Sviluppato e pubblicato da YCJY Games in sinergia con Kepler Ghost, Keep Driving è un RPG gestionale e strategico semi automatico on the road con tanto di sistema a turni per affrontare una sorta di “combattimento”. Un titolo in 2D arricchito da una pixel art dal retrogusto nostalgico e ben realizzato. Noi ci siamo messi alla guida della nostra auto e siamo partiti all’avventura su Nintendo Switch. Sei pronto a scoprire i risultati del nostro viaggio?
Keep Driving un viaggio che ci metterà alla prova
Keep Driving gioca coi sentimenti e lo fa offrendo un’atmosfera di inizi anni 2000 pienamente ben riprodotta e con una cura estetica e contenutistica che saprà sorprenderti. Dagli oggetti alle location, passando per le vetture e i personaggi. L’atmosfera del gioco è molto ben curata e la scelta di utilizzare la pixel art è estremamente ingegnoso in quanto scaturisce un effetto nostalgia duplice.
Il gioco non ha una vera e propria narrazione, o meglio, la narrazione la costruisci tu in quella che è una vera e propria avventura on the road. Il nostro alter ego, di cui potrai personalizzare essenzialmente sesso, nome, rapporto coi genitori e pochi altri dettagli. è una base su cui vengono di fatto gestiti dei bonus passivi su cui costruirai la tua intera build di viaggio. Gli elementi importanti sono due: sei giovane e hai appena ottenuto la tua prima auto.
Non solo, a traguardo raggiunto, sei finalmente pronto per il tuo primo e vero viaggio in solitaria. Un viaggio che si prospetta lungo. La destinazione? Non importa che sia una festa o quant’altro, sì è il tuo scopo ultimo ma Keep Driving si focalizza completamente sul viaggio in sé. E lo fa inserendo tanti piccoli elementi procedurali che mutano di volta in volta, di partenza in partenza e che ci regalano una sensazione on the road assolutamente concreta e “tangibile”.

Che siano incidenti di vario genere, autostoppisti da poter reclutare e aiutare, o farsi aiutare, durante il viaggio, passando per soste in super market, meccanici, benzinai, tutto l’essenziale e l’imprevedibilità del viaggio viene schiacciata in questo percorso orizzontale e bidimensionale che è Keep Driving. Un viaggio che ora ti rilasserà ora ti metterà agitazione perché sai che rischi di porre fino al tuo percorso prima del tempo se non avrai cura di tutti i fattori gestionali inseriti.
E che dire dei momenti filosofici? Pause estemporanee durante i viaggi automatici dove il protagonista si pone domande con tanto di risposte da selezionare. Momenti ludicamente utili per ottenere piccoli bonus passivi e permanenti ma che regalano anche concrete parentesi di riflessione, seppur spesso spicciole e ininfluenti. Sì, perché il protagonista di per sé non ha carisma ma ci chiede una immedesimazione quasi personale. Cos’è che faresti tu in quel momento?
Keep Driving diventa così un’esperienza dal ritmo altalenante ma che consigliamo di vivere almeno per una volta in quanto lascerà un segno, saprà realmente metterti alla prova oltre a trasportarti letteralmente in quel periodo storico i cui strascichi sono ancora oggi flebilmente visibili. E parlando di prove, è bene scoprire come si gioca a Keep Driving!

Più gestionale che RPG
Keep Driving è un RPG gestionale con elementi strategici semi automatico. Procedendo per step, avremo a disposizione una serie di elementi da tenere costantemente sotto controllo per poter proseguire il viaggio: l’energia, il livello del “gas” e lo stato fisico dell’auto a cui si aggiunge anche lo stato del guidatore e i soldi in nostro possesso. Questi elementi sono cruciali per poter arrivare a destinazione. In loro soccorso, irrompe un sistema di oggetti ancorato al bagagliaio.
Qui avremo una griglia dove poter posizionare i vari oggetti ognuno con forme ed effetti diversi. Tali oggetti potrai acquistarli ma anche ottenerli da missioni, eventi randomici e quant’altro. Ricordiamo, infatti, che Keep Driving ha una struttura procedurale e mira a rendere ogni run unica e inimitabile nonostante, lo ammettiamo, già al terzo viaggio si rischia di incappare in una certa ripetitività di fondo destinata ad aumentare gradualmente.

