Super Smash Bros. Ultimate

Masahiro Sakurai si racconta: “Super Smash Bros. Ultimate come ultima missione di Iwata”

Lo rivela Masahiro Sakurai in un’intervista di Hobonichi

Hobonichi, l’azienda del creatore di MOTHER Shigesato Itoi, sta pubblicando da qualche tempo delle nuove interviste al direttore di Super Smash Bros. Ultimate, l’instancabile Masahiro Sakurai. Durante una chiacchierata, quest’ultimo ha sviscerato ulteriormente un argomento che ha toccato solo durante i Game Awards nipponici: la morte prematura dell’ex presidente di Nintendo, il compianto Satoru Iwata.

La morte nel cuore

Nell’intervista, tradotta da Siliconera, Sakurai racconta del giorno in cui (non potendo visitarlo a causa del suo lavoro incessante a Super Smash Bros.) ha saputo della dipartita di Iwata:

“Prima di rispondere al telefono, mi sono sentito intorpidito per qualche motivo. Come se il mio corpo fosse appesantito… mi sentii così solo quando vennero a mancare i miei nonni, prima di quel momento. Del tipo… ‘oggi mi sento un po’ strano’, per poi scoprire che erano venuti a mancare. Era successo anche quel giorno qualcosa di simile, e per qualche motivo, il mio corpo reagì in modo analogo.

Non sono mai stato una persona orientata verso la spiritualità, ma mi chiedo se avessi avuto un presentimento… in un modo o nell’altro, però, sentivo di dover portare a termine il progetto Smash Bros.: sentivo che fosse il modo migliore per farmi perdonare con Iwata-san”.

A questo punto, Sakurai spiega come il suo gioco più recente fosse “l’ultima missione” datagli da Iwata:

“Così è uscito Super Smash Bros. Ultimate, giusto? A dire il vero, era l’ultima missione affidatami da Iwata-san. Il gioco ha venduto tanto non solo in Giappone, ma anche in tutto il mondo, diventando così il titolo dalle vendite più alte nel 2018. Tutti nel mondo lo hanno apprezzato, e credo di aver portato ai risultati migliori, e per questo non posso far altro che ringraziare.”

Riguardo ai suffissi nipponici (gli “onorifici”), Sakurai ha raccontato che un tempo Iwata lo chiamava Sakurai-kun, ovvero usando un suffisso riservato all’uso tra ragazzi (“-chan” è per ragazze) e – nel caso di Iwata – da un superiore a un sottoposto; quando Sakurai lasciò HAL per fondare lo studio Project Sora (poco prima di Super Smash Bros. Brawl), Iwata iniziò a chiamarlo Sakurai-san in segno di rispetto. Il game designer ha sempre definito Iwata una persona sincera.

Il futuro incerto di Sakurai

A Sakurai viene infine chiesto quale sia la sua prossima missione.

“Solo Dio lo sa! [ride] I DLC che stiamo sviluppando ora esulano già dal traguardo prefissato.”

Indubbiamente, Super Smash Bros. Ultimate è stato il modo migliore per salutare l’amico di tutta una vita, ed è interessante vedere che nemmeno Sakurai sa dove la carriera lo porterà. Dopo uno sforzo così titanico, nessuno si stupirebbe se volesse provare dell’altro.

Fonte

Credi che Super Smash Bros. Ultimate sia un degno omaggio alla memoria di un amico scomparso, o anche solo di un ex presidente? Accendi un cero nei commenti: vogliamo sapere la tua.

Denise Romano
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