Un cassetto qualunque. Una stanza rimasta ferma nel tempo. Dentro, non vecchi quaderni o giocattoli dimenticati, ma una collezione di Game Boy che oggi vale più di quanto molti immaginano. Un fan Nintendo ha aperto quel cassetto e internet è impazzito.
La storia arriva da Reddit, dove l’utente “Pacific_dreams” ha condiviso la sua raccolta di giochi Game Boy, Game Boy Color e Game Boy Advance, rimasta per anni nella cameretta dei genitori. Non in una vetrina da collezionista. Non sotto chiave. In un semplice cassetto.
Eppure quel cassetto contiene un piccolo tesoro.
La collezione che molti avrebbero voluto conservare
Molti giocatori, crescendo, hanno venduto tutto. Per finanziare la console successiva. Per fare spazio. Perché “tanto non li userò più”.
Lui no.
Ha conservato ogni cartuccia.
E la selezione è di quelle che fanno venire un brivido a chi è cresciuto tra fine anni ’90 e primi 2000.
Tra i titoli presenti troviamo:
- Pokémon Rosso
- Pokémon Giallo
- Pokémon Cristallo
- Pokémon Argento (addirittura in doppia copia)
- Pokémon Rubino
- Pokémon Zaffiro
- Pokémon Rosso Fuoco (due copie)
- Wario Land: Super Mario Land 3
- Wario Land 2
- Tetris
- Kirby’s Dream Land
- Sonic the Hedgehog
- Serious Sam Advance
- Spider-Man 3
Non è solo una lista di giochi. È un viaggio nella storia del gaming portatile Nintendo. Dal primo Game Boy monocromatico al Game Boy Advance, passando per il mitico Game Boy Color.
Il valore economico è reale
Nei commenti molti hanno scritto: “Sei seduto su una pila d’oro”.
Non è solo una battuta.
Il mercato del retrogaming è cresciuto in modo costante negli ultimi anni. Le cartucce Pokémon originali, se funzionanti e in buone condizioni, possono raggiungere cifre importanti. Le versioni complete di scatola e manuale salgono ancora di più.
Alcuni titoli come Pokémon Cristallo o Pokémon Rosso Fuoco sono particolarmente ricercati. E avere doppie copie aumenta ulteriormente il valore complessivo della raccolta.
La cosa interessante è che questa collezione non nasce come investimento. È frutto di scambi tra amici, acquisti nei mercatini, occasioni trovate a pochi euro. Nessuna strategia. Solo passione.
Ed è proprio questo che rende il tutto ancora più affascinante.
I duplicati raccontano un’epoca
Due copie di Pokémon Argento. Due di Pokémon Rosso Fuoco.
Non è un caso.
All’epoca servivano più versioni per completare il Pokédex. Si collegavano due Game Boy con il cavo link per scambiare Pokémon. Era un momento sociale, quasi rituale. Non c’era internet. Non c’erano patch.
C’erano amici seduti uno accanto all’altro.
Possedere doppie copie significava avere libertà. Potevi iniziare una nuova partita senza cancellare il salvataggio principale. Potevi scambiare creature rare. Potevi aiutare un amico.
Oggi è difficile spiegare quanto fosse centrale quel gesto.
Nostalgia o investimento?
La domanda è inevitabile: il valore è economico o emotivo?
Dal punto di vista finanziario, parliamo di una collezione che potrebbe valere centinaia o anche migliaia di euro, a seconda delle condizioni.
Dal punto di vista personale, è una macchina del tempo.
Accendere un Game Boy originale significa rivivere sensazioni precise. Il suono di avvio. Lo schermo non retroilluminato. Le pile che si scaricano nel momento meno opportuno. Sono dettagli imperfetti, ma autentici.
Nintendo ha riportato parte del catalogo classico su Switch tramite i servizi online, ma l’esperienza su hardware originale resta unica.
Il vero errore è aver venduto tutto
Molti, leggendo questa storia, provano una sensazione mista tra ammirazione e rimpianto.
Ammirazione per chi ha conservato tutto.
Rimpianto per aver venduto cartucce che oggi costano molto di più rispetto al prezzo originale.
La cultura dell’upgrade continuo ci ha spinto per anni a liberarci del passato. Ogni nuova generazione sembrava cancellare la precedente. Ma il tempo ha ribaltato la prospettiva.
Oggi il retro non è obsoleto. È ricercato.
Un cassetto che vale più di una banca
Quella stanza d’infanzia è rimasta intatta. Quel cassetto non è stato svuotato durante un trasloco. E ora rappresenta qualcosa di raro: una collezione autentica, costruita negli anni, senza l’ossessione del mercato.
Forse il proprietario non venderà mai nulla. Forse sì. Ma il punto non è quello.
Il punto è che ha conservato una parte della propria storia.
E tu? Hai ancora qualche gioco della tua infanzia nascosto in casa o hai lasciato tutto indietro?
A volte la differenza tra nostalgia e rimpianto si trova in una scatola che abbiamo deciso di non buttare.
E tu hai ancora i giochi della tua infanzia o li hai venduti? Raccontacelo nei commenti e seguici su Instagram per altre storie dal mondo retrogaming.