In merito alla difficoltà, come detto, è legata alla gestione dei valori prima elencati e sì, per quanto siano potenzialmente limitati, non è sempre facile affrontare gli imprevisti del viaggio. Diventa quindi essenziale sia gestire al meglio le finanze e gli spazi in auto, tenendo sempre a mente che l’auto è personalizzabile e che il primo modello lo scegliamo comunque noi decidendo se dare priorità a un bagagliaio più ampio rispetto ai posti in vettura e/o a determinati parametri rispetto a l’equilibrio degli stessi.
Essenziale anche la gestione delle finanze, legata sia a lavoretti che a missioni secondarie che, ovviamente, alle nostre decisioni commerciali. Banalmente: cosa comprare, quanta benzina fare, ecc. A ciò si aggiunge anche la gestione, sempre autonoma, degli altri personaggi che potremo ospitare in auto. Si tratta di soggetti quasi sempre al limite o in difficoltà ma in grado di fornire bonus di vario genere oltre a svelare piccoli retroscena e ad arricchire ulteriormente il nostro viaggio.
E veniamo ora ai “combattimenti” a turni. Si tratta essenzialmente di momenti in cui dovremo affrontare delle situazioni usando le nostre abilità. Il sistema funziona ad annullamente di simboli uguali. I simboli richiamano i parametri vitali come energia, gas e auto. Ogni evento ha un sistema di simboli a schermo che ci accenna dove incasseremo il danno, quindi quale parametro scenderà, se non interverremo in tempo. Per intervenire potremo selezionare delle carte/abilità con anch’esse gli stessi parametri.

Se usiamo le carte giuste annullando perfettamente i parametri indicati, guadagneremo un turno extra e potremo utilizzare un’ulteriore carta. Assicuriamo che il combattimento è molto più intuitivo di quanto appena descritto ma saprà regalare discrete difficoltà tanto che sarà più conveniente fuggire che spendere ogni abilità. Sì, perché non potrai usare le carte all’infinito dovendole poi ricaricarle dormendo o usando specifici oggetti. E parlando di dormire, non dimentichiamo che il nostro avatar è “umano” e quindi avrà sonno, avrà fame, potrebbe venirgli il mal di testa e potrebbe persino iniziare a puzzare. Tutti elementi che se non curati causeranno delle conseguenze da dover poi inevitabilmente affrontare.
Come hai potuto leggere, Keep Driving ha una marea di elementi da padroneggiare, gestire, controllare ma non manca di momenti rilassante, di attimi per goderti il viaggio e, cosa più importante, mette sempre al centro le tue decisioni. Tu decidi il percorso, che tappe fare, i tempi, se e come fermarti e quant’altro. Ciò che non fai però, è guidare ludicamente parlando. Non sei tu a muovere l’auto se non in determinati hub con negozi, meccanici, ecc. Nelle fasi di viaggio, il gioco procede automaticamente lasciandoti solo il contro di cruscotto, inventario e menù.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Keep Driving offre una pixel art deliziosa e ben curata. Salvo alcune ripetizioni, l’atmosfera, i modelli in 2D, gli sfondi che scorrono incessantemente, le rievocazioni del periodo… insomma, l’atmosfera colpisce e conquista. Anche i colori sono ben inseriti offrendo riscontri del ciclo giorno-notte molto ispirati. Forse giusto i personaggi risaltano poco rispetto all’ambiente ma nel complesso, il risultato è decisamente più che soddisfacente.
Il sonoro accompagna con grande efficacia il comparto grafico. Lo fa con una selezione di tracce fedele all’atmosfera proposta, varie, evocative, orecchiabili, nostalgiche. Ecco quindi che l’audio diventa parte attiva, complice, nel riportarci indietro nel tempo e nel restituire quel sapore concreto di on the road, quasi intimo. Intimità fortificata dalla natura anche portatile dell’ibrida Nintendo, modalità che suggeriamo calorosamente. Nota negativa, invece, per la totale assenza della lingua italiana che potrebbe complicare un po’ l’esperienza in generale.




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