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MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy, recensione (Nintendo Switch)

A scuola di magia

Pasquale Aversano 1 settimana fa Commenta! 10
 
MADO MONOGATARI
7.3
MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy

Sviluppato da Compile Hearts, STING e Idea Factory e pubblicato da quest’ultimo, MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy è un RPG dungeon crawler in terza persona 3D che punta quasi tutto su magia e umorismo, oltre che uno stile cartoon molto simpatico e accattivante. Noi abbiamo affrontato il percorso di “studi” dell’Accademia di Magia Antica su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione. Pronto a scoprire la nostra recensione?

Contenuti
MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy il ritorno di un’antica IPUn dungeon crawler con contorno di gestionaleGrafica e sonoro

MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy il ritorno di un’antica IP

Prima di affrontare la narrazione di MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy è bene fare alcuni piccoli appunti. Prima di tutto, non si tratta di una nuova IP ma di un ritorno. MADO MONOGATARI, infatti, è una serie di giochi di ruolo in prima persona identificabili come dungeon crawler, creati da Compile e risalenti ai primi anni ‘90. I titoli furono rilasciati oltre il Giappone col titolo di Sorcery Saga e il primissimo capitolo è stato pubblicato per MSX2. 

La cosa interessante di questa IP è che alcuni suoi personaggi sono stati estrapolati per dar vita a un altra serie videoludica decisamente più nota e famosa, grazie anche agli iconici mostriciattoli: Puyo Puyo. Si tratta di un vero e proprio spin-off della serie di MADO MONOGATARI che muta completamente il proprio genere trasformandosi in un puzzle game. Tornando però al titolo in oggetto, MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy è un ritorno alla saga originale, un tentativo interessante e in parte coraggioso, per rivalutare la propria IP.

MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy, recensione (Nintendo Switch)

Non si tratta però di un reboot o remake ma di una nuova storia inserita nel mondo della saga. Qui la protagonista inedita è Fia, il cui scopo, come anticipato, è quello di diventare una Grande Maga e per farlo, si reca nell’Accademia di Magia Antica. Nasce però subito un problema: arriva troppo tardi. Il mini siparietto comico con una delle professoresse, mette subito in chiaro una cosa: MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy è un titolo assolutamente ironico e che non fa nulla per prendersi sul serio.

Tale ironia, spesso sopra le righe, alcune volte terribilmente infantile o anche banale, non è assolutamente adatta a tutti ma a noi è piaciuta. Si tratta di un’ironia, anche non originalissima volendo, ma che dona identità al titolo e rende l’intera esperienza una sorta di cartone animato rilassante e divertente. Tutto sta nel come ci si approccia a esso. Ma Fia non è da sola, oh no, con lei c’è Carbuncle, una creatura gialla che funge da mascotte del titolo e che contribuirà, insieme a Fia stessa, a dar vita a disastri di vario genere.

MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy, recensione (Nintendo Switch)

Sempre per citare l’incipit, durante la cerimonia di ingresso in Accademia dei nuovi studenti, un evento che dovrebbe quasi essere aulico e pomposo in stile Harry Potter, il tutto degenera velocemente tra una studentessa drago che soffre il curry, un ragazzo eroico che ha poco di eroico e la stessa Fia che si ritrova in mezzo banalizzando e cercando, inutilmente, di risolvere la faccenda ma venendo invece identificata ben presto come concausa del piccolo disastro iniziale.

E questa è solo una delle scenette. Studenti e professori sono in gran parte delle parodie di cliché ambulanti e spesso e volentieri, l’apparente serietà verrà meno a favore di trovate comiche che riescono a dare brio e varietà a una narrazione altrimenti abbastanza semplice e prevedibile. Altri esempi di comicità sono Will, il già citato ragazzo aspirante eroe che sarà quasi costantemente impegnato nel dare nomi buffi e pomposamente inutili alle sue stesse abilità o la nostra professoressa che nella prima missione di “prova” si abbandonerà in una sorta di recita decisamente troppo esagerata.

Ci fermiamo qui con gli esempi ma ti basti sapere che in tanto umorismo si celano anche dei misteri da svelare, ancorati al passato, ma anche al presente, dell’Accademia stessa. E sì, la narrazione contribuisce con efficacia a smorzare la ripetitività ludica che andremo a svelare a breve. In sintesi, in MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy si ride molto a patto di accettare il suo particolare umorismo. 

MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy, recensione (Nintendo Switch)

Un dungeon crawler con contorno di gestionale

MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy è un gioco di ruolo in terza persona 3D con visuale dall’alto ma a cui si somma anche un contorno di attività collaterali da simil gestionale. Il piatto forte, come potrai immaginare, è legato all’esplorazione e ai combattimenti, entrambi in pieno stile del genere di riferimento. L’esplorazione è legata a un sistema di dungeon procedurali, tutti fin troppo simili tra loro, ancorati prevalentemente a poche location, dalle dimensioni contenute, e che offrono una serie di possibilità abbastanza standard, trappole incluse.

