Sviluppato da Compile Heart in sinergia con Idea Factory che ne è anche l’editore, Calamity Angels: Special Delivery è un divertente mix tra un gioco di ruolo in 2D e un gioco da tavolo la cui mappa di gioco ricorda vagamente quelle viste in titoli come Mario Party, ma con i combattimenti a turni al posto dei mini game. Il tutto per un’avventura surreale e fortemente umoristica ambientata in un mondo bislacco che vede al centro l’importanza dei corrieri. Noi ci siamo dati a innumerevoli spedizioni su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione!
Calamity Angels: Special Delivery e la vita da corriere
Calamity Angels: Special Delivery esordisce su schermo evidenziando l’importanza dei corrieri in un mondo dove le persone vogliono connettersi tra loro ma hanno paura di uscire di casa visto che ci sono fin troppi pericoli in giro. Sì, ricorda vagamente Death Stranding di Hideo Kojima ma il gioco in esame è tutt’altro che serioso. Anzi, parliamo di un’opera fondata sull’umorismo surreale ed esagerato, un tipo di humor non per tutti ma che è riuscito a sorprenderci e a farci ridere di gusto.
Il merito, oltre a situazioni imprevedibili e decisamente assurde, è del cast di personaggi. Il nostro team, in particolare, spicca per elementi decisamente fuori di testa. Il protagonista delle vicende, che potremo scegliere in base al sesso, si candida come leader di un team di spedizione il cui nickname lascia presagire poco di buono: Calamity Angels. Ebbene, il motivo di tale nick è palese: i membri del team sono delle vere e proprie calamità, in tutti i sensi, anche ludici… ma questo lo vedremo nel paragrafo dedicato.

In merito alla trama, il nostro povero protagonista, dotato di un proprio carattere e quindi non è uno di quei personaggi “muti”, dovrà interfacciarsi con un gruppo di spedizionieri non proprio eccellenti. Basti citare Somnia, una ragazza che pensa esclusivamente a dormire. Questa può crollare come una pera cotta da un momento all’altro e i suoi siparietti che la vedono perennemente assonnata e impigrita riescono a sorprendere nonostante la sua “ridondanza”.
E lei è solo un esempio, visto che oltre al nostro team e a personaggi che andranno ad aggiungersi man mano che la storia farà il suo corso, dovremo interfacciarci anche con i membri dei team rivali. Sì, perché ben presto si formerà un’accesa rivalità tra i gruppi di spedizionieri, soprattutto perché i Calamity Angels, il cui passato è tutto da svelare, non sono considerati granché e i nostri risultati inizieranno a dare più fastidio del previsto. Il risultato è un canovaccio narrativo fuori di testa e che mira a far ridere grazie a una serie di gag non facili da prevedere.

Un gioco da tavolo fuso a un rpg
Calamity Angels: Special Delivery è un gioco di ruolo in 2D ma con un sistema di esplorazione da gioco da tavolo. Non per niente è proprio questo mix il cuore pulsante dell’esperienza nonché l’identità ludica di tutto il gioco. Ma procediamo con ordine. Lo scopo del titolo, come facilmente prevedibile, è consegnare oggetti di vario genere. Per farlo, dovremo gestire un inventario composto da riquadri in stile simile a Resident Evil: Requiem, giusto per citare un titolo recente, in cui incastrare sia gli oggetti della missione che gli strumenti utili per la sopravvivenza del nostro team, come le pozioni per curare energia o far tornare in vita.
Ogni oggetto occupa uno o più spazi e l’organizzazione dell’inventario pre-partenza diventa essenziale. Inutile dire che, durante l’esplorazione, potremo raccogliere ulteriori oggetti che richiedono ulteriore spazio. E sì, l’inventario è potenziabile nel tempo. Così come sono potenziabili i membri del nostro team, attraverso un sistema di statistiche abbastanza standard a cui si somma anche l’equipaggiamento da personalizzare. Presente anche un sistema di abilità di vario genere, tutte specifiche a seconda del personaggio in campo.

