Honey, I joined a cult

Honey, I joined a cult – L’anteprima

Honey, I Joined a Cult ti farà capire quanto sia difficile gestire un gregge di pecore smarrite, specialmente all'interno di un culto

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Honey, I Joined a Cult è un classico gestionale che, fortunatamente, ha quel qualcosa in più che riesce a tenerti attaccato allo schermo per ore, ore ed ore. Sviluppato da Sole Survivor Game, di cui l’editore è Team17, il titolo è sbarcato su Steam al modico prezzo di €19,99 e possiamo dirlo chiaro e tondo fin da subito: merita i soldi spesi.

Il divertimento è assicurato, tra adepti che rompono i bagni della base che costruirai di volta in volta e situazioni al limite dell’incredibile; un gioco che riesce a non prendersi sul serio, che tu abbia deciso di creare una setta tutta tua oppure no. Potrai scegliere, volendo, da una vasta scelta di nomi nel caso tu non avessi idee; noi abbiamo optato per qualcosa che unisce, bene o male, quasi tutto il popolo italiano tra chi ama la tradizione e chi ne fa a meno.

Honey, I Joined a Cult

Honey, I Joined a Cult: ti diamo il benvenuto nella setta “Pasta e Patate”

Effettivamente il nome che abbiamo dato è abbastanza buffo e strano, ma volevamo proprio far rendere l’idea che la fantasia non ha limite. Abbiamo dato un nome agli adepti, alla base e a tutto ciò che il gioco richiede per poter iniziare questa grande avventura; non c’è una setta giusta e una sbagliata, puoi creare un culto basato, volendo, anche sugli armadi (magari basandoti su uno dei personaggi più celebri di Modern Family) o addirittura uno su Harry Potter (e non ti sembrerà strano vedere gli adepti con cappelli a punta e tuniche marroni).

La schermata di gioco è molto intuitiva e ti permette di avere tutto sotto controllo in ogni momento del gioco; puoi sapere fin da subito chi ha rotto la toilette o chi ha vomitato nel corridoio facendo scivolare tutti gli adpeti sul pavimento. Non esistono segreti, perché tu sai tutto e tutto puoi fare. Raccogliendo denaro a sufficienza puoi rendere agiata la vita di chi abita all’interno della base, ma per farlo dovrai gestire al meglio le tue risorse. Proprio come un classico gestionale; non preoccuparti se farai qualche errore lungo il percorso, perché potrai sempre aggiustare il tiro e ripagare agli sbagli commessi.

Honey, I Joined a Cult è un titolo che riesce a far staccare il cervello, quindi fai attenzione appena fai partire il gioco: perderai volentieri la cognizione del tempo e se hai qualche appuntamento importante, stai pur certo che ti scorderai di averlo. Proprio per questo merita un bellissimo 9 su 10, perché riesce a non farti pensare ai vari impegni, allo stress, al lavoro e il tutto con una satira decisamente semplice, ma efficace.

Honey, I Joined a Cult

Il tuo compito: fare il lavaggio del cervello a tutta la città e non solo

Il tuo obiettivo è quello di convincere e “manipolare” il più possibile le persone per farle entrare nel tuo preziosissimo culto e ricevere da loro più offerte possibili per poter andare avanti e migliorare, sempre di più, la tua base. Tutto ciò avviene già nei primi momenti di gioco, dove bisogna decidere ogni singolo aspetto della propria setta (come hai potuto leggere nel paragrafo precedente). Quasi sicuramente ti lascerai andare al divertimento più puro, uno degli obiettivi iniziali degli sviluppatori, ma poi ricomincerai.

Esatto: una volta avviata la prima partita e capito il meccanismo del gioco, quasi automaticamente farai un piccolo reset e ripartirai all’avventura. Ovviamente sempre all’insegna del divertimento, ci mancherebbe. Ti verrà naturale fare le cose con un po’ più di meticolosità per raggiungere il tanto agogniato obiettivo. Ricordati che non hai una data di scadenza, proprio come i culti nostrani/mondiali, e potrai studiare le tue scelte senza fretta.

Il tutorial spiega perfettamente come dovrai gestire la base e, sinceramente, almeno noi non abbiamo trovato alcun tipo di difficoltà. Non esiste una vera e propria difficoltà interna al gioco, quindi potrai approcciarti in maniera esperta, ma anche da principiante. Saprai come farti adorare al pari di una divinità e come muoverti emulando le gesta di un Dio creato in tutto e per tutto dalla tua fantasia.

Honey, I Joined a Cult

Satira, sì, ma non è la satira che stai pensando

Non vedrai mai qualcosa di blasfemo, né di troppo spinto. Honey, I Joined a Cult è una presa in giro verso tutto e tutti, senza distinzioni, ed è proprio questa la satira più grande che puoi trovare all’interno del gioco. La volgarità, se non per quelle piccolissime situazioni un po’ imbarazzanti con gli adepti affetti da un terribile virus intestinale, non è presente in maniera pesante. Il tutto si lascia scivolare addosso, ma ovviamente dovrai essere ben presente per salvare le situazioni.

Non lasciarti abbindolare dalla grafica semplice e pulita, un po’ cartoonata, perché senza il tuo prezioso aiuto nessuno va avanti. Tu sei la grande guida e, come tale, devi comportarti. Se hai bisogno di avere un’idea più chiara di tutto ciò, ti consigliamo di guardare lo streaming – quasi – sempre attivo direttamente sulla pagina principale di Honey, I Joined a Cult su Steam. Guarda tu stesso il mondo di gioco e rimani catturato tra lavaggi del cervello e super fedeli.

Non riesci a vedere mai lo streaming di Honey I Joined a Cult, perché Steam sa il momento in cui ti colleghi e toglie tutte le live per dispetto? Nessun problema; sappi che il gameplay è molto simile a Theme Hospital o Prison Architect (o più semplicemente a un The Sims più povero e semplice) e tu sarai proprio in tutto e per tutto come uno dei personaggi più famosi di Crozza: Napalm 51, un complottista.

Honey, I Joined a Cult

Ami i gestionali? Amerai anche Honey, I Joined a Cult

I gestionali non piacciono a tutti, ma con questo vai sul sicuro; Honey, I Joined a Cult è talmente tanto carino che lo consigliamo anche a chi non è amante del genere, talmente ha preso la mano. É capitato di giocarci per ore e ore, anche senza musica, ed era godibilissimo lo stesso. Che poi si sa, la musica in giochi del genere non deve far addormentare proprio per dare un’esperienza migliore al giocatore; in questo caso, la musica risulta piacevole anche se monotona e quando sparisce (unico punto a sfavore), non ne senti la mancanza.

Ovviamente, Honey, I Joined a Cult è un titolo da giocare in single player, ma nessuno ti vieta di invitare qualche amico e costruire insieme la setta dei vostri sogni, magari dando il nome dei tuoi amici a ogni membro della setta. Ed è anche adatto a chi non mastica bene l’inglese, in quanto è completamente in italiano! Un punto a favore, in quanto non tutti i gestionali hanno questa opportunità. Oltre all’italiano sono disponibili altre lingue, come il più comune inglese fino al raro russo.

Un gioco in accesso anticipato che promette bene e viene giocato altrettanto benissimo; a questo punto ci chiediamo: come sarà il gioco finale? Speriamo che venga mantenuto così o che vengano aggiunte delle novità, perché già adesso tocca picchi di successo altissimi e noi siamo stati lieti di provare Honey, I Joined a Cult.

Fonte

Non sei amante dei gestionali, ma ti abbiamo convinto a provare Honey I Joined a Cult? Faccelo sapere nei commenti!

90

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