Final Fantasy Compendium tutti i giochi cover

Final Fantasy Compendium #03 – Tutti i Giochi Parte 3

Cercavi un elenco completo di tutti i giochi appartenenti alla saga di Final Fantasy? Lo hai trovato

Bentornato sul Final Fantasy Compendium per la terza parte del nostro mega-articolo che andrà ad elencare tutti (ma proprio tutti) i prodotti che fanno parte della saga di Final Fantasy. Nella seconda parte abbiamo visto come il franchise abbia iniziato ad esplorare diverse tipologie di gdr, arrivando però ad alienare alcuni dei fan più tradizionalisti della saga. Oggi vedremo come questa alienazione sfocerà in quello che è forse il momento più cupo per Final Fantasy, ma ci sarà anche spazio per un’attesa riappacificazione e per un sorprendente successo. Bando alle ciance, quindi, andiamo ad iniziare la terza parte del nostro mega-elenco!

Final Fantasy Crystal Chronicles Logo

La Saga di Crystal Chronicles

Può sembrare strano al giorno d’oggi, caratterizzato da giochi a tripla A che raramente si presentano in esclusiva su una sola piattaforma, ma alla fine degli anni 90 e all’inizio del 2000, Final Fantasy era appannaggio di Sony e, al massimo, Microsoft. Square Enix e Nintendo si erano infatti divisi in termini tutt’altro che amichevoli poco dopo l’uscita di Final Fantasy VI. Nel 2003 tutto questo trovò infine termine e, per festeggiare, venne introdotto un nuovo Final Fantasy, Crystal Chronicles appunto, che generò tutta una nuova serie di titoli che condividono lo stesso mondo di gioco e qualche altro dettaglio. Vediamoli velocemente insieme.

Final Fantasy Crystal Chronicles (2003)

Il primo titolo a raggiungere una console Nintendo dai tempi di Final Fantasy VI, uscì per il GameCube nel 2003 e aveva caratteristiche particolari che lo rendevano chiaramente uno spin-off parallelo alla saga regolare. La differenza più evidente è nel gameplay che usa combattimenti completamente in tempo reale. Nonostante le tante innovazioni, Crystal Chronicles guarda anche al passato visto che riporta al centro della storia gli antichi cristalli elementali. Un misto di nostalgia e novità. E’ un gioco storico ed è prevista l’uscita di una versione digitale rimasterizzata su PlayStation 4 e Nintendo Switch per l’estate di quest’anno (2020).
Come giocarlo: fintanto che non esce l’annunciata versione rimasterizzata, l’unico modo è recuperare la copia originale per GameCube del gioco.

Ring of Fates (2007)

Uscito nel 2007 per Nintendo DS, Ring of Fates non continua le vicende del mondo introdotto in Crystal Chronicles, ma si presenta come un vero e proprio prequel a livello di storia. Nonostante le potenzialità ridotte della console portatile, il gioco presenta lo stesso gameplay del capostipite della serie (combattimenti in tempo reali compresi) con un misto di innovazione e tradizione.
Come giocarlo: l’unico modo è recuperare il gioco originale per Nintendo DS

My Life as a King (2008)

Il primo capitolo della serie Crystral Chronicles su Wii aliena ancora di più questa dallo stile tipico di Final Fantasy. My Life as a King infatti non è un jrpg, ma un vero e proprio gestionale dove andremo a vestire i panni di King Leo, un giorave re Clavat che vuole ricostruire il regno di suo padre caduto in rovina. Il gioco era disponibile solo in versione digitale sul Wii Shop e presentava anche degli aggiornamenti scaricabili.
Come giocarlo: poiché il Wii Shop non è più accessibile ed è offline, anche questo gioco è, di fatto, non più acquistabile.

Echoes of Time (2009)

Echoes of Time è il seguito di Ring of Fates, per quanto continui a posizionarsi come un prequel rispetto all’originale Crystal Chronicles. E’ un gioco molto particolare perché uscì contemporaneamente sia su Wii che su Nintendo DS e, per la prima volta, non solo era possibile cercare altri giocatori con cui affrontare la storia online, ma questi potevano partecipare a prescindere dalla copia del gioco che possedevano. La versione Wii e DS infatti condividevano lo stesso mondo di gioco e gli stessi database.
Come giocarlo: come per Ring of Fates, l’unico modo è recuperare il gioco originale.

