Deiland Pocket Planet

Deiland: Pocket Planet, la recensione di un farming dal potenziale inespresso

Un farming sullo spazio "compresso" e limitato, ma dal forte potenziale

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Deiland: Pocket Planet è un farming sviluppato dallo studio indipendente Chibig, la cui edizione per Nintendo Switch racchiude tutti i DLC usciti su PC e PlayStation 4.

Trama: una rivisitazione del piccole principe

La trama di Deiland: Pocket Planet trae ispirazione dal Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry. Arco è un “piccolo principe” ignaro delle sue origini, che nasce in un piccolo pianeta di cui cerca di prendersi cura giorno dopo giorno per scoprirne le verità nascoste. La narrazione è molto interessante e carina e aggiunge al titolo una componente importante che ne conferisce valore. La storia di Arco viene svelata volta per volta, anche grazie ad un libro che rivela dettagli sulle origini del bambino e del suo pianeta.

Gameplay: un farming con un bel concept ma con meccaniche approssimative

Deiland Pocket Planet

Deiland: Pocket Planet ha un concept di base molto carino. L’idea di un farming sullo spazio ha stuzzicato la mia curiosità per l’ambientazione inusuale e originale che propone. A primo sguardo, è un normalissimo simulatore agricolo. Il giocatore deve gestire coltivazioni tenendo conto del clima e della normale alternanza tra le stagioni, deve prendersi cura degli animali, costruire strutture, picconare minerali e via dicendo.
Il pianeta è concepito come un globo circolare e questo consente al giocatore di avere una visuale completa e di potersi muovere da una parte all’altra con velocità e praticità. Inoltre, con un tasto è possibile avere una visuale aerea del pianeta per controllare dove cadranno i meteoriti e le precipitazioni climatiche evitando che il raccolto si rovini.
Oltre alle normali attività di farming, si può interagire con 12 personaggi diversi, tutti con una buonissima caratterizzazione, che danno missioni da svolgere e oggetti da costruire. Ogni personaggio, si reca con la sua navicella in visita sul pianeta di tanto in tanto, ed è il giocatore stesso a decidere se farlo atterrare o meno. Parlando con gli ospiti si sbloccheranno dei dialoghi interessanti e ognuno di loro, affiderà ad Arco delle missioni da svolgere.
Il problema è che le missioni sono troppo semplici. Il più delle volte si tratta di recuperare dei materiali o costruire alcuni oggetti che, in ogni caso, rappresentano attività facilissime da svolgere. Le mini-quest, dunque, non impegnano il giocatore di molto, perdendo il loro mordente. Sicuramente, il gameplay generale è molto rilassante e abbastanza gradevole. Il pregio di Deiland: Pocket Planet è il concept di base e il senso di relax dovuto al sistema di gameplay “automatico”. Con questo aggettivo indico il fatto che il protagonista cambia strumento automaticamente quando si avvicina ad un oggetto con cui interagire: albero, rocce, coltivazioni.
Questo gameplay facilitato ha i suoi pregi e difetti. Se ci si vuol rilassare è sicuramente gradito, ma alla lunga può risultare noioso. Cambiare automaticamente lo strumento da utilizzare non restituisce il senso di fatica. La falla di questo sistema, si riscontra più che altro nella raccolta di minerali. Il giocatore ha a disposizione tante rocce di varie dimensioni, ma quasi tutte danno la possibilità di “droppare” qualsiasi minerale anche all’interno della miniera. In Deiland: Pocket Planet, a differenza di Story of Seasons, le rocce sono tutte uguali e quale minerale si ottiene dipende solo dal caso.
Risultato? Ho passato minuti solo a premere un tasto, senza cambiare mai di posizione perchè non avevo ragioni di farlo. Questo è sicuramente un difetto che può risultare più importante a lungo termine. Dare al giocatore la possibilità di cambiare strumento ed elemento, crea dei passaggi che rendono un farming più “macchinoso” ma anche più stimolante.

