e alta richiedono invece di soddisfare condizioni specifiche prima della fine di ogni missione, a volte in modo controintuitivo. I percorsi in alto portano anche all&#8217;unico finale completo del gioco, che richiede di arrivare a Venom dal lato corretto. Dopo aver sbloccato una rotta alternativa, il gioco lascia scegliere sulla mappa se prenderla o restare sul percorso normale: l&#8217;unica eccezione e Sector Z, la cui uscita verso Area 6 non lascia alternative una volta attivata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I tre percorsi consigliati</h2>



<p>Per chi vuole scoprire tutti gli stage in modo progressivo, esistono tre percorsi di riferimento che coprono l&#8217;intera mappa con sovrapposizioni minime.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Percorso facile:</strong> Corneria, Meteo, Fichina, Sector X, Titania, Bolse, Venom. E la rotta naturale per i nuovi giocatori, interamente nella fascia bassa della mappa, e non richiede obiettivi nascosti.</li>



<li><strong>Percorso medio:</strong> Corneria, Meteo, Katina, Sector X, Macbeth, Area 6, Venom 2. Richiede di sbloccare il percorso alternativo su Meteo e di raggiungere Area 6 tramite Macbeth.</li>



<li><strong>Percorso difficile:</strong> Corneria, Sector Y, Aquas, Zoness, Sector Z, Area 6, Venom 2. E il percorso piu impegnativo e l&#8217;unico che porta al finale completo con il vero scontro finale contro Andross.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">Come sbloccare ogni percorso alternativo</h2>



<p>Di seguito gli obiettivi nascosti per ogni stage che permettono di deviare dalla rotta standard. Vale la pena ricordare che la mappa del sistema solare mostra le condizioni per i percorsi alternativi dopo il primo completamento di ogni stage, come descritto anche nella nostra <a href="https://www.icrewplay.com/star-fox-switch-2-come-sbloccare-modalita-expert/">guida su come sbloccare la modalita Expert</a>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Corneria: verso Sector Y</h3>



<p>Quando Falco chiede aiuto, abbattere i nemici che lo inseguono. Successivamente, quando Falco lancia la sfida, volare attraverso tutti e sette gli archi di pietra sull&#8217;acqua. Se entrambe le condizioni sono soddisfatte, Falco guida l&#8217;Arwing attraverso una cascata verso un boss nascosto: una volta sconfitto, Sector Y appare sulla mappa come destinazione alternativa. Completare Corneria normalmente porta invece a Meteo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Meteo: verso Katina</h3>



<p>Verso la fine dello stage appaiono sette anomalie di energia in rapida successione. Bisogna attraversarle tutte e sette prima che scompaiano. Riuscirci apre la rotta verso Katina. Completare Meteo senza attraversarle porta invece a Fichina.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Fichina: verso Solar</h3>



<p>E il primo stage in modalita All-Range, dove arriva anche Star Wolf. L&#8217;obiettivo per il percorso alternativo e abbattere tutti e quattro i membri di Star Wolf prima che il timer arrivi a zero. Se tutti i quattro nemici vengono eliminati in tempo, si apre la rotta verso Solar. Se anche solo uno sopravvive allo scadere del tempo, la destinazione successiva e Sector X.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Katina: verso Solar</h3>



<p>La Saucerer, la nave madre nemica, entra nello stage e deve essere distrutta prima che il conto alla rovescia si esaurisca. I suoi portelli si aprono periodicamente per rilasciare caccia: quando sono aperti e illuminati in giallo sono il punto debole da colpire. Distruggerla in tempo porta a Solar; lasciarla sopravvivere porta a Sector X.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sector Y: verso Aquas</h3>



<p>Bisogna accumulare almeno 100 abbattimenti totali entro la fine dello stage. I bersagli sono numerosi: navi, torrette e proiettili nemici. Usare il lock-on su gruppi di nemici ravvicinati e il metodo piu efficiente per raggiungere la soglia. Superare i 100 abbattimenti apre Aquas; restare sotto porta direttamente a Zoness.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Aquas: nessuna uscita alternativa</h3>



<p>Aquas non ha obiettivi per deviare la rotta. Completarlo porta sempre e soltanto a Zoness.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Zoness: verso Sector Z</h3>



<p>E considerato l&#8217;obiettivo alternativo piu difficile del gioco. Bisogna <strong>distruggere tutti e 36 i fari di ricerca senza essere individuati</strong> prima della fine dello stage. Essere scoperti anche una sola volta invalida la condizione. Riuscirci apre Sector Z; non riuscirci porta a Macbeth.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Solar: verso Macbeth</h3>



<p>Solar non ha un&#8217;uscita alternativa. Completarlo porta sempre a Macbeth.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sector X: verso Titania</h3>



<p>Titania e l&#8217;unico stage con una condizione di sblocco invertita rispetto agli altri: per raggiungerlo bisogna <strong>non intervenire</strong> quando Spyborg attacca Slippy. Lasciare che il boss colpisca l&#8217;Arwing di Slippy, che precipita sulla superficie di Titania, attiva la missione di salvataggio sul pianeta, affrontata con il carro armato Landmaster. Se invece si sconfigge Spyborg prima che colpisca Slippy, si ottiene l&#8217;uscita alternativa di Sector X verso Sector Z. Le due condizioni sono mutualmente esclusive nella stessa run.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Macbeth: verso Area 6</h3>



<p>Verso la fine dello stage, bisogna colpire tutti e otto i blocchi di binario lungo i binari del treno, e poi sparare piu volte allo scambio ferroviario. Se lo scambio viene attivato in tempo, il treno nemico si schianta contro il deposito e il percorso verso Area 6 si apre. Se non si riesce, la destinazione successiva e Bolse.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Sector Z: verso Area 6</h3>



<p>Bisogna scortare la Great Fox attraverso il settore e <strong>distruggere tutti e sei i missili Copperhead</strong> prima che uno di essi colpisca la nave. I missili arrivano in tre ondate (1, poi 2, poi 3). Ignorare tutto il resto e concentrarsi esclusivamente sui missili e la strategia corretta: i compagni di squadra gestiscono i nemici secondari. Distruggere tutti e sei porta ad Area 6. Se anche un solo missile colpisce la Great Fox, la missione si conclude e la destinazione diventa Bolse.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Bolse e Area 6: verso Venom</h3>



<p>Bolse porta al primo finale su Venom, il piu accessibile. Area 6 ha invece una propria uscita alternativa verso Venom 2 e il finale completo: bisogna colpire tutti e otto i blocchi di rotaia e poi lo scambio per dirottare il fuoco nemico, esattamente come su Macbeth. Area 6 e lo stage piu impegnativo del gioco e rappresenta il percorso verso il vero scontro finale con Andross. Per tutti i dettagli sulle novita del remake rispetto all&#8217;originale, la pagina ufficiale Nintendo e il punto di riferimento: <a href="https://www.nintendo.com/en-gb/Games/Nintendo-Switch-2-games/Star-Fox-3094728.html" target="_blank" rel="noopener">sito Nintendo UK di Star Fox</a>.</p>
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		<title>Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration, recensione (Nintendo Switch 2)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/rise-of-the-tomb-raider-per-nintendo-switch-2/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Originariamente sviluppato da Crystal Dynamic e recuperato da Aspyr che ne cura la trasposizione per Nintendo Switch 2, Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration torna nella sua edizione definitiva con un pacchetto ancora più completo ed esaustivo dell’edizione che la vide sbarcare in casa Sony, contenente tutti i DLC usciti da dopo la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Originariamente sviluppato da Crystal Dynamic e recuperato da <strong>Aspyr</strong> che ne cura la trasposizione per <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch 2</a>, Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration torna nella sua edizione definitiva con un pacchetto ancora più completo ed esaustivo dell’edizione che la vide sbarcare in casa Sony, contenente tutti i DLC usciti da dopo la pubblicazione a ora. In più, con l’aggiunta notevole dell’inedita modalità portatile. Noi abbiamo rivissuto le avventure della sempre iconica<a href="https://www.icrewplay.com/tomb-raider-lara-croft-una-saga-da-celebrare/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Lara Croft </a>sulla nuova ibrida Nintendo e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Rise of the Tomb Raider: 20 Year Celebration – Out Now Trailer – Nintendo Switch 2" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/UX9Zs7pe5Z8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration ora è accessibile a tutti</h2>



<p>L’operazione principale di Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration è innegabilmente quello di rendere il titolo finalmente disponibile a tutti, su qualsiasi console. Nel caso specifico, su Nintendo Switch 2. Questo si traduce in un’occasione sicuramente <strong>golosa</strong> per chi non ha mai avuto modo di giocarci. Tutti gli altri, non troveranno grandi motivazioni per riacquistare il titolo se non per viverla in modalità inedite come quella portatile, qui molto ben implementata con una fluidità che ci ha gradevolmente sorpreso.</p>



<p>Oltre ciò, il titolo ripresenta <strong>tutti i contenuti standard con l’aggiunta di ogni DLC</strong> precedentemente pubblicato. Tra questi abbiamo il DLC di “Baba Jaga: Il tempio della Strega” con le sue sfumature quasi da horror, “Il Risveglio della Fredda Oscurità”, “Legami di Sangue”, “L’incubo di Lara” e infine anche la modalità Stoicismo e Stoicismo Co-op. In più, sono presenti anche otto completi e sette armi come contenuti esclusivi che si aggiungono agli extra già visti altrove tra carte spedizione, livello di difficoltà Sopravvivenza Estrema, cinque modelli in-game classici per Lara e il completo invernale rivisitato di Tomb Raider III.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Rise-of-The-Tomb-Raider-20-Year-Celebration-1024x576.jpg" alt="Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-560419" title="Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<p>Un pacchetto sicuramente corposo che garantisce una longevità di tutto rispetto ma che, come già detto, potrebbe non essere abbastanza per chi ha già spolpato l’edizione originale con relativi contenuti aggiuntivi. Detto ciò, diamo una spolverata alla narrazione di Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration. Parliamo, come detto, del secondo capitolo della trilogia reboot, pubblicato originariamente come esclusiva temporanea per console XBOX nel lontano <strong>2015</strong>, sequel diretto di Tomb Raider del 2013 e prequel di Shadow of the Tomb Raider del 2018.</p>



<p>Parliamo quindi di un capitolo centrale, strettamente collegato al Tomb Raider che vedeva il reboot con protagonista una giovane e inesperta esploratrice vittima di un brutale incidente che ha dato poi il via a un percorso che l’ha resa quella che è ora in Rise of the Tomb Raider. Qui, infatti, Lara è alle prese con una vera e propria spedizione in quel di <strong>Kitez</strong>, una città perduta piena di misteri. Ed è quindi in Siberia, tra caverne e distese innevate che si svolge un’avventura di cui confermiamo la bontà sia in termini di longevità che di qualità di scrittura.</p>



<p><strong>Il cast di personaggi</strong> riesce a emozionare e a coinvolgere, inclusa la nemesi, ossia la società segreta nota come Trinità, i cui agenti sono coloro che tenteranno di mettere i bastoni tra le ruote delle nostre spedizioni. Il tutto con al centro un artefatto misterioso che promette l’immortalità: la Sorgente Divina. La struttura narrativa lineare è abbastanza classica, perfettamente in linea con la tipologia del gioco e riesce a trascinare grazie a una buona messa in scena e soprattutto a buon ritmo, nonostante alcuni colpi di scena siano decisamente troppo “telefonati”. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Rise-of-The-Tomb-Raider-20-Year-Celebration-643643-1024x576.jpg" alt="Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-560418" title="Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay ancora oggi solido </h2>



<p>Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration è un <strong>action adventure in terza persona 3D </strong>con un combat system che mixa combattimenti corpo a corpo e attacchi a distanza, con diverse bocche da fuoco. Prima di tutto, il titolo, da bravo sequel, recupera e migliora le basi del proprio prequel fortificandone soprattutto l’esplorazione. Ecco quindi che ci ritroviamo in ambienti più vasti e articolati con le tombe e le segrete che spiccano per complessità degli enigmi ambientali, decisamente più in linea con il mondo di Tomb Raider stessa.</p>



<p>Il <strong>combattimento</strong> è fluido e anche su Nintendo Switch 2 si comporta in modo semplice e immediato, nonostante qualche piccolo “ritardo” che non danneggia comunque l’esperienza complessiva del titolo. Presente nuovamente un sistema di potenziamenti e relativa personalizzazione con tanto di esperienza e risorse da raccattare in giro. Il crafting molto elementare ma pratico e coerente serve per l’equipaggiamento ma anche per potenziare le abilità stessa di Lara. </p>



<p>A potenziare invece la <strong>lore</strong> del gioco, abbiamo una serie di elementi opzionali da scovare in luoghi segreti con tanto di mappa che ci aiuta a tenere il punto di quanto svelato con successo. Insomma, e qui c’è il vero stupore di questa edizione, Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration riesce a recuperare tutto e a riportarlo sull’ibrida Nintendo con una fedeltà quasi pari all’edizione originale che, ricordiamo, è uscita su Xbox 360, PlayStation 4 e Xbox One. Ecco, quella vastità e quella fluidità le ritroviamo anche in modalità portatile oltre che in doc ma ad alcuni compromessi che andiamo subito a svelare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Rise-of-The-Tomb-Raider-20-Year-Celebration-456-1024x576.jpg" alt="Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-560414" title="Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, non ci sono stati interventi specifici se non quelli necessari affinché il titolo potesse girare in modo quanto più fluido e fedele su Nintendo Switch 2. C’è riuscita? Sì. Ma ci sono dei compromessi tra cui i <strong>30 FPS fissi </strong>a prescindere dalla modalità di gioco scelta. Questo permette di giocare senza grossi caricamenti o rallentamenti di sorta ma oggi tale limite è decisamente più visibile che in passato soprattutto se paragonati ad altri titoli che girano sulla stessa console.</p>



<p>Se a questo aggiungiamo l’innegabile <strong>peso del tempo</strong>, è palese che Rise of The Tomb Raider: 20 Year Celebration non spicchi molto per la veste grafica eppure, il titolo riesce comunque a sorprendere per vastità e per alcune scene veramente cinematografiche. La mole di elementi e la fluidità dei combattimenti si difendono entrambi molto bene, potenziati dal comparto <strong>sonoro</strong> che si conferma all’avanguardia. Infine, la presenza della <strong>lingua italiana </strong>non può che confortarci.</p>



<p>Nota extra per una piccola aggiunta a questa edizione, ossia la possibilità di utilizzare la<strong> modalità mouse</strong>, esclusiva Nintendo Switch 2. Il sistema, lo dobbiamo ammettere, ci ha sorpreso ma allo stesso tempo convinto in modo parziale. Tra tutte le modalità di gioco, è quella meno intuitiva e più legnosa, rendendo anche più complicato gestire la telecamera. Insomma, un peccato. Così come è un peccato la scelta di isolare l’utilizzo del giroscopio alla sola analisi e rotazione degli oggetti e non ad altre funzioni come la mira con l’arco.</p>
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		<title>Sektori, recensione (Nintendo Switch 2)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/sektori-recensione-per-nintendo-switch-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Jun 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Kimmo Lahtinen e pubblicato da Kimmo Factor Oy, Sektori è uno psichedelico, frenetico e pirotecnico arcade, sparatutto a doppia levetta con visuale isometrica. Ovviamente, come avrai potuto intuire, si tratta di un titolo dal retrogusto nostalgico impreziosito però da un’estetica moderna e da una colonna sonora techno martellante che gli dona animo e [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da<strong> Kimmo Lahtinen </strong>e pubblicato da Kimmo Factor Oy, Sektori è uno psichedelico, frenetico e pirotecnico arcade, sparatutto a doppia levetta con visuale isometrica. Ovviamente, come avrai potuto intuire, si tratta di un titolo dal retrogusto nostalgico impreziosito però da un’estetica moderna e da una colonna sonora techno martellante che gli dona animo e ritmo. Dopo aver testato approfonditamente la versione per <a href="https://www.icrewplay.com/sektori-recensione-sparatutto-per-playstation-5/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> abbiamo messo mano anche alla trasposizione per <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch 2</a> e questa è la <strong>nostra recensione!</strong></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Sektori - Official Nintendo Switch 2 Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/3QfnePRu-KE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Sektori non punta alla trama ma all’azione</h2>



<p>Iniziamo da un doveroso appunto: Sektori per Nintendo Switch 2 condivide i <strong>medesimi contenuti</strong> delle altre versioni con l’elemento inedito della modalità portatile, elemento chiave della console Nintendo e che dona, innegabilmente, un piccolo boost all’esperienza stessa del titolo. Per quanto riguarda la narrazione, invece, Sektori permane criptico così come quanto riscontrato nella nostra prima analisi. Il gioco stesso parla di Sektori come un luogo, un “metodo di trasformazione”, una sorta di modellazione continua. Ma quello che  lo identifica meglio è una parola: viaggio.</p>



<p>Sì, perché Sektori e la sua stravagante <strong>campagna</strong> è un vero e proprio percorso esperenziale che mixa immagini, luci e soprattutto suoni in un tripudio costante di esplosioni. Non ci sono vere cutscene né una narrazione strutturata, ma solo un accenno di contesto che prova a dare un senso al viaggio. Il gioco si presenta come qualcosa di più astratto, quasi filosofico, con un’introduzione che suggerisce un percorso di trasformazione e consapevolezza.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/10/Sektori-recensione-4865-1024x576.jpg" alt="Sektori, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-548429" title="Sektori, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<p>La modalità Campagna è composta da una <strong>sequenza serrata di scontri pirotecnici </strong>che ti trascinano, tra un game over e l’altro, verso boss sempre più aggressivi e geometrici racchiusi in cinque mondi differenti. Il tutto scandito da orde di nemici pronte a sommergerti di proiettili multicolore e con un livello di sfida crescente che rende subito palese una cosa: Sektori non è per tutti. Eppure, chi saprà lasciarsi travolgere dall’ondata caotica del titolo, potrebbe rimanere imbrigliato in una struttura che trascina, sfida dopo sfida. </p>



<p>Oltre alla modalità Campagna, sono presenti<strong> altre modalità</strong> con cui sviluppare ulteriormente le proprie abilità per consumare visceralmente il mondo geometrico e magnetico di Sektori. Modalità classica, quella definita “assalto”, poi abbiamo “portali” e infine la più sfidante e classica: “boss rush”. A tutto ciò si somma un sistema di difficoltà che saprà rendere felici gli amanti e i veterani delle sfide più ardue. Appurato quindi che di narrativa c’è poco di cui approfondire, è bene dare subito un’occhiata al gameplay!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/10/Sektori-recensione-4375-1024x576.jpg" alt="Sektori, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-548430" title="Sektori, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un inferno arcade a due levette</h2>



<p>Sektori è uno <strong>sparatutto a due levette con visuale isometrica</strong> in terza persona 3D caratterizzato da un’anima arcade che si focalizza nell’ottenere il punteggio più elevato possibile. Durante le partite si raccolgono potenziamenti, bonus e modifiche che cambiano leggermente il modo di affrontare ogni run. Non rivoluzionano il gameplay, ma bastano a dare varietà e a spingerti a riprovare ancora. Il problema, se vogliamo, è che la difficoltà non fa sconti: a volte sembra quasi punitivo, soprattutto quando il gioco decide di metterti alle strette con ondate poco prevedibili.</p>