My Life as a Darklord (2009)

Come il titolo lascia intuire, My Life as a Darklord è il seguito spirituale, disponibile sempre su Wii Shop, di My Life as a King. Se quest’ultimo era un gestionale dove dovevamo ricostruire e governare un regno, My Life as a Darklord è un vero e proprio Tower Defense dove vestiremo i panni del proprietario della misteriosa torre di Mira che, apparsa in territorio nemico, si troverà presa d’assalto da stormi di avventurieri che vogliono ottenere il Cristallo Oscuro presente all’ultimo piano. Il nostro compito sarà fermarli.
Come giocarlo: purtroppo, come per il predecessore, la chiusura del Wii Shop ha reso questo gioco inaccessibile.

The Crystal Bearers (2009)

L’ultimo titolo della serie venne rilasciato sul finire del 2009 per Wii dopo che per mesi si era parlato di una vera e propria cancellazione. E’ un gioco che è difficile associare non solo alla saga di Crystal Chronicles, ma all’intera serie di Final Fantasy. L’atmosfera più realistica e dark taglia completamente i ponti con gli altri titoli e fa da scenario ad un action-rpg a singolo giocatore dove vestiremo i panni di un solo, unico personaggio, il protagonista Layle, in un’esperienza di gioco che sfrutta molto le potenzialità dei classici open-world moderni. Se non ci fosse il titolo Final Fantasy sopra, non riusciresti neanche a dire che fa parte dello stesso franchise, d’altronde quelli erano gli anni oscuri della Square Enix.
Come giocarlo: anche questo è disponibile solo nella versione originale per Wii.

Dissidia Final Fantasy Logo

La Saga di Final Fantasy Dissidia

Dopo le console portatili Nintendo, la serie si apprestava finalmente ad approdare anche sulla console portatile per eccellenza di casa Sony, la PlayStation Portable. Per farlo però, decide ancora una volta di vestire dei panni insoliti, quelli di un colossale picchiaduro arena con elementi tipici dei jrpg che metta insieme i personaggi più famosi di tutti i giochi della serie. Nasce così un’altra saga di titoli spin-off che ha avuto un enorme successo ed impatto sulla popolarità del franchise.

Dissidia Final Fantasy (2008)

Il primo gioco di questa serie di spin-off esce nel 2008 come parte dei festeggiamenti per il 20esimo anniversario di Final Fantasy. E’ diretto da Takeshi Arakawa e prodotto da Yoshinori Kitase con Tetsuya Nomura al character design e Takeharu Ishimoto e Nobuo Uematsu alle musiche. Il gioco presenta ben 20 personaggi, due per ognuno dei dieci installamenti principali della serie, che vengono evocati per partecipare nell’eterno conflitto tra Cosmos, la Dea dell’armonia, e Chaos, il Dio della discordia. La prima è stata indebolita nell’ultimo conflitto, il dodicesimo, e ora ha bisogno di dieci cristalli di luce per poter riportare la battaglia a suo favore.
Come giocarlo: l’unico modo è recuperare l’originale, ma a quel punto è meglio cercare Dissidia 012 (scoprirai più sotto perché).

Dissidia Duodecim Prologus Final Fantasy (2011)

Dissidia Duodecim Prologus è un prequel tie-in promozionale del successivo Dissidia 012 (ne parliamo proprio qui sotto) che uscì su PlayStation Network per pubblicizzare l’uarrivo di quest’ultimo. La storia del prologo segue le vicende di soli due personaggi, ovvero la protagonista dell’ultimo Final Fantasy (Lightning) e il protagonista del primo (il Guerriero della Luce). Contiene comunque anche una modalità arcade con otto personaggi utilizzabili. Dissidia Duodecim Prologus è fondamentale per poter godere pienamente di Dissidia 012 visto che comprarlo è l’unico modo per sbloccare alcune cose nel gioco (tipo Aerith come personaggio assist).
Come giocarlo: lo si trova ancora in vendita sul PlayStation Network

Dissidia 012 Final Fantasy (2011)

