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I 5 più grandi flop videoludici del decennio

I 5 progetti che non hanno funzionato in questo decennio di videogiochi

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Fra pochi giorni finisce il 2019, tempo di bilanci, di somme, di buoni propositi. Fra poco farai la tua falsa promessa di metterti a dieta, di iniziare ad andare in palestra e altre cose che disattenderai in circa un mesetto, ma va bene così, fidati, lo fanno tutti.

Con quest’anno però se ne va pure una decade, quel periodo che intercorre tra gli anni 2010 e 2019, è stato il decennio delle remastered, del consacramento definitivo del PC come macchina da gaming, dell’uscita delle console di ottava generazione, ma sono stati pure anni di terribili flop. Cose che non ci saremmo mai aspettati, ma che sono successe per davvero. Ecco quindi le 5 cose che hanno fallito miseramente in questi ultimi 10 anni di storia del videogioco.

5) Il 3D stereoscopico

C’è stato un periodo dove le più grandi aziende di produzione schermi e televisioni (LG, Samsung, Sony ecc.) fecero all-in su una nuova (ma in realtà vecchia di 30 anni) tecnologia: il 3D stereoscopico, complice il grandissimo successo avuto dalla pellicola Avatar al cinema. Quindi visto il coinvolgimento che può dare nell’utente finale e il successo che ha avuto il film, quale miglior applicazione di questa tecnologia se non in campo videoludico?

Sony iniziò a far uscire, per la sua console ammiraglia del tempo, giochi che supportavano questa tecnica con risultati tutto sommato discreti. Oltre a questo un monitor ottimizzato per Playstation 3 fece capolino nei negozi statunitensi dell’epoca. Per 500 $ ti portavi a casa uno schermo 32″, pronto per la tecnologia 3D, un paio di occhialini per visualizzare le immagini e uno dei primi giochi a sfruttarla, Motorstorm Apocalypse. Sì, so cosa stai pensando, 500 $ per un monitor 32″ sono tanti; infatti fu uno dei motivi del flop, oltre agli scomodi occhiali che andavano indossati obbligatoriamente. Pure sul lato PC gaming, la situazione non era migliore con kit completi venduti da Nvidia a prezzi spropositati.

Spostiamoci poi su Nintendo (visto che Microsoft, se ne fregò del 3D stereoscopico), il quale dai tempi del super flop Virtual Boy, fece di questa tecnologia un suo pallino fisso. Esce il 3DS, console meravigliosa sotto ogni punto di vista, infarcita di classici senza tempo vecchi e nuovi, la quale faceva uso del 3D (come suggerisce il nome), ma questa volta senza occhiali. La console i primi mesi fa fatica a vendere, probabilmente perché le cartucce migliori sono state sparate successivamente, ma appena le vendite iniziano a migliorare, i giocatori la usano con il 3D disattivato. Morale della favola? Dopo circa 2 anni viene lanciata una revisione, chiamata 2DS, che costa meno e fa le stesse cose, stereoscopia esclusa.

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4) Il Kinect

Si diceva sopra che Microsoft non pareva per nulla interessata alle “immagini che escono dallo schermo“, tuttavia a Redmond volevano farti diventare parte integrante del gioco grazie al Kinect. Immaginati la scena, la console Nintendo ha venduto tantissimo in tutto il mondo, visto che aveva puntato per la prima volta sul casual gaming, grazie ad un sensore di movimento che ti poteva far tirare una palla da bowling, roteare una spada o oppure farti giocare a tennis senza doverti iscrivere ad un costoso circolo esclusivo. Come facciamo in Microsoft a copiare questa cosa senza renderlo troppo evidente? Semplice, attacchiamo una web cam allungata alla nostra Xbox 360 e gli facciamo rilevare i movimenti!

La differenza sostanziale tra Nintendo e Microsoft, su questo campo, fu che nonostante i giochi su Wii fossero semplici (a parte i soliti Mario e Zelda) e la nuova tecnologia di movimento funzionava bene. Il Kinect, invece, era estremamente impreciso e poco supportato. Fischi dagli spalti e insurrezione popolare.

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3) la Wii U

Se Wii, come detto prima, è stato un clamoroso successo commerciale, principalmente dovuto alla semplicità della maggior parte dei suoi titoli, Nintendo provò a fare il colpaccio facendo il bis. Ecco quindi Wii U, nel 2012, il successore di quella macchina che tanto era stata ben recepita dal pubblico, ma cercando di riavvicinarsi ad una fascia di clientela più esigente che mal aveva sopportato quei giochi basati sui movimenti del corpo e che, proprio grazie alla loro semplicità, l’avevano coronata come la console di tutti. Wii U aveva un parco titoli davvero meraviglioso, New Super Mario Bros. U, la remastered di Zelda Wind Waker e Zelda Breath of the Wild, Donkey Kong Country Tropical Freeze e molti altri (tra l’altro buona parte di questi sono stati riproposti anche su Switch). I motivi del flop furono principalmente 2:

  • Lo scarsissimo supporto di aziende di terze parti. Dove su altri lidi Activision o Ubisoft facevano uscire giochi del calibro di Call of Duty o Assassin’s Creed, quest’ultime semplicemente snobbavano Nintendo e l’aura di console giocattolosa che si portava dietro. La stessa EA con il suo Fifa (il quale troviamo ogni anno pure sui tostapane) snobbava la casa Kioto portandone una versione castrata e poco ottimizzata.
  • Altro motivo furono le aspettative disattese. Prima di Switch, Nintendo, presentò Wii U come la prima console ibrida del mondo. Era così? Ni. E’ vero che potevamo giocare a sullo schermo 7 ” del paddone e lasciare che nostra madre si guardasse Il Segreto, tuttavia è pure vero che il raggio d’azione di questa fosse di appena 10 metri uccidendo, quindi, la possibilità di giocare in altri luoghi della casa (tazza del bagno in primis).

