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Intervista a DadoBax: Feel the VideoGames

Oltre 120 mila iscritti, professionalità e costanza al servizio di YouTube, Corrado Cozza aka Dadobax è uno dei più affermati Content Creator italiani: ecco la mia intervista.

Intervista a Dadobax: Youtuber con oltre 120 mila iscritti, tra i più importanti e riconosciuti nel suo settore
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“Feel the Video Games.
Credo fermamente che per fruire al meglio dei videogiochi essi debbano essere percepiti sulla propria pelle.
“Sentire” il videogioco, come fosse un’opera musicale, come fosse un profumo.”

Con questa descrizione, presente nelle informazioni del suo canale, Corrado Cozza aka Dadobax si presenta agli iscritti: professionista amante del suo lavoro. Ieri ho avuto l’opportunità in esclusiva per iCrewPlay di fare quattro chiacchiere con uno dei più importanti youtuber del settore videoludico nazionale. Si è parlato di Efootball PES 2020, Ghost Recon Breakpoint, Death Stranding, Control e molto altro. Di seguito vediamo alcune domande che gli abbiamo posto e come ci ha risposto.

  • Parliamo di Efootball PES 2020: in questi giorni sul secondo canale stai portando diversi contenuti riguardo a questo titolo, a partire da guide e tutorial fino alla Master League con il tuo storico Real Cannuzze. Quali sono i miglioramenti più importanti che hai notato su questo nuovo capitolo, a livello di gameplay/a livello grafico?

“I miglioramenti del titolo sono evidenti, sia a livello di gioco, con meccaniche di gameplay profondamente rivoluzionate e rinnovate rispetto al suo predecessore, sia a livello grafico. I cambiamenti di più grande impatto che ho potuto riscontrare sono principalmente tre: innanzitutto, i giocatori in questo capitolo mostrano espressioni facciali che esprimono emozioni in maniera incredibilmente realistica. I volti non hanno una rigidità macchinosa, bensì esprimono sentimenti, a seconda del proprio umore con i movimenti del viso, affaticamento…

In secondo luogo, una caratteristica chiave di cui tenere conto è il Physics Momentum Lag: per spiegarlo in breve, è quella meccanica che consente al personaggio che stiamo impersonando durante una sessione di gioco di avviare l’animazione, mettiamo caso di un passaggio, e di metterci del tempo più o meno realistico per compierla. Questa meccanica, considerata da chi non conosce il titolo un difetto, permette invece maggiore realismo nei movimenti, soprattutto se affiancata a quello che viene chiamato Animation Cancelling, che in questo titolo non è minimamente presente: si tratta di quella meccanica che, come in altri titoli che puntano al realismo nelle animazioni, permette al giocatore di modificare in corsa un’azione che ha cominciato a svolgere.

Per esempio: se al calciatore è stata indicato inizialmente di dover effettuare un passaggio, e noi giocatori cambiassimo idea all’ultimo cliccando il tasto del tiro, questi dovrà prima terminare la prima animazione per poi compiere quella successiva. Il movimento iniziale in questo titolo non si annulla dunque, e ciò conferisce un realismo quasi rivoluzionario per un gioco calcistico. Infine, l’ultimo grande cambiamento di EFootbal PES 2020 riguarda la Master League, di cui ho parlato già abbondantemente sul mio canale.”

  • È indubbio che la questione delle esclusive (Piemonte calcio su tutte) abbia portato maggiore attenzione mediatica sul titolo. Pensi che questo tipo di acquisizioni possa aver giovato alle vendite e che possa un giorno rivaleggiare da un punto di vista di guadagni?

“A mio avviso la questione delle licenze, per quanto riguarda questo nuovo capitolo, ha portato sì maggiore attenzione mediatica sul gioco, ma che sia in fin dei conti abbastanza irrilevante, soprattutto tenendo conto del fatto che su PES sono presenti Mod che vanno a modificare squadre, loghi… Sono convinto che la forza di PES quest’anno sia di riuscire a trascinare a se quei giocatori di Fifa che, dopo aver giocato il nuovo capitolo sviluppato da EA, saranno insoddisfatti e passeranno alla controparte Konami.”

