Uno dei creatori di Doom, Jonh Romero

John Romero pensa che giochi come Call of Duty Warzone e Fortnite non siano il futuro

Secondo il papà di Doom, i battle royal rappresentano una semplice variante del genere, ma non il suo futuro

Quello di John Romero è uno di quei nomi che non può non scaldare il cuore di tutti gli appassionati di videogiochi in generale e in particolare di sparatutto. Insieme a John Carmack hanno formato una coppia che, con Id Software, hanno fatto la storia del mondo videoludico creando di fatto un genere, quello dei first person shooter, prima con Wolfenstein 3D e poi con quel capolavoro seminale convertito per praticamente tutte le piattaforme di gioco e che ancora oggi, dopo oltre 25 anni, risulta ancora godibile e che porta il nome di Doom.

Doom venticinquesimo anniversario

Nella seconda metà degli anni ’90 era prassi definire un gioco con visuale in prima persona e il protagonista che si muoveva all’interno di un contesto (fintamente) 3D un gioco “alla Doom”. Con l’avanzare della tecnologia e le performance hardware, le possibilità offerte al genere sono letteralmente esplose, e con esso la sua popolarità. Lo stesso Doom ha subito un restyling grafico e contenutistico che nel 2016 gli ha donato una nuova vita, portandolo a conoscenza anche delle generazioni più giovani, che magari non hanno vissuto l’epopea di quegli anni straordinari.

I battle royal come Call of Duty Warzone non sono il futuro, ma una variante

Quindi quando John Romero parla di fps le sue parole hanno un peso specifico ancora maggiore. In una recente intervista, lo sviluppatore nato in Colorado ha voluto dire la sua in merito al recente successo planetario dei cosiddetti battle royal, come Cal of Duty Warzone , Fortnite e Apex Legends definendoli “una semplice variante dei deathmatch”. Ha poi continuato affermando che “Non parliamo insomma di un nuovo genere di sparatutto, ma di sparatutto tradizionali. Semplicemente questi titoli vantano una mappa più grande e un numero sostanzialmente maggiore di giocatori, con match dalla durata ben definita. Insomma, alla fine è un bel set di regole per un deathmatch.”

Call of Duty: Warzone tutorial

Romero ritiene che negli ultimi anni l’evoluzione nel genere fps non sia stata così marcata, e che probabilmente le uniche novità degne di nota siano state forse forse l’impostazione a obiettivi introdotta dalla serie di Call of Duty e la struttura fortemente orientata alla narrazione di Half-Life 2.

Fonte

Cosa ne pensi delle parole di Romero? Ti piacciono i battle royal, o preferisci gli sparatutto più tradizionali? Faccelo sapere nei commenti!

Emiliano Darone
0 0 voti
Voto
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Guarda tutti i commenti
0
Cosa ne pensi? clicca qui e commenta!x
()
x
Share on facebook
CONDIVIDI