Tra oggetti da raccogliere e altri da distruggere, non mancano gli incontri coi nemici, il tutto studiando bene le mosse da fare onde evitare di soccombere prima del tempo visto che avremo una sorta di barra della stamina che andrà a consumarsi in base alle nostre azioni nei dungeon e che, una volta esaurita, andrà a intaccare l’energia vitale della protagonista. I combattimenti sono a turni ma in tempo reale e ciò significa che avremo il comando di Fia in arene circoscritte e la possibilità di poter utilizzare abilità o attacchi semplici con tanto di range d’attacco che muta in base alla nostra scelta. Oltre alle classiche barre di HP e MP, c’è un’altra novità molto interessante e ben implementata: quelle degli elementi.

Ogni abilità, infatti, oltre a consumare determinati MP, rilascia anche una sfera elementale all’interno dell’arena. Questi vanno a sommarsi in una barra in basso a destra che contribuisce, coi giusti elementi raccolti, a poterci far scagliare potenti magie ad area. Utilizzare le abilità diventa così un elemento strategico rilevante, soprattutto contro nemici numerosi o quelli più coriacei. Ovviamente, tutte le abilità, incluse quelle più potenti e legate a determinate sfere elementali, sono sbloccabili ed equipaggiabili.

MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy, recensione (Nintendo Switch)

Il sistema di personalizzazione e crescita in MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy è essenziale oltre a essere parte integrante del gioco e della sua narrazione. Fia e i suoi amici devono maturare nelle proprie abilità per poter poi affrontare i vari esami, potenziarsi ulteriormente sbloccando abilità e statistiche aggiuntive nel proprio grimorio e avanzare in missioni sempre più complesse. Il tutto fino a raggiungere l’agognato traguardo del Grande Mago.  Oltre a ciò, un elemento importante lo occupa anche il sistema di oggetti. Questi sono abbastanza classici ma sono a loro volta legati a determinate attività extra. 

All’interno della scuola, infatti, tramite una comoda e intuitiva mappa, si possono visitare zone di vario genere, tra l’area missioni e quella che funge da glossario, c’è anche il giardino esterno. Qui potrai coltivare, cucinare e persino pescare. Tutte attività pseudo gestionali e di crafting che potevano essere sviluppate meglio e che rischierai anche di dimenticartene visto che la loro utilità è abbastanza marginale. La longevità del titolo è abbastanza alta, riuscendo anche a raggiungere le trenta ore se ci si vuole dedicare a tutto. Peccato che in sé il titolo non innovi nulla, prestando anche il fianco a una innegabile ripetitività.

MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy, recensione (Nintendo Switch)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy ci ha colpito positivamente, seppur non completamente. Sì, gli elementi 3D sono ancora un po’ grezzi e sì, i dungeon non spiccano per varietà, eppure il mondo colorato e l’alone magico e identitario del titolo funziona. Gli artwork 2D convincono nonostante gli sprite risultano pigramente animati. Anche l’interfaccia ne esce vittoriosa, risultando coerente con l’atmosfera, intuitiva e pratica, oltre che graficamente accattivante. 

Discreta la varietà dei nemici così come gli effetti speciali, seppur abbastanza standard. Il sonoro svolge il suo lavoro con discrezione. Le tracce musicali sono orecchiabili e in linea con la messa in scena. Buono il doppiaggio esclusivamente in giapponese che, salvo alcune esagerazioni, contribuisce a rendere il tutto surreale, sopra le righe e comico, dando anche la giusta caratterizzazione ai personaggi. Peccato, invece, per la totale assenza della lingua italiana, mancanza che si sente considerando la mole di testo che bisognerà leggere.

Scopri tutto su MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy
MADO MONOGATARI
MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy
7.3
Grafica 7
Sonoro 7
Longevità 7.5
Gameplay 7.5
Aspetti positivi Umorismo azzeccato e gradevole Gameplay semplice e accessibile Diverse cose da fare in un mini mondo vivace e colorato
Aspetti negativi Può diventare ripetitivo I dungeon potevano osare di più Assenza della lingua italiana
Considerazioni finali
MADO MONOGATARI: Fia and the Wondrous Academy è un titolo che diverte grazie alla sua ironia surreale e sopra le righe. è difficile restare impassibile ai casini che mettono in scena Fia e amici. Anche l’esperienza ludica, complice un loop accessibile e intuitivo, riesce a catturare e trascinare fino alla fine, nonostante una ripetitività di fondo innegabile. Peccato per la scarsa varietà dei dungeon e per l’assenza della lingua italiana.

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