Il 9 giugno 2026 Bungie pubblica Destiny 2: Monument of Triumph, l’ultimo aggiornamento di contenuti live service della storia del gioco. Dopo quasi nove anni di espansioni, stagioni, raid e grind settimanali, lo sviluppo attivo di Destiny 2 si chiude ufficialmente. Non è la chiusura dei server: il gioco resterà online e giocabile a tempo indeterminato. È la fine di qualcosa di diverso, e più importante. È la fine di un contratto non scritto con milioni di giocatori che ogni settimana si aspettavano qualcosa di nuovo.
Come si è arrivati qui: da Shadow and Order a Monument of Triumph
L’aggiornamento era stato annunciato originariamente come Shadow and Order, con uscita prevista per il 3 marzo 2026. A febbraio, Bungie ha comunicato il rinvio al 9 giugno e un cambio di nome in arrivo, spiegando che il progetto era stato ampliato per includere significativi miglioramenti alla qualità della vita. Quello che non era ancora chiaro a febbraio è diventato evidente il 21 maggio, quando Bungie ha pubblicato il post Every End Is a New Beginning: Monument of Triumph non è solo un aggiornamento rinviato e ribattezzato. È l’ultimo aggiornamento di contenuti live service della storia di Destiny 2. Lo studio ha dichiarato di voler concentrare le proprie risorse sull’incubazione di nuovi progetti, lasciandosi alle spalle quasi un decennio di live service. Il contesto è quello di uno studio sotto pressione: Sony aveva registrato una svalutazione di oltre 200 milioni di dollari legata alle performance deludenti di Destiny 2, i giocatori attivi su Steam erano scesi a cifre molto basse rispetto ai picchi storici, e il lancio di Marathon il 5 marzo aveva richiesto risorse significative. La fine dello sviluppo attivo non è una sorpresa per chi segue la serie. È l’atterraggio di una traiettoria che durava da mesi.
Cosa include Monument of Triumph: un aggiornamento da 71 pagine di note
Bungie ha descritto Monument of Triumph come una lettera d’amore alla community, costruita recuperando richieste storiche dei giocatori e sistemi pensati per rendere il gioco più accogliente. Il change log ufficiale è composto da 71 pagine e circa 17.000 parole. I contenuti principali confermati includono:
- Ritorno del Director: il tanto criticato sistema Portal viene spostato nei menu a nodi nella parte bassa dello schermo. Una delle richieste più longeve della community finalmente accolta.
- Sparrow Racing League permanente: la modalità di gare con gli sparrow torna come aggiunta fissa al gioco, con tracciati tratti dall’esperienza originale del primo Destiny e una nuova area da sbloccare.
- Pantheon 2.0: aggiunta permanente al catalogo attività, con una prima selezione di boss disponibile dal 9 giugno, la sfida completa dal 13 giugno e rotazioni degli incontri dal 16 giugno.
- Aggiornamento loot di raid e dungeon: tutte le armi e le armature di raid e dungeon ricevono parità di livello con i contenuti più recenti, oltre a nuovi perk e bonus set.
- Marchi Leggendari e quattro vendor Tenet: un sistema di progressione celebrativa basato sul completamento di Trionfi, con ricompense che includono shader storici come Chatterwhite e Superblack, ornamenti armatura, armi in engrammi.
- Nuovo Rewards Pass gratuito: include una nuova pistola Esotica e set di ornamenti armatura per celebrare la fine dell’era live service.
- Destiny 2: The Collection: dal 9 giugno tutte le espansioni, i Dungeon Key e i contenuti aggiuntivi venduti separatamente negli anni saranno disponibili in un unico bundle, con riduzioni di prezzo permanenti su tutti i pacchetti individuali.
- Ricompense veterani: chi ha giocato negli anni riceverà contenuti cosmetici dedicati basati sulla propria storia di gioco.
Cosa resta accessibile dopo il 9 giugno
Bungie ha confermato che Destiny 2 resterà giocabile esattamente come lo è oggi il primo Destiny: i server non verranno spenti, le attività resteranno accessibili e non ci saranno contenuti rimossi. Tutto il contenuto presente nel gioco al momento dell’aggiornamento 9.5.6.3 e tutto quello aggiunto con Monument of Triumph resterà disponibile a tempo indeterminato. Quello che finisce è la cadenza regolare di espansioni, stagioni, aggiornamenti settimanali e comunicazioni TWID. Non ci saranno nuovi contenuti narrativi, nuove stagioni, nuovi raid o nuove destinazioni. Il gioco entra in una fase di conservazione: mantenimento tecnico, correzioni di bug critici se necessario, ma nessuna crescita pianificata. Le playlist di alcune modalità verranno accorpate o ridisegnate per ottimizzare la distribuzione dei giocatori nelle code. Il Crogiolo e le attività PvP sono interessate in modo particolare dalla riduzione del player base, un fattore da tenere presente per chi vuole tornare principalmente per il competitivo.
Vale la pena tornare a giocare adesso?
La risposta dipende interamente da cosa cercate in Destiny 2. Se siete veterani che vogliono celebrare la fine di un capitolo importante, Monument of Triumph è costruito esattamente per voi: i Marchi Leggendari e i Trionfi celebrativi sono un percorso attraverso la storia del gioco, e le ricompense veterani riconoscono esplicitamente chi ha investito anni nell’universo di Bungie. Se invece siete giocatori che si sono allontanati durante le espansioni più recenti e si chiedono se vale la pena ricominciare, la situazione è più articolata. Destiny 2: The Collection rende l’accesso a tutto il contenuto narrativo più economico e semplice di quanto non lo sia mai stato. Le campagne, i dungeon e i raid di anni di sviluppo sono tutti accessibili in un unico acquisto. Quello che non ci sarà più, però, è la spinta settimanale che per anni ha fatto tornare i giocatori a ogni reset. Senza nuovi contenuti in arrivo, la longevità dipende quasi esclusivamente da quanto apprezzate il combat system, i raid e le attività già disponibili, senza la promessa di altro dietro l’angolo. Per chi cercava proprio questa versione del gioco, quella da esplorare con calma senza l’ansia del FOMO settimanale, potrebbe essere paradossalmente il momento migliore per entrare. Per il resto, è onesto dirlo chiaramente: Monument of Triumph è un finale, non un rilancio. Un finale ben fatto, generoso e rispettoso nei confronti di chi ha giocato, ma pur sempre un finale. Come avevamo già raccontato nel nostro articolo sul lore di Destiny 2, la saga di Bungie ha sempre avuto un rapporto speciale con la propria community, e Monument of Triumph ne è forse l’ultima, più sincera espressione. Per seguire tutti gli aggiornamenti nelle ultime ore prima del lancio, il riferimento ufficiale è il sito ufficiale di Bungie.