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2) Le Steam Machine

Ad inizio articolo ti ho accennato che uno dei grandi traguardi di questa decade è stato sicuramente l’affermazione dei PC non più solo come strumenti di lavoro, ma anche di macchina da gioco a tutto tondo, questo è stato possibile principalmente grazie a Gabe Newell e alla sua creatura, Steam. Giochi tripla A, ma non solo, ad un prezzo finalmente accettabile. Quello che che si trova su console, su PC c’è sicuramente a 10/20 € in meno. Il bello è che finalmente i giochi erano ottimizzati, senza bisogno di macchine supercostose per poterne fruire. Detto questo, che si fa? Non ci provi a fare il colpaccio e andare a rompere le scatole a Sony, Microsoft e Nintendo, andando a giocare nel loro campo del dispositivo messo sotto la TV del salotto? No Gabe non ci devi provare, perché le Steam Machine sono state un grandissimo flop: non puoi proporre un PC pre-assemblato con tutti i problemi che ne derivano e spacciarmelo per console. Ciliegina sulla torta, non c’era nemmeno Windows, ma un sistema operativo proprietario, basato su Linux, chiamato SteamOS, il quale di fatto andava a segare 3/4 della libreria Steam.

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1) La PSVita

Arriviamo in cima e al più grande flop, non solo di questa decade, ma credo di tutti i tempi: PS Vita. Nel 2005, Sony fa uscire la PSP, console meravigliosa, creata con il preciso scopo di rompere il monopolio di Nintendo, con il Game Boy, prima, e la serie DS dopo. In parte ci riesce siglando accordi che fanno nascere capolavori come GTA: Liberty City Stories, GTA: Vice City Stories, Metal Gear Portable Ops, porta la serie Persona anche in occidente e la fa diventare mainstream e tanti, tantissimi altri titoli. Si poteva giocare in mobilità con una qualità simile a quella di PlayStation 2, da molti definito un sogno. Il riprovare con la stessa formula era un obbligo. Viene fatta uscire quindi nel 2011 PS Vita, stesso concetto: giochi con grafica PlayStation 3, ma in mobilità. L’inizio non è male, anche se il prezzo di 249 € per la versione Wi-Fi e 299 € per quella con il 3G integrato (la quale veniva venduta in bundle con una sim Vodafone), sono un grande scoglio iniziale. Tuttavia giochi come lo spin off di Uncharted, l’Abisso D’oro e Gravity Rush, fanno ben sperare nel bis di successo. Però il problema sorge qui, nessuno sviluppa per PS Vita, o almeno non gli sviluppatori che ti fanno vendere. Nel giro di breve tempo diventa la console preferita per chi ama i giochi Indie o JRPG nudi e crudi. Quello che manca è il titolone di spessore alla Grand Theft Auto o comunque qualcosa di simile (No, Chinatown wars neanche lo contiamo) e non basta la versione remastered con i due Metal Gear Solid usciti per PlayStation 2 o il bellissimo Persona 4 Golden. Ormai il fallimento è annunciato. Peccato davvero perché a livello tecnico era qualcosa di sublime. Basti pensare che montava un display HD con tecnologia OLED (poi sostituito da un più economico LCD nella seconda versione) il quale al tempo di uscita era una vera e propria chicca. Non crederò mai che la fine di PS Vita sia dovuta al mobile gaming, ma bensì ai motivi citati sopra: senza giochi non vendi.

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BONUS) Il fallimento di TellTale

E poi un bonus, perché sinceramente ci siamo rimasti così male che era un peccato non nominarla. Telltale, una delle poche case di sviluppo a fare giochi di altissima qualità su licenza, ci ha regalato alcune tra le storie più belle di sempre. Ri-arrangiamenti di opere non proprie, come The Walking Dead, Back to the Future, Game of Thrones e Wolf Among Us sono solo alcuni esempi di grandi opere dove la storia era alla base di tutto. Ma quindi perché nel 2018 questa software house va in fallimento? Molti dicono per colpa della grafica ormai datata (gli sviluppatori utilizzavano sempre lo stesso stile grafico un po’ retrò in cell shading) altri additano la causa nella mancanza di innovazione vera e propria. Non si sa, tuttavia è innegabile che dietro ci fosse del talento genuino, tanto che in alcuni casi le loro storie superavano le opere originali, tipo The Walking Dead.

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Avrei potuto citare tanti altri flop accaduti in questo decennio, come ad esempio Ouya, oppure il fallimento milionario di Onlive, ma ci fermiamo qui, sperando che questo decennio che arriva sia pieno di top e di pochissimi flop, per adesso ti saluto e ti auguro un buon 2020.

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