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Nier: Automata: riferimenti filosofici, letterari e altre curiosità.

Dai nomi alle scelte stilistiche e di design, sveliamo i riferimenti filosofici e letterari dell'opera di Yoko Taro.

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Dell’esistenzialismo che contraddistingue tutto Nier: Automata, ne abbiamo già parlato in questo articolo. Qui invece, tentiamo di dare una spiegazione all’ utilizzo di determinati nomi all’interno del gioco, che hanno rimandi precisi a filosofi o ad opere letterarie, e ad alcune scelte stilistiche che sembrano non essere state fatte per nulla in maniera casuale.
L’articolo è pieno di spoiler, quindi se non hai ancora terminato il gioco puoi rimandare la lettura ad un secondo momento. E’ anche pieno di speculazioni e rielaborazioni personali che magari potrebbero divergere da quello che è stato l’intento originario dell’autore. Tuttavia, questo non è per forza un male: non è il senso della filosofia quello di aprirsi a nuove interpretazioni? E dell’arte? E quindi non è anche questo l’obiettivo dell’opera artistico-filosofico-videoludica che è Nier: Automata?

Il significato dei nomi

“Essere, o non essere, questo è il dilemma: se sia più nobile nella mente soffrire i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna o prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre loro fine?”

  • 2B : pronunciato “tu be” sia nella versione inglese, sia in quella giapponese, può essere letto come “to be” e tradotto come “essere”. L’Amleto di Shakespeare ci aiuta ad interpretare questa scelta. Essere vuol dire combattere, e l’androide 2B è per l’appunto l’androide combattente.
  • 9S: pronunciato “nain esse” sia nella versione inglese sia in quella giapponese, è una forzatura del latino “non esse” o del tedesco “nein es” che rimanda al significato di “non essere”. E’ un personaggio decisamente più introspettivo ed emotivo rispetto a 2B, che si pone molte domande sul significato dell’esistenza e che finisce per evolversi fondendo la propria coscienza con quella delle macchine.
  • A2(2B) VS 9S: è qui che probabilmente Yoko Taro vuole portarci a riflettere maggiormente e dove esprime in qualche modo la sua idea riguardo alla coscienza. Nell’ ultima run ci troveremo di fronte ad una difficile scelta: uccidere 9S o uccidere A2 (fusa parzialmente con 2B). Se diamo per buono il significato di “essere” associato al nome di 2B e scegliamo quindi di uccidere 9S, porteremo a compimento la nostra missione di sterminio delle macchine e affermeremo la nostra esistenza ed individualità, in quanto esseri unici e con un obiettivo. Tuttavia, questo non ci permetterà di scoprire la verità, ma solo di raggiungere uno scopo. E’ infatti scegliendo di uccidere A2, e quindi scegliendo il “non essere” che capiremo il vero scopo del progetto del “Consiglio dell’ umanità” e di Adam ed Eve: fondere la coscienza umana in un’unica entità da mandare nello spazio, così che possa rifiorire da qualche altra parte. Questo significa perdere la propria individualità, negare la propria esistenza come singolo a favore della sopravvivenza di un’umanità raggruppata nell’ “uno” e priva del “molteplice”. Una scelta decisamente anti-intuitiva, soprattutto perché a quel punto del gioco, 9S è diventato quasi completamente folle e privo di senno. Ma proprio prendendo questa decisione, riusciremo a scorgere la mano che muove i fili invisibili della trama di Nier: Automata, ovvero quella del filosofo Friedrich Nietzsche. Celeberrimo è infatti il suo aforisma: “bisogna avere il caos dentro di sé, per generare una stella danzante“. E’ appunto il viaggio attraverso la follia che porta alla catarsi, alla rinascita, alla creazione di un nuovo mondo su una nuova “stella” da qualche parte nell’universo.
  • A2 : pronunciato “ei tu” sia nella versione inglese sia in quella giapponese, è un altro riferimento a Shakespeare, ma questa volta al Giulio Cesare. “Et tu, Brute?” fa appunto riferimento ad un tradimento, duplice nel caso dell’ androide: sia verso se stessa, quando abbandona il suo desiderio di vendetta contro le biomacchine accettando l’esistenza di Pascal e mostrando compassione per 2B e 9S, sia verso l’unità YoRHa che ha disertato.
  • Pascal: è un richiamo a Blaise Pascal, il filosofo francese che nel suo capolavoro “I Pensieri” ha parlato di felicità, fede, educazione e paura per la morte. Il personaggio del gioco è un pacifista ed un educatore, una biomacchina che sembra aver sviluppato una coscienza quasi umana, incarnando per altro i principi migliori della nostra specie. Il riferimento al filosofo non è assolutamente casuale: Blaise Pascal considerava l’uomo come una chimera (un ibrido, come lo stesso personaggio del gioco è), che è in costante ambivalenza tra essere e non essere, volere e non volere, finito ma dal pensiero infinito.
    La biomacchina è pacifista, il filosofo ne “I Pensieri” afferma: “Ma, quand’anche l’universo lo distruggesse, l’uomo sarebbe sempre più nobile di ciò che l’uccide, perché sa di morire e del vantaggio che l’universo ha su di lui; l’universo non sa nulla. […] E’ questa la via per innalzarci […]. Impegniamoci dunque a ben pensare”.
    In ultimo, Blaise Pascal, in materia di fede, elaborò l’argomento della “scommessa”, in cui in breve dimostrava come fosse meglio credere in Dio che non farlo. E in un universo senza dio come quello di Nier: Automata, chi meglio di Pascal può rappresentare la speranza?
    Piccola curiosità: Pascal prende le armi per aiutare A2 a sconfiggere la biomacchina di classe goliath Engels. Questo è un altro riferimento filosofico. Infatti la skin di Engles è identica a quella di un altro nemico presente nel gioco, ovvero Friederich. Combinando i due nomi, appare chiaro il rimando a Friederich Engels, filosofo del 1800 che ha criticato duramente il lavoro di Blaise Pascal. Yoko Taro sembra aver voluto dare la possibilità a Pascal di vendicarsi, a suon di missili ed altra artiglieria pesante!
  • Jean-Paul: una biomacchina che vive nel villaggio di Pascal che porta il nome di Jean-Paul Sartre, uno dei maggiori esponenti dell’esistenzialismo del 1900. Nel gioco ha molti ammiratori, ai quali risponde sempre con sdegno, questo poiché anche nella vita reale ha sempre rifiutato qualsiasi tipo di riconoscimento formale, compreso il Nobel per la letteratura. Uno dei suoi ammiratori è Simone; Simone de Beavouir è stata compagna di Sartre per gran parte della sua vita e fu tradita da quest’ultimo molteplici volte. Simone è anche uno dei primi boss che si incontrano nell’ avventura e ha l’aspetto di una donna ossessionata dalla bellezza.
  • Adam and Eve: l’ovvio riferimento è ai primi uomini della bibbia Adamo ed Eva. Nel gioco nascono da un bozzolo creato da un agglomerato di macchine e hanno due personalità distinte che racchiudono un po’ tutte le sfaccettature dell’uomo. Adam è più riflessivo, curioso del significato di cosa voglia dire essere umano ed ossessionato dalla complessità della coscienza, tanto da voler provare anche il dolore ed infine la morte. Eve invece è la controparte più sempliciotta ed emotiva, che preferisce agire piuttosto che ragionare. Entrambi li ritroveremo nella navicella spaziale, uniti con 9S in un’unica coscienza, così che ogni sfaccettatura dell’essere umano possa essere portata verso una nuova esistenza.

