No: Onimusha: Way of the Sword non è un open world tradizionale. L’avventura è costruita soprattutto su percorsi lineari e aree guidate, mentre Kyoto funziona come una zona più aperta che si amplia gradualmente e permette deviazioni, attività secondarie e ricerca di collezionabili.
| Domanda | Risposta |
|---|---|
| È open world? | No |
| Ha aree aperte? | Sì, soprattutto Kyoto |
| La storia è lineare? | In gran parte sì |
| Si può esplorare? | Sì, con deviazioni e attività |
| Ci sono missioni secondarie? | Sì |
| Si può tornare indietro? | Sì, fino al punto di non ritorno |
La distinzione è utile perché cercare “Onimusha open world” può far pensare a una struttura simile a un grande mondo continuo. Non è così: il gioco di Capcom mantiene un ritmo da action adventure, con progressione controllata e scenari che si aprono quanto basta per premiare l’esplorazione senza trasformarsi in una mappa enorme.

Come è strutturata la mappa di Onimusha Way of the Sword?
La nostra prova completa su PlayStation 5 mostra una struttura prevalentemente lineare. Le aree principali accompagnano Musashi lungo percorsi ben definiti, alternando combattimenti, boss, brevi enigmi e sezioni narrative. La libertà aumenta a Kyoto, che agisce come una sorta di open map da liberare e approfondire nel corso dell’avventura.
Questo significa che non devi aspettarti una singola mappa senza interruzioni. La progressione porta in luoghi differenti e la campagna continua a indicare una direzione chiara, ma lascia spazio a deviazioni utili per recuperare attività opzionali, materiali e collezionabili.
Kyoto è davvero esplorabile liberamente?
Sì, ma entro i limiti della struttura del gioco. Kyoto è la zona più ampia e permette di allontanarsi dal percorso principale più di quanto accada negli scenari lineari. Man mano che avanzi puoi tornare a ripulire attività, cercare oggetti e affrontare contenuti secondari.
La quantità di attività è consistente: nella nostra checklist dei 273 collezionabili di Onimusha abbiamo separato Mysteries of Kyoto, Chance Encounters, Lion Dogs, note, amuleti, materiali e potenziamenti. Proprio questa componente può dare una sensazione di maggiore apertura, anche se l’ossatura della campagna resta lineare.

Si può tornare nelle aree precedenti?
Per buona parte della partita puoi continuare a esplorare e recuperare ciò che hai lasciato indietro. Il momento da tenere d’occhio è la missione finale The Clash at Rendaino: prima di iniziarla compare l’avviso del punto di non ritorno.
Se vuoi completare la mappa, conviene fermarti lì e creare un file manuale. Onimusha mette a disposizione autosave e numerosi slot manuali: nella guida su come salvare e gestire i 20 slot trovi il metodo più sicuro per separare la pulizia della prima run dal New Game Plus.
È più simile a un open world o a un action lineare?
È molto più vicino a un action adventure lineare. La libertà di Kyoto serve a dare respiro all’esplorazione, ma non modifica la natura del gioco. Non ci sono le distanze, la dispersione o la progressione libera tipiche di un grande open world: la storia resta centrale e conduce regolarmente verso la prossima area o il prossimo scontro.
È anche uno dei motivi per cui la durata rimane relativamente controllata. Una prima partita richiede in genere circa 20-30 ore; esplorare di più può allungarla, ma non fino ai tempi tipici dei grandi mondi aperti. Abbiamo separato storia e completamento nella guida su quanto dura Onimusha: Way of the Sword.
Risposta rapida
Onimusha: Way of the Sword non è open world. La campagna è prevalentemente lineare, con Kyoto come area più aperta e progressivamente esplorabile. Puoi deviare per missioni, raccolte e potenziamenti e tornare a completare gran parte delle attività prima della missione finale, ma il gioco resta un action adventure guidato.
Per informazioni ufficiali sul gioco, piattaforme e caratteristiche resta disponibile il sito ufficiale Capcom di Onimusha: Way of the Sword.