<p>Oltre a sparare, la nostra <strong>geometrica navicella </strong>è dotata di un attacco ravvicinato che funge da carica “fisica” ma anche per strumento per tentare pirotecniche schivate. Il tutto con una ricarica automatica per evitarne l’abuso. Inoltre, il titolo ha in se un’anima simil roguelite con tanto di valuta in game da raccogliere da ogni nemico sconfitto con cui potrai accumulare bonus e power up che si sommano nel corso della partita. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/10/Sektori-recensione-357-1024x576.jpg" alt="Sektori, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-548431" title="Sektori, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<p>Tra sprint, scudi aggiuntivi e potenza di fuoco, c’è molto con cui sperimentare grazie a un sistema di “deck” che va selezionato prima di iniziare la propria spedizione. E parlando di queste ultime, saranno tutte <strong>procedurali</strong>, non è quindi possibile memorizzare la comparsa dei nemici e le loro ondate mantenendoci in uno stato di costante allerta con la necessità di adeguarsi di continuo tra bonus randomici e location in costante mutazione. </p>



<p>Non si tratta quindi solo di riflessi: serve anche <strong>gestione, posizionamento e una buona lettura dello spazio</strong>. Su Nintendo Switch 2, questa struttura funziona particolarmente bene grazie a sessioni rapide, immediate e perfette anche e soprattutto in portatile, dove il “gioco mordi e fuggi” esalta la natura arcade del titolo. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/10/Sektori-recensione-4-1024x576.jpg" alt="Sektori, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-548434" title="Sektori, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Sektori abbraccia uno stile minimalista ma estremamente colorato e luminoso. Forme geometriche, effetti simil neon e proiettili multicolore che riempiono lo schermo creano un impatto quasi ipnotico. Si tratta però di uno spettacolo particolare che o si ama o si odia. Un mondo pulsante, vibrante e feroce che è in grado di catturarti per ore o di scaraventarti lontano dopo un paio di partite. Per questo sarebbe ideale almeno una prova per capire quanto ci si può ambientare in questo stravagante e rumoroso viaggio.</p>



<p>Su Nintendo Switch 2, sia in doc che in portatile, la resa estetica del titolo permane abbastanza fluida e leggibile anche nei momenti più caotici, fattore fondamentale per un titolo di questo tipo. Certo, nelle situazioni veramente concitate, il caos è inevitabile ma il fascino di avere tanto caos nel palmo delle tue mani, è esaltante. Ma l’elemento che si conferma veramente vincente è il <strong>sonoro</strong>. Il ritmo brutale, frenetico, galvanizzante si sposa con l’azione su schermo dando vita a una danza furiosa e micidiale che magnetizza e ammalia. Da segnalare, infine, la sempre gradita presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana.</strong></p>
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		<title>Dialoop, recensione (Nintendo Switch)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/dialoop-recensione-per-nintendo-switch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Byking Inc., Dialoop è un singolare roguelite puzzle match-3 rapido e frenetico con uno stile grafico low poly e cubettoso e votato principalmente al multiplayer nonostante qualche potenzialità anche per i lupi solitari tra cui una corposa e surreale campagna con tanto di personaggi da sbloccare di run in run. Noi [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Byking Inc.</strong>, Dialoop è un singolare roguelite puzzle match-3 rapido e frenetico con uno stile grafico low poly e cubettoso e votato principalmente al multiplayer nonostante qualche potenzialità anche per i lupi solitari tra cui una corposa e surreale campagna con tanto di personaggi da sbloccare di run in run. Noi ci siamo dati a questo folle puzzle game su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Pronto ad abbinare blocchi?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Dialoop | Trailer ufficiale di lancio (ENG)" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/F-rmHGS3Fw0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Dialoop tra cubi e stravaganti avventure</h2>



<p>Narrativamente parlando, Dialoop non punta a raccontare chissà quale <strong>trama</strong> complessa ma preferisce cercare di strappare un sorriso attraverso piccoli lotti di testo tra un capitolo e un altro e ancorando queste piccole trame ai singoli personaggi. Ammettiamo che alcuni personaggi sono sinceramente bizzarri e surreali ed è proprio questo bizzarro cast di soggetti a rappresentare una sorta di motore che ravviva e dona carburante all’esperienza solitaria del gioco.</p>



<p>A conti fatti, escludendo gli approfondimenti narrativi, il titolo non muta quasi mai la sua formula ludica. Quindi, si è spinti a eseguire più run unicamente per scoprire un po’ di più sui vari personaggi. Sia chiaro, come già detto, non è mai nulla di esageratamente trascendentale o memorabile, ma sono piccole parentesi umoristiche comunque gradevoli e che aiutano a spezzare un po’ il <strong>ritmo</strong> ludico a chi vorrà soffermarsi nel leggerle. </p>



<p>Tutti gli altri, invece, si abbandoneranno spediti nel cuore pulsante del titolo: il <strong>gameplay</strong>. Dialoop, d’altronde, vive di quello. La natura stessa del gioco è una sorta di loop costante la cui ciclicità qui è duplice in quanto entrambi i generi mixati sono di loro stessa natura molto ciclici: puzzle game e roguelite. L’unione tra i due non può che dar vita a un qualcosa di ancor più ciclico ma in grado, per sua stessa natura, di creare un loop ludico da cui può essere difficile staccarsi. Bando quindi alle ciance e andiamo a scoprire come si gioca a Dialoop!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/dialoop-recensione-1024x576.jpg" alt="Dialoop, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560094" title="Dialoop, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un match-3 più ragionato</h2>



<p>Dialoop è un<strong> puzzle game di tipo match-3 fuso a una struttura da <a href="https://www.icrewplay.com/roguelike-roguelite-differenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">roguelite</a></strong>. Il sistema di gioco è quindi abbastanza intuitivo e già visto altrove: bisogna creare una serie di combinazioni spostando i quadrati posizionati in una griglia. La prima differenza del titolo riguarda però come si spostano questi cubi. Si sceglie un quadrato e lo puoi spostare per tutta l’area di gioco, sia verticalmente che orizzontalmente ma spostando sia la riga che la colonna di riferimento.</p>



<p>Esatto, <strong>spostando un cubo, sposterai anche tutti gli altri a esso legati</strong>. Ecco quindi che diventa essenziale e strategico riuscire a eseguire gli spostamenti giusti per concatenare quante più combo possibili. Il motivo è semplice, avrai un determinato numero di turni a disposizione terminati i quali, è game over. Per fortificare i danni, tornano anche le “trasformazioni” dei cubi in caso di corpose combo monocromatiche come la creazione di bombe che eliminano i cubi adiacenti o le frecce che eliminano intere righe e colonne.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/dialoop-recensione-234553-1024x576.jpg" alt="Dialoop, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560093" title="Dialoop, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Per superare con successo una prova, dovremo raggiungere in un determinato numero di mosse un dato <strong>punteggio</strong>. Le prime sfide sono abbastanza semplici ma presto diventa essenziale puntare sul moltiplicatore spingendo quindi all’eliminazione a catena di tre o più colori contemporaneamente e ripetutamente. Inoltre, più turni risparmi al completamento della sfida, più monete otterrai in cambio. A cosa servono le monete? Ma all’elemento roguelite del titolo con tanto di mercante che propone una serie di potenziamenti al costo di una data somma di <strong>monete</strong>.</p>



<p>Questi potenziamenti cumulabili in stile <strong>deck-builder </strong>aiutano non poco a creare una sorta di build con cui affrontare le missioni composte da una serie di sfide con tanto di “boss finale”. Ovviamente, se si perde una sfida, perderai tutti i bonus acquistati, le monete accumulate e dovrai anche ricominciare il percorso dall’inizio. E si torna così a quanto precedentemente detto: un loop ludico che o ti cattura o ti spinge alla noia e con conseguente abbandono. In quest’ultimo caso, segnaliamo però che Dialoop si sposa molto bene anche per partite mordi e fuggi.</p>



<p>Quanto fin’ora descritto è la modalità single player, sorprendentemente corposa e anche ben sfidante, considerando che possono capitare sfide decisamente complesse da affrontare. Ma Dialoop ha anche una <strong>modalità competitiva online fino a un massimo di 8 giocatori </strong>che purtroppo non siamo riusciti a testare a dovere non avendo trovato rivali nel corso della nostra prova. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/dialoop-recensione-2t4-1024x576.jpg" alt="Dialoop, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560089" title="Dialoop, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Dialoop sceglie uno stile low poly e cubettoso che può sembrare abbastanza anonimo ma che riesce comunque a trasmettere l’umorismo semplice che caratterizza i vari personaggi e le loro situazioni, con tanto di mini cut scene. Buone anche le animazioni durante gli scontri anche se gli effetti di luce non sono sempre belli da “incassare”. In compenso, il controllo del tabellone tramite analogici è semplice, intuitivo e pratico tanto in doc quanto in portabilità. </p>



<p>Quest’ultima modalità offerta dall’ibrida Nintendo è quella che abbiamo preferito per comodità ed efficienza, ben sposandosi con la natura minimal del titolo. Da segnalare<strong> l’assenza della lingua italiana</strong>, di cui sono assenti anche i sottotitoli seppur i testi a schermo risultano abbastanza semplici da comprendere. Infine, il <strong>sonoro</strong> svolge il suo compito senza spiccare più di tanto ma svolgendo adeguatamente il compito di accompagnamento tra uno scontro e un altro.</p>
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		<title>Blue Reflection Quartet in uscita il 30 Luglio</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/blue-reflection-quartet-in-uscita-il-30-luglio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
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					<description><![CDATA[In questi giorni l&#8217;editore Koei Tecmo in collaborazione con lo sviluppatore Gust hanno pubblicato in rete il secondo trailer ufficiale della collezione di RPG Blue Reflection Quartet annunciando anche l&#8217;apertura dei preordini digitali. La serie di Blue Reflection ha avuto inizio con l&#8217;uscita del primo gioco nel 2017, da allora la serie RPG si è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>In questi giorni l&#8217;editore Koei Tecmo in collaborazione con lo sviluppatore Gust hanno pubblicato in rete il secondo trailer ufficiale della collezione di RPG Blue Reflection Quartet annunciando anche l&#8217;apertura dei preordini digitali.</p>



<p>La serie di <a href="https://www.icrewplay.com/?s=Blue+Reflection" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/?s=Blue+Reflection">Blue Reflection</a> ha avuto inizio con l&#8217;uscita del primo gioco nel 2017, da allora la serie RPG si è espansa con un anime, un gioco per dispositivi mobile e un sequel su console grazie anche alla supervisione della serie a cura del celebre illustratore Mel Kishida, charter designer di Hanasaku Iroha e illustratore di  Heaven&#8217;s Memo Pad. Per tutti quelli che non hanno sentito parlare di questa interessante saga ma vogliono prepararsi alla sua imminente uscita di raccolta di giochi, Blue Reflection Quartet contiene infatti tutte e quattro le emozionanti storie, l&#8217;editore Koei Tecmo offre una utile panoramica.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Blue Reflection Quartet - Second Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Ibi43OoD84g?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Blue Reflection Quartet secondo trailer di lancio.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Il mondo di Blue Reflection</h2>



<p><strong>Il primo Blue Reflection narra la storia di Hinako una ballerina che dopo un&#8217;infortunio alla gamba è costretta a mettere da parte i suoi sogni, incontra Yukuzi e Lime che le conferiscono poteri magici e le chiedono aiuto per sconfiggere Sephira che sta minacciando il mondo.</strong> A Hinako viene promesso che se sconfiggerà il nemico il suo desiderio potrà avversarsi. Nel tentativo di tirare sul palco la ragazza si pone l&#8217;obbiettivo di raccogliere frammenti di emozioni, noti come frammenti, per diventare abbastanza forte e sconfiggere Sephira. </p>



<p>In questa nuova versione le texture sono state aggiornate in alta risoluzione e aggiunti nuovi effetti visivi, come un migliore effetto dell&#8217;acqua e altri effetti che aiutano a creare un&#8217;atmosfera più coinvolgente. Sono state inoltre introdotte nuove funzionalità, come il salvataggio automatico per un esperienza più fluida.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Blue-Reflection-Quartet-2-1024x576.avif" alt="Blue Reflection Quartet 2" class="wp-image-560296" title="Blue Reflection Quartet in uscita il 30 Luglio"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Blue Reflection: Ray</h3>



<p><strong>In questo capitolo invece ci viene narrata la storia di Hiori Hirahara una ragazza solare e ottimista e di Ruka Hanari, timida e impacciata, insieme cambieranno la storia l&#8217;una dell&#8217;altra e del mondo intero.</strong> Questo gioco offre una versione condensata della storia, con i personaggi principali realizzati in 3D. I giocatori dovranno seguire Hiori e Ruka mentre esplorano il Common e rivivono i loro ricordi, nel tentativo di affrontare uno studente di un&#8217;altra accademia che sta cercando di ricreare il mondo. Nuove storie espandono la lore di gioco, un nuovo prologo e un nuovo epilogo collegano questo capitolo alle altre opere della serie. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Blue Reflection: Sun</h3>



<p><strong>Questo capitolo è stato sviluppato come gioco per dispositivi mobile e racconta la storia di un gruppo di studenti che stanno vivendo in un mondo ormai alla fine e che nel frattempo cercando di aggrapparsi alla speranza di un possibile futuro.</strong> La storia di Sun è stata riproposta come videogioco per console utilizzando i sitemi di Blue Reflection: Secon Light in modo da ricreare le memorabili battaglie del gioco originale. Sono stati aggiunti 24 nuovi eventi dei personaggi, oltre alla storia principale, il prologo e l&#8217;epilogo del gioco originale in modo da collegare anche in questo caso questo capitolo agli altri capitoli della serie. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Blue Reflection: Second Light</h3>



<p><strong>Questo gioco racconta la storia di un gruppo di studenti senza memoria che si ritrovano a vivere in uno strano mondo. Attraverso le loro avventure dovranno scavare dentro di sé per recuperare i loro ricordi e scoprire la verità sul mondo in cui vivono. </strong>Uscito per la prima volta nell&#8217;ottobre del 2021 questa versione di Blue Reflection include otto personaggi aggiuntivi provenienti dalle storie di Ray e Sun che possono unirsi alla battaglia. Questi nuovi personaggi si uniscono anche a Yuzuki e Lime come nuove aggiunte nella modalità foto. Sono state incluse inoltre nuove funzionalità come una maggiore velocità di combattimento, maggiore velocità durante l&#8217;esplorazione e l&#8217;accelerazione degli eventi, offrendo un esperienza di gioco migliorata. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Blue-Reflection-Quartet-3-1024x576.avif" alt="Blue Reflection Quartet 3" class="wp-image-560297" title="Blue Reflection Quartet in uscita il 30 Luglio"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Tutto quello che potete trovare in Blue Reflection Quartet</h2>



<p>Oltre alla raccolta di tutti i giochi della serie, questa edizione racchiude anche una serie di aggiunte che andranno ad arricchire l&#8217;esperienza di gioco di tutti i fan.</p>



<p><strong>All&#8217;interno della raccolta è presente un database che offre una comprensione più approfondita del mondo della serie di Blue Reflection.</strong> Qui sarà possibile consultare diagrammi cronologici degli eventi principali delle storie, nonché schemi delle relazioni tra i personaggi della intera serie. Questa panoramica dettagliata dei personaggi renderà l&#8217;esperienza di gioco più ricca e piacevole.</p>



<p>Una galleria di immagini dove è possibile ammirare le illustrazioni di Mel Kishida.</p>



<p>Un bonus per il pre ordine digitale che offre un set di quattro cornici foto speciali.</p>



<p><strong>Il gioco come già anticipato nel titolo è previsto per il 30 luglio di quest&#8217;anno, sarà disponibile per diverse piattaforme, tra cui PlayStation 5, Switch 1 e 2 e PC tramite <a href="https://store.steampowered.com/app/3825390/BLUE_REFLECTION_Quartet/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/3825390/BLUE_REFLECTION_Quartet/" target="_blank" rel="noopener">Steam</a>. </strong>Il gioco sarà localizzato in diverse lingue anche se sembra che al momento non sia prevista una versione in italiano. I fan della nostra nazione dovranno accontentarsi di giocarlo in inglese ma con una edizione così ricca di contenuto sembra proprio che lo sforzo valga la pena.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &#038; the Envisioned Land, recensione (Nintendo Switch 2)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/prenotato-da-pasquale-aversano-%c2%b7-23-06-2000/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Gust e pubblicato da KOEI TECMO, Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &#38; the Envisioned Land (da ora Atelier Yumia) è l’ultimo capitolo della longeva e fortemente identitaria serie di giochi di ruolo Giapponesi in 3D che hanno come fulcro portante l’alchimia e le sue fasi (dal grinding di materiali fino al suo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Gust</strong> e pubblicato da <strong>KOEI TECMO</strong>, Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land (da ora Atelier Yumia) è l’ultimo capitolo della longeva e fortemente identitaria serie di giochi di ruolo Giapponesi in 3D che hanno come fulcro portante l’alchimia e le sue fasi (dal grinding di materiali fino al suo utilizzo con produzione di varie pozioni, materiali, ecc.). Dopo aver esplorato il mondo di Yumia e amici su <a href="https://www.icrewplay.com/atelier-yumia-la-recensione-steam/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Steam</a>, siamo approdati alla versione per <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch 2</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land - Gameplay Video" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/rhHL88FYXkw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una storia più cupo ma in linea con la saga</h2>



<p>Atelier Yumia segue il filone <strong>antologico</strong> che, salvo alcuni particolari capitoli conchiusi in determinate saghe (tra cui spicca la rivoluzionaria saga di Ryza), presenta storie e personaggi prevalentemente inediti. Questo è il caso di Yumia, giovane alchimista che si ritrova in una terra dove l’alchimia non è affatto vista di buon occhio, tutt’altro. Accusata di essere portatrice di sciagure in quanto padrona di un potere sconosciuto e pericoloso, i primi momenti di <strong>Yumia</strong> non sono dei più rosei.</p>



<p>Ma come dare torto a tutti coloro che non riescono a trovare sicurezze in Yumia e nell’alchimia? Ci troviamo, d’altronde, in un mondo dove le rovine ricordano un cataclisma le cui ferite sono ancora aperte e sanguinanti. La stessa Yumia ha deciso di intraprendere questo percorso fra i ricordi alla ricerca di una risposta a tutte le sue domande e dubbi, legate in particolar modo alla figura dei propri <strong>genitori</strong> (ma non solo).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/03/Atelier-Yumia-3-1024x576.jpg" alt="Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land" class="wp-image-539361" title="Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<p>E i primi passi li va a muovere in un team di esplorazione, in compagnia di due fratelli. Un team il cui obiettivo, quello di <strong>esplorare</strong> le terre e svelare i misteri legati soprattutto ai flussi di mana, è in linea con le ricerche della stessa Yumia la quale, essenzialmente, vuole rendersi utile e dimostrare che l’alchimia può fare del bene se utilizzata nei modi giusti. Ed eccoci quindi in un’avventura lineare e coerente con la saga Atelier che riesce però a offrire inedite sfumature più scure e malinconiche.</p>



<p>Sì, non tutti i personaggi, in special modo alcune nemesi, riescono ad avere il giusto tempo su schermo per esprimersi, ma il risultato finale è più che soddisfacente e la <strong>storia</strong> che offrono Yumia e amici è in grado sia di emozionare che di divertire, grazie soprattutto al tipico umorismo giapponese oltre che un’innocenza in parte eccessiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/03/Atelier-Yumia-2-1024x576.webp" alt="Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land" class="wp-image-539360" title="Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un mondo aperto e pieno di occasioni</h2>



<p>Atelier Yumia è un <strong>gioco di ruolo in terza persona 3D</strong> con combattimenti in tempo reale e che pone al centro di tutto l’alchimia e le sue funzionalità. Ogni cosa ruota intorno alla raccolta di materiali e al loro utilizzo, potenziando quindi l’esplorazione. Esplorazione che, per la prima e concreta volta nella saga, dopo i tentativi incompleti del capitolo Firis, riesce a donare al giocatore un mondo completamente aperto ed esplorabile, pieno di segreti da scoprire, nemici da affrontare e materiali da raccogliere.</p>



