Sviluppato e pubblicato da Limited Run Games, Marvel MaXimum Collection è una collector di trasposizioni di ben sei titoli dell’epoca 8-bit e 16-bit tutti legati al mondo Marvel. Un mini mondo che trabocca nostalgia da tutti i pori ma che porta con sé anche i pro e contro dell’epoca. Noi siamo tornati indietro nel tempo su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. Pronto a indossare i panni dei supereroi più famosi di sempre?
Marvel MaXimum Collection direttamente dagli anni ‘90
Prima di dare qualche cenno narrativo dei titoli inclusi Marvel MaXimum Collection, è bene chiarire di che opera si tratta. Il titolo è una collection di trasposizioni videoludiche il che significa che si tratta dei titoli originali riadattati per console moderne. Non è una remastered e no, la grafica, salvo la possibilità di applicare dei filtri visivi o degli sfondi su schermo, non è stata ritoccata in alcun modo. Questo significa che, come anche per il lato del gameplay, tutti i pro e contro dell’epoca sono nuovamente presenti.
A trionfare, inutile dirlo, è l’effetto nostalgia oltre che il valore storico dell’intero pacchetto. Parliamo praticamente di alcuni dei primi titoli dedicati agli eroi della MARVEL. Si va dall’iconico nonché più appagante X-Men: The Arcade Game fino al meno conosciuto e più spartano Silver Surfer del 1990 pubblicato per NES. In mezzo troviamo altri titoli altrettanto iconici e importanti come Captain America and The Avengers, sia versione Arcade che MEGA, Spider-Man/Venom: Maximum Carnage, sia in edizione SUPER che MEGA, il sequel diretto Venom/Spider-Man: Separation Axiety, anche questo in due versioni SUPER e MEGA e, infine, Spider-Man/X-Men: Arcade’s Revenge in ben quattro versioni: SUPER, MEGA, GEAR e Portable.

Un pacchetto di tutto rispetto focalizzato principalmente sugli X-Men e Spider-Man ma con la presenza del titolo di Captain America che ancora oggi, grazie a una buona varietà di personaggi tra cui Visione e Iron-Man, riesce a intrigare e coinvolgere da inizio alla fine con buon successo. L’intera operazione, supportata dal sempre eterno Carbon Engine di Limited Run Games, è prettamente archivistica, dedicata a chi ha vissuto quei titoli e che può riviviere le sensazioni del tempo con tanto di trofei che richiamano proprio i momenti più iconici come il primo incontro con Magneto in X-Men: The Arcade Game.
Ma è anche un’operazione che strizza l’occhio ai neofiti, ai curiosi, coloro che vogliono scoprire il passato ma con un piccolo boost moderno. E, come di consueto per operazioni del genere, ormai sempre più diffuse nel nostro medium, ecco arriva un menù aggiuntivo del tutto inedito. L’unico elemento realmente tradotto in italiano e che consente una serie di opzioni extra molto user friendly e che rendono decisamente più accessibili quasi tutti i titoli, incluso l’infernale Silver Surfer.

Si tratta di un menù da cui potrai salvare manualmente i tuoi progressi, tutti differenziati a seconda del titolo che si va a giocare. Inoltre, potrai anche riavvolgere alcuni secondi di gameplay in caso di errori, potendo così rivivere velocemente una porzione di gioco senza dover ripetere intere fasi. Questi due elementi vanno a limare una difficoltà che, di base, è molto alta per quasi tutti i titoli inclusi nella collection. A ciò, si somma anche un lettore musicale, una galleria di materiali storici legati ai singoli titoli e, per il solo X-Men: The Arcade Game, anche il multiplayer online fino a sei giocatori.
Complessivamente parlando, Marvel MaXimum Collection ha al suo interno una serie di fumetti interattivi, in alcuni casi come i capitoli di Spider-Man e Venom, dei veri e propri fumetti che vengono centellinati, intervallandosi tra azione e cut scene fumettose fugaci. Non parliamo di grande narrazione, nulla di concretamente memorabile, eppure l’affinità col fumetto da cui traggono ispirazione le storie è palpabile. I personaggi sono estremamente fedeli alla controparte cartacea, c’è varietà e in X-Men: The Arcade Game c’è anche una certa epicità con mini colpi di scena.
Insomma, si tratta di classiche storie alla MARVEL, piene di personaggi, eroi, super cattivi di vario genere, molti secondari e oggi dimenticati, con scenari fumetteschi e ancorati con assoluta fedeltà agli anni ‘90 da cui provengono. Un vero e proprio tuffo nel passato che portà però con sé spigoli difficili da digerire e che emergono soprattutto nell’ambito del gameplay.

