Flow Weaver recensione

Flow Weaver – Un tentativo ben riuscito?

Vale la pena acquistare Flow Weaver per le piattaforme Oculus? Scoprilo insieme a noi!

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Flow Weaver è un puzzle game che fa parte del sottogenere degli escape room. Il titolo è stato sviluppato da Stitch MediaSilverstring Media Inc., mentre è edito dalla stessa Oculus; non è un caso che il gioco sia un’esclusiva temporale della piattaforma di Facebook. Quello degli escape room è un genere che si adatta al meglio alla realtà virtuale e Oculus probabilmente lo sa bene, infatti rimanendo bloccati in una stanza è possibile giocare questo tipo di videogame anche stando seduti.

In Flow Weaver, in particolare, rimarrai stazionario sulla tua sedia per tutto il tempo: con il movimento di gioco pari a zero, avere problemi di motion sickness è praticamente impossibile! Per cui se soffri di questo disturbo e/o ami gli escape room continua a leggere: Flow Weaver potrebbe fare al caso tuo!

Flow Weaver ti consentirà di esplorare un multiverso magico

Che quello degli escape room, soprattutto per quanto riguarda la realtà virtuale, sia un genere che facilmente si accosta all’horror è cosa ovvia e risaputa. D’altronde è normale, trovarsi bloccati in un claustrofobico e angusto spazio con la necessità di dover sfuggire è già di per se qualcosa di inquietante. A testimoniarlo sullo store di Oculus sono presenti un buon numero di escape room a tema horror, come l’ottimo The Room: A Dark Matter.

Flow Weaver vuole rompere questo schema, portandoci in un mondo fantasy. Nei panni di una maga apprendista di arti dimensionali verremo bloccati all’interno di una stanza che sembrerebbe essere situata nella parte più alta di una torre sconosciuta. Poco più tardi scopriremo di essere stati bloccati da una magia di contenimento in una dimensione dominata da una misteriosa negromante.

Flow Weaver

Questa infatti sembra essere interessata al tipo di magia che possiede la nostra protagonista ovvero il “flow weaving“, un’arte magica che le consente di spostarsi tra le dimensioni presenti in un determinato luogo. La negromante sembra infatti lasciarci volutamente l’accesso alle altre dimensioni collegate alla prigione, per testare le potenzialità di questo tipo di magia e capirla al meglio.

Evitando di continuare a parlare della trama per ovvie ragioni, c’è da sottolineare che per un gioco come questo il lavoro di world building è stato piuttosto certosino; in Flow Weaver è persino possibile ascoltare le riflessioni della protagonista che spesso e volentieri offrono ottimi spunti su quello che sta accadendo, su chi essa sia e così via. Anche le altre cinque dimensioni raggiungibili, nonostante alcune siano più approfondite di altre, sono piuttosto curate per un prodotto di questo tipo.

Liberarsi a colpi di flow weaving

Passiamo al gameplay, gioia e dolore di questo escape room. L’obiettivo della protagonista è trovare tutte le rune che la tengono bloccata nella stanza, così da sciogliere l’incantesimo che la tiene li. Queste sono state nascoste volutamente in altre dimensioni parallele dalla negromante. Una volta che avrai imparato a muoverti in altre dimensioni, ogni volta che ne raggiungerai una nuova, acquisirai un potere specifico della stessa che ti consentirà di proseguire alla volta della tua liberazione. Dobbiamo ammettere che abbiamo trovato questo sistema piuttosto intuitivo e piacevole, anche se non comprendiamo la limitazione nel non poter passare direttamente da una dimensione all’altra.

Flow Weaver - Un tentativo ben riuscito? 1

Per poterlo fare bisognerà tornare nella stanza della torre per poi spostarsi nuovamente, un passaggio di fatto inutile che avremmo volentieri saltato. In generale il feedback con i controlli non è pessimo, ma risulta talvolta impreciso, per cui preparati. Anche se è presente un potere che ti consentirà di trarre a te gli oggetti con cui vuoi interagire, si tratta di un sistema meno funzionale e preciso di quello visto con i guanti di Alyx nell’ultima iterazione di Half-Life.