<p>Parliamo di un mondo discretamente <strong>ampio</strong> e labirintico ma non per questo dispersivo e noioso. Anzi, in esso sono racchiuse più scorciatoie dalle funivie (utilizzabili tramite dei guanti consumabili) a punti di teletrasporto rapido. Quindi è un open world user friendly ma che saprà donare anche discrete sfide legate tanto alla rarità di alcuni materiali quanto ad alcuni particolari combattimenti (il cui sistema lo andremo ad approfondire a breve).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/03/Atelier-Yumia-1-1024x576.jpg" alt="Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land" class="wp-image-539359" title="Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<p>Per quanto riguarda la raccolta e l’utilizzo dei <strong>materiali</strong>, questo è molto intuitivo nonostante un’interfaccia abbastanza criptica e che richiede un po’ di pratica e abitudine per essere manovrata e dominata al cento per cento. La quantità e le tipologie di materiali da scoprire sono davvero molti in una costante scoperta graduale che saprà premiare i più curiosi grazie anche ad aggiunte intriganti da sperimentare in game (che vanno dal potenziamento in battaglia fino ad elementi personalizzabili estetici per le nostre basi).</p>



<p>A limitare l’esplorazione, ci sono due trovate ludiche: il livello di alcuni <strong>nemici</strong> e le aree stracolme di “mana”. Queste ultime vanno a intaccare un indicatore a schermo che va gradualmente a scendere e che richiede di essere caricato con particolari fonti in game (fonti con cui difficilmente avrai problema, visto che sono ben distribuite). Esplorare, osare, uscire dai binari e smarrirsi nelle lande in rovina ma altrettanto rigogliose di Atelier Yumia premia quasi sempre.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/03/Atelier-Yumia-recensione-1024x576.jpg" alt="Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-539261" title="Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<p>Come? Non solo grazie a un <strong>sistema di alchimia</strong> più complesso ma anche più appagante, che vede nel sistema di sinergie un modo per incastrare più elementi, tenendo conto delle loro abilità materiali e del livello stesso di rarità (incitando quindi alla raccolta anche degli elementi più comuni nella speranza di beccarne uno di livello più raro). Presente, inoltre, un sistema di abilità multiramo che riguarda tanto le abilità in battaglia quanto quelle alchemiche ed esplorative.</p>



<p>E che dire delle già citate basi da <strong>personalizzare</strong>? Oltre a materiali curativi, bonus ed equipaggiamenti, Yumia può impiegare i materiali per dar vita a vere e proprie costruzioni (in zone prestabilite, ovviamente) in cui dar libero sfogo alla propria creatività “Animal Crossinghiana&#8221;. Tra vasi, orpelli di vario genere, tavoli di lavoro e quant’altro, c’è davvero un mondo da scoprire, costruire e utilizzare per personalizzare i nostri punti sicuri.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/03/Atelier-Yumia-recensione-67-1024x576.jpg" alt="Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-539260" title="Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un combattimento più stratificato</h2>



<p>Il<strong> combat system </strong>di Atelier Yumia è maturato molto e presenta un sistema in tempo reale “in tondo”. Ossia, il nostro team può letteralmente ruotare intorno ai nemici, sfuggendo a colpi (i più forti indicati da coni/raggi rossi su schermo) e impiegando le varie skill (ricaricabili automaticamente al loro utilizzo). C’è anche la possibilità, sempre in tempo reale, di distanziarsi dal nemico ampliandone la distanza o di cambiare velocemente membro del team.</p>



<p>Presente anche un veloce <strong>switch</strong> di abilità che passa dalle skill agli oggetti di battaglia come il primissimo che andremo a craftare: una sorta di shuriken di vento (sì, sono presenti debolezze elementali). Come avrai intuito, il sistema di combattimento di Atelier Yumia si presta a molteplici tipologie di strategia peccato che raramente ti troverai a utilizzarlo come si deve. Il motivo è semplice: i nemici sono o troppo deboli (anche in caso di parità di livello) o eccessivamente forti (in caso di team sottolivellato).</p>



<p>C’è quindi uno <strong>sbilanciamento</strong> della difficoltà che danneggia un sistema di combattimento altrimenti molto appagante e complesso (tant’è che quando si ha modo di usarlo a dovere, soprattutto nelle boss fight, regala soddisfazioni non indifferenti). In compenso, l’avventura di Atelier Yumia si lascia giocare da inizio alla fine con grande trasporto facendo la gioia tanto degli appassionati quanto dei neofiti, che troveranno un intero mondo da scoprire ed esplorare, per ore e ore (grazie anche a un sistema di sfide e missioni secondarie legate al proseguimento della trama principale stessa).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2025/03/Atelier-Yumia-recensione-55-1024x576.jpg" alt="Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-539258" title="Atelier Yumia: The Alchemist of Memories &amp; the Envisioned Land, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, anche su console Atelier Yumia si conferma un grande titolo non fosse che proprio per quanto riguarda l’edizione per Nintendo Switch 2 siano presenti<strong> invadenti problemi di stabilità</strong>. Il grande open world, la qualità grafica più alta e la mole di contenuti a schermo sembrano aver subito una trasposizione non proprio perfetta e curata, causando notevoli rallentamenti e problemi di frame rate che risulta pesantemente instabile. Tutto ciò portano l’edizione specifica per la nuova ibrida Nintendo a essere la versione di Atelier Yumia meno ottimizzata e quindi meno consigliata. Ovviamente gli sviluppatori sono consapevoli dei problemi e confidiamo in patch correttive. </p>



<p>Il <strong>sonoro</strong> si conferma invece di ottima fattura, con musiche gradevoli, coinvolgenti e varie oltre che coerenti con quanto avviene a schermo, riuscendo a evidenziare con cura i momenti più salienti e drammatici da quelli più rilassanti e spensierati. Buono anche il doppiaggio in inglese mentre ci dispiace segnalare la <strong>mancata presenza dei sottotitoli in lingua italiana</strong>, elemento che, considerata la mole di testo a schermo (comunque abbastanza semplice da tradurre e comprendere) potrebbe tener lontano i meno avvezzi alla lingua.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>RollerCoaster Tycoon Classic, recensione (Nintendo Switch)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/prenotato-da-pasquale-aversano-%c2%b7-20-06-2000/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Origin8 Technologies e pubblicato da Atari, RollerCoaster Tycoon Classic è la più recente rielaborazione di simulatore di montagne russe fuso a gestionale di parco di divertimenti in 2D. Si tratta di una sorta di rimasterizzazione che fonde in sé RollerCoaster Tycoon e RollerCoaster Tycoon 2 con i migliori elementi di entrambi i titoli. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da<strong> Origin8 Technologies</strong> e pubblicato da Atari, RollerCoaster Tycoon Classic è la più recente rielaborazione di simulatore di montagne russe fuso a gestionale di parco di divertimenti in 2D. Si tratta di una sorta di rimasterizzazione che fonde in sé RollerCoaster Tycoon e RollerCoaster Tycoon 2 con i migliori elementi di entrambi i titoli. Noi siamo tornati a dar sfogo alla creatività su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>! </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="RollerCoaster Tycoon Classic – Launch Trailer – Nintendo Switch" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/FnrBbyBJKoA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">RollerCoaster Tycoon Classic un nuovo tuffo nel passato</h2>



<p>Iniziamo subito con l’analizzare la natura del titolo. RollerCoaster Tycoon Classic è una sorta di <strong>collector</strong> che racchiude i primi due capitoli dell’omonima <strong><a href="https://www.icrewplay.com/planet-coaster-console-edition-un-parco-difficilmente-gestibile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">saga</a></strong>. Qui il tutto è fuso in una serie di missioni e di elementi che riprendono il meglio dei titoli precedenti con tanto di piccolo upgrade per renderlo più moderno e accessibile. Parliamo quindi di un’operazione simile a quelle viste per tante altre saghe e oggi sempre più diffuse che irrompe con un potere nostalgico sia ludico che estetico di sicuro impatto.</p>



<p>Oltre ai contenuti dei titoli originali, sono qui presenti anche le varie espansioni, il tutto già rimasterizzato nel 2017 da <strong>Chris Sawyer </strong>stesso, ossia il creatore della saga. Nel dettaglio, tra le espansioni figura il pacchetto “<strong>Mondi bizzarri</strong>” che include circa diciassette scenari nuovi includendo la Torre Eiffel, il Big Ben e la Statua della Libertà oltre la Grande Muraglia cinese. Una serie di opere di sicure impatto che vanno a creare mix imprevedibili oltre ad aumentare considerevolmente i contenuti del gioco.</p>



<p>E parlando di contenuti, non possiamo non citare l’altra espansione denominata “<strong>A spasso nel tempo</strong>” che include 14 nuovi scenari a tema tra passato e futuro, tra dinosauri, elementi medievaleggianti o roba futuristica di vario genere. Anche in questo caso, parliamo di tutti elementi che incitano a creare mix e strutture a tema quanto più varie possibili. Tutto ciò che crea un sistema ludico in grado di catturare l’utente per un sacco di tempo, dimostrando una longevità e una varietà decisamente notevoli nonostante l’attività di fondo permanga essenzialmente la stessa: costruire parchi di divertimento il più lucrosi e wow possibili.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/RollerCoaster-Tycoon-Classic-1024x576.jpg" alt="RollerCoaster Tycoon Classic, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560020" title="RollerCoaster Tycoon Classic, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Come costruire le montagne russe</h2>



<p>RollerCoaster Tycoon Classic è un <strong>gestionale e un macro editor </strong>di parco di divertimenti con particolare focus sulle montagne russe. Il sistema di gioco è ovviamente nato su PC e il cursore su schermo ce lo ricorda continuamente. La conversione per console, per quanto “moderna” può risultare comunque abbastanza farraginosa e richiede un po’ di pratica. Comunque nulla di grave grazie anche a un’interfaccia molto intuitiva e con qualche scorciatoia di attivazione tramite tasti che, una volta memorizzati, dimezza i tempi di gestione e attività.</p>



<p>Da segnalare anche i comandi molto più comodi in caso di versione per Nintendo Switch 2 che implementa l’utilizzo dei joy-con in modalità mouse. Inoltre, sono presenti anche i comandi touch in modalità portatile, rendendo il tutto ancora più immediato, veloce e pratico anche se ancora lontano dalla naturalezza offerta da <strong>mouse e tastiera</strong>. Detto ciò, RollerCoaster Tycoon Classic è sempre lo stesso e ci chiede ancora una volta, di vivere una serie di missioni, a seconda dell’area di gioco selezionata, in cui mettere alla prova il nostro ingegno, la nostra creatività e le nostre doti gestionali.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/RollerCoaster-Tycoon-Classic-68-1024x576.jpg" alt="RollerCoaster Tycoon Classic, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560019" title="RollerCoaster Tycoon Classic, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Costruire il miglior <strong>parco</strong> a tema gestendo <strong>budget</strong>, assumendo personale, acquistando e posizionando manualmente strutture di intrattenimento, negozi di alimenti di vario genere, servizi igienici e le immancabili strade battute per creare percorsi in cui far muovere le ondate di clienti. Particolare attenzione dovrà essere data ai percorsi di ingresso e uscita dalle varie giostre, dove si creeranno le code di clienti pronti a pagare. E parlando di soldi, potremo anche gestire il costo per ogni singola giostra e attività posizionata, cercando così di tenere d’occhio i ricavi e soprattutto gli obiettivi da raggiungere.</p>



<p>Il sistema ludico è quindi <strong>classico</strong>, come è classica la stessa natura di RollerCoaster Tycoon Classic e quindi chi non ha amato il titolo originale o la gran parte di titoli affini, difficilmente cambierà idea. D’altro canto, chi ama questo genere troverà un’esperienza che è allo stesso tempo nostalgica ma anche moderna e terribilmente in grado di catturarti per ore e ore nonostante un’inevitabile ripetitività di fondo. A conti fatti, nonostante la miriade di contenuti, dovrai fare essenzialmente la stessa cosa ogni volta. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/RollerCoaster-Tycoon-Classic-646784-1024x576.jpg" alt="RollerCoaster Tycoon Classic, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-560015" title="RollerCoaster Tycoon Classic, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, RollerCoaster Tycoon Classic è un tuffo nel passato. La natura low poly con visuale isometrica, può ammaliare ma anche respingere, soprattutto se paragonato ai più recenti titoli che ne fanno da diretto competitor. Nonostante ciò, soprattutto in portabilità, RollerCoaster Tycoon Classic ha ancora tantissimo da dimostrare anche stilisticamente parlando. L’enorme varietà di strutture, le grandi possibilità di personalizzazione e quell’alone antico funzionano ancora oggi molto bene. </p>



<p>Tecnicamente parlando, a qualche imprecisione tra le interfacce un po’ arcaico e un sistema di creazione delle montagne russe che, soprattutto quando si cerca di creare opere strutturate e complesse, può risultare un po’ ostico, si alterna una fluidità discreta e appagante con flussi costanti di omini che vagabondano allegramente per il nostro parco le cui potenzialità sono enormi. Il <strong>sonoro</strong> si difende molto bene, in linea con l’originale e con jingle mai eccessivamente ridondanti o fastidiosi. Infine, apprezzatissima la presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>The Witch&#8217;s Bakery in arrivo in agosto</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/the-witchs-bakery-in-arrivo-in-agosto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=559490</guid>

					<description><![CDATA[L&#8217;editore Silver Lining Interactive insieme allo sviluppatore Sonny Lab hanno annunciato l&#8217;uscita questo agosto di The Witch&#8217;s Bakery per PlayStation 5, Xbox Series, Switch 2, Switch e su Pc tramite Steam. Questo accogliente RPG d&#8217;avventura a scorrimento laterale si prepara ad arrivare sulle vostre piattaforme cullato dalle musiche di una rinomata compositrice, Cecile Corbel, nota [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>L&#8217;editore <a href="https://www.icrewplay.com/?s=Silver+Lining+Interactive" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/?s=Silver+Lining+Interactive">Silver Lining Interactive</a> insieme allo sviluppatore Sonny Lab hanno annunciato l&#8217;uscita questo agosto di The Witch&#8217;s Bakery per PlayStation 5, Xbox Series, Switch 2, Switch e su Pc tramite <a href="https://store.steampowered.com/app/2967950/The_Witchs_Bakery/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/2967950/The_Witchs_Bakery/" target="_blank" rel="noopener">Steam</a>.</p>



<p>Questo accogliente RPG d&#8217;avventura a scorrimento laterale si prepara ad arrivare sulle vostre piattaforme cullato dalle musiche di una rinomata compositrice, Cecile Corbel, nota per il suo lavoro su Arrietty &#8211; Il mondo segreto sotto il pavimento, comporrà infatti la colonna sonora del videogioco.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="The Witch&#039;s Bakery | Official Release Teaser | The Cozy &amp; Family Friendly Games Celebration" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/0WLOxVVKF9E?start=112&#038;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div><figcaption class="wp-element-caption">Trailer ufficiale.</figcaption></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una storia calda come il pane</h2>



<p><strong>The Witch&#8217;s Bakery è un RPG di avventura che metterà i videogiocatori e le videogiocatrici nei panni di una allegra strega che decide di partire alla volta della moderna Parigi con l&#8217;intento di aprire una pasticceria.</strong> Questa pasticceria però non è come le altre, Lunne, questo è il nome della strega, ha un potere speciale: può leggere nel cuore delle persone e guarire le emozioni attraverso la magia!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/The-Witchs-Bakery-3-1024x576.jpg" alt="The Witch&#039;s Bakery 3" class="wp-image-559517" title="The Witch&#039;s Bakery in arrivo in agosto"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Vivi la magia della splendida Parigi</h3>



<p><strong>Appena arrivati a Parigi, dovremo indossare i panni di Lunne, e dovremo vivere la quotidianità di essere una strega-panettiera e di gestire una pasticceria in pieno centro città. Ogni giorno sarà scandito da tre fasi.</strong> Il giorno durante il quale Lunne dovrà gestire la sua pasticceria e servire i clienti insieme al suo gruppo ben affiatato di amici. La sera, momento fondamentale della giornata in cui la nostra strega potrà scoprire i segreti della città, stringere nuove amicizie e addentrarsi nei cuori tormentati delle persone che ha vicino. La notte invece non è meno importante delle altre due fasi, qui infatti Lunne si riposa, affina la sua magia, decora la pasticceria e trascorre del tempo ristoratore nel suo atelier. <strong>La storia si sviluppa giorno dopo giorno mentre Lunne guadagnerà esperienza, denaro, fama e cercando di fare nuovi incontri e di guarire i cuori malati dei suoi amici.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/The-Witchs-Bakery-4-1024x576.jpg" alt="The Witch&#039;s Bakery 4" class="wp-image-559518" title="The Witch&#039;s Bakery in arrivo in agosto"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Attraversa i colori di Parigi</h3>



<p><strong>Una volta terminata la propria giornata di lavoro, Lunne potrà visitare i diversi e sfaccettati quartieri di Parigi, li potrà incontrare nuovi amici e personaggi principali della storia, partecipare ad attività per imparare nuove e fondamentali abilità, fare qualche acquisto compulsivo in libreria, acquistando nuovi libri di ricette e molto altro.</strong> Uno dei tanti quartieri in cui Lunne si imbatterà durante le sue gite notturne è Le Quai des Bouquinistes, situato nel VI Arrondissement questo pittoresco quartiere parigino è famoso per i suoi librai, le sue collezioni di vari articoli di intrattenimento come Vinili, Poster e vecchie riviste ma anche, naturalmente, per la splendida cattedrale di Notre-Dame. Come presto imparerà Lunne, ogni quartiere ha i suoi personaggi, le sue attività e i suoi negozi. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/The-Witchs-Bakery-2-1024x576.jpg" alt="The Witch&#039;s Bakery 2" class="wp-image-559519" title="The Witch&#039;s Bakery in arrivo in agosto"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Una storia che mescola emozioni e magia</h3>



<p><strong>Per alcune persone che Lunne incontrerà nel corso della sua avventura, le emozioni dentro di loro sono così profondamente represse che la strega dovrà spingersi all&#8217;interno del loro cuore per aiutarle. </strong>Aiuta Lunne ad entrare nel loro Palazzo del Cuore, uno spazio magico dove le emozioni e i pensieri prendono forma. Lunne dovrà guidare l&#8217;emozione personificata di nuovo all&#8217;interno del proprio cuore. All&#8217;interno del Palazzo del Cuore, Lunne scoprirà le lotte interiori più profonde e dovrà trovare l&#8217;ingrediente chiave di cui ha bisogno per preparare un pane che guarirà la persona interessata.</p>



<p>Mentre attendiamo di sapere con certezza la data di uscita di questo magico e originale RPG a tema dolci e magia, lo sviluppatore e l&#8217;editore hanno annunciato il prezzo di lancio delle edizioni fisiche. <strong>PlayStation 5, Switch 2 e Switch usciranno al prezzo di 34,99 €. Per chi acquisterà la copia in anticipo è previsto inoltre in regalo un ricettario digitale.</strong> Il gioco verrà localizzato in diverse lingue, tra cui l&#8217;italiano. Non avete più scuse quindi, scaldate i fornelli e pulite la cucina, Lunne, la sua scopa volante e il suo gatto rosa sono in arrivo a casa vostra.</p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Necromancer’s Tale in uscita il 24 giugno su console</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/the-necromancers-tale-in-uscita-il-24-giugno-su-console/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Matteo Marchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblicato per la prima volta su PC tramite Steam il 17 luglio, The Necromancer&#8217;s Tale, gioco di ruolo famoso per avere una storia approfondita, si prepara ad arrivare anche su tutte le console. L&#8217;editore Silver Lining Interactive e lo sviluppatore Psychic Software hanno annunciato infatti l&#8217;imminente uscita su PlayStation 5, Xbox Series e Switch 2 [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Pubblicato per la prima volta su PC tramite <a href="https://store.steampowered.com/app/1315320/The_Necromancers_Tale/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/1315320/The_Necromancers_Tale/" target="_blank" rel="noopener">Steam</a> il 17 luglio, The Necromancer&#8217;s Tale, gioco di ruolo famoso per avere una storia approfondita, si prepara ad arrivare anche su tutte le console. L&#8217;editore Silver Lining Interactive e lo sviluppatore Psychic Software hanno annunciato infatti l&#8217;imminente uscita su PlayStation 5, Xbox Series e Switch 2 a partire dal 24 giugno.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Necromancers-Tale-3-1024x576.jpg" alt="Necromancers Tale 3" class="wp-image-558917" title="The Necromancer’s Tale in uscita il 24 giugno su console"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Preparati a fare una scelta</h2>