Dissidia 012 è sia un prequel che un remake di Dissidia Final Fantasy. Rinarra infatti l’intera storia del tredicesimo ciclo del conflitto tra Cosmos e Chaos (con qualche aggiunta) e gli antepone anche la narrazione completa del dodicesimo ciclo. Anche a livello di gameplay, Dissidia 012 può essere visto come una specie di espansione visto che non presenta grossa differenze dal predecessore, ma aggiunge nove personaggi, sette arene e qualche altro dettaglio. Dissidia 012 uscì per PlayStation Portable, ma venne diretto da Mitsunori Takahashi (l’unico effettivo cambiamento nel team di sviluppo).
Come giocarlo: come accennato, anche qui l’unico modo è recuperare il gioco originale

Dissidia Final Fantasy NT (2015)

Il seguito di Dissidia Final Fantasy viene infine sviluppato per il settore Arcade da Team Ninja, Taito e Square Enix e arriverà su PlayStation 4 solo nel 2018 (e su Steam l’anno dopo). Il gameplay è lo stesso, ma stavolta gli scontri nelle arene non saranno semplici uno contro uno, ma vedranno due team da tre elementi darsi battaglia. Del team di sviluppo di Dissidia 012 verrà a mancare solo Nobuo Uematsu, con il solo Takeharu Ishimoto a curare le musiche. La storia è solo lievemente connessa al predecessore visto che narra di un’altra battaglia tra due divinità completamente nuove: la dea Materia e il dio Spiritus. Questi ancora una volta, per risolvere la situazione, evocheranno vari campioni al loro servizio che, per altro, saranno associati a quattro diverse classi a seconda delle loro abilità (un dettaglio che mi ha ricordato molto la serie di Fate). Il mercato giapponese ha anche una versione free-to-play (no, noi occidentali siamo sfigati).
Come giocarlo: lo si trova tranquillamente sia su PlayStation Network che su Steam

Dissidia Final Fantasy Opera Omnia (2017)

L’ultimo capitolo della saga è in realtà uno spin-off per sistemi iOS e Android uscito prima della versione di Dissidia NT per PlayStation 4 e Steam. In ogni caso il gioco è molto simile a quest’ultimo, ma presenta un gameplay atipico che congiunge gli elementi della saga con uno stile di gioco simile a quello dei tipici jrpg. Niente picchiaduro pieno di azione quindi, ma scontri da svolgere un turno dietro l’altro. Anche la storia è simile e diversa dal predecessore visto che si pone come una narrazione alternativa degli stessi eventi legati al conflitto tra Spiritus e Materia. Interessante.
Come giocarlo: se hai un buon smartphone è ancora oggi scaricabile e giocabile

Fabula Nova Crystallis Final Fantasy Logo

Fabula Nova Crystallis

E’ il momento di parlare dell’epoca più cupa di tutto questo franchise enorme. Ritornando alla serie principale, con il nome di Fabula Nova Crystallis (nuovo racconto del cristallo) ci si riferisce ad un universo condiviso di prodotti non tanto diverso da quelli che compongono la saga di Final Fantas VII o quelli dell’Ivalice Alliance di cui abbiamo parlato nella prima parte. L’idea era di creare una serie di giochi di Final Fantasy con look e gameplay moderno che però guardassero anche al passato, riportando al centro della storia i cristalli elementali ed un elemento favolistico che era andato scomparendo nei capitoli più recenti. Il risultato purtroppo non fu all’altezza delle aspettative. I legami tra le due saghe che compongono la Fabula Nova Crystallis sono molto laschi e si limitano a tematiche ed elementi minori. Tutto ruota intorno a questi cristalli in pratica. Una piccola nota finale prima di passare ai giochi: Final Fantasy XV aveva originariamente il titolo di Final Fantasy XIII Versus ed era parte di Fabula Nova Crystallis. Successivamente, probabilmente per via dello scarso successo di questo progetto, venne separato e per questo non è presente nell’elenco sottostante. Tuttavia, come vedremo, la sua storia presenta ancora molti punti in comune con quelle di questi Final Fantasy.

Final Fantasy XIII (2009)

Rilasciato sul finire del 2009, Final Fantasy XIII fu il primo capitolo della saga ad uscire su più piattaforme contemporaneamente (PlayStation 3, Xbox 360 e Steam). La storia è ambientata tra il mondo di Gran Pulse ed il planetoide artificiale di Cocoon e segue le vicende di un gruppo di personaggi che sembrano destinati a causare l’apocalisse. Final Fantasy XIII è ancora oggi il titolo della serie originale più odiato e criticato.