Titoli spigolosi e altalenanti
Marvel MaXimum Collection è una collector di giochi d’azione a scorrimento prettamente orizzontale in 2D. Alcuni di essi, come Silver Surfer, cedono ad altre formule come quella da sparatutto orizzontale mentre altri si affidano a combo in 2D da eseguire a più non posso. Non mancano titoli come quelli di Spider-Man e Venom dove si azzarda anche una fase simil platform con possibilità di oscillare tra sporgenze o addirittura interi livelli dove si è impegnati in scalate.
Eppure sono proprio queste fasi a evidenziare i limiti tecnici dei titoli. Tra input non sempre precisi, spigolosità del level design e un livello di difficoltà abbastanza elevato, l’esperienza generale dei titoli presenti in Marvel MaXimum Collection è abbastanza ostica. X-Men: The Arcade Game è, ancora una volta, quello più completo e soddisfacente. Un beat’em up scolastico, identitario e coerente col suo tempo ma che funziona ancora oggi in quasi tutti i suoi elementi. Rafforzati, tra l’altro, da una discreta varietà di personaggi.

Il capitolo con Captain America e gli Avengers, invece, zoppica un po’ nel confronto, dimostrandosi meno preciso e accattivante ma comunque godibile per gran parte della sua durata. I capitoli di Spider-Man e Venom, invece, nonostante diverse versioni disponibili, prestano il fianco sia nella precisione dei comandi altalenante sia in un level design non particolarmente ispirato. Ma è l’incontro tra Spider-Man e X-Men che mostra uno dei punti più bassi del titolo. Qui il level design è un vero e proprio ostacolo da decifrare e contro cui scontrarsi.
Un titolo molto grezzo e che è abbastanza invecchiato male. Eppure, la diversità di personaggi e una messa in scena oggi impensabile, lo rendono una sorta di reperto archeologico intrigante da affrontare a patto di avere tanta pazienza. E ancor più pazienza è richiesta per Silver Surfer, un titolo già ampiamente criticato nella sua epoca e che presenta delle hitbox atroci oltre che un’esperienza generale afflitta da una difficoltà abbastanza elevata. Per fortuna, le opzioni extra aiutano a vivere l’esperienza con più leggerezza anche se prevediamo un abuso dell’opzione rewind.
Come detto nel paragrafo precedente, Marvel MaXimum Collection non è un titolo facile da consigliare. è una sorta di museo del videogame da riscoprire con pazienza ma che porta con sé innumerevoli inciampi tecnici e di level design che oggi può risultare difficile da digerire, soprattutto se si è neofiti. Tutti gli altri, avranno un’occasione ghiotta e interessante di rivivere il passato videoludico di alcuni supereroi e no, non è affatto poco.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Marvel MaXimum Collection non apporta novità ma trasporta fedelmente quanto di buono fatto nelle versioni originali. Ammettiamo che la nostalgia qui funziona in pieno in quanto richiama con grande efficacia le versioni fumettose di gran parte degli eroi della nostra infanzia. Inoltre, la presenza di tanti titoli con cast abbastanza variegati e l’inclusione di personaggi oggi raramente ricordati, non può che arricchire il tutto.
Nota di pregio anche il piccolo museo digitale, una piccola chicca per chi è amante di questo mondo. Il sonoro è anch’esso fedele all’originale e qui custodito in una playlist variegata e rispettosa oltre che ancora oggi pienamente efficace oltre che iconico. Da segnalare, infine, la presenza dei sottotitoli in lingua italiana ma limitati esclusivamente ai nuovi menù. I titoli sono tutti in inglese, alcuni orfani anche dei sottotitoli. Per fortuna, c’è molto poco da leggere o ascoltare e quel poco è molto comprensibile grazie anche a un degno accompagnamento visivo.
