Sviluppato e pubblicato da Fancy Factory, Kaboomania è un gioco d’azione in 2D che richiama palesemente Bomberman e tutta quella tipologia di giochi dove bisogna esplorare labirinti facendo saltare in aria nemici e pareti attraverso il posizionamento di esplosivi di vario genere. Ecco, Kaboomania rielabora in parte le regole di questo sottogenere e noi lo abbiamo provato su Nintendo Switch. Pronto a scoprire la nostra recensione?
Kaboomania intrappolato in un videogioco
Come potrai facilmente intuire, Kaboomania non punta a raccontare chissà quale storia eppure, c’è un’introduzione narrativa, una sorta di giustificazione che ci prepara ad affrontare i circa mille livelli che compongono il pacchetto principale dell’esperienza. Una volta iniziata, in scena appare un ‘immagine statica che mette subito il focus su un elemento cruciale del titolo: l’effetto nostalgia. Il gioco mira in tutto e per tutto a far rivivere l’epoca Amiga tanto con la scelta ludica quanto e soprattutto con quella estetica.
Tornando allo spunto narrativo, il giovane protagonista di cui vestiremo i panni è impegnato a una sessione serale proprio su Kaboomania ma il sonno lo coglie di sorpresa e lui si ritrova a crollare. Eppure qualcosa avviene e il giovane si ritrova catapultato direttamente in Kaboomania con lo scopo principale di sopravvivere in dedali labirintici e distruttibili invasi da svariate tipologie di creature letali. Ecco, la narrazione del gioco si conclude essenzialmente qui.
Come anticipato quindi, Kaboomania è essenzialmente la proposta di un viaggio indietro nel tempo e discretamente fedele all’epoca di riferimento. A conti fatti è quasi una variante di Bomberman che vede il fulcro della sua potenza proprio nel gameplay e nella già citata nostalgia. Bando quindi alle ciance e andiamo a scoprire come si gioca a Kaboomania!

Piazza la dinamite e corri via
Kaboomania è un gioco d’azione di stampo arcade in 2D con visuale fissa e palesemente ispirato a Bomberman. Il nostro scopo, infatti, è quello di eliminare tutti i nemici presenti nel livello, districandoci in un dedalo labirintico semi distruttibile. Le nostre armi sono delle dinamiti a posizionamento che esplodono automaticamente dopo determinati secondi e creano danni in un TOT di spazi limitrofi. Il classico “maze-bomber”. Non per niente, infatti, una volta attivata la partita, chi ha vissuto anche solo un titolo del genere, si sentirà subito a casa.
Il gameplay, infatti, è immediato e semplicissimo da padroneggiare. Anche troppo. La mole di contenuti composta da circa mille livelli, risulta troppa rispetto a una varietà ludica che viene meno già dopo qualche ora di gioco. Non bastano infatti cinque biomi e un bestiario discretamente vario, per ravvivare un’esperienza che poteva concludersi ben prima di quanto stabilito. Da apprezzare comunque l’ingegno nel proporre aree da grandi a piccole sempre discretamente differenti nel collocare i propri elementi.

A dare ulteriore “pepe” all’esperienza, c’è uno dei pochi elementi distintivi di Kaboomania: i power up casuali. Come in Bomberman, anche qui può capitare di distruggere una parete o eliminare un nemico e veder apparire al suo posto un power up randomico. Ecco, questi sono di vario tipo con alcune introduzioni inedite sinceramente accattivanti. Un esempio è una sorta di shuriken auto rotante che gira continuamente intorno al protagonista eliminando ogni nemico nel suo raggio d’azione.
Questo elemento pseudo strategico aiuta a variare un po’ l’esperienza ma non tutto funziona benissimo. Il power up del teletrasporto, ad esempio, può risultare fatale, trascinandoci in luoghi chiusi dove il suicidio rischia di essere necessario per liberarci. Detto ciò, chi cerca un’esperienza innovativa, potrebbe restarne deluso. Chi invece vuole tornare ai tempi dell’Amiga con un titolo fortemente nostalgico, avrà di che giocare per diverse ore a patto di accettare una ripetitività innegabile.
Nota a parte per il sistema di salvataggio. Kaboomania ha deciso di adottare una metodologia ormai arcaica e che personalmente non abbiamo apprezzato. Si tratta di un sistema di password che si autogenerano all’inizio del livello. Ecco, l’unico modo per riprendere la partita, è segnare manualmente quella password e inserirla. Solo così potrai effettivamente ricominciare da quel punto. Riteniamo sia un metodo ormai obsoleto e anche abbastanza scomodo.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Kaboomania propone uno stile volutamente retrò e riesce a rievocare con successo un’atmosfera nostalgica. D’altro canto, fatica a reggere il passo con alcuni titoli recenti e, complici un bioma e un bestiario non proprio rivoluzionari, l’identità estetica del titolo stesso non ne esce chissà quanto forte, col potenziale rischio di renderlo più anonimo del voluto. Da segnalare anche qualche sporadico e inspiegabile rallentamento individuati soprattutto in modalità portatile.
Il sonoro è molto buono, complice l’esperienza dell’autore Chris Helsbeck. Parliamo di sonorità in grado da sole di trascinarti con efficacia indietro nel tempo dandoti un boost energico non indifferente. Insomma, le abbiamo molto apprezzate. Da segnalare infine la totale assenza della lingua italiana, di cui sono assenti anche i sottotitoli seppur non ci sia poi molto da leggere.
