Dopo oltre venticinque anni di attesa, richieste, nostalgia e teorie, una delle classi più iconiche della storia di Diablo torna finalmente a casa. Il Paladino fa il suo ingresso ufficiale in Diablo IV, annunciato durante i Game Awards e già giocabile in anteprima nella Stagione 11 per chi ha preordinato l’espansione Lord of Hatred. Non si tratta di un semplice ritorno, ma di una reinterpretazione profonda che fonde fede, acciaio e luce in una forma pensata per il nuovo corso della saga.
Blizzard non ha scelto la via più facile. Riportare il Paladino significava confrontarsi con un’eredità enorme, costruita fin dai tempi di Diablo II e rafforzata da anni di passione della community. Il risultato è una classe che guarda al passato senza rimanerne prigioniera, offrendo qualcosa di familiare ma allo stesso tempo sorprendente.
Perché il Paladino doveva tornare in Diablo IV
Secondo Dominic Sileo, Senior Combat Designer, il ritorno del Paladino era quasi inevitabile. È una classe che ha segnato l’immaginario di milioni di giocatori e che rappresenta una delle fantasie di potere più forti dell’universo di Diablo. Il team di sviluppo ha analizzato a fondo oltre due decenni di build, stili di gioco e abilità amate, partendo da pilastri come Aure, Martello Benedetto, Scudo Benedetto e Condanna, per poi spingersi oltre.
L’obiettivo non era replicare pedissequamente ciò che funzionava in passato, ma trasformare il Paladino in qualcosa di nuovo, capace di convivere con il ritmo, la brutalità e le scelte morali che caratterizzano Diablo IV. Un equilibrio delicato, che passa dalla nostalgia ma guarda dritto al futuro.
Una classe fondata su fede, resilienza ed equilibrio
Il Paladino di Diablo IV è definito come il cavaliere sacro per eccellenza. Spada e scudo sono solo una parte del suo arsenale, perché la vera arma è la fede stessa. La luce non è un semplice effetto visivo, ma un elemento centrale del gameplay che potenzia difesa, attacco e supporto.
Questa classe si distingue nettamente dalle altre presenti nel gioco proprio per il suo ruolo ibrido. Non è solo un tank, non è solo un combattente corpo a corpo e non è solo un incantatore sacro. È tutto questo insieme, in una forma che premia la coerenza delle scelte e la capacità del giocatore di interpretare il proprio stile.
I tre pilastri che definiscono il Paladino di Diablo IV
Per rendere il Paladino autentico e coerente con l’identità di Diablo IV, Blizzard ha costruito la classe attorno a tre pilastri fondamentali.
Il primo è il Guardiano Indomito. Il Paladino è pensato come un baluardo vivente, un cavaliere incrollabile che protegge gli innocenti e resiste all’oscurità grazie alla sua fede. Questa idea influenza animazioni, postura e sensazione di peso di ogni colpo.
Il secondo pilastro è l’Arsenale Divino. Spade, scudi e martelli sacri tornano protagonisti, ma vengono reinterpretati come estensioni della luce stessa. Ogni arma diventa un condotto di potere sacro, capace di infliggere danni devastanti o di proteggere gli alleati.
Il terzo è il Condotto Sacro. Il Paladino non usa semplicemente la luce, la incarna. Canalizza energia divina per colpire i nemici, creare barriere, evocare poteri celesti e trasformare il campo di battaglia in un terreno dominato dalla fede.
Questi pilastri hanno guidato ogni reparto, dall’arte al suono fino alle animazioni, creando un’esperienza coesa. Ogni impatto è pesante, ogni effetto luminoso comunica potenza, ogni movimento trasmette determinazione.
I Giuramenti del Paladino e la vera libertà di scelta
Uno degli aspetti più interessanti del Paladino in Diablo IV è il sistema dei Giuramenti, che definisce in modo netto lo stile di gioco. Non sono semplici specializzazioni, ma veri e propri codici di comportamento che premiano la coerenza e l’impegno.
Il Giuramento del Colosso trasforma la difesa in un’arma. Qui lo scudo è protagonista assoluto, con abilità come Carica con lo Scudo e l’abilità suprema Fortezza, pensate per chi ama stare in prima linea e assorbire colpi senza arretrare.
Il Giuramento dello Zelota è pura aggressività guidata dalla fede. Combattimento corpo a corpo rapido, colpi di spada incessanti e una sensazione che richiama direttamente la storica abilità Zelo di Diablo II, culminando nell’abilità suprema Zenith.
Il Giuramento del Giudicatore incarna l’ira celeste. È la scelta ideale per chi ama la magia sacra classica, con evocazioni iconiche come Martello Benedetto, Scudo Benedetto e Furia del Paradiso che piovono sui nemici senza pietà.
Infine, il Giuramento del Discepolo rappresenta la forma più spettacolare del Paladino. Una trasformazione in Arbitro angelico che consente il volo e l’uso di armi evocate come la Lancia dei Cieli, bombardando il campo di battaglia dall’alto.
Una leggenda che si inserisce perfettamente nel mondo di Diablo IV
Il Paladino non è solo una nuova classe, ma un simbolo narrativo forte. In un mondo come Santuario, sospeso tra luce e oscurità, la sua presenza rafforza i temi centrali di Diablo IV. Scelte morali, sacrificio, fede e corruzione trovano nel Paladino una rappresentazione concreta e giocabile.
Blizzard lo descrive come lo scudo di Santuario e la spada del Paradiso. Una figura che protegge, giudica e combatte, portando con sé il peso delle proprie decisioni. È una classe che non si limita a fare danni, ma che racconta una storia attraverso il gameplay.
Come accedere al Paladino e quando arriva l’espansione
Il Paladino è già disponibile nella Stagione 11 per chi preordina Diablo IV: Lord of Hatred, l’espansione che segna una nuova fase per il gioco. Oltre all’accesso anticipato alla classe, il preordine include cosmetici celestiali, cosmetici divini, una nuova cavalcatura e un compagno sacro.
Diablo IV: Lord of Hatred sarà lanciato ufficialmente il 28 aprile 2026, ma il Paladino è già pronto a dimostrare perché il suo ritorno era così atteso. Tra nostalgia, innovazione e una profondità di gameplay tutta nuova, questa classe si candida a diventare una delle più amate dell’intero ecosistema di Diablo IV.