Il combattimento di Calamity Angels: Special Delivery è abbastanza standard, almeno a prima vista. Abbiamo un classico sistema a turni dove si mettono in campo le statistiche dei nostri personaggi e quelle degli avversari. Ma ci sono alcune particolarità che rientrano tra i punti identitari del titolo. Prima di tutto, il vero protagonista non combatte ma è nelle retrovie a dare ordini e intervenendo esclusivamente contro una specifica tipologia di nemico, quella che su carta dovrebbe essere la più ostica e pericolosa.
Fin qui ancora nulla di realmente originale ma ben presto scoprirai che oltre al valore di consumo dell’abilità e alle sue caratteristiche, dovrai prestare molta attenzione all’espressione del volto dei singoli guerrieri. Infatti, non è scontato che questi eseguiranno i nostri compiti e, anzi, potrebbe ribellarsi e agire di testa loro, selezionando un’altra abilità o semplicemente non facendo nulla. Ed ecco quindi che basta davvero poco per far rivoluzionare l’intera strategia di gioco. Sì, la profondità strategica si fa benedire ma il divertimento, la sfida casuale, l’imprevisto anche comico, funziona ed è perfettamente in linea con le atmosfere del gioco e il tutto non risulta mai “ingiusto” ma, anzi, hai sempre modo di poter recuperare da eventuali ribellioni.

Altro elemento casuale del gioco è data dall’esplorazione. Come detto, ogni missione ci chiederà di consegnare qualcosa in un determinato luogo. Per farlo, dovremo affrontare un vero e proprio tabellone in stile Mario Party o qualsivoglia gioco da tavolo. Ogni movimento è dettato da una ruota che tocca far girare e che sì, è legata alla casualità. In base al numero che uscirà di turno in turno, eseguiremo determinati passi, potendo scegliere eventuali direzioni in casi di bivi e preparandoci a subire le conseguenze in base a dove andremo a finire.
Queste ultime possono essere di vario tipo, positive, negative, surreali o includere anche una battaglia. Inoltre, sta a noi decidere quanto esplorare, se spingerci verso zone potenzialmente fruttuose di extra o puntar dritto all’obiettivo. Il motivo è dettato dal fatto che ci sono dei bonus di ricompense se si consegna in un determinato numero di turni. Un esempio che va ad aggiungersi alle varie variabili di Calamity Angels: Special Delivery e che lo rendono molto vario e imprevedibile seppur la formula di base rischia di diventare abbastanza ripetitiva.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Calamity Angels: Special Delivery non spicca per profondità ma cattura per i colori e la vivacità. C’è coerenza tra estetica e follia generale. La cura estrema dei personaggi, il sovraccarico di dettagli che viene dato loro cozza con scenari prevalentemente spogli e più anonimi. Eppure, gli stessi dettagli riemergono nell’interfaccia di gioco che ne risposa l’esuberanza e dona una stravagante e piacevole armonia stilosa. Insomma, graficamente funziona nonostante il suo caos multicolore e sfrontato.
Il sonoro è in linea con la grafica, con jingle spesso troppo brevi e intervallati da piccoli silenzi ma comunque vivaci, allegri e ben ritmati. Musiche quindi che si uniscono all’armonia generale del titolo e a cui si somma un doppio doppiaggio, in inglese o giapponese, discretamente ben realizzato e che conferma la volontà di offrire un titolo sopra le righe e volutamente ironico.
Da segnalare, invece, la totale assenza della lingua italiana, di cui sono assenti anche i sottotitoli. Una mancanza che si percepisce abbastanza visto la mole di testo da leggere. Infine, Calamity Angels: Special Delivery si difende bene in entrambe le modalità offerte dall’ibrida Nintendo, senza particolari rallentamenti di sorta ma giusto qualche piccolo caricamento.