Non è un brutto gioco, ma il gameplay brutalmente action e lineare lo portano ad avere davvero pochi punti in comune con gli stilemi tipici della saga. A tutti i fan di Final Fantasy sembrò che la Square-Enix, piuttosto che ascoltare le critiche all’uscita di Final Fantasy XII e aggiustare il tiro, avesse deciso di fare persino peggio. Molti furono i cambiamenti anche a livello di lore e design (tipo che qui le evocazioni sono delle specie di cyborg) che, uniti ad una storia inutilmente complessa e difficile da seguire, rendono Final Fantasy XIII il titolo principale più atipico.
Come giocarlo: se non si ha voglia di cercare la copia fisica, il gioco è disponibile anche in versione digitale sui vari store online.

Final Fantasy Type-0 (2011)

Il primo capitolo della Type saga originariamente doveva chiamarsi Final Fantasy Agito XIII e doveva uscire per sistemi mobile, ma i piani cambiarono velocemente prima dell’uscita ed alla fine il tutto diventò questo Final Fantasy Type-0 ed uscì per PlayStation Portable. Il gameplay è persino più action di quello di Final Fantasy XIII e sembra di vedere una versione sottosteroidi di quest’ultimo con una storia diversa.

In pratica seguiremo le vicende della Class Zero, un gruppo di Cadetti Agito del Dominio di Rubrum intenti a far guerra contro l’Impero Militesi. Tanta politica ed una storia nuovamente molto complessa e difficile da seguire. Final Fantasy Type-0 ebbe comunque più successo di Final Fantasy XIII (probabilmente perché non venne presentato come parte della serie principale) e ha ottenuto nel 2015 persino una versione HD per PlayStation 4, Xbox One e Steam.
Come giocarlo: proprio la versione rimasterizzata è quella più facile da ottenere visto che la si può tranquillamente acquistare ancora oggi

Final Fantasy XIII-2 (2011)

Come suggerisce il titolo, questo è il seguito diretto di Final Fantasy XIII. La storia si svolge tre anni dopo la conclusione del precedessore, spiegando cosa è successo dopo la fine di questo, e segue le vicende di Serah Farron mentre vaga attraverso il tempo e lo spazio per evitare la fine del mondo e trovare sua sorella Lightning. A livello di gameplay non cambia nulla, anzi… tutto si fa ancora più frenetico ed action. Chi sperava che questo seguito chiarisse un poco i molti punti oscuri della storia del predecessore, ha avuto una cocente delusione perché alla fine tutto sarà ancora più complicato da seguire di prima. Non aiuta che, oltretutto, presenti più finali diversi, alcuni dei quali necessitano l’acquisto di un dlc esterno per essere sbloccati. Questo lo ha reso il Final Fantasy più odiato e disprezzato di tutti i tempi.
Come giocarlo: come il predecessore, si trova facilmente sugli store online di PlayStation 4, Xbox One e Steam

Lightning Returns: Final Fantasy XIII (2013)

L’epica (?) conclusione delle vicende di Final Fantasy XIII è ambientata addirittura in un setting nuovo, un open world chiamato Nova Chrysalia, e presenta una struttura di gioco simile a molti MMORPG dell’epoca, nonostante continui a proporre il solito gameplay action-rpg frenetico dei due capitoli precedenti. Avendo imparato dai propri errori, stavolta niente DLC per scoprire il vero finale e la storia è tutta nel gioco. Questo dovrebbe mirare a fare chiarezza e, infatti, ripropone Lightning come protagonista, ma, devo essere onesto, non ci riesce molto. Alla fine di questa trilogia continuo a non aver capito bene di cosa parli. Mi venisse voglia la rigiocherei, ma solo il pensiero… brr.
Come giocarlo: idem come sopra con patate, lo trovate sugli store online di PlayStation 4, Xbox One e Steam.

Final Fantasy Agito (2014)

Il seguito non-seguito di Final Fantasy Type-0 per smartphone con sistemi iOS o Android è praticamente quello che Type-0 doveva essere originariamente. L’idea di base è affascinante: una storia episodica e ripetitiva che varia costantemente in base ai voti dei giocatori. Peccato che la realizzazione deve essere stata davvero pessima. Il gioco non ha mai avuto successo, non è mai uscito dai confini del Giappone e le previste conversioni a PlayStation VITA e Steam non sono mai avvenute. Un anno dopo la sua uscita è stato chiuso tutto.
Come giocarlo: non si può ed inizio a pensare che sia un bene.