<p><strong>In The Necromancer&#8217;s Tale dovremo tuffarci all&#8217;interno di un mondo RPG ricco di una storia ben costruita.</strong> Sarà necessario padroneggiare i rituali contenuti all&#8217;interno di un antico libro di incantesimi. Radunare un esercito di non morti e marciare contro i nostri nemici. Sarà necessario comunicare con il regno dei morti e lottare contro la discesa nella follia. <strong>Attraverso segreti, l&#8217;uso attento della diplomazia, del ricatto, utilizzare occasionalmente la coercizione o la seduzione, fino a quando non saremo pronti a rivalere il nostro vero essere.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Necromancers-Tale-5-1024x576.jpg" alt="Necromancers Tale 5" class="wp-image-558918" title="The Necromancer’s Tale in uscita il 24 giugno su console"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Riti e rituali</h3>



<p><strong>Davanti a noi si estende un gigantesco libro di incantesimi, pieno di potenti riti di morte e di rianimazione.</strong> Sarà compito nostro riuscire a decifrare le pagine in esso contenute e a padroneggiare i suoi oscuri e arcani rituali senza impazzire o essere impiccato dagli ignoranti abitanti del villaggio. Riuscire a gestire il potere e i progressi che esso porta richiederà grande determinazione, astuzia e segretezza.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La storia</h3>



<p>The Necromancer&#8217;s Tale è un gioco che contiene in sé una grossa fetta narrativa, con 400.000 parole di narrazione scritta a mano, in cui interagire e con oltre 180 personaggi non giocanti(NPC), ognuno con il proprio ritratto disegnato a mano (lo sviluppatore ci tiene a far sapere che non è stata usata nessuna IA generativa nel gioco). <strong>Sarà necessario indagare, negoziare, costringere e adulare per raggiungere i propri obbiettivi.</strong> Il sistema di fiducia del gioco fa sì che le scelte del giocatore, anche durante una conversazione, abbiano un impatto reale. Se la fiducia degli abitanti del villaggio scende troppo, le decisioni del giocatore ne risentiranno, se scendono ulteriormente, questo potrà portare ad un processo e ad una sicura impiccagione, o ad un linciaggio della folla inferocita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Necromancers-Tale-1-1024x576.jpeg" alt="Necromancers Tale 1" class="wp-image-558919" title="The Necromancer’s Tale in uscita il 24 giugno su console"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Combattimenti</h3>



<p><strong>Il gioco prevede combattimenti tattici a turni tra il giocatore, i suoi alleati e i suoi servitori non morti, contro una varietà di nemici, sia naturali che soprannaturali.</strong> Il giocatore potrà sfruttare una vasta gamma di armi, rituali e incantesimi di battaglia per sconfiggere i propri avversari.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Esplorazione</h3>



<p><strong>The Necromancer&#8217;s Tale è ambientato in un regno di fantasia basato su una storia alternativa tra Venezia e il Mar Adriatico nel 1733.</strong> Ambientato in un&#8217;epoca al confine tra pensiero razionale e superstizione, scienza e magia. Il mondo è oscuro e pericoloso, gli intrighi di corte si scontrano con la magia nera mentre la chimica emerge dall&#8217;alchimia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Necromancers-Tale-6-1024x576.jpg" alt="Necromancers Tale 6" class="wp-image-558920" title="The Necromancer’s Tale in uscita il 24 giugno su console"></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Longevità</h3>



<p><strong>Secondo stime ufficiali, per completare una partita occorreranno tra le 25 e le 50 ore. </strong>Questo a seconda di quanto tempo dedicherete ai contenuti secondari e all&#8217;esplorazione del mondo di gioco, e anche a seconda che si decida di affrontare i combattimenti di persona o di utilizzare la risoluzione automatica degli scontri. Sono presenti inoltre finali multipli che mostrano le conseguenze delle scelte fatte dal giocatore sul futuro.</p>



<p>Per un&#8217;ulteriore approfondimento di The Necromancer&#8217;s Tale vi invito a dare un&#8217;occhiata alla recensione completa disponibile sul nostri sito, trovate <a href="https://www.icrewplay.com/the-necromancers-tale-recensione-steam/" data-type="link" data-id="https://www.icrewplay.com/the-necromancers-tale-recensione-steam/">qui</a> il link all&#8217;articolo.</p>



<p>Finalmente dopo l&#8217;uscita lo scorso luglio su PC adesso finalmente anche tutti i possessori di console potranno fare un viaggio nella storia e nella propria follia, ma attenzione a non perdersi, i paesani non attendono altro che farvi la festa&#8230;</p>



<p></p>
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		<item>
		<title>River City Saga: Journey to the West, recensione (Nintendo Switch)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/prenotato-da-pasquale-aversano-%c2%b7-16-06-2000/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Arc system Works in sinergia con UnitePlus, River City Saga: Journey to the West è un beat’em up a scorrimento prevalentemente orizzontale in 2D con elementi da roguelike, che fa parte di una saga sempre più ampia e che ha come punto identitario un umorismo particolare e in gran parte visivo. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Arc system Works</strong> in sinergia con UnitePlus, River City Saga: Journey to the West è un beat’em up a scorrimento prevalentemente orizzontale in 2D con elementi da roguelike, che fa parte di una saga sempre più ampia e che ha come punto identitario un umorismo particolare e in gran parte visivo. Noi abbiamo vissuto questa nuova avventura dove ogni personaggio principale non è altri che Kunio… su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Pronto a una nuova avventura?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="&quot;River City Saga: Journey to the West&quot; Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/LYQNeshIj1c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">River City Saga: Journey to the West prosegue la sua missione parodistica</h2>



<p>River City Saga: Journey to the West fa parte del filone più recente del brand che vede personaggi storici della serie impegnati a parodiare grandi storie e romanzi. Dopo il capitolo dedicato al romanzo dei Tre Regni, ossia <strong>River City Saga: Three Kingdoms</strong>, il buon <strong>Kunio </strong>ritorna a parodiare una storia cinese e per farlo si sdoppia in più personaggi al punto tale da coprire l’intero team di comprimari. Sì, se non fosse chiaro, River City Saga: Journey to the West è un titolo volutamente e marcatamente ironico.</p>



<p>D’altronde, l’ironia surreale e un po’ scemotta, è il marchio di fabbrica dell’intera serie che ha avuto una sorta di rinascita proprio sotto Arc system Works e nel dettaglio con i titoli River City Girls. Tornando nel dettaglio all’opera in analisi, come avrai potuto intuire, si tratta de “<strong>Il viaggio in Occidente</strong>”, classico della letteratura cinese e già più volte adattato nel nostro amato medium del videogioco. La storia è recuperata in modo sì parodistico ma abbastanza fedele e rispettosa, piegandosi giusto a qualche gag di troppo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/River-City-Saga-Journey-to-the-West-recensione-1024x576.jpg" alt="River City Saga: Journey to the West, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559833" title="River City Saga: Journey to the West, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Oltre al buon e iconico <strong>Wukong</strong>, infatti, ci sono molti altri personaggi del romanzo qui reinterpretati da vari personaggi delle saghe River City, inclusa la già citata River City Girls. Questa sorta di mix di personaggi, ovviamente, farà la gioia di chi conosce i vari personaggi, potendo così cogliere i loro spunti caratteriali e vedere come vanno a plasmare i “ruoli” che vengono loro affidati in questa specifica narrazione. Tutti gli altri, comunque, potranno godere di una trama conchiusa e godibile seppur con meno riferimenti “extra” e qualche risatina in meno. </p>



<p>Complessivamente, la storia di River City Saga: Journey to the West, per quanto in parte abbastanza verbosa, non è malvagia ma spicca prevalentemente per <strong>l’umorismo </strong>e per come ripercorre il classico. Nonostante ciò, è palese che l’obiettivo del titolo è un altro e, come anche negli altri capitoli della saga, si focalizza soprattutto sul gameplay. Quindi bando alle ciance e diamo subito un’occhiata a come si gioca a River City Saga: Journey to the West! </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/River-City-Saga-Journey-to-the-West-recensione-6-1024x576.jpg" alt="River City Saga: Journey to the West, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559832" title="River City Saga: Journey to the West, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un beat’em up che si rinnova&nbsp;</h2>



<p>River City Saga: Journey to the West è identificabile prevalentemente come<strong> beat’em up a scorrimento orizzontale in 2D </strong>che qui trova però una sorta di rinnovamente, o micro rivoluzione che dir si voglia, ibridandosi con un sistema <strong><a href="https://www.icrewplay.com/top-roguelike-smartphone-mobile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">roguelike </a></strong>abbastanza intuitivo se non classico. Il titolo, infatti, senza troppi giri di parole, non innova praticamente niente ma offre comunque un sistema solido, facile da approcciare e soprattutto in grado di creare una certa assuefazione tipica del genere.</p>



<p>Il motivo è legato soprattutto al sistema di <strong>build</strong>, molto vario e ben personalizzabile a cui si somma la possibilità di poter variare eroe tra tre personaggi ben diversi tra loro e il classico sistema di bonus passivi e attivi che possono intaccare statistiche, abilità ed esperienza in generale. Ulteriore elemento di personalizzazione nonché elemento concreto di progressione, si ha all’hub centrale, dopo ogni game over o dopo aver completato uno dei quattro capitoli di cui è composta la <strong>campagna</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/River-City-Saga-Journey-to-the-West-recensione-457-1024x576.jpg" alt="River City Saga: Journey to the West, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559831" title="River City Saga: Journey to the West, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>è nell’hub, infatti, unica zona realmente sicura, che potrai metter mano ad upgrade passivi e fissi con cui migliorare l’esperienza di gioco e scendere così in campo con qualche bonus in più. Insomma, una struttura roguelike molto basilare ma ben spalmata e che si unisce a un <strong>combat system</strong> alla beat’em up molto intuitivo e basato essenzialmente su combo a catena, mosse speciale ed elementi bonus accumulati e/o personalizzati. </p>



<p>Tali combattimenti si svolgono però in<strong> aree molto circoscritte</strong>, una sorta di mini arena, in cui dovremo semplicemente affrontare orde di nemici sopravvivendo fino alla fine. Una meccanica questa che elimina praticamente del tutto la possibilità di esplorare, impoverendo le ambientazioni che risultano quindi tra gli elementi meno ispirati dell’intera produzione, oltre a rendere l’intera esperienza abbastanza ciclica e un po’ troppo contenuta.</p>



<p>Per fortuna, a variare un po’ le cose, oltre alla già citata <strong>personalizzazione </strong>delle build del nostro avatar, ci sono i vari nemici, la cui varietà, seppur non eccelsa, inizia ad aumentare man mano che progrediamo nell’avventura. Discorso a parte per i boss, più ostici, complessi e visibilmente accattivanti. Il tutto per un’esperienza sicuramente godibile e solida ma che forse non lascia il segno sperato, se non per qualche battuta qui e là.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/River-City-Saga-Journey-to-the-West-recensione-4657-1024x576.jpg" alt="River City Saga: Journey to the West, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559829" title="River City Saga: Journey to the West, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, River City Saga: Journey to the West è abbastanza in linea con gli altri titoli dell’omonima saga senza spiccare particolarmente. La pixel art è godibile, il mix di scenari con elementi in 2.5D fa il suo compito senza lasciare il segno. Buoni gli effetti speciali e le animazioni, soprattutto quelle legate alle combo. Il fatto che i personaggi siano bidimensionali e si muovano lungo scenari con tanto di profondità, può creare però alcune situazioni di mancato feedback.</p>



<p>In poche parole, ci vuole un po’ di pratica per evitare di menar pugni a vuoto. Nulla di grave, ovviamente. Sempre sul versante grafico, se gli scenari sono anonimi, gli <strong>artwork </strong>in 2D si mostrano decisamente più accattivanti, dettagliati e belli da vedere, oltre che elemento chiave di richiamo alla storia che vanno a parodiare. Il mix di personaggi storici della saga che fungono da cosplayer del classico cinese, funziona e per chi conosce River City sarà ancor più divertente ritrovare i vari personaggi conosciuti altrove.</p>



<p>Il <strong>sonoro </strong>svolge adeguatamente il suo dovere. C’è una buona varietà e salvo qualche piccola ridondanza, non risulta mai realmente fastidioso. Da segnalare, invece, la totale <strong>assenza della lingua italiana</strong>. Questo danneggia un po’ l’esperienza che richiede una buona comprensione del testo sia per godersi la parodia sia per approfondire al meglio la lore originale dell’opera di riferimento. Infine, River City Saga: Journey to the West si difende bene in entrambe le modalità dell’ibrida Nintendo con quella portatile particolarmente consigliata per immediatezza e comodità.</p>



<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Deltarune Chapter 5: data di uscita, piattaforme e tutto quello che devi sapere</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/deltarune-chapter-5-data-uscita-piattaforme/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=560002</guid>

					<description><![CDATA[Deltarune Chapter 5 esce il 24 giugno 2026 su tutte le piattaforme supportate. Ecco data, orario esatto, piattaforme disponibili e cosa aspettarsi dalla storia.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Deltarune Chapter 5</strong> ha una data di uscita ufficiale: <strong>24 giugno 2026</strong>. Toby Fox lo ha confermato durante il Nintendo Direct del 9 giugno, specificando anche l&#8217;orario esatto del lancio mondiale. Per chi segue il gioco da anni, è una notizia che arriva prima del previsto, e cambia un po&#8217; i piani per il resto dell&#8217;estate.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando esce Deltarune Chapter 5 e a che ora</h2>



<p>Il Chapter 5 sarà disponibile <strong>simultaneamente su tutte le piattaforme il 24 giugno 2026 alle 11:00 EDT</strong>, che corrispondono alle 17:00 ora italiana. Il lancio globale sincronizzato è una scelta precisa di Toby Fox: già con i capitoli precedenti aveva evitato finestre di uscita sfasate per regione, e qui mantiene la stessa impostazione.</p>



<p>Non ci sono informazioni ufficiali su pre-load o dimensioni del download. Chi ha già acquistato il gioco troverà il Chapter 5 disponibile come aggiornamento gratuito, senza nessun passaggio aggiuntivo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Su quali piattaforme è disponibile Deltarune Chapter 5</h2>



<p>Il gioco esce su <strong>PC (via Steam e altri store digitali), Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PlayStation 4 e PlayStation 5</strong>. Non è prevista una versione Xbox: nessun capitolo di Deltarune è mai arrivato sulle console Microsoft, e il Direct del 9 giugno non ha cambiato questa situazione.</p>



<p>Chi parte da zero deve acquistare il gioco base al prezzo di <strong>24,99 dollari</strong> (il costo dei capitoli 3, 4 e di tutti quelli futuri fino al settimo). I capitoli 1 e 2 restano gratuiti su tutte le piattaforme, e sono il punto di partenza consigliato per chiunque non abbia ancora incontrato Kris e Susie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa racconta il Chapter 5 e dove si inserisce nella storia</h2>



<p><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Deltarune" target="_blank" rel="noopener">Deltarune</a> è un RPG a episodi sviluppato da Toby Fox, lo stesso autore di Undertale, e si svolge in una realtà parallela in cui il protagonista Kris vive in una città di mostri. Insieme a Susie e al principe Ralsei, affronta mondi oscuri generati da fontane di oscurità che minacciano di espandersi nel mondo reale.</p>



<p>Il Chapter 4 aveva lasciato aperte diverse questioni narrative pesanti. Il trailer del Chapter 5 mostra Kris, Susie e Ralsei coinvolti in uno scontro, un momento di vicinanza tra i personaggi e la visita a quello che sembra un tempio. Toby Fox ha dichiarato di aver volutamente escluso dal trailer le scene più importanti, per preservare le sorprese a chi giocherà senza spoiler.</p>



<p>Una delle ipotesi più accreditate tra i fan riguarda il festival che viene menzionato già dal Chapter 2: molti dialoghi nel gioco sembrano costruire verso questo evento, e il Chapter 5 potrebbe essere il momento in cui si svolge davvero.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa succede dopo: Chapter 6, Chapter 7 e i piani futuri</h2>



<p>Deltarune è <strong>pianificato in sette capitoli totali</strong>. Toby Fox ha comunicato nella newsletter di annuncio del Chapter 5 che lo sviluppo del sesto capitolo è già avviato. Ha anche accennato alla possibilità che, se le cose procedono bene, il lavoro sul Chapter 7 inizi entro la fine del 2026.</p>



<p>Non si tratta di date o impegni concreti: Fox è storicamente prudente sulle previsioni temporali. Ma il ritmo attuale è diverso rispetto agli anni passati. Tra il Chapter 2 (2021) e i Chapter 3 e 4 (2025) erano passati quattro anni. Il Chapter 5 arriva meno di un anno dopo, il che suggerisce una pipeline di produzione più fluida e un team più strutturato rispetto agli inizi del progetto.</p>



<p>Per chi vuole prepararsi in modo più ampio, giugno e luglio 2026 sono un mese ricco di uscite rilevanti: <a href="https://www.icrewplay.com/warhammer-40000-darktide-classe-skitarii-2026/">Warhammer 40.000 Darktide riceve la classe Skitarii il 23 giugno</a>, mentre <a href="https://www.icrewplay.com/outward-2-early-access-7-luglio-2026-guida-completa/">Outward 2 entra in Early Access il 7 luglio</a>. Il Chapter 5 si inserisce in un periodo di lancio particolarmente affollato.</p>



<p>Se Toby Fox riuscisse davvero a chiudere la serie entro il 2028, Deltarune diventerebbe uno dei progetti indie più lunghi e ambiziosi mai portati a termine da un team così piccolo. Ma per ora, l&#8217;unica data che conta davvero è quella del 24 giugno, alle 17:00 italiane.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Love Chemistry &#8211; Sibella&#8217;s Formula, recensione (Nintendo Switch)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/prenotato-da-pasquale-aversano-%c2%b7-13-06-2000/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da EastAsiaSoft in sinergia con Male Doll, Love Chemistry &#8211; Sibella&#8217;s Formula è un action platform in pixel art 2D in terza persona e a scorrimento orizzontale. Si tratta di un titolo molto semplice, old school e abbastanza scolastico sia nel gameplay che nella sua evoluzione. Un’opera quindi contenuta e che prova [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da <strong><a href="https://www.icrewplay.com/eastasiasoft-summer-2024-showcase-12-giochi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">EastAsiaSoft</a></strong> in sinergia con Male Doll, Love Chemistry &#8211; Sibella&#8217;s Formula è un action platform in pixel art 2D in terza persona e a scorrimento orizzontale. Si tratta di un titolo molto semplice, old school e abbastanza scolastico sia nel gameplay che nella sua evoluzione. Un’opera quindi contenuta e che prova a ritagliarsi un suo spazio grazie a un incipit sicuramente stravagante e che approfondiremo a breve. Pronto a vivere l’assurda e folle avventura di Sibella? Ecco la <strong>nostra recensione</strong> per <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch</a>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Love Chemistry • Sibella&#039;s Formula Trailer • PS5 PS4 SW" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/ps_p6RPJLfs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Love Chemistry &#8211; Sibella&#8217;s Formula e il desiderio di conquistare tutti</h2>



