Sviluppato da Indoor Sunglasses e pubblicato da PLAYISM, Mind Diver è un’avventura narrativa in prima persona 3D identificabile anche come walking simulator fuso però a meccaniche da giallo interattivo dove dovrai ascoltare, studiare prove, collegare situazioni e trarre conclusioni. Noi abbiamo vissuto questa intrigante avventura su PlayStation 5. Pronto a scoprire la nostra recensione?
Mind Diver e una memoria da ricostruire
Mind Diver è un titolo fortemente narrativo, tutta l’esperienza ruota intorno alla risoluzione di un caso in uno stile che ricorda un giallo fantascientifico. Per risolvere il caso, però, dovrai prima ricostruire una storia incentrata principalmente sui due protagonisti. Una storia d’amore e legami che viaggia lungo tutte le sfumature con una buona credibilità e una discreta varietà. In tutto ciò, noi vestiamo i panni di una sorta di detective incaricato di entrare nella mente di Lina Kukanova.
Lina è la metà della coppia di protagonisti prima citata e che vede in Sebastian Klausen l’altra metà, nonché elemento principale di tutto il caso. Sebastian, infatti, è completamente scomparso. Ad aggravare ulteriormente il tutto, c’è il fatto che la povera Lina ha la memoria completamente a pezzi e fatica a ricordare. Ecco quindi perché l’intervento del nostro anonimo protagonista specializzato proprio nello scavare all’interno del subconscio ricostruendo pezzo per pezzo i ricordi di chi lo ospita. O in cui “naviga”.

L’elemento fantascientifico di Mind Diver è proprio la tecnologia futuristica che permette di navigare nella mente altrui, immergendosi letteralmente nel suo subconscio. Ecco, la fantascienza offerta del titolo si esaurisce praticamente qui e no, non brilla per originalità o cura scientifica ma d’altronde il titolo non vuole focalizzarsi su questi aspetti. La storia di Lina e Sebastian è il vero fulcro. Le emozioni e i sentimenti sono ciò che danno carburante all’esperienza e che ti spingeranno a progredire fino alla fine, tra l’altro raggiungibile in circa 3-4 ore a seconda di quanto potrai restare bloccato coi vari enigmi.
Inoltre, seppur il potenziale del titolo potesse far pensare a più casi da risolvere, Mind Diver è un unico caso. In compenso, questa stessa unicità, ci permette di legare noi stessi ai due personaggi, in particolar modo a Lina di cui avremo modo, essendo nella sua mente, di poter approfondire dettagli anche extra rispetto alla relazione con Sebastian il tutto per un risultato finale che nel complesso ci ha soddisfatto ed emozionato.

Un gameplay semplice e immediato
Mind Diver è identificabile come avventura narrativa ad enigmi in prima persona 3D e sì, ha un elemento innegabile da walking simulator a cui si sommano delle fasi di transizione in cui, letteralmente, dovrai nuotare. Un titolo ludicamente semplice e intuitivo da padroneggiare ma che saprà mettere alla prova il tuo intuito e il tuo ingegno. Il gioco richiede essenzialmente di esplorare i vari ricordi, ossia una sorta di bolla che funge da uno specifico episodio della vita di Lina.
Qui potrai interagire con le persone, ascoltarne le frasi e captare eventuali indizi. Inoltre, dovrai localizzare i “buchi mnemonici” e colmarli con le relative soluzioni. Siano esse persone od oggetti, il nostro scopo e dare letteralmente ordine ai ricordi di Lina progredendo in modo anche abbastanza “libero” e dando vita a sessioni di ricerca e incastro più o meno concatenate tra loro. Localizzare l’oggetto giusto e posizionarlo nel posto giusto, questo è essenzialmente l’obiettivo ludico di Mind Diver, il tutto col limite di poter trasportare un unico oggetto alla volta.
Tale meccanismo, decisamente non originale ma facilissimo da gestire, è destinato a complicarsi man mano che progrediremo nell’avventura con il numero di elementi e inevitabili tranelli, ossia oggetti messi lì unicamente per distrarci, ma anche con l’aumento dei buchi da colmare e di scenari interconnessi tra loro. Non tutto è quindi facilmente intuibile e alcuni enigmi, soprattutto quelli nelle fasi finali, possono risultare più ostici e lunghi del previsto. Eppure il tutto soddisfa e dona giusto ritmo all’esperienza di gioco.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, lo stile adottato da Mind Diver è volutamente granuloso e lowpoly, atto a voler creare un’immaginario onirico a cui si somma l’effetto “navigazione” e immersione, nel termine più stretto possibile. Come abbiamo detto, nel gioco ci sono sessioni di “nuoto”. Ci si immerge letteralmente nelle bolle di ricordi di Lina. Il viaggio visivo, la ricostruzione del passato che passa per forza di cose anche attraverso le immagini, funziona. Buona la cura al dettaglio e anche alcune trovate della messa in scena generale.
Ancor più buono, il sonoro che spicca soprattutto grazie al buon doppiaggio dei due protagonisti. La recitazione dona anima a immagini statiche e ricordi fermi nel tempo e offre anima a ciò che succede. Coinvolge e trascina. Buone anche le voci degli altri personaggi così come risulta positiva la scelta sonora delle varie tracce incluse nell’avventura. Da segnalare, infine, la graditissima presenza dei sottotitoli in lingua italiana, elemento essenziale per godere al meglio il gioco.