Anche l’interazione con gli oggetti è piuttosto traballante; anche se è presente un sistema che segnala gli oggetti carichi di magia (e quindi di interesse), questo non sempre funziona come dovrebbe. Ci è capitato di dover inserire oggetti in parti dello sfondo che non ci venivano segnalati da questa feature.

Flow Weaver - Un tentativo ben riuscito? 2

Una svista che contribuisce direttamente nel creare il più grande difetto del gioco, ovvero l’altalenante qualità dei puzzle. Mentre per alcuni riceveremo indizi dalle riflessioni della protagonista o comunque basterà aver fatto attenzione a qualche dettaglio, per altri ci è risultato impossibile trovare un modo per capire come procedere, una sensazione sgradevole e frustrante.

È un vero peccato, anche perché l’idea di manipolare gli oggetti per ottenere una conseguenza in un’altra dimensione è un’idea di design niente male. Con nostro grande dispiacere possiamo però affermare che questa non sempre sia stata sfruttata in maniera brillante. Peraltro questa ingiusta complessità degli enigmi e la conseguente difficoltà nell’incedere, allunga di due o tre ore una trama di gioco che in realtà durerebbe un’oretta scarsa.

Allunga quelle mani!

Flow Weaver - Un tentativo ben riuscito? 3

Alti e bassi anche per quanto riguarda l’aspetto tecnico. Su questo fronte ci troviamo davanti a un comparto grafico e artistico di buona fattura. Il gioco infatti, una volta messo su il visore, prende letteralmente vita, grazie ad ambienti dettagliati e tremendamente immersivi. Ovviamente alcune delle cinque dimensioni risaltano rispetto ad altre, ma in generale sono tutte estremamente gradevoli da vedere.

Un’ottima resa globale, inficiata però da un gran numero di bug glitch grafici che sanno davvero come infastidire il giocatore. Per fortuna grazie alle ultime patch la situazione è stata piuttosto limata, al momento è infatti possibile risolvere la maggior parte dei problemi semplicemente chiudendo il gioco e riaprendolo, azione che rimane comunque piuttosto tediosa.

Ottimo il doppiaggio che riesce a caratterizzare al meglio quasi tutti i personaggi che incontreremo nei nostri viaggi dimensionali. Ci ha colpito in particolar modo la cura nel doppiaggio della protagonista. Molto più nella media invece musiche e effetti sonori ambientali, questi non fanno di certo gridare al miracolo, ma al contempo svolgono un buon lavoro lungo tutta la durata dell’esperienza!

Flow Weaver - Un tentativo ben riuscito? 4

Per quanto riguarda il comfort, come dicevamo all’inizio il gioco è stato pensato per essere giocato in tranquillità da seduti. Attento però, dovrai allungare parecchio le mani per afferrare alcuni oggetti, quindi ti consigliamo fortemente di allontanarti dalla scrivania per evitare disastri!

Flow Weaver è un buon escape room, ma si perde in incertezze tecniche e nella realizzazione di alcuni puzzle poco ispirati.  Il finale del gioco finisce con un cliffhanger, per cui ci aspettiamo di vedere a breve un secondo capitolo.

Per il momento, però, non ci sentiamo di consigliare l’acquisto di Flow Weaver a occhi chiusi. Se però sei innamorato del genere e hai voglia di provare qualcosa che si discosti dalla solita formula horror, Flow Weaver potrebbe sorprenderti!

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Scheda confidenziale su Flow Weaver

Nei panni di una maga apprendista di arti dimensionali verremo bloccati all’interno di una stanza che sembrerebbe essere situata nella parte più alta di una torre sconosciuta. Poco più tardi scopriremo di essere stati bloccati da una magia di contenimento in una dimensione dominata da una misteriosa negromante. Come sfuggire?

Cosa mi piace

  • Graficamente sopra la media
  • Il world building è ben confezionato
  • Alcuni puzzle sono stimolanti

Cosa non mi piace

  • Molto breve
  • I controlli sono imprecisi
  • ... altri pessimi

80

Grafica

60

Impatto

50

Longevità

75

Sonoro

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