Black Mirror: Bandersnatch

Black Mirror: Bandersnatch è ispirato un videogioco degli anni ’80 che non ce l’ha fatta

Black Mirror: Bandersnatch, l' episodio interattivo disponibile su Netflix, è ispirato a un progetto di Imagine Software, non arrivato a compimento.

Black Mirror: Bandersnatch è ispirato alla realtà.

Se hai Netflix puoi finalmente vedere Black  Mirror: Bandersnatchun “film interattivo” con diversi finali e molte combinazioni possibili, ispirato ai libri game degli anni 80- 90.

Chris Scullion di Tired Old Hack ha detto che il film ha preso spunto da un gioco pensato da Imagine Software e mai portato a termine. Il team di sviluppatori, Formato da Mark Butler, David Lawson ed Eugene Evans,  ebbe più di un quarto d’ora di fama negli anni 80 grazie a titoli come Arcadia, Zzoom e Alchemist.

Nei primi anni ’80 il team ha pubblicato diversi teaser di un progetto su cui stavano lavorando, su riviste di settore come CVG, Crash e Sinclair User. Le immagini dei teaser facevano riferimento a due nuovi giochi: uno chiamato Psyclapse, in sviluppo per Commodore 64, e il secondo, Bandersnatch, era in sviluppo per ZX Spectrum.

A quanto pare, Bandersnatch era concepito per essere un gioco d’avventura che si svolgeva una città futuristica, in cui il giocatore assumeva l’identità di Vell, un ufficiale di polizia in pensionamento. Il gioco era concepito in modo che i giocatori potessero interagire con gli altri PNG attraverso delle di finestre di dialogo in stile fumetto, un precursore dei moderni GDR insomma. anche se l’idea era molto avanzata per il periodo, il progetto non ha mai visto luce ed è stata una delle cause della chiusura dello studio.

Qui puoi trovare un’analisi approfondita del “film game” effettuata dall’inossidabile 

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Giovanni Todini
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