<p>Love Chemistry &#8211; Sibella&#8217;s Formula ha una storia particolarmente <strong>surreale</strong> e volutamente scellerata e comica. La protagonista è una procace insegnante di chimica che esordisce su schermo condividendo la sua ultima ricerca scientifica: un intruglio in grado di influenzare le menti altrui. Una sorta di vero e proprio controllo mentale. Lo scopo della nostra protagonista? Ovvio: <strong>conquistare tutti</strong> a suon di siringhe. ed eccoci che si parte all’avventura…</p>



<p>Avete capito bene, l’avventura consiste nel prendere il controllo di un’insegnante praticamente fuori di capoccia che corre in giro per livelli surreali <strong>lanciando siringhe </strong>a destra e manca cariche di intrugli per il controllo mentale. Non solo, in caso di avversari umani, questi qui possono anche essere soggetto di mini attenzioni extra quali baci e abbracci non richiesti. Un modo per la nostra assurda protagonista di farsi amare e desiderare.</p>



<p>Inutile girarci intorno, come <strong>protagonista</strong> e missione in sé, è abbastanza assurdo eppure Love Chemistry &#8211; Sibella&#8217;s Formula spicca essenzialmente per quest’assurdità a cui si sommano dei piccoli dialoghi tra vari personaggi, soprattutto boss e mid boss, con cui si sfiora appena una trama banalotta e che non riesce a lasciare il segno, complice anche una durata che raggiunge appena un’ora complessiva e con ben poche opzioni di rigiocabilità, oltre che totale assenza di collezionabili o qualsivoglia tipologia di lore.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Love-Chemistry-Sibellas-Formula-recensione-5-1024x576.jpg" alt="Love Chemistry - Sibella&#039;s Formula, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559928" title="Love Chemistry - Sibella&#039;s Formula, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un platform abbastanza semplice e con qualche problema</h2>



<p>Love Chemistry &#8211; Sibella&#8217;s Formula è un <strong>action platform a scorrimento orizzontale</strong> in 2D estremamente classico e decisamente old school. Al comando della nostra popputa e folle protagonista, scorrazzeremo in livelli lineari e banali, sparando siringhe contro nemici di vario genere fino a raggiungere prima un mid boss e poi un boss finale. Il singolo salto di cui è dotata la protagonista è abbastanza alto ma non sempre praticissimo mentre come “arma” abbiamo una serie infinite di siringhe cariche di intruglio amoroso.</p>



<p>Tali <strong>siringhe</strong>… sono in grado di far esplodere droni e robot di vario genere, sconfiggere mostri mutanti, piante carnivore e altre creature stravaganti ma anche, e soprattutto, di far innamorare i nemici umani. Ecco, questi ultimi possono subire un&#8217;animazione extra con cui la protagonista si prende delle micro-coccola per poi farli sparire e no, niente di osé come altre opere EastAsiaSoft. Finché non cambierai schermata… Il <strong>respawn</strong> dei nemici, infatti, è gestito decisamente male. Basta allontanarsi di pochissimo e tornare indietro per vedere riapparire tutti i nemici sconfitti.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Love-Chemistry-Sibellas-Formula-recensione-63653-1024x576.jpg" alt="Love Chemistry - Sibella&#039;s Formula, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559926" title="Love Chemistry - Sibella&#039;s Formula, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Questo, unito a un <strong>level design</strong> abbastanza anonimo e prevedibile e a un sistema di danni non proprio ben bilanciato, a cui si sommano dei checkpoint abbastanza distanti, potrebbe rendere l’esperienza un pochino meno immediata del previsto. Inoltre, nonostante la barra dell’energia vitale che può essere rinvigorita con dei drop randomici, ci sono pericoli e trappole che causano morte immediata. E sì, Love Chemistry &#8211; Sibella&#8217;s Formula include un sistema di “vite” che possono esaurirsi anche abbastanza velocemente. Apprezzabile invece i mini upgrade che si sbloccano gradualmente e che mutano leggermente le tipologie dei nostri proiettili legati però alla barra rosa che si consuma a ogni attacco effettuato.</p>



<p>In ogni caso, al netto anche della sua <strong>scarsa durata</strong>, Love Chemistry &#8211; Sibella&#8217;s Formula potrebbe annoiare dopo pochi minuti, presentando un sistema abbastanza ciclico e poco originale. Ondate e ondate di nemici da schivare o eliminare, stando ben attenti a dove muoverci per evitare respawn involontari, ecco cosa ti aspetta per gran parte dell’avventura. Le boss fight sono un po’ più ispirate ma con pattern d’attacco comunque abbastanza ridotti e ciclici. Da segnalare anche piccole sessioni a bordo di un veicolo per sessioni sempre in 2D a scorrimento orizzontale.&nbsp;</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Love-Chemistry-Sibellas-Formula-recensione-34-1024x576.jpg" alt="Love Chemistry - Sibella&#039;s Formula, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559925" title="Love Chemistry - Sibella&#039;s Formula, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Love Chemistry &#8211; Sibella&#8217;s Formula non sarebbe neanche malissimo se non fosse per l’estremo riciclo di elementi e nemici che rendono il titolo abbastanza piatto e anonimo. Le animazioni sono abbastanza semplici e inutile dire che quello più pronunciato è legato alla fisicità prosperosa dell’ammiccante protagonista. A tal proposito, le scenette di presentazione in stile quasi fumettoso non sono male e nel complesso, il titolo rievoca l’alone nostalgico dei tempi andati, seppur con poca originalità.</p>



<p>Anche gli scenari non spiccano come potrebbero, risultando fin troppo spogli e ridondanti. E a tal proposito, anche il <strong>sonoro</strong> è molto, troppo, ciclico, con tracce abbastanza brevi che si ripetono di continuo rendendo anche la musica più carina, abbastanza sfiancante. Da segnalare anche la totale <strong>assenza della lingua italiana</strong> anche se c’è poco da leggere e quel poco è facilmente comprensibile. Infine, Love Chemistry &#8211; Sibella&#8217;s Formula si difende bene in entrambe le modalità dell’ibrida Nintendo anche se in portabile forse è il modo migliore per vivere questa mini e dimenticabile esperienza.</p>
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		<title>Wings of Endless, recensione (Nintendo Switch)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/wings-of-endless-recensione-nintendo-switch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Isoca Games e pubblicato da JanduSoft con tanto di pubblicazione retail per mano di Tesura Games, Wings of Endless è un action platform con elementi RPG in pixel art 2D che rievoca con nostalgia uno spicchio del passato del nostro amato medium. Si tratta di un’avventura anche abbastanza narrativa che noi abbiamo avuto [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da <strong>Isoca Games</strong> e pubblicato da JanduSoft con tanto di pubblicazione retail per mano di Tesura Games, Wings of Endless è un action platform con elementi RPG in <a href="https://www.icrewplay.com/giochi-in-pixel-art-ecco-i-5-titoli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pixel art</a> 2D che rievoca con nostalgia uno spicchio del passato del nostro amato medium. Si tratta di un’avventura anche abbastanza narrativa che noi abbiamo avuto il piacere di giocare su<a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Nintendo Switch</a>. Pronto a scoprire la <strong>nostra recensione</strong> e a partire insieme al prode Hariku?</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Wings of Endless - Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/3fs5qIv4Rpg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Wings of Endless e tre nuovi eroi da conoscere</h2>



<p>In Wings of Endless vestiamo i panni del<strong> giovane Hariku</strong>, un cacciatore di taglie con un passato tutto da scoprire e dall’ego non indifferente, visto che si vanta di essere il migliore di tutti. Ebbene, proprio nell’accettare un incarico apparentemente come un altro, finisce per barcamenarsi in un’avventura più grande di lui e che lo porterà a svelare i misteri di un’antica guerra che doveva ormai essere già conclusa diverse generazioni fa. </p>



<p>Per nostra fortuna, Hariku non sarà solo, ma sarà accompagnato da un insolito <strong>gufo parlante</strong> di nome <strong>Owly </strong>insieme ad altri stravaganti personaggi. Il tutto ambientato in un mondo sfaccettato e discretamente ampio, impreziosito da una buona varietà di biomi seppur tutti abbastanza “scolastici” e prevedibili. Andiamo dal deserto a foreste decisamente più variopinte. In ogni caso, non è un mondo fine a se stesso ma dotato di una piccola lore da scoprire ma che non riesce a lasciare il segno sperato.</p>



<p>Così come la narrazione in sé, abbastanza prevedibile e semplice, soprattutto nei colpi di scena, ma che riesce a difendersi comunque grazie a un buon umorismo. Questi si evidenzia soprattutto grazie ai personaggi protagonisti e no, Hariku e Owly non sono gli unici personaggi del nostro team. A questi, infatti, si aggiungeranno anche <strong>Makoto </strong>la maga e <strong>Diana </strong>la ninja. Il trio di personaggi giocanti più Owly sapranno intrattenere per gran parte dell’avventura i cui ostacoli più dolorosi sono individuabili nel gameplay. Bando quindi alle ciance e andiamo a scoprire come si gioca a Wings of Endless!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Wings-of-Endless-recensione-1024x576.jpg" alt="Wings of Endless, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559632" title="Wings of Endless, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Tre combattenti ma poco equilibrati</h2>



<p>Wings of Endless è un <strong>action con elementi RPG in 2D </strong>con fasi <strong>platform </strong>significative e inserite nel sistema d’esplorazione del gioco. Si combatte, si salta, si cercano tesori e si affrontano boss di vario genere. Il sistema di gioco non è in sé originale ma trova comunque uno spunto intrigante quando il team di personaggi giocanti diventa completo. Lo switch tra Hariku, Makoto e Diana, infatti, è veloce e cambia di netto le carte in tavola visto che porta una differenza di gameplay abbastanza notevole.</p>



<p>Inoltre, ogni personaggio ha una sua <strong>abilità </strong>e uno specifico utilizzo che, purtroppo, si dimostrano utili più per gli enigmi ambientali che per il combattimento. Il combat system, infatti, non soddisfa appieno, sia perché tra i tre personaggi l’unico realmente “completo” è <strong>Hariku</strong>, risultando quindi quello più “selezionabile” anche nelle fasi platform, sia perché il sistema di hitbox non è proprio impeccabile. A ciò si somma un divario di energia vitale tra noi e i nemici, soprattutto i boss, che può sfociare velocemente nella frustrazione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Wings-of-Endless-recensione-637543-1024x576.jpg" alt="Wings of Endless, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559628" title="Wings of Endless, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>I <strong>boss</strong>, seppur belli e ben variegati, sono letteralmente straboccanti di punti vitale e questo comporta lunghi scontri dove ci basta incassare davvero pochi colpi per finire K.O. e dover ricominciare tutto. Inoltre, la schivata dei personaggi non è perfetta e spesso si dimostra inutile. Soluzione? Il vecchio metodo del “colpisci e allontanati” che comporta un prolungamento degli scontri, anche quelli contro i minion, decisamente non alla portata di chi è poco paziente. Inoltre, si rischia di appiattire quasi del tutto la potenziale gamma strategica di opzioni a nostra disposizione. Insomma, un peccato.</p>



<p>Sia per le fasi <strong>platform </strong>che per quelle di <strong>combattimento</strong>, Wings of Endless appare abbastanza “datato”, rigido oltre che sbilanciato a seconda di chi si utilizza. Ed è un peccato in quanto è supportato da un’interfaccia intuitiva e funzionale oltre che da un sistema di esperienza semplice ma che fornisce un buon senso di progressione nonostante alcune limitazioni. Anche il <strong>ritmo </strong>non è male, salvo alcune fasi di dialogo che si prendono più tempo del previsto. In compenso, c&#8217;è molto da giocare, esplorare, scoprire, collezionare e affrontare e saprà regalare diverse soddisfazioni se saprai andare oltre i difetti sopra indicati.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Wings-of-Endless-recensione-5647-1024x576.jpg" alt="Wings of Endless, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559626" title="Wings of Endless, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Wings of Endless stupisce per una pixel art veramente ben curata e ben animata. La varietà di scenare, le palette cromatiche, la cura quasi minuziosa dei movimenti di protagonisti e antagonisti, soprattutto alcuni boss, vari e accattivanti, tutto dona armonia e plasma un piccolo mondo dal retrogusto nostalgico che funziona. è sinceramente bello da vedere anche se non originalissimo nella messa in scena, abbastanza prevedibile sia come tipologia di biomi che come elementi quali trappole o lo stesso bestiario, tra l&#8217;altro un po&#8217; limitato in termini quantitativi.</p>



<p>Il <strong>sonoro </strong>è coerente, discretamente vario e un buon accompagnatore. Niente ripetizioni ridondanti o fastidiose ma armonie che seguono quasi del tutto fedelmente quanto avviene su schermo seppur in modo mai realmente memorabile o identitario. Da segnalare, invece, la totale <strong>assenza della lingua italiana</strong>, mancanza di cui tener conto considerando che il titolo decide ogni tanto di spezzare il suo stesso ritmo cedendo a qualche dialogo di troppo che, per fortuna, risulta comunque discretamente facile da comprendere e tradurre.</p>



<p>Infine, Wings of Endless si difende bene in entrambe le modalità offerte dall’ibrida Nintendo risultando solida in doc ma decisamente più comoda e adatta in <strong>portatile</strong>. Per quanto riguarda bug o rallentamenti, non segnaliamo nulla che possa realmente danneggiare l’esperienza del titolo.</p>
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		<item>
		<title>Isekai Villain, recensione (Nintendo Switch)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/isekai-villain-recensione-nintendo-switch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jun 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Exe Create Inc. e pubblicato da Kemco, Isekai Villain è un gioco di ruolo in pixel art 2D con combattimenti a turni che rientra, ancora una volta, nel sempre più sconfinato catalogo di RPG pubblicati da Kemco. Inoltre, come molti altri titoli di quel catalogo, anche Isekai Villain nasce come opera mobile per [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Exe Create Inc.</strong> e pubblicato da Kemco, Isekai Villain è un gioco di ruolo in pixel art 2D con combattimenti a turni che rientra, ancora una volta, nel sempre più sconfinato catalogo di RPG pubblicati da <a href="https://www.icrewplay.com/kemco-rpg-selection-vol-8-xbox/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kemco</a>. Inoltre, come molti altri titoli di quel catalogo, anche Isekai Villain nasce come opera mobile per poi essere trasportata su console. Noi abbiamo vissuto questa nuova e intrigante avventura su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>! </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="RPG Isekai Villain - Official Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/_Vb96pbrItc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Isekai Villain dalla parte dei cattivi</h2>



<p>Lo diciamo subito e con una certa soddisfazione e sorpresa: la <strong>trama </strong>di Isekai Villain <strong>funziona</strong>. Sì, non completamente e sì, ci sono dei cali di ritmo, eppure l’idea di fondo nonché l’incipit stesso, regalano all’opera firmata Kemco un alone tutto suo e che riesce in parte a farla emergere dai suoi congeneri. Procedendo con ordine, il protagonista delle vicende è un giovane qualunque di nome Gray si risveglia suo malgrado all’interno del mondo del suo manga preferito.</p>



<p>Chi non vorrebbe un risveglio simile, mh? C’è però un problema… <strong>Gray </strong>non veste i panni di un eroe ma di un <strong>malvagio</strong>. Non solo, veste i panni di un malvagio decisamente secondario e destinato a fare una brutta fine. Uno di quei personaggi che fungono da carne da macello. Ecco, Gray ora è quello. Inutile dire che il destino infame e il pessimo ruolo non vanno decisamente a genio al nostro protagonista che decide quindi di ribaltare la sua sorte e tentare di sopravvivere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Isekai-Villain-recensione-1024x576.jpg" alt="Isekai Villain, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559649" title="Isekai Villain, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Nasce così <strong>un’avventura sopra le righe</strong>, consapevole della propria natura, ironica e autoironica che, seppur non brilli per complessità dell’intreccio narrativo, riesce a divertire e incuriosire. Si è sinceramente interessati alla sorte del povero Gray e, complice un cast di personaggi bizzarri seppur “sporcati” dai soliti cliché dei giochi di ruolo, la storia scivola via senza grandi intoppi. Inoltre, l’idea di base, quella di diventare un vero cattivo, funziona e, seppur non originalissima, è sfruttata in modo curioso anche ludicamente parlando, come vedremo nel paragrafo di riferimento.</p>



<p>Il rovesciamento classico che al posto di un team di eroi ci vede alla guida di un gruppo di gentaglia quasi allo sbaraglio crea la giusta atmosfera per una storia particolarmente spensierata e che funziona proprio quando non si prende sul serio, riuscendo anche a intagliare una propria e coerente identità. Insomma, Isekai Villain spicca tra i titoli Kemco e lo fa con un<strong> buon umorismo</strong>, che lo salva anche quando diventa più prevedibile. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Isekai-Villain-recensione-69-1024x576.jpg" alt="Isekai Villain, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559648" title="Isekai Villain, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un gameplay scolastico ma solido</h2>



<p>Isekai Villain è un<strong> gioco di ruolo in 2D con combattimenti a turni </strong>che segue lo standard Kemco senza grosse rivoluzioni. Il sistema di gioco è quello di sempre, si controlla il personaggio per scenari sicuri e dungeon pericolosi, affrontando diversi nemici in combattimenti che non innovano la formula di base. Sì, c’è un sistema di combo che si somma al classico modello di abilità e attacchi standard ma non rivoluziona più di tanto l’esperienza anche se riesce a regalare qualche soddisfazione extra, soprattutto contro i boss più coriacei ed agguerriti.</p>



<p>Torna il sistema di elementi con tanto di punti deboli da conoscere e sfruttare. Buona la progressione dei personaggi, abbastanza classica ma discretamente varia da rendere i personaggi del team abbastanza vari tra loro e utili ai fini strategici nelle battaglie più lunghe e complesse. Ma è proprio nel sistema di progressione che c’è l’elemento “nuovo” di Isekai Villain. Parliamo del “<strong>Villain Rank</strong>”. Esatto, per ottenere bonus statistici Gray e la sua squadra dovranno fare cattiverie di vario genere.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Isekai-Villain-recensione-586695-1024x576.jpg" alt="Isekai Villain, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559647" title="Isekai Villain, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>Più si è malvagi, più si sale di livello sbloccando nuovi potenziamenti utili per la nostra avventura. Un’idea interessante e che poteva sicuramente osare di più ma che riesce a variare una formula altrimenti troppo standard e prevedibile. Inoltre, l’evoluzione da cattivo del protagonista è parte integrante della narrazione stessa. E a ciò sommiamo un ulteriore elemento “nuovo” che è la <strong>Tana di Loptr</strong>, una sorta di gestionale dove potrai costruire ed espandere il tuo quartier generale. </p>



<p>Il nostro “<strong>covo del male</strong>” è anch’esso parte della narrazione oltre a fungere da hub sicuro in cui tornare dopo ogni spedizione esterna. è qui che andrai a investire gran parte delle tue risorse per ottenere ulteriori potenziamenti, offerte del mercato nero e tanto altro. Il tutto con un sistema da simil-gestionale elementare ma funzionale al tipo di gioco e sinceramente ben integrato. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Isekai-Villain-recensione-65487586-1024x576.jpg" alt="Isekai Villain, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559644" title="Isekai Villain, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Isekai Villain è in linea con le più recenti opere firmate Kemco. La pixel art è abbastanza prevedibile e sa di “già visto”, soprattutto per quanto riguarda la struttura degli ambienti, ancora una volta poco ispirati e discretamente anonimi. Discorso diverso, invece, per gli artwork in 2D dei personaggi. Seppur comunque in linea con tanti altri titoli del medesimo editore, Isekai Villain riesce a dar forma a personaggi a loro modo “unici” e sicuramente ben inseriti nell’atmosfera generale del gioco. </p>



