Per un po’ Overwatch è sembrato un gioco del passato. Non morto, ma fuori dalla conversazione. Aggiornamenti regolari, sì, ma incapaci di riaccendere l’interesse di chi se n’era andato. Troppa confusione identitaria, troppe promesse non mantenute, un PvE che non ha mai trovato una forma convincente. Nel frattempo il mondo è andato avanti.
Ora Blizzard dice basta. E lo fa nel modo più netto possibile: cancellando Overwatch 2 e tornando a chiamarlo semplicemente Overwatch.
Non è solo un cambio di nome. È una dichiarazione.
Perché Overwatch 2 non funzionava più
Il problema non era la qualità momentanea del gioco. Chi lo segue oggi sa che Overwatch 2 è in una buona forma. Il problema era la percezione.
Per molti giocatori:
- Overwatch 2 rappresentava una rottura forzata con il primo gioco
- Il sogno PvE era diventato un simbolo di occasioni mancate
- Il passaggio a 5v5 e alcune scelte di monetizzazione avevano lasciato strascichi
Il “2” nel titolo aveva finito per condensare tutto questo. Un’etichetta pesante, difficile da scrollarsi di dosso. Blizzard lo ha capito. E ora la rimuove.
Un rilancio mascherato da aggiornamento
Blizzard non usa la parola “relaunch”, ma i fatti raccontano altro. Quello che arriva questo mese è il più grande aggiornamento mai visto per Overwatch, paragonabile a un’espansione vera e propria.
Il cuore dell’operazione è semplice e brutale:
- 5 nuovi eroi subito
- altri 5 nel corso dell’anno
- totale: 10 nuovi eroi nel 2026
Per Overwatch è un numero senza precedenti. Nemmeno il lancio di Overwatch 2 aveva osato tanto.
Cinque eroi per cambiare il meta
La scelta di introdurre cinque personaggi insieme non è casuale. Blizzard vuole scardinare il gioco, creare caos controllato, rimescolare le carte.
Gli eroi coprono tutti i ruoli:
- Tank
- Support
- Damage
E non sono variazioni sul tema. Portano meccaniche mai viste prima.
C’è Jetpack Cat, un personaggio che vola in modo permanente e può letteralmente trascinare alleati o nemici in aria. C’è Anran, che costruisce il danno sul fuoco e può tornare in vita con un’esplosione. C’è Domina, un tank basato su barriere modulari che non crollano tutte insieme. C’è Mizuki, un support che cura con un cappello rimbalzante e immobilizza i nemici. E poi Emre, più classico, ma con un ultimate pensato per punire chi vola.
Il messaggio è chiaro: Overwatch deve tornare imprevedibile.
Un nuovo modo di pensare gli aggiornamenti

Questo non è un colpo isolato. Blizzard sta cambiando strategia. L’idea è quella di iniziare ogni anno con un grande momento, seguito da stagioni più piccole ma costanti.
Non tutte le annate avranno cinque eroi subito. Alcune potrebbero puntare su:
- mappe
- modalità
- rework massicci
- sistemi di gioco
Ma l’obiettivo resta lo stesso: creare un momento che faccia parlare di Overwatch, ogni anno.
Story 2.0: la lore entra finalmente nel gioco
Un’altra svolta riguarda la narrativa. Overwatch ha sempre avuto una lore ricca, ma confinata a cinematic e materiali esterni. Ora Blizzard vuole portarla dentro il gioco.
Con l’arco narrativo “The Reign of Talon”:
- la storia si sviluppa lungo un intero anno
- le mappe cambiano per riflettere gli eventi
- le stagioni diventano capitoli di una trama unica
Watchpoint: Gibraltar, per esempio, verrà modificata dopo un attacco narrativo. Ponti distrutti, nuovi percorsi, gameplay alterato. Non solo estetica: conseguenze reali.
Arriverà anche un evento a fazioni, con Overwatch contro Talon. I giocatori sceglieranno un lato, completeranno missioni e influenzeranno il risultato finale. E il mondo di gioco cambierà in base a chi vince.
Overwatch come pilastro di Blizzard
Il quadro finale è questo: Blizzard non sta “salvando” Overwatch. Sta scommettendo su di lui come franchise centrale per i prossimi anni.
Non più sequel numerati. Non più attese per un Overwatch 3. L’idea è quella di un gioco permanente, supportato, ampliato e trasformato nel tempo.
Dietro le dichiarazioni ufficiali si intravede qualcosa di più ampio: Overwatch come universo narrativo, come marchio, come base per esperienze future che vanno oltre lo sparatutto competitivo.
È davvero il momento della rinascita?

La domanda resta aperta. I piani sono ambiziosi. Le promesse sono grandi. Ma per la prima volta dopo anni, Blizzard non sembra difensiva. Sembra aggressiva.
Overwatch non chiede più pazienza. Chiede attenzione.
E questa, forse, è la differenza più importante.
Pensi che questo sia il vero ritorno di Overwatch o è troppo tardi? Scrivilo nei commenti e confrontiamoci.
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