0
0

Dark Quest 2 – La recensione

Analizzando i dettagli del GDR prodotto da Brain Seal basato sul famoso gioco da tavolo degli anni '90

In questa recensione andremo a vedere quali sono gli aspetti che compongono questo titolo, basato sull’archittettura di uno dei più famosi giochi da tavolo con lancio di dadi del 1990, Hero Quest.

Altre recensioni

Speciale 2 ore fa
Darkestville Castle 12 Agosto 2020
Boomerang Fu 12 Agosto 2020
Skully 11 Agosto 2020
Kill It With Fire 10 Agosto 2020
Hellpoint 10 Agosto 2020
Naviga tra i contenuti


Per chi conosce i GDR e ha avuto il piacere di vivere l’indimenticabile saga del boardgame più famoso degli anni ’90 Hero Quest, non potrà che amare questo videogioco.
Basato su un gioco da tavolo Dark Quest 2 ricrea le meccaniche e gli ambienti di quei giochi in cui la fantasia regna sovrana, lasciando immaginare ai giocatori l’ambiente di gioco tenendo in mano carta e penna.
Sviluppato ed editato da Brain Seal Ltd questo GDR ci riporta a quei momenti passati con gli amici ma in modalità virtuale, avendo anche la possibilità di giocare in co-op online con tre amici.

Storia

La storia di Dark Quest 2 ci porta in un regno con un malvagio stregone che ha preso possesso del castello di un regno, sfidato da un giovane barbaro e altri eroi che si uniranno durante il corso della storia, l’obbiettivo sarà quello di trovare lo stregone e ucciderlo per porre fine al suo regno.
Man mano che la storia avanza si capirà il vero obiettivo di questo personaggio, governare un mondo in cui caos e anarchia dettano legge.

Gameplay

Come ogni GDR che si rispecchi, il gameplay si basa su una struttura composta da punti potenziamento rappresentati da delle urne situate in ogni dungeon, punti magia, statistiche e quant’altro.
Riprendendo le meccaniche di Hero Quest il party è composto da tre personaggi che possono essere scambiati con gli altri eroi ad ogni inizio missione, dando così la possibilità di adottare la migliore strategia per ogni situazione e ovviamente uniformità alla squadra potendo scegliere una soluzione mista o più omogenea con la presenza della modalità co-op che permette a tre giocatori di poter giocare insieme, prendendo il controllo di un singolo personaggio.

La struttura che vede l’azione si può dire identica ad un GDR da tavolo con l’assenza del lancio dei dadi, ovviamente comandata dall’I.A., lasciata comunque al caso senza nessuna influenza esterna con un terreno di gioco disposto a griglia dove ogni azione comporta il passaggio del turno al personaggio successivo e così via.
Ogni personaggio e provvisto delle proprie abilità, punti di forza e debolezza, e statistiche che non è possibile modificare (al contrario di D&D) se non forgiando ed equipaggiando oggetti, con un massimo di due in totale.

Per ogni personaggio selezionato si possono vedere nella parte bassa dello schermo le abilità e gli oggetti equipaggiati ed utilizzabili, in modo da aver sempre a portata di mano l’elenco degli equipaggiamenti.
Un cursore a forma di mano indica la posizione in modo da scegliere dove far posizionare i vari personaggi in battaglia, avendo la possibilità di far muovere quest’ultimi quante volte si vuole e in qualsiasi direzione in ambienti dove non è possibile ingaggiare una battaglia.
Il party che si andrà a comandare non può essere diviso, tutti e tre i personaggi devono andare nella stessa direzione in caso di bivi o più strade da poter seguire.

Dark Quest 2 - La recensione 1
Esempio di terreno di gioco, dove i quadrati delineati dalle linee di colore verde, indicato l’area dove poter muovere i propri personaggi

 

Dark Quest 2 - La recensione 2
Premendo il tasto Quadrato (Versione PlayStation 4) si apre il menù di selezione delle varie abilità e dell’equipaggiamento di ogni personaggio.

 

Dark Quest 2 - La recensione 3
Menù di selezione dei membri del party alla partenza di una quest attraverso l’Elder del villaggio.

Il gameplay di Dark Quest 2 si presenta molto intuitivo e semplice, ovviamente al compromesso di sapere la lingua inglese anche in minima parte, cosa che potrebbe risultare una difficoltà per chi della lingua non capisce granché.

Comparto Tecnico

A primo impatto il comparto tecnico si presenta lineare e senza troppe pretese, se non per la differenza al pari dei classici GDR dove le caratteristiche dei personaggi possono essere modificate con l’acquisizione di esperienza acquisita nelle battaglie o tramite altre procedure, qui le caratteriste rimangono obbligatoriamente quelle iniziali per tutti i personaggi.
Possono essere migliorate tramite l’uso di oggetti o equipaggiamenti ma solo temporaneamente, questo comporta lo scegliere con attenzione cosa forgiare e cosa equipaggiare continuamente dato che ogni quest comporta livelli, ambienti e nemici differenti; dando il vanto di poter affrontare al meglio ogni situazione.

La casualità dei turni è ovviamente gestita dalla I.A. dove si può notare una sequenza non sempre uguale e quindi una costante speranza nella fortuna esattamente come quando ci si ritrova intorno al tavolo, lasciando che il dado decida le sorti dei giocatori.
Possiamo dire che il comparto tecnico è piccolo ma incisivo ed essenziale per poter avanzare nell’avventura nei modi migliori possibili e soprattutto personali per ogni videogiocatore.

Comparto Artistico

Trattandosi di una trasposizione di un gioco da tavolo il design dei personaggi e del mondo di gioco ha un tocco di “disegni fatti a mano“, dando l’impressione di osservare un manuale in movimento di Hero Quest con un pizzico di azione più viva e soprattutto in movimento.
Con dungeon come sfondi principali il comparto artistico può risultare abbastanza ripetitivo, con l’aggiunta di elementi che differenziano uno scenario dall’altro.
Si è puntato molto sull’elemento labirinto di ogni quest, che non ostante l’aiuto fornito dalla mappa possono risultare dispersivi e quindi soddisfare il livello di difficoltà richiesto.

Dark Quest 2 - La recensione 4
In qualsiasi momento si può aver la possibilità di scegliere la direzione avendo più strade da seguire, come rappresentato in figura.
Dark Quest 2 - La recensione 5
Una delle situazioni in cui ci si ritrova spesso ad inizio quest, la strada percorribile è solamente una.

Comparto Sonoro

Come per il comparto Tecnico, anche quello sono risulta abbastanza semplice a livello di sviluppo.
Ogni dungueon ha il proprio sottofondo musicale a ripetizione, interrotto dal rumore di passi dei personaggi negli spostamenti, delle battaglie e degli effetti delle magie o abilità.

L'ispirazione del titolo ad un gioco da tavolo

Il design del mondo di gioco

Il facile apprendimento della trama e dei comandi

Unica lingua disponibile

Statistiche sempre uguali

Numero di oggetti equipaggaibili

All’interno del titolo sono presenti trofei legati all’incontro dei vari eroi e delle imprese eseguite

Grafica
8
Sonoro
7
Longevità
8
Impatto
7
Voto
VOTA
0

Dark Quest 2 è sicuramente un titolo adatto a tutti gli appassionati di GDR nella loro forma classica, portando ad un coinvolgimento appagante e completo senza scendere a troppi compromessi.
In questa recensione abbiamo visto i pochi ma essenziali elementi che compongono il titolo, nella speranza che possa soddisfare la curiosità dei videogiocatori.

0

Commenti

1242

Miei

0
0

Registrati!
in iCrewPlay diamo valore al tuo pensiero!