Deiland: Pocket Planet

Il difetto più grande del titolo però, sono i combattimenti. Alcuni mostri verranno di tanto in tanto a disturbare il pianeta e il giocatore deve cacciarli, o colpendoli con gli strumenti a disposizione o con la magia. Il problema però non si pone perché la IA dei nemici è talmente mediocre da essere paragonata a quella dei pomodori coltivati nell’orto. Le animazioni durante gli scontri sono lente e legnose ed essendo un “plus” all’interno di un farming è ancora più grave. I combattimenti non sono un elemento essenziale in questo tipo di simulatori, quindi se li si introduce bisognerebbe farlo in modo ottimale, altrimenti perché farlo?
Una bella idea è quella di introdurre i viaggi interstellari. Solitamente in un farming non ci si sposta molto dal proprio orticello, mentre in Deiland: Pocket Planet basta preparare del carburante per poter viaggiare in altri luoghi e incontrare nuovi personaggi, nuova fauna e flora. Questo elemento mette un pizzico di brio e movimenta il titolo. È qualcosa che ho apprezzato molto ma mi sarebbe piaciuto poter estrarre dall’ambiente le materie prime come legna e minerali differenti da ciò che trovo nel mio pianeta. Invece, si può solo interagire con i mostri, i personaggi e al massimo raccogliere qualche fungo.
Un altro problema invece, di cui però non si avverte troppo il peso, è la totale assenza di personalizzazione. L’unica cosa che si può fare è potenziare le strutture e le coltivazioni che si hanno a disposizione ma non è possibile applicare altre variazioni. Non è possibile personalizzare la casa e neanche aggiungere o allargare i pezzi di terreno coltivabile.
Il giocatore ha a disposizione un proprio piccolo pianeta ma non può farlo davvero “suo”. Deiland è un farming basato sulla rotazione ma il gameplay rimane decisamente piatto in alcune sezioni di gioco.

Il sistema di crafting: il rovescio della medaglia

Il sistema di crafting all’interno del titolo è molto semplificato in tutti i passaggi: dal trovare le risorse che servono, fino alla realizzazione effettiva dell’oggetto. In questo caso non si può parlare di vero e proprio difetto ma più che altro di una semplificazione delle meccaniche di costruzione.
Oggettivamente però, c’è il rovescio della medaglia. Se da un lato questa eccessiva facilità e rapidità nella costruzione è positiva perché consente a tutti di avvicinarsi a questa esperienza, neofiti del genere compresi, dall’altro sarà un’esperienza frustrante, priva di stimoli e noiosa per i veterani. In Story of Seasons: Pioneers of Olive Town (di cui puoi leggere la nostra recensione), per accontentare le diverse tipologie di giocatori, sono state introdotte due difficoltà: facile e normale.
Il sistema di crafiting in Deiland omette l’aspetto “mediano”. Intendo che tra il raccogliere la risorsa che serve e la realizzazione dell’oggetto che si desidera, ci sono pochissimi passaggi da effettuare. Facendo un raffronto sempre con l’ultimo titolo Marvelous, la costruzione di oggetti specifici è complesso al punto giusto, perché racchiude una concatenazione di passaggi che restituisce al giocatore soddisfazione quando riesce a realizzare l’oggetto desiderato. Questo senso di grande soddisfazione è molto ridotto in questo titolo.

Grafica e sound

Deiland: Pocket Planet

Ho trovato la grafica di Deiland: Pocket Planet davvero molto carina e piacevole alla vista. Uno stile semplice ma che arriva diretto all’occhio, peccato solo per alcune animazioni che risultano un po’ legnose ma tutto sommato il comparto grafico funziona.
Mentre per il sound ho sentito l’esigenza di fare i complimenti al compositore.
Le musiche sono davvero bellissime, nell’ascoltare ho avvertito un senso di benessere e rilassatezza che non mi capita facilmente di provare. Se avessi potuto, sarei rimasta molto volentieri solo per ascoltare quelle note. Un po’ meno fatti bene gli effetti sonori che non hanno sicuramente la stessa qualità della composizione musicale.

Deiland: Pocket Planet ha un forte potenziale che non è stato espresso e realizzato correttamente. Ho apprezzato l’impegno dello sviluppatore nella costruzione del concept di base, davvero innovativo e originale. Il titolo è sicuramente piacevole e rilassante da giocare ma non offre molti stimoli ai giocatori, rischiando di cadere nella monotonia. Mi dispiace notare che il senso di “pocket” qui abbia assunto il significato di limitato. Purtroppo, ci sono diverse falle tecniche che non si possono sottovalutare. Nonostante questo, il farming spaziale ha reso le mie ore di gioco piacevoli e rilassanti e ha destato la mia curiosità nello scoprire di più sulla narrazione. Attualmente, non mi sento né di consigliarlo né di sconsigliarlo e mi dispiace che un gioco con questo potenziale non sia riuscito ad assumere la forma che merita.

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Scheda confidenziale su Deiland: Pocket Planet

Arco è un bambino nato in un piccolo pianeta speciale e insieme alla sua amica Mum cerca di scoprire il segreto che racchiude il pianeta e quale sia il suo scopo

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

65

Grafica

60

Impatto

55

Longevità

70

Sonoro

Non sono previsti trofei per il titolo.

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