Injustice 2

Injustice 2, c’è un supereroe in ognuno di noi!

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Hai mai avuto la curiosità di scoprire da dove vengono tante cose che mangi? Questo gioco risponderà ad ogni tua domanda.

Speciale

Prima ancora di essere un eccellente picchiaduro dal punto di vista prettamente tecnico, Injustice 2 è un videogioco “ciccione”, pieno zeppo di contenuti, e, in quanto tale, capace di posizionarsi molto in alto nella mia personale classifica di gradimento.

Tenendo conto della trama arzigogolata e soprattutto della caterva di gadget sbloccabili in corso d’opera, mi sento di affermare che quello di NetherRealm Studios è uno dei picchiaduro più ricchi della storia.

E non potrebbe essere altrimenti! le sue radici affondano, prima ancora che nel capitolo originale (già di per sé grosso il giusto), nella decennale bagarre di Mortal Kombat.

Injustice 2, c’è un supereroe in ognuno di noi! 1
Quando si parla
di personaggi predisposti al combattimento a lungo raggio, il primo che ci viene in mente è il Dottor Fate.

Injustice 2 rappresenta l’incontro tra la giocabilità di MK, intesa come base del sistema di combattimento, con lo sfavillante universo dei supereroi DC Comics (Batman, Superman, ecc.).

Lo stesso motivo per cui da anni combatto la mia personale battaglia a favore dei volanti nel contesto dei giochi di guida, mi porta ad affermare che per apprezzare a pieno i controlli di Injustice 2 è consigliabile utilizzare un controller di tipo “arcade”. Uno di quegli aggeggi ingombranti con bottoni e joystick in stile sala giochi, insomma!

Lo affermo perché, soprattutto nell’esecuzione delle mosse che prevedono sequenze direzionali, la croce del DualShock si dimostra ancora una volta limitante.

Il raccontastorie

La modalità Storia di Injustice 2 è portentosa.
Costruita sull’alternanza di combattimenti e sequenze narrative perfettamente integrati gli uni nelle altre, racconta di come Batman e i suoi compari si diano da fare per salvare il mondo dalla minaccia di Brainiac.

Combattere nei panni di svariati personaggi rende la faccenda appagante sul piano ludico e non interferisce con quello prettamente narrativo. Per apprezzare il racconto, non è indispensabile avere una cultura supereroistica. I dialoghi sono esaustivi tutto e, aspetto da non sottovalutare, sono in italiano.

Gli attacchi più efficaci sono dati da brevi e precise combinazioni di croce e tasti frontali. In realtà, a volte è anche difficile eseguirli correttamente, a causa dell’impastamento del pollice sinistro. Nessun problema si riscontra invece con le abilità e le mosse speciali, articolate sui comodi e reattivi tasti dorsali.

La loro facilità di esecuzione, d’altronde, è il manifesto ideologico di Injustice 2: tendere alla spettacolarità a discapito anche di un’approfondita tecnica di combattimento.

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In alcuni frangenti della Storia siamo liberi di selezionare quale personaggio utilizzare per il combattimento. Qui, Black Canary tutta la vita!

Tale inclinazione risulta evidente nel caso delle super mosse. Per alcuni secondi, il controllo del giocatore rimane sospeso, a favore di una sequenza di attacco tanto spettacolare e devastante, quanto predefinita e inalterabile.

Il problema è che, dopo alcune settimane di gioco intensivo, queste sequenze perdono la capacità di stupire e si trasformano in messe in scena fini a se stesse.

Ciò non toglie, però, che queste stesse settimane facciano comprendere al giocatore le caratteristiche dei tanti supereroi disponibili. Così facendo, cogliere sfumature tecniche che inizialmente vengono offuscate dalla spettacolarità lampante, sarà un gioco da ragazzi.

Me la gioco di ruolo!

Injustice 2, c’è un supereroe in ognuno di noi! 3La personalizzazione costituisce il segreto della longevità di Injustice 2.

 

Poco importa se non siete affetti dal morbo del collezionismo. I gadget, le parti di costume e le abilità che si sbloccano giocando hanno una valenza pratica! E quando si gioca ad un livello di difficoltà sostenuto, diventano poi di vitale importanza.

Il sistema di gestione di quello che possiamo a tutti gli effetti considerare un inventario in stile GdR è perfetto. Il gioco descrive con precisione ogni oggetto e ne elenca (in termini numerici) i pro e i contro.

La profondità del roster (siamo oltre alla trentina di facce) è tale da permettere ad ogni giocatore di entrare in sintonia con il suo super alter ego.

Chi, come il sottoscritto, è incline ad uno stile di combattimento rapido, si troverà a proprio agio con tipi come Aquaman, Flash e Harley Quinn. Invece, per una tecnica basata sulla potenza sono disponibili “tank” del calibro di Swamp Thing e Atrocitus.

La mia impressione, comunque, è che il gioco tenda a favorire in maniera neppure troppo celata i personaggi adatti agli attacchi a distanza (zoning characters, in gergo). Quindi, se vi piace vincere (più) facile, vi suggerisco di infilare la testa nell’elmo del Dottor Fate o di impugnare il fucile di Deadshot.

Comparto Sonoro

Il volume di gioco, già così immenso, beneficia del sistema di personalizzazione. Questo consiste nella possibilità di modificare tutti i supereroi con centinaia di accessori. A modificarsi così, è anche il loro livello di forza, abilità, difesa e salute.

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Ogni supereroe ha un suo stile di combattimento specifico. Wonder Woman, per esempio, fa ampio affidamento sul suo scudo.

I potenziamenti in questione vengono elargiti in quantità industriale in ogni modalità di gioco e imprimono a Injustice 2 una svolta ruolistica che va ben al di là del mero aspetto collezionistico o estetico. Sarebbe disonesto affermare che ogni componente determini un cambiamento radicale nello stile di lotta del personaggio che lo indossa o utilizza. Ma va detto che solo equipaggiando i supereroi in maniera adeguata, si riescono a portare a termine le sfide proposte quando si gioca al limite del proprio livello di difficoltà nel Multiverso (una serie di sfide ambientate su dimensioni parallele) e nella modalità Storia.

Questione di grafica

Prendo come riferimento proprio quest’ultima opzione di gioco per puntare i riflettori sulla grafica. Spogliatasi del grigiore pervasivo del capitolo originale, mette ora in scena colori sgargianti.

Tanto le arene quanto i supereroi sprizzano fuori dallo schermo. Hanno margini ben definiti, che tuttavia non risultano mai artificiali. Appropriandomi deliberatamente delle parole di Friedrich Nietzsche, mi prendo il rischio di affermare che i supereroi di Injustice 2, con le loro animazioni facciali impeccabili ad alto tasso di espressività, hanno quasi il difetto di risultare… umani, troppo umani.

Trofei

Platinare si può! Sono 63 i Trofei di Injustice 2, di cui 9 da sbloccare giocando online. Ottenere il platino non è particolarmente complesso, anche perché non è vincolato al livello di difficoltà settato per l’I.A.

Un giocatore abile impiegherà circa un centinaio di ore.
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