<p>In questo caso specifico, più che la grafica è la storia e la sua <strong>scrittura</strong>, oltre all’incipit intrigante, a dare carattere e identità ai personaggi e al mondo di gioco stesso. Per quanto riguarda il <strong>sonoro</strong>, abbiamo notato una buona varietà di tracce, meno prevedibili e più ritmate rispetto ad altri titoli. C’è ritmo e si adeguano discretamente bene in base agli eventi su schermo. </p>



<p>Da segnalare, invece, la<strong> totale assenza della lingua italiana</strong>, mancanza di cui tener conto considerando che ci sarà molto da leggere. Infine, Isekai Villain si difende abbastanza bene in entrambe le modalità dell’ibrida Nintendo anche se è in quella portatile che riesce a esprimere il meglio di sé.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>The Duskbloods: tutto quello che sappiamo sull&#8217;esclusiva FromSoftware per Switch 2</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/the-duskbloods-fromsoftware-switch-2-sappiamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=559883</guid>

					<description><![CDATA[The Duskbloods è l'esclusiva Nintendo Switch 2 di FromSoftware diretta da Hidetaka Miyazaki: un PvPvE a otto giocatori in cui i Bloodsworn competono per il Primo Sangue durante il Crepuscolo dell'Umanità. Network Test confermato per l'estate 2026, uscita prevista entro l'anno.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Al <strong>Nintendo Direct del 9 giugno 2026</strong>, <strong>The Duskbloods</strong> è tornato a mostrarsi dopo quattordici mesi di silenzio quasi totale con un nuovo trailer e una notizia concreta: un <strong>Closed Network Test</strong> è confermato per l&#8217;<strong>estate 2026</strong> su Nintendo Switch 2. Il gioco è ancora privo di una data di uscita precisa, ma la conferma del test è il segnale più chiaro fino ad oggi che il titolo è in linea con la finestra di lancio <strong>2026</strong> indicata da Nintendo. Per chi si è perso l&#8217;annuncio originale dell&#8217;aprile 2025, qui trovi tutto quello che sappiamo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">L&#8217;origine del progetto: Nintendo chiama, Miyazaki risponde</h2>



<p>The Duskbloods è il primo titolo <strong>esclusivo per una console Nintendo</strong> sviluppato da FromSoftware in ventitré anni, dall&#8217;era GameCube. Non è nato da una proposta interna allo studio, ma da un incontro con Nintendo: <strong>Hidetaka Miyazaki</strong>, presidente e director del progetto, ha raccontato in un&#8217;intervista pubblicata sul blog Nintendo come il gioco sia nato quasi per caso, da una raccolta embrionale di idee presentata a Nintendo che aveva attirato immediatamente l&#8217;interesse della casa di Kyoto. Il concept originale era stato concepito per la prima Nintendo Switch, ma con l&#8217;avvicinarsi del lancio di Switch 2 il team ha deciso di posticipare e sfruttare l&#8217;hardware di nuova generazione. Miyazaki ha chiarito esplicitamente che The Duskbloods non interferirà con lo sviluppo dei classici giochi single player di FromSoftware: i due filoni procedono in parallelo con team separati. Come avevamo già approfondito nel nostro <a href="https://www.icrewplay.com/the-duskbloods-dettagli-dal-director-miyazaki/">articolo dedicato ai dettagli rivelati da Miyazaki</a> al momento dell&#8217;annuncio, il progetto rappresenta una direzione completamente nuova per lo studio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il concept narrativo: Bloodsworn, Primo Sangue e il Crepuscolo dell&#8217;Umanità</h2>



<p>L&#8217;ambientazione di The Duskbloods ruota attorno a un evento chiamato il <strong>Crepuscolo dell&#8217;Umanità</strong>: la fase terminale della civiltà, il momento in cui la società raggiunge la propria fine. In questo contesto apocalittico scorre il <strong>Primo Sangue</strong>, una forza o sostanza misteriosa che i protagonisti del gioco, i <strong>Bloodsworn</strong>, competono per ottenere. I Bloodsworn sono esseri umani che hanno acquisito capacità sovrumane attraverso il potere di un sangue speciale. Il paragone con i vampiri è inevitabile, ma Miyazaki ha precisato che il concept è deliberatamente diverso dalla tradizione horror classica: <em>abbiamo provato a estrarre alcuni degli aspetti più romantici che abbiamo trovato interessanti da concept come vampiri e sangue, reinterpretandoli nei Bloodsworn</em>. Non mostri incontrollabili, quindi, ma guerrieri consapevoli e dominanti con una propria identità, storia e destino. Ogni Bloodsworn ha una <strong>storia del sangue</strong>, un elemento narrativo personalizzabile che influenza il percorso e il destino del personaggio nel corso delle partite. I personaggi giocabili disponibili sono <strong>più di una dozzina</strong>, ciascuno con armi, abilità e aspetto distinti, con possibilità di personalizzazione delle build.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Come funziona il gameplay: PvPvE a otto giocatori</h2>



<p>The Duskbloods è un <strong>action RPG multiplayer PvPvE</strong> strutturato in partite da <strong>otto giocatori</strong>. PvPvE significa che ogni match combina simultaneamente la competizione tra i giocatori stessi e gli scontri contro nemici controllati dall&#8217;intelligenza artificiale: i Bloodsworn si affrontano tra loro per il Primo Sangue mentre navigano un ambiente ostile popolato da creature e pericoli. La cooperazione temporanea tra giocatori è possibile, ma il conflitto è al cuore strutturale di ogni partita. Non esiste una modalità single player: The Duskbloods è pensato esclusivamente come esperienza online. Il confronto inevitabile è con <strong>Elden Ring: Nightreign</strong>, ma i due titoli sono strutturalmente diversi: Nightreign è un cooperativo PvE a tre giocatori in cui tutti lavorano insieme contro l&#8217;IA, mentre The Duskbloods mette la competizione tra giocatori al centro con otto partecipanti contemporanei.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le ambientazioni: dal gotico vittoriano all&#8217;industriale moderno</h2>



<p>I trailer mostrati finora hanno rivelato una varietà di ambientazioni che spaziano dal <strong>gotico vittoriano</strong>, con architetture cupe e atmosfera prossima a quella di Bloodborne, a scenari più <strong>moderni e industriali</strong> collocati idealmente alla fine della rivoluzione industriale. Nel secondo trailer, mostrato al Nintendo Direct del 9 giugno, sono apparse una <strong>luna rossa</strong> nel cielo e un elemento particolarmente discusso dalla community: un <strong>ratto parlante ricoperto di rune magiche</strong>, dettaglio che suggerisce una dimensione più fantastica rispetto all&#8217;estetica prettamente gotica del primo annuncio. Le mappe ospitano anche un treno in corsa tra rovine, confermando la coesistenza di epoche diverse all&#8217;interno dello stesso universo di gioco.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il Closed Network Test: come partecipare e cosa aspettarsi</h2>



<p>Il <strong>Closed Network Test</strong> di The Duskbloods è confermato per l&#8217;<strong>estate 2026</strong>, ovvero tra il 21 giugno e il 22 settembre. Le modalità di registrazione non sono ancora state annunciate: FromSoftware e Nintendo hanno comunicato che i dettagli verranno condivisi nelle prossime settimane tramite i canali ufficiali del gioco. Per partecipare sarà necessario un abbonamento attivo a <strong>Nintendo Switch Online</strong>. Se il test seguirà le tradizioni dei Network Test precedenti di FromSoftware, le registrazioni avverranno tramite una pagina dedicata con selezione casuale dei partecipanti, e il contenuto disponibile sarà una sezione verticale del gioco finito, non necessariamente rappresentativa della struttura completa. La conferma del test è il segnale più concreto che il lancio del gioco nel <strong>2026</strong> è realistico: FromSoftware non aprirebbe un test online se l&#8217;uscita fosse lontana. Per tutti gli aggiornamenti ufficiali, il riferimento è l&#8217;account ufficiale di <a href="https://x.com/TheDuskbloods">The Duskbloods su X</a> e la nostra <a href="https://www.icrewplay.com/category/nintendo/">sezione Nintendo su iCrewPlay</a>.</p>
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		<title>Zelda: Ocarina of Time remake su Switch 2: storia, aspettative e reazioni della community</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/zelda-ocarina-of-time-remake-aspettative/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Jun 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=559868</guid>

					<description><![CDATA[The Legend of Zelda: Ocarina of Time torna nel 2026 come remake esclusivo per Nintendo Switch 2. Ripercorriamo la storia del gioco originale del 1998, analizziamo cosa il teaser del Nintendo Direct ha rivelato e raccontiamo le reazioni della community nelle ore successive all'annuncio.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il <strong>Nintendo Direct del 9 giugno 2026</strong> si è chiuso con quello che molti considerano l&#8217;annuncio più atteso degli ultimi anni: <strong>The Legend of Zelda: Ocarina of Time</strong> torna completamente rifatto in esclusiva su <strong>Nintendo Switch 2</strong>, con uscita confermata nel corso del <strong>2026</strong>. Il trailer è durato poco più di un minuto, ha mostrato pochissimo, e ha scatenato la community come pochi annunci Nintendo sanno fare. Per capire perché, bisogna partire dall&#8217;inizio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Ocarina of Time è ancora il gioco più importante della serie</h2>



<p><strong>The Legend of Zelda: Ocarina of Time</strong> è uscito il <strong>21 novembre 1998</strong> su Nintendo 64 ed è il quinto capitolo principale della serie, nonché il primo in tre dimensioni. Ha un <strong>Metacritic di 99</strong>, il punteggio più alto nella storia del sito, e viene ancora oggi citato come uno dei giochi migliori mai realizzati. Non si tratta solo di nostalgia: Ocarina of Time ha inventato meccaniche che il medium usa ancora adesso. Il sistema di <strong>Z-targeting</strong> per agganciare i nemici durante il combattimento è diventato uno standard nei giochi d&#8217;azione in terza persona. La struttura del dungeon design, con un oggetto chiave per dungeon che risolve i puzzle di quell&#8217;area, ha influenzato ogni action-adventure successivo. Il sistema di viaggio temporale, con Link che alterna la versione bambino e adulta per sbloccare progressivamente il mondo di Hyrule, è ancora oggi uno degli esempi più eleganti di game design non lineare nella storia del medium. Come abbiamo raccontato nella nostra <a href="https://www.icrewplay.com/player-one-87-principessa-zelda/">rubrica Player One dedicata alla principessa Zelda</a>, Ocarina of Time ha anche definito il carattere dei personaggi chiave della saga in modo che è rimasto sostanzialmente invariato fino a oggi: la Zelda bambina che confida in Link dalla finestra del castello, la Zelda adulta che si nasconde nei panni di Sheik per sette anni, Ganondorf come antagonista con una motivazione comprensibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">La trama: Link, Ganondorf e la battaglia per le Pietre Spirituali</h2>



<p>Il gioco segue <strong>Link</strong>, un bambino Kokiri cresciuto nella Foresta Kokiri senza una fata custode, fino all&#8217;arrivo di <strong>Navi</strong> che lo incarica di raggiungere il Grande Albero Deku. Da lì si apre una storia che porta Link a raccogliere le tre <strong>Pietre Spirituali</strong> per aprire la Porta del Tempo e raggiungere la Triforza prima che lo faccia <strong>Ganondorf</strong>, il Re dei Gerudo. La svolta narrativa centrale è una delle più audaci nella storia dei videogiochi: Link apre la Porta del Tempo, ma è troppo giovane per estrarre la Spada Suprema, e rimane intrappolato nel Sanctum del Tempo per <strong>sette anni</strong>. Quando si risveglia adulto, Ganondorf ha già conquistato Hyrule. Il gioco diventa allora la storia di un eroe che deve riparare gli errori del passato, con la guida degli <strong>Indizi Saggi</strong> e l&#8217;aiuto del misterioso <strong>Sheik</strong>, la cui vera identità è rimasta uno degli spoiler più famosi della storia dei videogiochi. La struttura narrativa, con Hyrule trasformata in un regno oscuro che Link deve liberare tempio per tempio, è rimasta il modello di riferimento per interi capitoli successivi della saga.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le versioni precedenti: GameCube, Virtual Console e Ocarina of Time 3D</h2>



<p>Ocarina of Time non è nuovo ai rilanci. Nel <strong>2002</strong>, Nintendo ha distribuito una compilation GameCube che includeva la versione originale e la <strong>Master Quest</strong>, una variante con dungeon ridisegnati e maggiore difficoltà. Nel <strong>2011</strong> è arrivato <strong>The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D</strong> su Nintendo 3DS, che ha portato grafica in alta risoluzione, texture ridisegnate, effetto stereoscopico, supporto al touchscreen e qualche piccola ottimizzazione ai controlli. Il gioco è stato poi reso disponibile su Wii U Virtual Console e Nintendo Switch Online con emulazione del Nintendo 64. Nessuna di queste versioni era però un <strong>remake</strong> nel senso pieno del termine: erano rimasterizzazioni fedeli all&#8217;originale. Il progetto annunciato il 9 giugno 2026 è qualcosa di diverso.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa ha mostrato il teaser: un Link ridisegnato e la parola &#8220;reborn&#8221;</h2>



<p>Il trailer del Nintendo Direct dura poco più di un minuto. Inizia con una voce fuori campo che introduce la storia dei Kokiri, il popolo della foresta tra cui vive Link, e descrive il bambino senza fata. La scena mostra <strong>Link addormentato</strong> con un nuovo modello tridimensionale chiaramente ridisegnato rispetto a qualsiasi versione precedente: abiti diversi, proporzionalità più naturalistica, capelli più mossi. Il simbolo della Triforza lampeggia sulla sua mano, e appare il logo del gioco. Nintendo ha scelto una parola precisa nel comunicato ufficiale: <em>reborn</em>. Non remastered, non remake, <strong>reborn</strong>. Una scelta lessicale che non è sfuggita alla community.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le reazioni della community: entusiasmo, qualche dubbio sull&#8217;art style e il dibattito sul &#8220;reborn&#8221;</h2>



<p>Nei thread di Famiboards, ResetEra e sui canali social, la reazione dominante è stata di entusiasmo genuino, spesso viscerale. <em>Can someone get emotional at a stupidly short footage?</em>, ha scritto un utente su Famiboards. <em>Yes. That is me.</em> Ma accanto all&#8217;entusiasmo si è subito aperto un dibattito su due fronti. Il primo riguarda l&#8217;<strong>art style</strong>: il design di Link nel teaser non corrisponde né all&#8217;estetica di Breath of the Wild né a quella di Echoes of Wisdom, e qualcuno l&#8217;ha trovato inaspettatamente distante dall&#8217;originale. Il secondo, più sostanzioso, riguarda il significato della parola <em>reborn</em>. Una parte della community è convinta che Nintendo abbia scelto deliberatamente quel termine per segnalare che non si tratta di una fedele ricostruzione 1:1, ma di una <strong>reimaginazione</strong> con cambiamenti narrativi e di design. Come scrive GameSource, il remake <em>sembra avere una maggiore enfasi sulla narrazione che ripercorre gli eventi del capitolo da cui si triforca la timeline della saga</em>, suggerendo possibili aggiunte alla storia originale. La questione è aperta: Nintendo non ha ancora mostrato gameplay né fornito dettagli sulla struttura. Le aspettative della community si dividono tra chi vuole un Ocarina of Time fedele con grafica moderna e chi spera in qualcosa di più ambizioso. Entrambe le posizioni sono comprensibili.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il contesto perfetto: 40° anniversario di Zelda e il film live-action</h2>



<p>L&#8217;annuncio arriva in un anno particolarmente significativo per la serie: il <strong>2026</strong> segna il <strong>quarantesimo anniversario</strong> di The Legend of Zelda, con il primo capitolo originariamente pubblicato in Giappone nel febbraio 1986. Nello stesso anno è prevista l&#8217;uscita del <strong>film live-action di Zelda</strong> prodotto da Nintendo e Arad Productions. Il remake di Ocarina of Time si inserisce quindi in una strategia anniversaria più ampia, che punta a consolidare l&#8217;identità del franchise su più fronti contemporaneamente. Secondo le indiscrezioni riportate da Comicbook, il gioco potrebbe arrivare nel periodo natalizio, probabilmente <strong>novembre o dicembre 2026</strong>, posizionandosi come il titolo di punta della stagione per Nintendo Switch 2. Nintendo ha confermato che condividerà ulteriori informazioni e footage in una data non specificata, con settembre come ipotesi più probabile per il prossimo Direct. Nel frattempo, chi vuole rileggere l&#8217;universo di Ocarina of Time in attesa del remake può trovare sulla nostra <a href="https://www.icrewplay.com/giochi/the-legend-of-zelda-ocarina-of-time/">scheda dedicata a Ocarina of Time</a> tutti i nostri articoli sulla saga, o approfondire il lato oscuro della serie nel nostro <a href="https://www.icrewplay.com/player-one-9-skull-kid/">approfondimento su Skull Kid</a>, il personaggio più tragico dell&#8217;universo di Zelda.</p>
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		<title>Schrodinger’s Call, recensione (Nintendo Switch)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/schrodingers-call-recensione-nintendo-switch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Acrobatic Chirimenjako e pubblicato da SHUEISHA GAMES, Schrodinger’s Call è una particolare visual novel sulla fine del mondo. In quanto visual novel, è quindi scontato che si tratti di un titolo prettamente narrativo è in questo caso abbiamo una narrazione che funziona, colpisce, trascina ed emoziona, lasciando un segno destinato a restare anche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Acrobatic Chirimenjako</strong> e pubblicato da SHUEISHA GAMES, Schrodinger’s Call è una particolare visual novel sulla fine del mondo. In quanto<a href="https://www.icrewplay.com/visual-novel-ebook/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> visual novel</a>, è quindi scontato che si tratti di un titolo prettamente narrativo è in questo caso abbiamo una narrazione che funziona, colpisce, trascina ed emoziona, lasciando un segno destinato a restare anche quando i titoli di coda sono ormai passati. Noi abbiamo vissuto questa toccante avventura su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch</a> e questa è la nostra recensione.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Schrödinger&#039;s Call -  Official Trailer 2" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/FsCQq00bDFs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Schrodinger’s Call della fine del mondo e di un’ultima chiamata</h2>



<p>Prima della fine di tutto… con chi vorresti parlare un’ultima volta? Tutto il titolo ruota intorno a questa domanda. Ma procediamo con ordine. Schrodinger’s Call colpisce da subito con un <strong>incipit</strong> assolutamente intrigante, originale e in parte devastante. Mancano ventuno nanosecondi alla fine di tutto. La luna sta crollando sulla Terra e presto tutta l’umanità sarà spazzata via. In uno scenario così catastrofico e inevitabile, c’è <strong>Mary</strong>. Una ragazza senza ricordi che si ritrova in una stanza, unico vero scenario di tutto il gioco.</p>



<p>In questa stanza c’è un telefono, di quelli vecchi, col disco, nostalgico ma perfettamente funzionante. Insieme al telefono c’è un gatto nero parlante di nome <strong>Hamlet</strong>. Il felino ci farà da enigmatico mentore, sfuggente e misterioso da inizio fin quasi alla fine, il nostro co-protagonista saprà darci consigli, aiutarci e in parte contribuirà a smorzare i toni di un titolo che non ha paura di graffiarti l’anima con tematiche profonde, toccanti e “<strong>reali</strong>”. Tra queste emerge sicuramente la solitudine, la paura, la morte, i rimorsi… ma anche l’importanza dei legami e dell’amore. Insomma, Schrodinger’s Call vince perché ha un cast profondamente “umano” e “reale” anche se le figure con cui parleremo sono rappresentate come animali antropomorfi.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Schrodingers-Call-recensione-1024x576.jpg" alt="Schrodinger’s Call, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559452" title="Schrodinger’s Call, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<p>I <strong>dialoghi</strong> di Schrodinger’s Call, punto centrale della narrazione e dell’intero gioco, fanno parte del ruolo dell’ignara Mary che è stata scelta per diventare “<strong>L’ultima confidente del mondo</strong>”. Esatto, il telefono nella stanza le permette di parlare per alcuni momenti con delle persone sospese tra vita e morte. Come una sorta di traghettatore verso l’ignoto. Spetta a noi incassare i tormenti di anime inconcludenti, ferite, colpevoli e tanto altro. Una gamma di sfumature che riescono a sorprendere, capovolgendo quasi sempre il percorso iniziale delle varie “telefonate”.</p>



