Dinosauri, atmosfera cupa, visuale in terza persona. Sulla carta sembrava tutto perfetto, quasi un erede spirituale di Dino Crisis. In pratica, Code Violet è diventato in poche ore il primo grande flop del 2026 e un serio candidato al titolo di peggior esclusiva PS5 dell’anno.
Le recensioni sono arrivate, i numeri parlano chiaro e il verdetto è difficile da ignorare.
Un debutto che fa male: i voti di Code Violet
I primi dati aggregati non lasciano spazio a interpretazioni ottimistiche:
- Metacritic: 40 (basato su 6 recensioni)
- OpenCritic: 39 (basato su 8 recensioni)
Numeri che, già a inizio anno, pesano come un macigno. Anche considerando che il campione di recensioni non è ancora enorme, la tendenza è netta e difficilmente reversibile.
Per un’esclusiva PlayStation 5, è un esordio che brucia.
Cos’è Code Violet e perché ha deluso tutti
In Code Violet interpreti Violet Sinclair, una donna che si risveglia in un complesso futuristico di bioingegneria invaso da dinosauri geneticamente modificati. L’idea richiama subito Dino Crisis, ma è proprio qui che iniziano i problemi.
Secondo la critica, il gioco fallisce praticamente in ogni area chiave.
I difetti più citati includono:
- storia considerata ridicola e mal scritta
- gunplay impreciso e poco soddisfacente
- controlli instabili e pieni di bug
- pochissima varietà di nemici
- animazioni goffe e incoerenti
- durata estremamente breve, tra le 4 e le 6 ore
Il risultato è un’esperienza che non riesce mai a costruire tensione né ritmo.
La stroncatura che riassume tutto
Tra le recensioni più dure c’è quella di Push Square, che non usa mezzi termini:
“Code Violet è un fallimento. Combattimenti pessimi, esplorazione noiosa e problemi tecnici continui. I costumi sexy e la regia ammiccante non si adattano né al personaggio di Violet né al tono della storia. Anche con una durata di sei ore è difficile consigliarlo: in sei ore puoi guardare Jurassic Park tre volte.”
Una frase che riassume perfettamente il sentimento generale.
Un déjà vu per TeamKill Media
Dietro Code Violet c’è TeamKill Media, studio che purtroppo conosce già molto bene questo tipo di accoglienza. Il loro precedente titolo horror, Quantum Error (2023), aveva infatti ottenuto 40 su Metacritic, un punteggio praticamente identico.
Dopo la caduta dell’embargo delle recensioni, lo studio ha risposto su X con una dichiarazione che ha fatto discutere:
“Sviluppiamo giochi per i nostri fan e per i giocatori che spendono i loro soldi per supportarci, non per i critici.”
Una presa di posizione netta, ma che non sembra aver convinto il pubblico.
Nemmeno i giocatori stanno difendendo il gioco

Se le recensioni della stampa sono negative, quelle degli utenti sono ancora peggiori. Al momento, il punteggio utenti su Metacritic è fermo a 3.1, più basso persino della media critica.
Questo dettaglio è importante, perché smentisce l’idea di un gioco “frainteso dai recensori”. Anche chi lo ha comprato sembra tutt’altro che soddisfatto.
Da erede di Dino Crisis a caso studio
Code Violet è l’esempio perfetto di quanto l’ispirazione non basti. Avere dinosauri e atmosfera horror non garantisce automaticamente qualità, soprattutto quando mancano solidità tecnica, gameplay rifinito e una visione coerente.
Per essere il primo gioco esclusivo PS5 del 2026, l’impatto è pessimo. Non solo per il titolo in sé, ma anche per l’immagine che lascia a inizio anno.
Il verdetto, per ora, è chiaro

Salvo sorprese clamorose, Code Violet resterà uno dei peggiori lanci del 2026. I numeri sono troppo bassi, le critiche troppo allineate, e la fiducia del pubblico già compromessa.
Se stavi pensando a un acquisto sull’onda della nostalgia per Dino Crisis, la risposta è semplice: meglio stare alla larga.