I Giganti in Pixel: la Bandai Namco

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Clockwork Aquario è un action in due dimensioni dal pieno stile retrò, il quale ci permetterà di scegliere fra tre differenti personaggi e affrontare i diversi livelli e boss fight.

Clockwork Aquario

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Giappone, 1955 – le origini di Bandai Namco

Masaya Nakamura decide di dare vita ad una Software House, specializzata nella produzione di cavalli meccanici da installare nei magazzini di Yokohama e Nihonbashi. Nasce la Nakamura Manufacturing Ltd., che solo nel 1968 si indirizza verso il settore videoludico. Da questo momento, il suo nome diventa Namco.

Pochi anni sono sufficienti all’azienda per fare il suo ingresso nel mercato degli arcade. Affermarsi tra i diversi competitors del tempo e fondare due filiali, una ad Hong Kong, l’altra in California, sembra essere quasi un gioco da ragazzi.

Il primo nascituro Namco Ltd.

Gee Bee.png

Gee Bee è un videogioco arcade, di tipo rompicapo. Ebbe un successo così smodato da spingere il produttore a creare un sequel già l’anno successivo alla sua uscita. Dall’immagine sopra, potete notare come il videogame si pone a metà strada tra un flipper e Breakout.

Ma chi non ricorda l’ossessionante Galaxian?

Galaxian.png

Il primo di una lunga serie di sparatutto a schermata fissa, a tema spaziale. Il player è alla guida di un’astronave, posizionata in basso rispetto allo schermo. Lui può spostarla solo a destra e a sinistra. Obiettivo del gioco è fronteggiare flotte di navicelle aliene dalla forma di insetti, site innanzi a lui. La difficoltà sta nel combattere non solo contro la flotta che ondeggia davanti al player, ma anche contro le navicelle che si distaccano dalla flotta per sparare o speronare il protagonista. Se ricordate bene, inoltre, al player non è data la possibilità di sparare a raffica. Bisognerà attendere che il colpo sferrato scompaia dallo schermo.

Il grande successo, firmato Namco.

A portare ai massimi livelli la software house giapponese è stato uno dei giochi più famosi al mondo, Pac-Man.

I Giganti in Pixel: la Bandai Namco 1

Un personaggio a forma di sfera e di colore giallo, dal nome Pac-Man è il protagonista. Il suo obiettivo è mangiare tutti i numerosi puntini sparsi all’interno di un percorso labirintico. Nel farlo, deve evitare di essere toccato da quattro fantasmini colorati che lo inseguiranno per tutta la partita. Solo se fagocitati tutti i puntini, Pac-Man potrà passare al livello successivo, più difficile e ingarbugliato.
Inutile dire che in pochissimo tempo, Pac-Man è diventato un vero cult e ancora oggi costituisce un po’ la mascotte della casa giapponese!

L’era successiva: è il momento della svolta…

Ormai la Namco è una delle software house più conosciute nel mondo. Ma questo non la ferma certo nella produzione di altri videogames. Nascono, infatti, BosconianPac-LandDragon BusterFinal LapRidge Racer.

Il 1994 è l’anno della svolta: ha inizio la produzione della nota serie Tekken, di cui vi stiamo abbondantemente parlando per l’uscita del suo settimo episodio. Basti solo pensare alle migliaia e migliaia di prenotazione già effettuate per l’acquisto del videogame, per comprendere almeno in parte la fama che negli anni ha acquisito questo virtual-combat, insieme alla sua casa di produzione.

2006: la fusione

Nell’anno 2006 la Namco attua una fusione con l’azienda di giocattoli Bandai, creando la Bandai Namco Holdings, che, dopo soli pochi mesi, acquisisce il settore videoludico della Namco, nominandolo Bandai Namco Games.

Attualmente la società è una di quelle più importante del settore dei video games ed è una delle poche ad aver mantenuto il successo costante negli anni, dalle origini ad oggi.

 

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