<p>Vogliamo evitare di entrare troppo nei <strong>dettagli</strong> della <strong>storia</strong> di Schrodinger’s Call in quanto è realmente il punto migliore del titolo ma ci teniamo a sottolinearne la bontà. Al netto di un ritmo non proprio perfetto, le ultime fasi del racconto raggiungono un’apice molto difficile da criticare e che potrebbe appagare quasi ogni palato, incluso chi vive di pane e visual novel. Questo perché Schrodinger’s Call è un’ottima visual novel. Lo è per come tratta gli argomenti e per come riesce a coinvolgerti in modo del tutto imprevisto ma terribilmente profondo e toccante.</p>



<p>Lo abbiamo detto all’inizio e lo ripetiamo, se Schrodinger’s Call riesce a coinvolgerti come si deve, resterà con te anche dopo i titoli di coda. Il motivo è che riguarda anche noi, in più sfumature e per più punti. Ogni <strong>telefonata</strong> tocca punti personali o che comunque abbiamo potuto scorgere in qualcuno a noi vicino o lontano. Inoltre, è un titolo molto ben costruito nel suo unico scenario. Il nome stesso del gioco non è casuale, il paradosso di Schrodinger qui riguarda gli abitanti della Terra prossimi alla morte, in quel momento in cui cercheremo di <strong>portarli alla pace</strong>. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Schrodingers-Call-recensione-547-1024x576.jpg" alt="Schrodinger’s Call, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559451" title="Schrodinger’s Call, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Una visual novel molto semplice</h2>



<p>Schrodinger’s Call è una <strong>visual novel in 2D</strong> e questo significa che ludicamente parlando, si limita a offrire una gamma di scelte mentre ti traghetta lungo la sua storia. E qui ci sono scelte da fare ma queste non hanno il peso che ti aspetteresti. Non ci sono grandi conseguenze se non piccole sfumature per una storia che a conti fatti ha un unico finale principale. L’eliminazione di ramificazione complesse e labirintiche potrebbe far pensare a una minore longevità ma il titolo riesce a sforare facilmente le 10 ore. Inoltre, la sua semplicità lo rende assolutamente accessibile anche ai neofiti del genere.</p>



<p>Lo scopo del gioco è progredire, evitare le scelte sbagliate e lasciarsi travolgere da un tormentato flusso di telefonate, il tutto con piccoli aiuti, ovviamente e un pizzico di intuito oltre che sensazioni e sentimenti personali. Perché sì, il titolo è anche una sorta di <strong>percorso personale</strong>. Si tratta quindi di un’esperienza narrativa dal livello di sfida abbastanza marginale e del tutto secondario rispetto all’obiettivo principale del titolo. </p>



<p>Quindi sì, chi non digerisce il genere, difficilmente cambierà idea ma rischia di perdere un’avventura veramente emozionante e coinvolgente. Per quanto riguarda il <strong>sistema di controllo</strong>, è molto semplice, intuitivo e pratico. Come detto, il gioco è estremamente accessibile anche a chi è nuovo al mondo delle visual novel. L’interfaccia, inoltre, è molto semplice da utilizzare ed è integrata perfettamente in un altro dei punti a favore del titolo: lo stile visivo. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Schrodingers-Call-recensione-58645648-1024x576.jpg" alt="Schrodinger’s Call, recensione (Nintendo Switch)" class="wp-image-559448" title="Schrodinger’s Call, recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Schrodinger’s Call sorprende per uno stile in 2D magnetico e accattivante. Il colpo d’occhio generale è coinvolgente e ammaliante, gli scenari, i flashback, i vari personaggi, tutto dona forma a un mini mondo coeso, efficace e sinceramente bello da vedere. Il passaggio tra una scena a un altra non è statico come gran parte delle visual novel ma c’è un certo dinamismo nonostante la sua intrinseca semplicità. La scelta dei colori, prevalentemente monocromatici e spenti contribuiscono a marcare la malinconia e la gravità di alcune situazioni, diventando parte attiva e funzionale del racconto stesso.</p>



<p>Così come è attivo e funzionale il <strong>sonoro</strong>. Altro elemento ben scelto e ben spalmato nell’arco di quasi tutta l’avventura narrativa. Le tracce sono varie, originali, ben variegate e in grado di accompagnare senza risultare mai invadenti. Insomma, la direzione artistica di Schrodinger’s Call si sposa perfettamente con le varie tonalità del racconto contribuendo a creare qualcosa a suo modo unico e memorabile. L’unico vero e grande peccato del gioco è la <strong>totale assenza della lingua italiana.</strong></p>



<p>Considerando la mole del testo che ci aspetta e l’importanza che racchiude, l’assenza dei sottotitoli in lingua italiana è un ostacolo da tenere conto, purtroppo. Infine, Schrodinger’s Call si difende bene in entrambe le modalità dell’ibrida Nintendo con quella <strong>portatile</strong> che consigliamo calorosamente riuscendo a trasformare la console in una sorta di eReader interattivo.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
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		<item>
		<title>Solarpunk esce oggi: prezzo, piattaforme e Game Pass</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/solarpunk-esce-oggi-prezzo-game-pass/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 08:34:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie in Vetrina]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=559790</guid>

					<description><![CDATA[Solarpunk esce oggi su PC, PS5, Xbox Series X&#124;S e Nintendo Switch 2. Il survival rilassato di Cyberwave arriva anche su Game Pass dal day one.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong><a href="https://store.steampowered.com/app/1805110/Solarpunk/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/1805110/Solarpunk/" target="_blank" rel="noopener">Solarpunk </a>esce oggi</strong>, 8 giugno 2026, e punta a intercettare chi cerca un survival più calmo rispetto ai soliti sandbox punitivi. Il gioco di <strong>Cyberwave</strong>, pubblicato da rokaplay e Metaroot, arriva su PC, console e Game Pass con crafting, coltivazioni, automazione leggera e isole sospese da raggiungere in dirigibile.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Solarpunk esce oggi: piattaforme, prezzo e Game Pass</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1080" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/solarpunk-esce-oggi-prezzo-piattaforme-e-game-pass-1-20260608-1031.png" alt="Solarpunk esce oggi: prezzo, piattaforme e Game Pass" class="wp-image-559793" title="Solarpunk esce oggi: prezzo, piattaforme e Game Pass"></figure>



<p>Solarpunk è disponibile su <strong>PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC</strong>. Su computer il gioco arriva tramite Steam, Epic Games Store e GOG, mentre su Xbox entra anche nel catalogo <strong>Game Pass</strong> dal giorno del lancio per Cloud, console e PC.</p>



<p>Il prezzo comunicato per il lancio è di <strong>22,99 euro</strong> su diverse piattaforme, con possibili variazioni in base allo store e alla regione. Su PlayStation in Europa il prezzo indicato sale a 24,99 euro, dato che colloca Solarpunk nella fascia degli indie premium e non dei survival tripla A.</p>



<p>La pagina ufficiale <a href="https://store.steampowered.com/app/1805110/Solarpunk/" target="_blank" rel="noopener">Solarpunk su Steam</a> descrive il gioco come un&#8217;avventura sandbox basata su costruzione, agricoltura, raccolta risorse e viaggi tra isole. La presenza su Game Pass riduce la soglia d&#8217;ingresso per chi vuole provarlo prima di acquistarlo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Perché Solarpunk piace ai fan dei survival rilassati</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1080" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/solarpunk-esce-oggi-prezzo-piattaforme-e-game-pass-2-20260608-1031.png" alt="Solarpunk esce oggi: prezzo, piattaforme e Game Pass" class="wp-image-559794" title="Solarpunk esce oggi: prezzo, piattaforme e Game Pass"></figure>



<p>Solarpunk non cerca la tensione continua di altri survival. Il ciclo principale ruota attorno alla costruzione della base, alla gestione delle risorse, alla coltivazione di cibo e all&#8217;uso di energia solare ed eolica. La sopravvivenza resta presente, ma non sembra costruita per mettere il giocatore sotto pressione costante.</p>



<p>Il tratto più riconoscibile è il dirigibile, usato per spostarsi tra isole fluttuanti e ampliare il raggio d&#8217;azione. Invece di puntare su combattimenti, raid o PvP, Solarpunk lavora su esplorazione leggera, arredamento, cooperativa e automazione. Il risultato parla soprattutto a chi ama il lato cozy del survival crafting.</p>



<p>La scheda Xbox di <a href="https://www.xbox.com/it-IT/games/store/solarpunk/9N8BRH7PGJMJ" target="_blank" rel="noopener">Solarpunk su Microsoft Store</a> insiste proprio su casa, fattoria, gadget e viaggi tra isole. È una scelta chiara: il gioco vuole essere accessibile, creativo e giocabile anche da chi non cerca una sfida aggressiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa aspettarsi da Solarpunk al lancio</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1080" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/solarpunk-esce-oggi-prezzo-piattaforme-e-game-pass-3-20260608-1032.png" alt="Solarpunk esce oggi: prezzo, piattaforme e Game Pass" class="wp-image-559795" title="Solarpunk esce oggi: prezzo, piattaforme e Game Pass"></figure>



<p>Cyberwave ha scelto una comunicazione abbastanza diretta: Solarpunk non va interpretato come un survival infinito. La progressione principale viene indicata intorno alle <strong>20 ore</strong>, poi il gioco lascia spazio a costruzione, decorazione, farming e obiettivi personali.</p>



<p>Non risultano elementi come PvP, server dedicati, crossplay o una grande campagna narrativa. Questo può deludere chi cerca un sandbox enorme, ma rende più chiaro il pubblico di riferimento: giocatori interessati a un&#8217;esperienza tranquilla, cooperativa e poco competitiva.</p>



<p>Il dato delle wishlist ha alzato le aspettative prima dell&#8217;uscita. Proprio per questo, il lancio su Game Pass potrebbe diventare la condizione migliore per Solarpunk: chi è incuriosito può provarlo senza trasformare ogni limite in una promessa mancata. La domanda ora è quanto questa formula rilassata riuscirà a trattenere i giocatori oltre le prime ore.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, tutto quello che sappiamo prima del lancio del 18 giugno</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/adventures-of-elliot-millennium-tales-guida/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=559095</guid>

					<description><![CDATA[The Adventures of Elliot: The Millennium Tales esce il 18 giugno 2026 su PlayStation 5, Xbox Series, Nintendo Switch 2 e PC. Il primo action RPG di Team Asano con viaggi nel tempo, sette armi e co-op locale con Faie.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>The Adventures of Elliot: The Millennium Tales</strong> esce il <strong>18 giugno 2026</strong> su <strong>PlayStation 5, Xbox Series X e Series S, Nintendo Switch 2 e PC via Steam</strong>. È il primo action RPG sviluppato da <strong>Team Asano</strong>, la divisione di Square Enix guidata da Tomoya Asano e nota per Octopath Traveler, Triangle Strategy e Bravely Default. Il gioco è co-sviluppato da <strong>Claytechworks</strong>, studio che aveva già collaborato con Square Enix sul remake di Live A Live, ed è il terzo titolo flagship nella serie HD-2D dopo Octopath Traveler e Triangle Strategy. Per chi segue da vicino l&#8217;universo Square Enix, può interessare anche il nostro <a href="https://www.icrewplay.com/final-fantasy-xiv-evercold-espansione-gennaio-2027/">articolo su Evercold, la sesta espansione di Final Fantasy XIV</a>, annunciata nello stesso periodo di sviluppo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="683" height="1024" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/The-Adventures-of-Elliot-The-Millennium-Tales-cover-683x1024.jpg" alt="The Adventures of Elliot: The Millennium Tales cover" class="wp-image-559098" title="The Adventures of Elliot: The Millennium Tales, tutto quello che sappiamo prima del lancio del 18 giugno"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">La storia: Philabieldia, il regno di Huther e il Portale del Tempo</h2>



<p>Il gioco è ambientato in <strong>Philabieldia</strong>, un continente dominato da tribù di bestie feroci che rendono il mondo esterno inaccessibile agli esseri umani. L&#8217;unico rifugio dell&#8217;umanità è il <strong>Regno di Huther</strong>, protetto da una barriera magica mantenuta dalla <strong>Principessa Heuria</strong>. Il protagonista è <strong>Elliot</strong>, un giovane avventuriero che insieme alla sua compagna fata <strong>Faie</strong> scopre un misterioso insieme di rovine appena oltre le mura del regno. All&#8217;interno delle rovine trovano il <strong>Portale del Tempo</strong>, un artefatto che permette di viaggiare attraverso diverse epoche storiche di Philabieldia.</p>



<p>La struttura narrativa si sviluppa attraverso <strong>quattro ere</strong> distinte: l&#8217;Era della Salvaguardia (il presente), l&#8217;Era della Ricostruzione (250 anni nel passato), e altre due epoche rivelate nel corso del gioco. Come mostra il PlayStation Blog del 18 maggio 2026, nell&#8217;Era della Ricostruzione il mondo assomiglia all&#8217;era attuale ma con differenze sottili che mantengono viva la curiosità esplorativa. L&#8217;obiettivo finale è <strong>spezzare la maledizione che pesa sulla Principessa Heuria</strong>, con le scelte e le scoperte fatte in ogni epoca che influenzano la comprensione della narrativa complessiva.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Gameplay: sette armi, combattimento in tempo reale e il nuovo effetto rolling cylinder</h2>



<p>A differenza di tutti i precedenti titoli HD-2D di Team Asano, <strong>The Adventures of Elliot non ha combattimento a turni</strong>. Il sistema di gioco è in <strong>tempo reale</strong>, con una visuale dall&#8217;alto fissa in stile top-down. Elliot può equipaggiare contemporaneamente <strong>due dei sette tipi di arma disponibili</strong>, tra cui spade, archi, catene e falci, ognuna con abilità e effetti propri, e passare liberamente dall&#8217;una all&#8217;altra durante il combattimento. Il team ha dichiarato di voler che i giocatori pensino in modo creativo a quale arma si adatta meglio alla situazione.</p>



<p>Il sistema difensivo include uno <strong>scudo per bloccare e parare</strong> gli attacchi nemici, e una <strong>schivata e un teletrasporto</strong> che porta istantaneamente Elliot alla posizione di Faie. Le <strong>bombe</strong> servono sia in combattimento che per sbloccare passaggi nascosti nelle pareti. Le abilità di Faie, chiamate <strong>Fairy Actions</strong>, offrono supporto in battaglia. Il sistema di progressione si basa sul <strong>Magicite</strong>, cristalli equipaggiabili che potenziamo tramite un sistema di upgrade personalizzabile. La telecamera usa un nuovo effetto tecnico chiamato <strong>rolling cylinder</strong>, che aggiunge profondità ondulata agli ambienti senza perdere la chiarezza della visuale top-down, distinguendosi visivamente dai precedenti titoli HD-2D.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Co-op locale: il secondo giocatore controlla Faie</h2>



<p>Una delle novità più significative rispetto ai precedenti titoli di Team Asano è il supporto alla <strong>co-op locale per due giocatori</strong>. Il secondo giocatore può prendere il controllo diretto di <strong>Faie</strong>, la compagna fata di Elliot, con le proprie abilità di combattimento e un ruolo attivo nel recupero degli oggetti e nella navigazione di enigmi e sezioni platform. <em>«Volevamo che i giocatori potessero godersi il gioco insieme ad amici o familiari, aggiungendo ancora più fascino all&#8217;esperienza»</em>, ha dichiarato il Producer <strong>Naofumi Matsushita</strong>. La co-op era già presente nella demo di debutto rilasciata su Nintendo Switch 2 nell&#8217;estate del 2025, e il team ha confermato di aver ascoltato i feedback della community per migliorare la velocità di movimento e il bilanciamento delle armi rispetto a quella versione.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Edizioni disponibili: Standard, Digital Deluxe e Collector&#8217;s Edition</h2>



<p>Il gioco è disponibile in tre configurazioni. La <strong>Standard Edition</strong> include il gioco base con il bonus preordine <strong>Elliot&#8217;s Departure Pack</strong>, un accessorio Departure Brooch e una Magicite di potenziamento attacco, valido per i preordini entro il 17 giugno 2026. La <strong>Digital Deluxe Edition</strong> aggiunge contenuti cosmetici aggiuntivi. La <strong>Collector&#8217;s Edition</strong>, disponibile esclusivamente sul <a href="https://na.store.square-enix-games.com/the-adventures-of-elliot_-the-millennium-tales" target="_blank" rel="noopener">Square Enix Store ufficiale</a> al prezzo di 229,99 dollari, include la copia fisica del gioco, il codice per il Digital Deluxe Upgrade, la colonna sonora originale rimasterizzata e il <strong>Faie and the Door of Time Desktop Clock</strong>, un orologio da tavolo in stile diorama ispirato al Portale del Tempo del gioco. Il gioco non è annunciato per Xbox Game Pass, PlayStation Plus o Nintendo Switch Online.</p>
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		<title>Collectors Cove, la recensione (Nintendo Switch)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/collectors-cove-la-recensione-nintendo-switch/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandro Rulli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 13:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=559699</guid>

					<description><![CDATA[Esistono giochi che mettono il giocatore di fronte a sfide estreme, combattimenti difficili e sistemi complessi da padroneggiare. Poi esistono titoli come Collectors Cove, che scelgono una strada completamente diversa. Qui non conta salvare il mondo, sconfiggere un antico male o affrontare guerre epiche. Conta esplorare, raccogliere, catalogare e lasciarsi trasportare dal piacere della scoperta. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Esistono giochi che mettono il giocatore di fronte a sfide estreme, combattimenti difficili e sistemi complessi da padroneggiare. Poi esistono titoli come <strong>Collectors Cove</strong>, che scelgono una strada completamente diversa. Qui non conta salvare il mondo, sconfiggere un antico male o affrontare guerre epiche. Conta esplorare, raccogliere, catalogare e lasciarsi trasportare dal piacere della scoperta.</p>



<p>Sviluppato da VoodooDuck, <strong><a href="https://store.steampowered.com/app/2867470/Collectors_Cove/" data-type="link" data-id="https://store.steampowered.com/app/2867470/Collectors_Cove/" target="_blank" rel="noopener">Collectors Cove</a></strong> è una piccola avventura open world che ruota attorno a un concetto tanto semplice quanto sorprendentemente efficace: la collezione. Tutto il gioco è costruito attorno all’idea di trovare oggetti, creature, tesori e curiosità sparse in un arcipelago colorato e rilassante.</p>



<p>La formula potrebbe sembrare limitata sulla carta, ma il titolo riesce a trasformare questa ossessione per il completismo in un’esperienza piacevole e spesso difficile da abbandonare. <strong>Collectors Cove capisce perfettamente il fascino della raccolta</strong>, quella sensazione che spinge a esplorare un’ultima isola, aprire un altro scrigno o cercare ancora un oggetto mancante prima di spegnere il gioco.</p>



<p>Il risultato è un’avventura che non punta sulla quantità di contenuti spettacolari, ma sulla capacità di rendere soddisfacente ogni piccola scoperta.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Collectors-Cove-1024x576.jpg" alt="Collectors Cove" class="wp-image-559704" title="Collectors Cove, la recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Storia, personaggi e ambientazione</h2>



<p>La narrativa di <strong>Collectors Cove</strong> è volutamente leggera. Il protagonista è un giovane avventuriero che si ritrova a navigare tra isole, baie e insediamenti alla ricerca di tesori e collezioni sempre più rare. Non c’è una trama complessa o ricca di colpi di scena. L’obiettivo principale è vivere l’avventura e costruire gradualmente la propria raccolta.</p>