  • Dall’inizio di questo 2019 sono usciti tantissimi titoli meravigliosi, ma anche giochi che attendevi con certo hype e che non hanno rispettato le tue aspettative: qual’è per te, ragionandoci un attimo, la più grande delusione di quest’anno finora, considerando ciò che ti aspettavi?

“Sinceramente di quest’anno anche pensandoci approfonditamente non ricordo delusioni cocenti o che mi hanno lasciato particolarmente amareggiato. Posso però farti una mia previsione in vista dell’arrivo della fine dell’anno: temo che Death Stranding si rivelerà purtroppo un flop per i più, e ti spiego la motivazione. Avendo visto relativamente poco del titolo, almeno fino a poche settimane fa, ognuno si è fatto una diversa immagine mentale di quello che si potrebbe rivelare il gioco. Da quello che è emerso però dal recente video gameplay del gioco al Tokyo Game Show, sembra essere molto diverso da come lo ci si aspettava. La mia previsione è che in molti possano rimanere profondamente delusi, soprattutto considerato l’hype alle stelle con cui è atteso.”

 

  • Ad oggi 16 settembre non sono ancora stati annunciati i candidati al GOTY. Quali sono secondo te per questa parte dell’anno i titoli che potrebbero meritare una candidatura?

“Penso che per ora alcuni tra i probabili candidati a Gioco Dell’Anno 2019 possano essere Sekiro e Control, giochi che ho apprezzato particolarmente e per cui ho portato alcuni video: sul gioco sviluppato da From Software ho portato una guida sul mio secondo canale (Dadobax: Giocare con Creatività), mentre il secondo reputo reinterpreti il concetto di TPS lasciando pieno controllo al giocatore, come dico in un video dedicato sul canale principale.”

  • Restando sul tema Control: la direzione del gioco sembra essere diretta verso un probabile flop commerciale. Purtroppo non ha venduto finora quanto si aspettava Remedy, non é nemmeno entrato nella top 20 dei giochi più venduti in Nord America e non compare nemmeno nelle singole top 10 per piattaforma. Insomma i risultati non sono per ora incoraggianti. In cosa credi abbia sbagliato Remedy?

“Innanzitutto è d’obbligo sottolineare che si tratta di un titolo doppia A, con budget ridotto rispetto a tantissime altre produzioni secondo me anche molto meno riuscite. Purtroppo non ha mai goduto dell’attenzione mediatica che meritava: lo reputo un gioco impressionante per la libertà garantita al giocatore, ma il reparto comunicazione non è stato dello stesso livello e la poca pubblicità ha sicuramente influito parecchio sul flop commerciale.”

 

  • Sei stato con i Playerinside all’evento a Parigi dedicato a Ghost Recon Breakpoint: cosa ti ha stupito di più? (Gameplay, meccaniche particolari)…

“Il gioco mi ha colpito parecchio e ne sono rimasto piacevolmente soddisfatto, soprattutto per alcune novità interessanti. Molti lo reputano un More Of The Same del precedente Ghost Recon Wildlands, e sinceramente in parte è vero, ma sono convinto non debba considerarsi una cosa prevalentemente negativa: è infatti una re-skin del predecessore, ma aggiunge meccaniche che lo rendono più completo e parecchio migliorato. Quello che mi ha colpito di più è stato lo sviluppo delle classi: al giocatore è lasciata libera possibilità di scegliere il tipo di interpretante per una missione in Co-op online, ed in base al tipo di personaggio scelto si guadagnano punti per avanzare di livello (se impersoniamo un cecchino per esempio, un colpo alla testa garantirà più punti abilità). Quello che mi ha stupito però è il fatto che se d’un tratto avessimo intenzione di cambiare classe anche solo per una particolare missione, le abilità guadagnate non si azzerano bensì si trasferiscono in maniera parallela alle capacità acquisibili con l’altra classe, permettendo così al giocatore di non restare indietro ad i compagni.”

  • PlayStation Now: ad oggi é un servizio completo? Lo trovi migliorato abbastanza per consigliarne un abbonamento mensile/annuale?

