SPIDER-MAN WEB OF SHADOWS

Old But Gold #118 – Spider-Man: Web of Shadows

Nell'appuntamento odierno ho deciso di argomentare una delle mie produzioni preferite riguardo L'uomo Ragno e il suo universo, tuffiamoci in questo viaggio nel passato

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Leggendo questa recensione avrai una panoramica completa di tutto quello che il gioco può offrire, partendo dal gameplay e arrivando al comparto tecnico!

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Spider-Man: Web of Shadows, meglio noto in Italia come Spider-Man: il Regno delle Ombre, è forse una delle migliori rappresentazioni del nostro amichevole Spider-Man di quartiere di tutti i tempi.

L’opera venne sviluppata da Treyarch e pubblicata da Activision nel lontano 2008 su molteplici piattaforme come PlayStation Portable, Microsoft Windows, PlayStation 2, Xbox 360, Nintendo DS, WiiPlayStation 3; giocai il titolo su PlayStation 3 e pur non avendo più la suddetta console a disposizione ricordo benissimo l’entusiasmo che provai all’epoca.

Il titolo in questione non è una riproposizione di una produzione cinematografiche, come le altre ben più note, ma bensì una storia del tutto originale che fa del suo punto di forza la sua ispirazione alla vera origine dell’eroe in rosso e blu, il fumetto.

Il personaggio creato dalle brillanti menti di Stan Lee e Steve Ditko è sicuramente il mio preferito tra il campionario di eroi Marvel e già all’epoca facevo sempre in modo di non perdermi mai una produzione che avesse l’intento di rappresentarlo.

Come forse saprai non sono tante le interpretazioni di successo del personaggio di Spider-Man, tra le più riuscite ricordiamo ad esempio Spider-Man 2 per PlayStation 2, sicuramente il più famoso dopo l’ultima fatica di Insomniac Games con la sua creatura in esclusiva PlayStation 4 e PlayStation 5.

Ciò nonostante, anche se affetto da un po’ di disinteresse da parte del grande pubblico, l’opera del 2008 merita secondo me un posto di rilievo, magari anche sullo stesso podio. Questa visione di Treyarch, come detto, fa del suo punto di forza l’ispirazione al fumetto, in questo modo il team ha potuto inserire davvero tanti personaggi secondari di una certa caratura sia alleati che nemici, come Wolverine e Black Cat giusto per citarne un paio.

Spider-Man: Web of Shadows, un concentrato di sperimentazione e innovazione

Spider-Man Web of Shadows

L’opera mi colpì sin da subito per il magistrale sistema di oscillazione, dall’alba dei tempi sono stato sempre un gran pignolo nei confronti di questa meccanica; moltissime produzioni presentano un sistema davvero mediocre, il classico lanciare ragnatele in cielo per intenderci.

Il Regno delle Ombre coglie alla perfezione quanto creato in Spider-Man 2 dal memorabile Jamie Fristrom elevando il tutto all’ennesima potenza (in calce a questo approfondimento trovi un simpatico video che mostra la reazione del padre del vero sistema di oscillazione, Jamie, rispetto al lavoro fatto da Insomniac Games su PlayStation 4 e PlayStation 5).

La fisica dei movimenti è sublime, oscillare non è un compito facile, scontrarsi con qualche ostacolo tra i palazzi rallenterà il movimento, è tutto nelle mani del videogiocatore, nessun tipo di aiuto “dall’alto”, una cosa fantastica!

Segue a ruota il sistema di combattimento, veloce, dinamico, coinvolgente ed estremamente acrobatico; le animazioni la fanno da padrone creando scene altamente cinematografiche degne del miglior film di Hollywood.

Partendo da una base solidissima quale è il gameplay di questo prodotto, si edifica un susseguirsi di meccaniche davvero peculiari per un “semplice gioco di supereroi“.

Costume nero o costume classico? A te la scelta

Spider-Man Web of Shadows

Un’idea che sarà balenata a qualsiasi appassionato della testa di ragnatela e che fortunatamente viene realizzata al meglio dal team californiano, parliamo di un sistema di scelte multiple in grado di modificare il corso degli eventi.

Come avrai sicuramente intuito in quest’opera il villain principale è Venom, senza contare l’amore che provo per questo antieroe, purtroppo molto caricaturale nell’ultima trasposizione cinematografica, viene rappresentato in maniera impeccabile sia nella forma che nella caratterizzazione.

L’isola di Manhattan è minacciata dal simbionte che ha tramutato buona parte della popolazione in sottoposti parassiti in grado di sfruttare l’immenso potere alieno; lo Shield, organizzazione extra governativa che controlla e agisce in situazioni delicate come questa, decide di mettere in quarantena l’isola che diventa un vero e proprio parco giochi per il nostro eroe e non solo.

Contaminato dal simbionte, anche Peter Parker può sfidare Venom ad armi pari, ed è qui che viene il bello; l’utilizzo della tuta rende estremamente vario il combattimento, il costume nero ad esempio permette di combattere con mosse ad ampio raggio e con un’aggressività nettamente superiore al costume classico che invece fa della sua migliore caratteristica l’agilità.

Spider-Man Web of Shadows

Come se non bastasse l’utilizzo della tuta oscura ci permetterà di porci in maniera differente con i vari personaggi; ad esempio ,una volta sconfitto un avversario quale potrebbe essere l’Avvoltoio, se avremo un “karma” negativo potremo attirarlo tra le nostre fila per combattere il male comune, l’invasione dei simbionti.

In maniera diametralmente opposta, potremo arruolare volti noti come quello di Wolverine solo se saremo in grado di dimostrare di avere ancora ben chiara quale sia la differenza tra bene e male, quindi non abusando del affascinante potere oscuro.

Credo che quest’idea sia fenomenale e non capisco come mai non venga riproposta più frequentemente in titoli come questi, dal canto mio penso che Insomniac Games sarà in grado di fare “il miracolo” con il sequel di Marvel’s Spider-Man dove sappiamo esserci anche il famigerato simbionte alieno.

Crea la tua storia, scegli che strada intraprendere

Spider-Man Web of Shadows

Benché il fine ultimo sia sempre quello di sconfiggere Venom, è possibile prendere decisioni in punti ben definiti dagli sviluppatori, ad esempio a più riprese verremo messi di fronte a scelte come assecondare la fiamma per eccellenza del nostro eroe, Mary Jane Watson, o se cedere all’ammaliante Felicia Hardy, Black Cat.

Il risultato sono due finali completamente diversi nel loro contesto, ci troveremo infatti rispettivamente circondati da personaggi più o meno buoni e perché no, in una compagnia femminile diversa dalla solita.

Che si scelga una strada o l’altra ciò che comunque voglio ricordare con affetto è la componente ludica del titolo, questo di certo non vanta un’estremo dettaglio tecnico ma punta molto sul divertimento e sull’immersione, elementi assicurati dalla maestria con la quale sono state gestite oscillazione tra i palazzi e sistema di combattimento (è addirittura possibile sfidare nemici restando appiccicati ad un palazzo, il concetto di verticalità elevato al suo massimo potenziale).

Voglio concludere questo throwback consigliandoti di recuperare questa perla videoludica, se ne hai la possibilità e infine sperando che nelle prossime produzioni dedicate all’uomo ragno e non solo vengano considerate meccaniche come quelle appena citate. Ti lascio al video di cui ti parlavo poco fa, in grado di fare onore al padre del sistema di oscillazione fisico e ti rimando al prossimo appuntamento con Old But Gold!

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Hai mai giocato questo titolo? Quali ricordi affiorano dopo la lettura di questo approfondimento?

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