<p>Questa semplicità, però, si sposa perfettamente con il tono generale del gioco. Collectors Cove non vuole raccontare una storia drammatica. Vuole evocare il senso di meraviglia tipico delle avventure piratesche più leggere, quelle dove la curiosità conta più del pericolo.</p>



<p>Le isole che compongono il mondo di gioco sono il vero punto di forza dell’ambientazione. Ogni area propone qualcosa di diverso: spiagge, villaggi, caverne, foreste e piccoli segreti nascosti dietro ogni angolo. <strong>Il mondo di Collectors Cove non è enorme, ma riesce a essere densamente popolato di cose da trovare.</strong></p>



<p>Anche i personaggi secondari contribuiscono a creare un’atmosfera accogliente. Gli abitanti delle varie zone offrono missioni semplici, richieste particolari o informazioni che aiutano a completare le collezioni. Non sono personaggi particolarmente profondi, ma riescono a dare personalità al mondo senza appesantire il ritmo dell’avventura.</p>



<p>L’intera esperienza trasmette una sensazione costante di relax. È un mondo che invita all’esplorazione tranquilla, senza fretta e senza pressione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Collectors-Cove-3-1024x576.jpg" alt="Collectors Cove" class="wp-image-559702" title="Collectors Cove, la recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Gameplay</h2>



<p>Il gameplay di <strong>Collectors Cove</strong> ruota quasi interamente attorno all’esplorazione e alla raccolta di oggetti. Questo potrebbe sembrare limitante, ma il gioco riesce a costruire una progressione sorprendentemente coinvolgente proprio grazie alla varietà delle collezioni disponibili.</p>



<p>Il giocatore può raccogliere pesci, insetti, manufatti, tesori, materiali e numerosi altri oggetti sparsi nel mondo di gioco. Ogni nuova scoperta viene registrata, contribuendo ad ampliare una raccolta che cresce costantemente durante l’avventura.</p>



<p><strong>Collectors Cove sfrutta perfettamente il desiderio di completare ogni collezione.</strong> È quel tipo di gioco che ti convince continuamente a fare “ancora una cosa”, trasformando ogni sessione in una lunga serie di piccoli obiettivi spontanei.</p>



<p>La navigazione rappresenta uno degli elementi più piacevoli dell’esperienza. Spostarsi tra le isole con la propria imbarcazione è semplice ma soddisfacente, e contribuisce a creare quel senso di libertà che accompagna tutta l’avventura.</p>



<p>Oltre alla raccolta, il gioco propone attività secondarie come pesca, esplorazione di caverne, ricerca di tesori nascosti e completamento di missioni per gli abitanti. Nessuna di queste meccaniche è particolarmente complessa, ma insieme costruiscono un ciclo di gameplay molto efficace.</p>



<p>Uno dei limiti principali emerge proprio dalla semplicità generale della struttura. Dopo diverse ore, alcune attività iniziano inevitabilmente a ripetersi. <strong>Collectors Cove punta sulla varietà degli oggetti più che sulla profondità delle meccaniche</strong>, e questa scelta può non soddisfare chi cerca sistemi più elaborati.</p>



<p>Anche il combattimento è quasi assente o comunque marginale rispetto al resto dell’esperienza. Non è un difetto vero e proprio, perché il gioco non nasce con l’obiettivo di offrire sfide d’azione. Tuttavia, chi si aspetta una componente avventurosa più tradizionale potrebbe rimanere sorpreso dalla forte enfasi sulla raccolta.</p>



<p>Nel complesso, però, il gameplay riesce a mantenere alta la motivazione grazie alla continua introduzione di nuovi oggetti da trovare e nuovi obiettivi da completare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/06/Collectors-Cove-2-1024x576.jpg" alt="Collectors Cove" class="wp-image-559701" title="Collectors Cove, la recensione (Nintendo Switch)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Livello tecnico</h2>



<p>Dal punto di vista artistico, <strong>Collectors Cove</strong> sceglie una direzione semplice ma efficace. Lo stile grafico è colorato, leggibile e perfettamente coerente con il tono rilassato dell’avventura.</p>



<p>Le isole sono ben caratterizzate e riescono a differenziarsi abbastanza da mantenere viva la curiosità del giocatore. Non ci si trova davanti a un comparto tecnico impressionante, ma il mondo risulta piacevole da esplorare e ricco di dettagli interessanti.</p>



<p>La colonna sonora accompagna l’avventura con brani leggeri e rilassanti. Le musiche non cercano mai di dominare la scena, ma contribuiscono a creare quell’atmosfera serena che rappresenta uno dei principali punti di forza del gioco.</p>



<p>Anche gli effetti sonori svolgono bene il loro compito. Il rumore delle onde, il suono della pesca e le piccole interazioni ambientali contribuiscono a rendere il mondo più vivo.</p>



<p>Sul fronte tecnico generale, <strong>Collectors Cove</strong> si comporta bene. Le prestazioni risultano stabili e non emergono particolari problemi durante l’esplorazione. Qualche piccola rigidità nelle animazioni è presente, ma nulla che comprometta realmente l’esperienza.</p>
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		<item>
		<title>Call of the Elder Gods, recensione (Nintendo Switch 2)</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/call-of-the-elder-gods-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 09:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Out of the Blue Games e pubblicato da Kwalee, Call of the Elder Gods è un’avventura a enigmi di forte stampo narrativo in prima persona 3D, nonché sequel diretto di Call of the Sea, di cui puoi recuperare la nostra analisi, con cui condivide molto, dalla narrazione al gameplay stesso. Noi abbiamo vissuto [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sviluppato da <strong>Out of the Blue Games</strong> e pubblicato da Kwalee, Call of the Elder Gods è un’avventura a enigmi di forte stampo narrativo in prima persona 3D, nonché sequel diretto di <strong>Call of the Sea</strong>, di cui puoi recuperare la <a href="https://www.icrewplay.com/call-of-the-sea-recensione-nintendo-switch/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nostra analisi</a>, con cui condivide molto, dalla narrazione al gameplay stesso. Noi abbiamo vissuto l’avventura di Harry ed Evangeline su <a href="https://www.nintendo.com/it-it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Nintendo Switch 2 </a>e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Pronto a un nuovo mondo pieno zeppo di stravaganti enigmi? </p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Call of the Elder Gods - Gameplay Trailer | PS5 Games" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/BQD7mB2qhow?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Call of the Elder Gods e una nuova storia ispirata a Lovecraft</h2>



<p>Ormai <strong>Lovecraft </strong>è tornato nel mondo dei videogiochi con una prepotenza e diffusione mai vista prima. Solo negli ultimi mesi, sono innumerevoli i titoli ispirati al mondo visionario dell’intramontabile autore e Call of the Elder Gods rientra appieno in questo vasto e sfaccettato catalogo. Eppure, il titolo in esame ci mette molto del suo, lo personalizza e ne ripercorre l’immaginario con coraggio e creatività oltre a un uso del colore che, a differenza di molti, vira sull’acceso. Una sorta di contrasto che cattura da subito.</p>



<p>D&#8217;altronde, già il <strong>prequel</strong>, Call of the Sea, aveva donato un’esperienza inedita, forte e identitaria. Il sequel arriva con ancora più forza e carico di aspettative non di poco conto, tanto sul versante ludico quanto su quello narrativo. Per quest’ultimo, ti basti sapere che è il gioco stesso a iniziare con una domanda: hai giocato il prequel? Non è una domanda di poco conto visto che l’esperienza di Call of the Elder Gods è legata in parte proprio al suo stesso primo capitolo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Call-of-the-Elder-Gods-recensione-5-1024x576.jpg" alt="Call of the Elder Gods, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-559418" title="Call of the Elder Gods, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<p>Sì, il gioco può essere vissuto senza il suo prequel e il titolo cerca in tutti i modi di plasmare un’esperienza coerente e comprensibile eppure, il modo migliore di vivere Call of the Elder Gods è <strong>dopo aver completato</strong> <strong>Call of the Sea</strong>. Questo perché i richiami sono molteplici e inevitabili e questo secondo capitolo va a chiudere e rafforzare alcuni eventi che, senza conoscere gli eventi antecedenti, perderebbero parte del giusto peso emotivo. </p>



<p>Guardando alla narrazione di Call of the Elder Gods, il primo cambiamento rispetto al prequel è proprio nel protagonista… o meglio, i protagonisti ed entrambi devono fare i conti con diversi problemi personali. Il primo, il professore<strong> Harry Everhart</strong>, ha un passato che lo tormenta, un peso non di poco conto che ha reso il suo carattere burbero, brusco e terribilmente chiuso. La seconda è la studentessa <strong>Evangeline Drayton</strong> che, oltre a farmi sogni assurdi e difficili da decifrare, ha un’amnesia di un determinato periodo di tempo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Call-of-the-Elder-Gods-recensioneCall-of-the-Elder-Gods-recensione-1024x576.jpg" alt="Call of the Elder Gods, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-559419" title="Call of the Elder Gods, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<p>La <strong>collaborazione </strong>tra i due personaggi non è scontata eppure avviene e si evolve lungo un percorso che li vedrà viaggiare dal New England all’entroterra australiano con un evocativo deserto, passando a ghiacciai sterminati e a strutture ultraterrene. e nel percorso le tematiche trattate saranno molteplici tra cui la famiglia, la salute mentale, il dolore e la morte. Quest’ultima trattata in modo molto intrigante e discretamente in linea con la “filosofia” di Lovecraft, autore comunque centrale sia per la messa in scena che per la trama stessa.</p>



<p>Ammettiamo che il <strong>ritmo narrativo</strong>, molto legato alla velocità con cui affronteremo e risolveremo i numerosi enigmi, è discretamente buono con una fase finale che dona il meglio di sé cercando di recuperare lungo il tragitto innumerevoli punti del prequel, offrendo approfondimenti e risvolti che saranno la gioia soprattutto di chi ha apprezzato il primo titolo. Quest’ultimo, complice anche l’effetto novità e una trama leggermente più d’impatto, risulta più forte sul piano della narrazione ma anche Call of the Elder Gods sa raccontare e completa il suo percorso offrendo sensazioni che ci accompagneranno anche per diversi giorni dopo i titoli di coda.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Call-of-the-Elder-Gods-recensione-3773-1024x576.jpg" alt="Call of the Elder Gods, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-559416" title="Call of the Elder Gods, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Puzzle e logica</h2>



<p> Call of the Elder Gods è <strong>un’avventura narrativa in prima persona 3D</strong> con fasi leggermente da walking simulator ma che vede comunque al centro del gameplay la risoluzione di determinati puzzle. Si tratta di enigmi legati molto a ciò che ci circonda e che richiede un’attenta analisi e anche una buona memoria. Analizzare documenti, studiare gli scenari, collegare i punti e sviscerare gli enigmi è la base della progressione ludica di Call of the Elder Gods e segue scolasticamente quanto di buono fatto col suo stesso prequel.</p>



<p>A una buona <strong>varietà di enigmi </strong>si unisce un numero complessivo di ore non proprio elevato ma comunque in linea col genere e col suo stesso predecessore: siamo sulle sette-otto ore se non meno, dipende molto dalla velocità di ragionamento e risoluzione degli enigmi. Non nascondiamo che alcuni di questi risultano discretamente complessi e possono richiedere diversi tentativi prima di trovare la giusta risoluzione. Ad aiutarci in questo compito, avremo un pratico diario.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Call-of-the-Elder-Gods-recensione-5377537-1024x576.jpg" alt="Call of the Elder Gods, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-559414" title="Call of the Elder Gods, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<p>Qui troveremo informazioni non sempre esaustive e generose ma comunque punti di ragionamento e coordinamento preziosi e di cui tenere costantemente conto. In più, complice <strong>un’esplorazione </strong>abbastanza ridotta, a furia di fare avanti e indietro e di cambiare punto di vista, la soluzione emergerà presto dinanzi ai nostri occhi. Certo, se non si ha pazienza o se si cerca un gioco d’azione, Call of the Elder Gods non è il posto giusto. Chi invece è alla ricerca di un gioco che sappia mettere alla prova il proprio ingegno, avrà pane per i suoi denti.</p>



<p>Tra i pochi elementi ludici “nuovi” spicca il fatto che abbiamo a disposizione <strong>due personaggi giocanti</strong>. Ebbene, proprio questa novità è tra gli elementi meno sfruttati del titolo. Ci sono sì enigmi in cui la cooperazione è essenziale ma le potenzialità non vengono sfruttate appieno e anzi, risultano più semplici e dimenticabili rispetto agli enigmi “classici”. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Call-of-the-Elder-Gods-recensione-346-1024x576.jpg" alt="Call of the Elder Gods, recensione (Nintendo Switch 2)" class="wp-image-559417" title="Call of the Elder Gods, recensione (Nintendo Switch 2)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Call of the Elder Gods spicca per stile e scelta cromatica. Considerando sempre il suo legame col mondo di Lovecraft,  la scelta cromatica accesa è sempre un azzardo che ci colpisce e in positivo. Certo, venendo dopo il prequel, l’effetto sorpresa è leggermente meno “wow” ma complessivamente non abbiamo nulla da dire. Anzi, gli anni tra un capitolo e un altro hanno portato a una cura al dettaglio e a delle animazioni più convincenti e coese. </p>



<p>Anche il <strong>sonoro </strong>si difende molto bene, con tracce audio coerenti con la messa in scena. Buono il doppiaggio in inglese mentre abbiamo molto apprezzato la presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong>, preziosissimi per comprendere e vivere al meglio la storia di Call of the Elder Gods. Per quanto riguarda le modalità della nuova ibrida Nintendo, il titolo si difende bene in entrambe e non nascondiamo che, anche se si perde un po’ di fluidità, la portabilità è terribilmente affascinante. </p>



<p></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Final Fantasy VII Rebirth su Switch 2: vale il doppio acquisto?</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/final-fantasy-vii-rebirth-switch-2-differenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Valentina Paradiso]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 18:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch 2]]></category>
		<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=559536</guid>

					<description><![CDATA[Final Fantasy VII Rebirth debutta su Switch 2 e Xbox il 3 giugno. Ecco cosa cambia rispetto alla versione PlayStation 5 e per quali giocatori può avere senso un secondo acquisto.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>Final Fantasy VII Rebirth Switch 2 differenze</strong> è una delle ricerche più frequenti tra i giocatori che hanno già completato l&#8217;avventura su PlayStation 5. Con l&#8217;arrivo del gioco su Switch 2 e Xbox il 3 giugno, la domanda è semplice: si tratta della stessa esperienza oppure ci sono cambiamenti tali da giustificare un nuovo acquisto?</p>



<h2 class="wp-block-heading">Final Fantasy VII Rebirth su Switch 2: cosa cambia davvero rispetto a PS5?</h2>



<p>La risposta breve è che il contenuto di gioco resta sostanzialmente identico. Storia, missioni, attività secondarie, esplorazione del mondo aperto e sistema di combattimento non cambiano. Le differenze riguardano soprattutto il comparto tecnico e il modo in cui l&#8217;esperienza viene fruita. Chi ha giocato su PlayStation 5 ritroverà lo stesso viaggio di Cloud, Tifa, Aerith e degli altri protagonisti, ma adattato all&#8217;hardware della nuova console Nintendo.</p>



<p>Square Enix ha già dimostrato in passato una notevole capacità di ottimizzazione delle proprie produzioni su piattaforme differenti. L&#8217;arrivo di Rebirth su Switch 2 rappresenta anche un segnale importante per il futuro della serie, che potrebbe vedere una presenza più costante sulle piattaforme Nintendo dopo anni di assenza delle uscite principali.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Prestazioni, grafica e portabilità: i fattori che fanno la differenza</h2>



<p>Il confronto tecnico parte inevitabilmente da PlayStation 5, piattaforma per cui il gioco è stato progettato inizialmente. La console Sony offre una potenza superiore e dispone di modalità grafiche che permettono di scegliere tra qualità visiva e fluidità. Per Switch 2 l&#8217;obiettivo principale sembra essere mantenere un buon equilibrio tra resa grafica e prestazioni, sfruttando le nuove capacità hardware della console.</p>



<p>Il vero vantaggio della versione Nintendo non riguarda necessariamente il numero di pixel o la qualità delle texture, ma la <strong>portabilità</strong>. Rebirth è un gioco che può facilmente superare le 80 ore di contenuti tra storia principale, attività opzionali e sfide. Poter continuare l&#8217;avventura in modalità portatile rappresenta un valore concreto per molti utenti.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Stesso contenuto narrativo della versione PlayStation 5</li>



<li>Possibili compromessi grafici rispetto alla console Sony</li>



<li>Modalità portatile esclusiva dell&#8217;ecosistema Nintendo</li>



<li>Maggiore flessibilità per sessioni di gioco brevi</li>
</ul>



<p>La situazione ricorda altri titoli che stanno arrivando sulla nuova console Nintendo. Ad esempio, anche <a href="https://www.icrewplay.com/call-of-duty-modern-warfare-4-annuncio-data-uscita-2026/">Call of Duty: Modern Warfare 4 su Nintendo Switch 2</a> rappresenta un banco di prova importante per capire quanto la piattaforma possa avvicinarsi alle esperienze delle console più potenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Per chi conviene comprare di nuovo Final Fantasy VII Rebirth?</h2>



<p>La risposta dipende molto dal profilo del giocatore. Chi possiede già il gioco su PlayStation 5 e lo ha completato potrebbe non trovare motivazioni sufficienti per un secondo acquisto basato esclusivamente sugli aspetti tecnici. Le differenze non sembrano tali da trasformare radicalmente l&#8217;esperienza.</p>



<p>Diverso il discorso per chi desidera avere sempre con sé uno dei più importanti giochi di ruolo degli ultimi anni. In questo caso la possibilità di giocare in mobilità può rappresentare un vantaggio significativo. È una situazione simile a quella osservata con diversi titoli Nintendo recensiti su iCrewPlay, come <a href="https://www.icrewplay.com/kabuto-park-recensione-nintendo-switch/">Kabuto Park su Nintendo Switch</a>, dove la comodità della modalità portatile diventa parte integrante dell&#8217;esperienza.</p>



<p>Anche i collezionisti e gli appassionati della saga potrebbero considerare interessante possedere più versioni dello stesso gioco, soprattutto in vista dell&#8217;arrivo del terzo capitolo della trilogia remake.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Cosa significa questa uscita per il futuro di Final Fantasy</h2>



<p>L&#8217;arrivo di Rebirth su Switch 2 va oltre il singolo prodotto. Negli ultimi anni Square Enix ha manifestato la volontà di adottare una strategia multipiattaforma più ampia. Portare uno dei progetti più ambiziosi dell&#8217;azienda sulla nuova console Nintendo rappresenta un passaggio significativo.</p>



<p>Per il pubblico Nintendo significa poter accedere a produzioni che fino a poco tempo fa sembravano riservate alle piattaforme più potenti. Per Square Enix significa ampliare il bacino di utenza di una delle sue proprietà intellettuali più importanti. Maggiori dettagli sulla serie possono essere consultati nella pagina dedicata a <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Final_Fantasy_VII_Rebirth" target="_blank" rel="noopener">Final Fantasy VII Rebirth</a>, mentre informazioni ufficiali sul progetto sono disponibili sul sito di <a href="https://www.square-enix-games.com/" target="_blank" rel="noopener">Square Enix</a>.</p>



<p>La vera domanda non è tanto se Switch 2 riuscirà a eguagliare PlayStation 5 sul piano tecnico, quanto se l&#8217;accesso a grandi produzioni come Rebirth diventerà la nuova normalità per la piattaforma Nintendo. Se la risposta sarà positiva, il catalogo della console potrebbe cambiare profondamente nei prossimi anni.</p>
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