Frostpunk 2

Kinguin si esprime sullo scandalo di Frostpunk 2

Una risposta che non pone una soluzione concreta

Dopo l’annuncio di Frostpunk 2 i fan del primo capitolo sono andati, com’è giusto che sia, in visibilio. Ad approfittare in modo scorretto di tutto questo entusiasmo, com’è invece meno giusto che sia, sono stati i rivenditori di key. In questo articolo infatti ti avevamo già anticipato di come lo sviluppatore di Frostpunk 11 Bit Studios si fosse scagliato contro il famoso sito Kinguin, un rivenditore di key online solitamente affidabile. 

La ragione? Come affermano nel tweet della pagina ufficiale, gli sviluppatori hanno accusato di scam i rivenditori delle key di Frostpunk 2, rei di vendere dei codici del gioco che neppure esistono. Molti degli annunci riportavano persino un prezzo, quando in realtà questo non è stato nemmeno ancora deciso; come confermato da 11 Bit Studios non è stata neanche mai generata alcuna key, visto che Frostpunk 2 è ancora in fase di sviluppo.

La dichiarazione di Kinguin in merito allo “scandalo” Frostpunk 2

Tramite una dichiarazione rilasciata direttamente da Brandon Doerfler, CEO e CFO ad interim dell’azienda, Kinguin ha cercato di mettere in chiaro la sua posizione:

Sappiamo che c’è molto entusiasmo intorno all’imminente rilascio di Frostpunk 2 e abbiamo gran desiderio di mettere in contatto i fan con i commercianti che stanno offrendo le key. Ci scusiamo per l’inclusione di informazioni non confermate che sono apparse nell’elenco su Kinguin.net riguardo a Frostpunk 2. Da allora le abbiamo rimosse e abbiamo chiarito a chiunque visiti il ​​nostro sito che il gioco è disponibile solo per il preordine.

Nonostante le parole riportate nella dichiarazione, al momento della stesura di questo articolo è ancora presente un annuncio che riporta un prezzo, anche se quantomeno viene indicato come un preorder. In ogni caso, in merito al caso mediatico che ha creato questa lamentela di 11 Bit Studios, siamo certi di una cosa!

Anche se non andrebbe eliminata o condannata a priori, la pratica di rivendita delle key vive ancora una volta in una zona d’ombra e questo nuovo “scandalo” non fa altro che confermarlo nuovamente. Servirebbero leggi e regolamentazioni più chiare per questa pratica, coadiuvate da prese di posizioni più chiare e trasparenti da parte dei rivenditori più famosi, Kinguin incluso!

Fonte

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Davide Saietti
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