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Voto

heroine Anthem Zero

- La recensione

In un mondo dimenticato da Dio, una storia di sacrificio e sopravvivenza

Un gruppo di eroi, un’eroina da scortare lungo un viaggio ricco di difficoltà. Heroine Anthem arriva in occidente con un capitolo ricco di qualità, scopriamolo insieme.

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heroine Anthem Zero

Con più di 10 anni di produzione alle spalle, Heroine Anthem Episode I è un gioco di stampo fantasy uscito dallo studio taiwanese WindThunder, parte di un’omonima serie che ha debuttato nel 2002 su PC.

Con un titolo ingannevole, dato che i personaggi sono tutti rudi omaccioni, la saga di Heroine Anthem ha a questo punto più di 17 anni e questo capitolo è il primo uscito con una traduzione in inglese, quindi giocabile anche in occidente; l’obiettivo è quello di creare un mondo coinvolgente con una narrazione interessante, musiche piacevoli e grafiche mozzafiato

I guardiani della foresta

Con un ambientazione fantasy che richiama la mitologia norrena, Wanin e la fata Mormolia, parte dell’antico gruppo conosciuto come Guardiani della Foresta, iniziano la propria avventura partendo dal villagio natio di Uzato. Vengono incaricati di scortare “L’eroina di Engora Valdraken”, ovvero Naire Sarem, sorella di Wanin, che è a capo dello Star Ark Festival, un festival ritualistico.

Da questo status quo prende avvio una storia in un mondo popoloso, ricco di personaggi interessanti e con una forte componente narrativa.

Il bilanciamento tra la presentazione della storia e il gameplay è un elemento chiave dei GDR, cui Heroine Anthem non può sottrarsi, pur non essendo un GDR toutcourt. Altrettanto importante è il modo in cui un gioco combina entrambi gli elementi in un esperienza scorrevole, come la si può trovare solo nel medium videoludico.

In certi momenti sembra di avere a che fare più con una visual novel che con un videogame; la struttura del mondo e i dialoghi ci obbligheranno a leggere molto testo, con parole spesso introdotte senza che vengano contestualizzate e quindi dal significato incerto e nessun doppiaggio audio in inglese.

Nulla che affligga negativamente il gioco, tenuto conto che spesso tramite gli eventi e i dialoghi il gioco lascia emergere il carattere dei protagonisti, tratteggiandone dei ritratti dettagliati che rivelano la complessità e le sfumature dei personaggi.

Anche la componente grafica ha ovviamente importanza nella narrazione, spesso l’azione viene mostrata ricorrendo agli sprite stessi, con effetti di zoom utilizzati per una migliore resa; paradossalmente anche se gli sprite e gli sfondi rimangono sempre di buon livello, questo effetto crea un aspetto troppo pixelloso che porta a perdere alcuni dettagli (in modalità handheld si nota di meno). Inoltre il passaggio da visuale normale a zoomata avviene in maniera casuale, senza apparenti motivazioni, rendendo talvolta difficile seguire il ritmo drammatico che gli sviluppatori hanno conferito al gioco.

Gameplay

Anche il gameplay risente della componente RPG del gioco; nei panni di Wanin, dovremo affrontare una serie di segmenti interconnessi tipici dei metroidvania, per superare i quali dovremo sviluppare il personaggio e, in maniera minore, mettere a frutto le abilità di combattimento apprese. I comandi sono molto semplici: Wanin ha a disposizione il classico doppio salto e la corsa, mentre il combattimento si risolve con banali meccaniche hack’n’slash che causano poco o nessun problema al giocatore, privi di qualsivoglia sfida impegnativa.

Wanin è l’unico personaggio che controlleremo durante la storia, dal momento che i nostri compagni Guardiani della Foresta sono presenti solo in spirito (e nelle cutscene); quindi nessuna gestione dei personaggi o del party , elementi in grado di variare il gameplay ricorrendo a differenti stili di combattimento e abilità.

Heroine
Wanin in azione

Segnali di Stile

Dove Heroine Anthem spicca di più è nel comparto visivo. I personaggi sono ben disegnati, esempi perfetti di forza e bellezza come ci si aspetta da uno stile anime; a rafforzare questa sensazione, lo stile spesso flirta con la componente più sensuale dei personaggi e delle loro rappresentazioni; nulla di grottesto o esplicito sia chiaro, ma rimane un aspetto facilmente riscontrabile.

Ogni schermata e location è colorata, luminosa e vivida in un’ondata di palette contrastanti. I quadri di gioco potrebbero essere incorniciati e appesi al muro per quanto sono belli a vedersi.

Di contro contro le schermate di caricamento non sono granchè: ne troveremo parecchie e con il tipico consiglio scritto in bianco su sfondo nero, sono decentrate e danno l’impressione generale di essere state assemblate a casaccio.

Anche il menu è poco funzionale, scomodo e macchinoso da navigare.

La musica durante la partita è bella da ascoltare, armoniosa e adatta al contesto, con canzoni scritte ed eseguite esclusivamente per il gioco. Tuttavia, va detto, talvolta sembra esserci una discrepanza tra quanto avviene su schermo e la musica in sottofondo, quasi non si fosse tenuto conto dell’effetto di insieme.

Può capitare di trovarsi in un momento drammatico o di tensione, accompagnato da un brano rilassante e pacifico.

  • Commento finale

Grafica 2D d’impatto

Musiche particolari e piacevoli

6.5

Trama a volte confusionaria

Mancanza di un party da gestire

Testo da leggere a volte eccessivo

Longevità 6

Grafica 6.5

Impatto 6.5

Sonoro 6.5

In conclusione Heroine Anthem Zero è un titolo altalenante. Una bizzarra complicazione di cose semplici (gameplay) e molto complicate (storia). Con questa contrapposizione in mente il gioco non lesina nel dare al giocatore qualcosa di bello da guardare o da ascoltare, insieme a un’esperienza di gioco divertente.

Non sono presenti trofei su Nintendo Switch.

Massimo Segante
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