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Lanciata una petizione per fermare l’emendamento del PD contro gli incentivi agli sviluppatori

Su Change.org è stata creata una petizione a favore del First Playable Fund, iniziativa della pentastellata Mirella Liuzzi

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In una nazione come la nostra caratterizzata da un immobilismo legislativo, foraggiato dalle classi politiche che, oggi più che mai, sono alla ricerca di voti e consensi, la pandemia di COVID-19 ha stravolto la vita di tutti. La routine quotidiana è stata invasa dall’uso compulsivo di mascherine e gel igienizzanti. Ma non tutto il male viene per nuocere. Infatti, i fondi europei in arrivo potrebbero essere la risposta all’immobilismo citato in premessa.

Questa è un’occasione più unica che rara per i nostri rappresentanti. Un indotto di miliardi di euro è un’ottima chance di partorire iniziative e fondi per migliorare l’Italia in generale, dallo sviluppo economico, alla sanità, fino ad arrivare ai piccoli imprenditori.

Un’iniziativa in particolare sarebbe d’interesse per noi videogiocatori. La parlamentare del Movimento 5 Stelle Mirella Liuzzi aveva proposto al ministro per lo sviluppo economico il First Playable Fund, un fondo di 4 milioni di euro (tramite prestito a fondo perduto) ,da inserire nel DL Rilancio, in aiuto agli sviluppatori italiani per rafforzare il made in Italy nel settore videoludico.

Un fondo che si allinea con quanto fatto dai nostri vicini europei nel corso degli ultimi anni (e non mosso da un movimento riformista post-coronavirus, ci tengo a sottolinearlo). La Francia, che ha un fondo identico da 4 milioni all’anno, attivo dal 2008; la Germania, che ha un fondo da 50 milioni all’anno per 5 anni, istituito nel 2019; la Spagna, che ha appena incrementato di 20 milioni la dotazione del fondo CREA SGR per finanziare tra gli altri il settore dei videogiochi per fronteggiare l’emergenza Covid; il Regno Unito, che ha un fondo da 4 milioni di sterline all’anno, attivo dal 2015 e molti altri come Polonia (dove CD Project Red ha raggiunto la vetta della borsa polacca), Danimarca, Romania, ecc.

Purtroppo però, in Italia, ormai da anni l’opposizione si è trasformata da organo di controllo e sorveglianza sull’operato del governo a mero ostracismo. Tutto è ridotto ad una volgare rissa fra tifoserie. Notizia dell’ultima ora è che l’esponente del PD Marianna Madia avrebbe infatti promosso un emendamento (il 38.32 ad essere precisi) da inserire nel DL Rilancio proprio per bloccare l’ottima proposta della pentastellata Liuzzi che, di fatto, manderebbe in fumo tutto il lavoro svolto e le prospettive di rilancio del videogioco italiano.

A questo proposito, Mauro Fanelli di Mixed Bag avrebbe lanciato su Change.org una petizione proprio per fermare l’emendamento Madia. Un tentativo per sensibilizzare la politica su un settore molto dinamico che non ha quasi risentito per nulla delle crisi economiche succedutesi in questi anni.

“La misura in oggetto mira a sostenere la produzione in Italia di nuove proprietà intellettuali destinate al mercato internazionale dei videogiochi (per computer, per console, per dispositivi mobile), con l’obiettivo di aumentare la quota di mercato dei videogiochi “made in Italy”, aumentare i posti di lavoro e migliorare la performance della bilancia commerciale del paese, recuperando terreno rispetto a quanto – da anni – è stato già messo in campo da altri paesi europei e non, nostri competitor.” si legge nella petizione. “La misura in oggetto, infatti, mira a ridurre il gap esistente tra l’Italia e altri paesi europei. Nel 2019 il mercato dei videogiochi ha generato circa 150 miliardi di dollari nel mondo, rispetto ai circa 75 miliardi generati da musica + cinema + TV + servizi streaming. In tutto ciò, il mercato italiano è storicamente nella top10 mondiale, con 1.8 miliardi di euro di valore nel 2019.” continua Fanelli, concludendo “La nostra raccomandazione è di considerare il ritiro dell’emendamento, in modo da salvaguardare l’istituzione del fondo di finanziamento prototipi di videogiochi presso il MISE e dare finalmente anche all’Italia la possibilità di competere in uno dei settori più dinamici e strategici per lo sviluppo tecnologico e occupazionale del nostro paese, al pari di Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e tanti altri.”

Se vuoi unirti anche tu alla petizione, puoi trovarla cliccando su questo link.

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  1. 1
    Ugo Musmeci
    · cazzarino lvl 1
    17 Giugno 2020 alle 9:41

    Siamo un paese arretrato. Nella mentalità prima ancora che in tutto il resto!

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  2. 2
    Tiziano Attivissimo
    · cazzarino lvl 2
    17 Giugno 2020 alle 13:03

    Se davvero verranno bloccati questi incentivi avremo la prova che questo è un paese per vecchi, anzi, per fottute mummie.

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  3. 1
    Paolo Colazilli
    · cazzarino lvl 1
    18 Giugno 2020 alle 17:10

    Come ho spiegato nell’articolo, ci sta che l’opposizione si contrapponga alle scelte di governo. Il problema è quando viene fatto senza criterio e senza analizzare l’iniziativa in sé. Purtroppo negli ultimi 6/7 anni la politica è diventato solo un gioco a chi ha più follower. La destra (mondiale, non solo in Italia) ha ideato, segue questo trend di disaccordo ad ogni costo e lo alimenta col puro flame. In questo contesto non c’è più spazio per la sinistra critica, ma solo se stai al gioco del “devo raccattare più consensi possibile, non importa come”. I videogiocatori sono sempre una minoranza rispetto a chi, invece, li considera solo giochini. Ragion per cui, bloccare un fondo come questo, è solo un tentativo (misero a parer mio) di spostare i favori di chi la pensa così da Salvini/Meloni al PD. Ripeto, la politica ormai è solo un gioco.

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