Hitbox e collisioni nei videogame

Hitbox e collisioni nei videogame, come funzionano

Ti sei mai chiesto come mai hitbox e collisioni nei videogame non funzionano come dovrebbero? Ora ti svelo qualche segreto

Durante la creazione di un videogame è di fondamentale importanza avere le idee chiare sulla cifra da investire nel progetto e quanto dettagliato e preciso dovrà essere il prodotto finale. Questi sono soltanto due degli aspetti che bisogna analizzare per procedere con la realizzazione di un videogame, ma nonostante alcuni team di sviluppo dispongano di budget corposi, il risultato è sempre un po’ deludente. Le due cose che di solito presentano più imperfezioni sono proprio hitbox e collisioni, ovvero, tutto ciò che rende un videogame più o meno realistico (fisica esclusa).

Hitbox e collisioni fatte male generano elementi fantasma

Nel mondo reale ogni cosa occupa uno spazio proprio e quindi un determinato volume, ma nel mondo virtuale saremo noi a decidere come gli oggetti dovranno interagire tra loro. Tutto questo viene fatto attraverso le collisioni e soltanto gli elementi in cui vengono inseriti determinati parametri potranno interagire con tutto ciò che è presente nel mondo di gioco. Ovviamente le collisioni danno origine a diverse interazioni, ma non agiscono sulla fisica dell’oggetto.

Hitbox e collisioni nei videogame altri

Per implementare le collisioni all’interno di ogni singolo elemento di un videogame, gli sviluppatori si avvalgono di figure geometriche meno complesse per accelerare il processo di realizzazione. Durante la creazione del sistema di hitbox e collisioni infatti, vengono creati degli schemi semplificativi che richiamano la sagoma dell’oggetto. A prescindere dal fatto che esso sia un cestino, una panchina, un animale o il personaggio principale del gioco, la sua vera forma sarà scandita da parallelepipedi.

Ottimizzazione delle hitbox e collissioni

Tuttavia, nel corso degli anni, i team di sviluppo hanno cercato di migliorare le forme “riassuntive” degli elementi di gioco, soprattutto quelle riguardanti gli umanoidi. Giusto per portarti un esempio chiaro, da quando COD Warzone è stato lanciato sul mercato, le hitbox degli operatori hanno subito delle piccole variazioni diventando con il tempo sempre più precise. Attualmente su diversi titoli FPS non vengono più utilizzati i parallelepipedi per descrivere le sagome delle skin, ma vengono sfruttate delle forme che ricordano delle capsule, più simili alla forma di braccia e gambe.

Hitbox e collisioni nei videogame ORA

L’obbiettivo di ogni sviluppatore è quello di creare delle forme che approssimano quanto più possibile la sagoma che poi viene proposta a schermo in 3D per trovare il giusto compromesso tra esperienza videoludica ed accuratezza. Nel caso delle hitbox, fondamentali nei picchiaduro e nei titoli sparatutto, è richiesta maggior accortezza nel realizzare tali sagome definitive, in quanto potrebbero sorgere diverse critiche da parte dell’utenza che non riesce a colpire un bersaglio a causa dell’hitbox troppo imprecisa.

A prescindere dal fatto che tu sia o meno un giocatore professionista, saper riconoscere le hitbox della skin del nemico può darti degli importanti vantaggi, soprattutto nei titoli in cui è richiesta parecchia precisione. Ad oggi i team di sviluppo di COD Warzone e Black Ops Cold War hanno ricevuto parecchie critiche e lamentele da parte dell’utenza che si riferiscono al problema in modo opposto.

Hitbox e collisioni

Stando ad una segnalazione effettuata ad Activision e pubblicata su Reddit come “meme”, le skin degli operatori presenti all’interno dei due videogame risultano essere perfino troppo realistiche. Infatti sembra proprio che visionando una clip sia stato possibile osservare come il colpo sparato dall’utente abbia letteralmente sfiorato gli indumenti dell’avversario senza arrecargli alcun tipo di danno. Difficile da credere, ma delle volte un lavoro certosino potrebbe non essere apprezzato e giusto per citarne un altro basta pensare al fatto che qualcuno ha criticato l’incidenza della stanchezza accumulata dai giocatori delle squadre su FIFA 20 e FIFA 21.

Insomma, fare lo sviluppatore è un lavoro che richiede tanta pazienza e soprattutto tantissima passione per continuare a svolgere il proprio lavoro a prescindere dalle critiche (costruttive e non) che l’utenza “regala” ai team di sviluppo ed alle software house.

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Salvatore Occhipinti
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