Final Fantasy Awakening (2016)

Il seguito di Agito è ancora una volta sviluppato per sistemi iOS e Android, ma dietro non c’é Square Enix, ma uno studio esterno: Perfect World. Praticamente è Agito senza le inutili complicazioni dei voti ed un maggiore focus sulle battaglie multiplayer. Ha avuto un successo leggermente maggiore, senza comunque riuscire ad andare oltre il mercato orientale e il supporto su smartphone. Doveva terminare tutto nel 2020, ma ad Ottobre del 2019 la Square Enix ha concluso il suo rapporto con Perfect World ed il gioco è così rimasto troncato a metà. Con esso si chiude di fatto Fabula Nova Crystallis, un progetto che ha collezionato più pernacchie che altro.
Come giocarlo: onestamente non ho controllato bene e non so se ancora si trova qualche versione scaricabile su smartphone opportunamente impostati. Per altro la versione venduta nel mercato indonesiano presentava una traduzione inglese.

Final Fantasy Dimensions Logo

La Serie di Final Fantasy Dimensions

Mentre la Fabula Nova Crystallis “massacrava” la popolarità di Final Fantasy sulle varie console, sugli smartphone questa si preparava ad esplodere grazie ad una coppia di titoli che sfruttavano le nuove potenzialità di queste piattaforme per ricreare nuovi giochi dal fortissimo sapore retrò. Questi in occidente prendono il nome di Final Fantasy Dimensions, anche se in realtà in Giappone sono chiamati Final Fantasy Legends (vai a capire i perché dietro questo cambiamento), e con loro chiudiamo la seconda parte del nostro elenco.

Final Fantasy Dimensions (2010)

A vedere una semplice schermata del primo Final Fantasy Dimensions, sembra effettivamente di star guardando il remake recente di qualche vecchio Final Fantasy. La grafica 2D colorata e animata in modo tradizionale, il gameplay a turni, la presenza del job system e la storia che ruota intorno al conflitto tra luce e oscurità per il possesso dei cristalli elementali… tutto ricorda i vecchi Final Fantasy. L’unica eccezione è la struttura episodica che lo rende tuttavia molto simile a Final Fantasy IV The After Years di cui abbiamo parlato nella prima parte. E’ un gioco con cui si respira l’aria del vero Final Fantasy e di cui, nel 2010, si aveva disperato bisogno.
Come giocarlo: bella domanda, non so se ad oggi sia possibile scaricarlo su qualche vecchio smartphone o impostandolo in una qualche maniera. So per certo che il servizio non è più supportato, ma magari è ancora possibile giocare l’intero titolo.

Final Fantasy Dimensions II (2015)

Il seguito spirituale di Final Fantasy Dimensions in realtà presenta una storia tutta nuova che ha ben poco in comune con la precedente. Anche questo gioco è disponibile per smartphone con sistemi iOS e Android e inizialmente era completamente free-to-play, ma poi, per far si che la qualità del prodotto restasse elevata, è stato reso a pagamento (e viene venduto anche come prodotto singolo). Molti elementi continuano a strizzare l’occhio al retro game, ma stavolta la veste grafica ed il gameplay sono più ispirati agli attuali retro jrpg presenti nel mercato mobile piuttosto che ai vecchissimi Final Fantasy. Questo comunque non rende Final Fantasy Dimensions II meno apprezzabile ed è una piacevole alternativa a chi cerca lo spirito della tradizione, ma con una storia nuova dietro.
Come giocarlo: non ho verificato, ma, visto che è un prodotto recente, dovrebbe essere disponibile per l’acquisto

Fonte

Conoscevi questi giochi? Quali avevi giocato? Ce ne è sfuggito qualcuno? Faccelo sapere con un commento qua sotto. Tra qualche giorno uscirà anche la quarta parte del nostro elenco, continua a seguirci per non perdertela!

Giulio Tenti
0 0 voti
Voto
Sottoscrivi
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
Guarda tutti i commenti
0
Cosa ne pensi? clicca qui e commenta!x
()
x
Share on facebook
CONDIVIDI