“Ritengo PlayStation Now un servizio non completo, in quanto la maggior parte dei titoli presenti sono datati nonostante il catalogo molto ampio, ma perfetto per un determinato tipo di giocatori: i fuori-sede all’università per esempio, che non hanno la possibilità di portarsi dietro la console (e hanno magari solo un PC) o giocarla assiduamente ed hanno di conseguenza poco tempo libero. Questi possono magari fare un abbonamento mensile in un periodo libero da esami e giocare quanto possibile, per riprenderlo magari in seguito.”
  • Anticipaci (senza fare spoiler ovviamente per i probabili tuoi prossimi video) quali sono i giochi che più attendi per il 2020.

“Tra i giochi che attendo di più per il prossimo anno posso elencartene quattro: The Last Of Us Parte 2, Age Of Empires 4, Cyberpunk 2077 ed infine Humankind, strategico prodotto dagli sviluppatori di Endless Legend ed Endless Space molto simile alla serie dei Civilization in cui il giocatore dovrà ripercorrere la storia dell’uomo attraverso le sei maggiori Ere di sviluppo della civilizzazione.”

  • Concludiamo con una domanda un po più personale: avresti mai immaginato di raggiungere questo traguardo su Youtube? Ad oggi ti reputi soddisfatto? Quale è stato il momento/punto di svolta in cui hai capito che avresti continuato questa carriera? Raccontaci un po’ la tua storia.

“Non posso dirti se ci ho sempre creduto, ma di certo ci ho sempre sperato. Difficile riassumere in poche parole un percorso che ho cominciato ormai nel lontano 2012, ma posso raccontarti alcuni punti di svolta fondamentali della mia carriera che mi hanno spinto a continuare questo percorso. Sono stato uno dei primi ad arrivare a fare video in maniera abbastanza continuativa: all’epoca in cui ho iniziato, lo youtuber con più iscritti ne aveva circa 50.000. Io arrivai a 3000 in breve tempo, che in proporzione erano davvero tanti. Con il tempo persi di vista leggermente il canale, convinto che, per avere successo sulla piattaforma, fosse necessario portare contenuti effimeri, per avere successo.”
“Accadde poi un fatto di cronaca che mi sconvolse particolarmente: l’attentato terroristico al Bataclàn il 13 novembre 2015. Rimasi particolarmente scosso in seguito a questo evento, ed abbandonai il canale per circa una settimana, pubblicando però un solo video, intitolato: Why Siria, la crisi della Siria spiegata in 10 minuti e 15 mappe. Questo ottenne in poco tempo milioni di visualizzazioni, su YouTube e su Facebook, venendo condiviso migliaia di volte anche su testate giornalistiche importanti. Il successo che ne derivò mi aprì gli occhi e fu una iniezione di fiducia: capii che un contenuto di livello poteva essere fruito ed arrivare anche ai più. Da quel momento ho capito che avrei dovuto innalzare la qualità dei video, che non era necessario abbassarsi a livelli di qualità particolarmente scarsi ma che anche un contenuto di informazione poteva essere apprezzato.”

“Un altro evento che mi aiutò nella scelta di questo percorso riguarda un video del lontano 2016 in cui anticipai l’avvento del Cloud Gaming, affermando che le console fossero morte e chiedendomi quale fosse il loro futuro. In seguito alla pubblicazione, NVIDIA mi contattò per un evento in cui erano presenti diversi Content Creator di livello altissimo in paragone al numero di visualizzazioni e di iscritti che avevo (Sabaku no Maiku, i PlayerInside…) ed era presente anche Paolo Paglianti, ex caporedattore di Giochi per il mio Computer, che fu per me come “chiudere il cerchio” in quanto suo grande estimatore. Anche questo avvenimento fu importante se non fondamentale perché mi convinse ulteriormente a continuare un percorso che mi appassionava davvero.”

Oggi, DadoBax vanta 123.000 iscritti sul suo canale principale, con 690 video pubblicati, e 39.300 iscritti su quello secondario, con oltre 570 video. La sua professionalità e costanza gli hanno consentito di arrivare ad essere considerato uno dei più affermati Content Creator nel suo campo, e speriamo di cuore, insieme a lui, che possa arrivare a traguardi sempre più elevati.

Cosa ne pensi di questa intervista? Quali altre domande avresti fatto a Dadobax? Faccelo sapere con un commento.

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