Speculazioni sulle scelte stilistiche

  • Il visore YoHRa: può essere paragonato al “velo di Maya” di Schopenhauer. Il filosofo sosteneva che noi non vediamo il mondo per quello che è e che dovremmo strappare questo velo per andare oltre l’ illusione e scoprire la realtà delle cose. Ogni qualvolta un personaggio di Nier: Automata ha una rivelazione, lo ritroviamo senza visore. Scoprire aspetti della realtà che si ignoravano, come l’ “umanità” delle macchine, la morte di tutti gli esseri umani, l’ inganno per cui si combatte, porta i personaggi a “vedere” il mondo per quello che è, ritrovandosi simbolicamente e fisicamente senza velo sugli occhi.
  • Le macchine: perché, tra tutti i nemici che potevano essere scelti da Yoko Taro, l’autore ha optato per le biomacchine? Cruccio di gran parte dei filosofi del ‘900 è stato quello di sottolineare come il predominio della tecnica, la sostituzione della macchina all’ uomo, stessero portando questo a vivere una esistenza inautentica, lontana da qualsivoglia significato profondo. Una parodia dell’umanità ormai de-umanizzata: sono questo le macchine. Lì a ricordarci quanto possa essere facile perdere la nostra essenza.
  • Il corpo di 2B e A2: è risaputo che per evitare spoiler, il designer Akihiko Yoshida abbia voluto disegnare questi due androidi in maniera simile, così che i giocatori potessero credere che le sezioni mostrate in anteprima di A2 rappresentassero invece una versione diversa di 2B e non A2 con i capelli tagliati. E’ anche vero che A2 si taglia i capelli proprio quando assorbe la coscienza di 2B, diventando di fatto uguale a lei. Tuttavia la domanda è un’altra: c’era bisogno di rendere i personaggi femminili così provocanti e marcatamente sessualizzati, visto che si tratta di robot? La risposta potrebbe trovarsi nel fatto che l’essere umano non può prescindere dalla propria corporeità e dai propri impulsi. In un lavoro sull’ esistenza, sulla coscienza e sul significato di umanità, Nier: Automata non poteva non mettere l’accento anche sul corpo e sugli istinti. 9S stesso ammetterà di voler fare sesso con 2B. Quindi, oltre alla gioia per gli occhi di poterci godere le numerose cosplayer vestire i panni delle eroine del gioco, possiamo riflettere su questo: l’essere umano è davvero tale senza il suo corpo? L’essenza dell’uomo può prescindere dalla sua natura biologica?

Termino qui questo articolo, anche se molto altro ci sarebbe da dire. La speranza tuttavia è quella di vedere altri titoli di questo spessore, ma questo solo il tempo potrà dircelo.

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