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Old But Gold #77 – Sly Raccoon

Videogioco stealth a piattaforme con una trama matura ed un'estetica inconfondibile, il primo capitolo della serie con protagonista Sly Raccoon è parte della rubrica di OBG, questa settimana.

Sly Raccoon
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Sly Cooper è il protagonista della puntata di oggi di Old But Gold: Sly Raccoon, splendido gioco uscito originariamente per PlayStation 2, conosciuto come Sly Cooper and the Thievius Raccoonus negli USA e come Kaitou Sly Cooper in Giappone, è uno dei titoli migliori del 2002, tanto da aver ottenuto addirittura altri tre seguiti divisi in diverse generazioni videoludiche, Sly 2: La banda dei ladri, Sly 3: L’onore dei ladri e Sly Cooper: Ladri nel Tempo.

Titolo che mescola meccaniche stealth ai più classici platform, Sly Raccoon ha lasciato un’impronta storica e grandissimi ricordi nei giovanissimi della generazione anni ’90 e non solo, anche e soprattutto grazie a personaggi protagonisti fuori dalle righe, conditi da un’ironia e una simpatia unici, a partire dallo stesso procione ladro Sly, erede della famiglia Cooper.

 

 

Sly Raccoon aveva una trama sorprendente

In un’ambientazione che ricorda la fine degli anni ’80, in cui imperversavano idee complottistiche e assurde dovute al clima teso della guerra fredda, impersoniamo un procione con la passione per il furto. Ladro di professione, Sly Cooper è l’erede del Clan Cooper, una lunga stirpe di maestri ladri che ha affidato i propri più intimi segreti di infiltrazione ad un antico manoscritto, il cosiddetto Thievius Raccoonus. Questi, secondo la classica storia romanzata in stile Robin Hood, non derubavano la gente comune, bensì altri criminali.

Nella notte del suo ottavo compleanno, Sly avrebbe dovuto ottenere in eredità il fatidico libro, ma a causa di 5 criminali, definito il Quintetto Diabolico, non riesce ad averlo. I Cattivi della nostra storia dunque gli strapparono il Thievius Raccoonus, e se lo divisero affidando ad ognuno una parte per poi ovviamente andarsi a nascondere in diversi luoghi.
Le sventure non terminano certo qui: il procione protagonista viene abbandonato in un orfanotrofio, dove però conosce amici (Bentley e Murray) in grado di aiutarlo, formando la Banda di Cooper.

Dopo aver scoperto l’ubicazione del Quintetto Diabolico ed aver ottenuto tutte le informazioni necessarie per ricomporre il libro grazie ai furti alla Interpol (che ovviamente causano l’asfissiante ricerca da parte di uno dei membri, Carmelita Fox), Sly parte alla ricerca dei suoi nemici, e riesce a sconfiggerli. Dopo diverse peripezie, inoltre, il procione si avvia alla ricerca del capo della banda nemica, Clockwerk, riuscendo infine a distruggerlo. Ammanetta così Carmelita e fugge con la Banda, ignaro del fatto che Clockwerk sia in realtà ancora vivo.

 

 

Protagonisti fuori dalle righe

Sly Cooper é un procione ladro professionista a capo della Banda Cooper. Presenta ottime capacità nello scassinamento e soprattutto nel furto, inoltre é molto agile. É accompagnato da Bentley, testuggine, astutissimo stratega ed abilissimo hacker, che però presenta una forte ansia, é spesso paranoico, nonostante abbia idee geniali ha sempre timore che possano fallire, e Murray, ippopotamo molto coraggioso e disposto a tutto per il bene del gruppo.

Tra i villain troviamo innanzitutto l’ispettrice volpe Carmelita Fox, dell’Interpol, la quale dà da sempre la caccia al nostro protagonista e in questo capitolo non é da meno. Riesce a stringere, seppur per un breve periodo dettato da estrema necessità, un’amicizia con Sly.

Sono poi presenti i membri del Quintetto Diabolico, composto da Sir Raleigh, rana molto ricca, appassionata di macchinari che utilizzerà per sconfiggerci, Muggshot, cane criminale con la passione per i gangster movie americani, Mz Ruby, una maga coccodrillo cresciuta nella solitudine, Panda King, combattente appassionato di fuochi d’artificio, ed infine il capo del gruppo nemico, il gufo Clockwerk. Egli perseguita da anni i Cooper, ed è riuscito nell’obiettivo di diventare una macchina per poter sopravvivere in eterno e poterli eliminare in via definitiva.

 

 

Un gameplay complesso ma divertente

Platform in terza persona con elementi stealth, Sly Raccoon é entrato nell’immaginario collettivo come uno dei titoli più originali per PlayStation 2, anche e soprattutto per meccaniche che, sebbene potessero non risultare eccezionali in termini di creatività, incorporavano azioni ispirate a titoli di grande successo, mescolandoli in un ibrido completo.

Controllando il procione protagonista, il giocatore può muoversi furtivamente in diverse zone alla ricerca delle pagine del libro rubato: con la sua agilità, Sly può evitare sistemi di sicurezza, o nascondersi da nemici particolarmente possenti. Lo stealth in questo titolo inoltre é quasi un obbligo: nonostante sia equipaggiato con un bastone per attaccare i nemici, Sly può essere sconfitto tranquillamente con un colpo solo! È fondamentale perciò sfruttare l’ambiente e rendersi invisibili per attraversare zone complicate ed avanzare silenziosamente.

Il protagonista possiede una particolare abilità in grado di vedere l’esatta posizione degli avversari e gestirsi in modo tale da evitarli. Inoltre, l’interazione ambientale permette di innescare un determinato movimento del nemico, che si distrae ed in questo modo é possibile passare oltre.

Infine, esiste anche un progresso del personaggio che, seppur lieve, dona profondità al gameplay: ogni pagina scoperta dal procione, gli garantirà l’apprendimento di nuove mosse che gli permetteranno, durante il movimento furtivo od in combattimento, di sconfiggere od oltrepassare in nuovi modi gli avversari.

Infine, sono presenti lungo i diversi livelli numerose monete che, se ne raccoglieremo abbastanza, ci permetteranno di avere una nuova vita in-game che utilizzeremo per ripartire dal checkpoint. Al termine di tutte le vite, dovremo ricominciare il livello dall’inizio.

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