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League of Legends, vietato parlare di Hong Kong

Riot ha sconsigliato a streamer e proplayer di fare riferimenti ad Hong Kong durante il campionato mondiale

Con l’inizio imminente del campionato mondiale di League of Legends, Riot Games ha rilasciato una dichiarazione in cui chiede ai giocatori di evitare di discutere di “questioni sensibili” durante i live streaming.

John Needham, leader mondiale di League of Legends Esports, ha dichiarato:

“Serviamo fan di molti paesi e culture diverse e riteniamo che questa situazione ci dia la responsabilità di tenere separate dal gioco le opinioni personali su questioni sensibili (politiche, religiose o di altro genere). Questi argomenti sono spesso incredibilmente complessi, richiedono una comprensione profonda e la volontà di ascoltare, e non possono essere discussi a dovere nella nostra trasmissione, pertanto, abbiamo ricordato ai nostri commentatori e ai giocatori professionisti di astenersi dal discutere uno di questi argomenti in onda. La nostra decisione arriva anche per i dipendenti e fan di Riot nelle regioni in cui vi sono stati (o c’è il rischio vi siano) disordini politici e/o sociali, inclusi luoghi come Hong Kong. Crediamo di avere la responsabilità di fare del nostro meglio per garantire che dichiarazioni o azioni sulle nostre piattaforme ufficiali (intenzionali o meno) non aumentino le situazioni potenzialmente sensibili “.

Queste dichiarazioni derivano probabilmente dal putiferio scatenato da Blizzard, la quale, bandendo l’ex Grandmaster di Hearthstone Chung “blitzchung”, dopo la sua presa di posizione pro Hong Kong in diretta, ha scatenato un enorme movimento di boicottaggio di ognuno dei suoi giochi in segno di protesta per la censura.

Riot Games è interamente di proprietà del conglomerato cinese Tencent, probabilmente anche per questo c’è sensibilità sulla questione, ma Needham non sbaglia quando afferma che le questioni riguardanti Hong Kong sono incredibilmente complesse e che le percezioni occidentali potrebbero non allinearsi molto bene con quelle del pubblico cinese di League of Legends, che costituisce una parte significativa del pubblico totale di Riot.

Riot non ha detto che tipo di penalità potrebbe essere inflitta a streamer o giocatori che violino le direttive, ma data la gravità della situazione e il chiaro preavviso, probabilmente le sanzioni potrebbero essere pesanti.

Fonte

Cosa ne pensi di questa iniziativa di Riot Games? È giusto tenere separate politica e videogames o pensi che la visibilità di certi eventi potrebbe aiutare certe battaglie? Scrivici il tuo punto di vista nei commenti.

Stefano Greppi
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