Before We Leave recensione

Before We Leave, ovvero ripartire col piede giusto

Un lungo viaggio, dalle profondità della terra alla vastità del cielo

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Before We Leave inizia in maniera molto simile a tanti altri: l’umanità è stata vittima di calamità naturali che l’hanno obbligata a lasciare la superficie terrestre e rintanarsi in bunker sotterranei per poter sopravvivere e ora, secoli dopo, i primi umani iniziano a riemergere.

Dimenticate le cause della tragedia e, purtroppo, dimenticando anche tutto il passato e le conoscenze, gli umani ricominciano da capo ma… a differenza di tutti gli altri giochi che partono con questa premessa, la Terra è accogliente! Il pianeta è rinato, è verdeggiante e rigoglioso, pieno di risorse da scoprire, estrarre e lavorare, pronto da esplorare e ripopolare.

Before We Leave

Prima di partire

Come in ogni city-builder non possiamo dire che ci sia propriamente una trama, ma in Before We Leave si respira un’atmosfera che sa davvero di scoperta, di lento procedere nel difficile recupero della conoscenza, del miglioramento. Si inizia con poco: due capanne, un campo di patate e un pozzo, ma la strada è lunga e piena di possibilità.

Before We Leave ci permette di entrare quasi nelle vite dei nostri piccoli amici umani, ognuno dei quali ha un nome e una descrizione: c’è Isaac, ad esempio, che ha dato ad alcune stelle il nome dei suoi familiari, o Ashley, che conosce un fantasma. Louisa invece porta un sorriso agli altri abitanti, mentre Ava vende segreti in cambio di more.

Before We Leave

Ad avere il tempo e la voglia di cliccare su ognuna delle piccole figure in movimento, sarà praticamente impossibile non ritrovarsi a sorridere tra le varie curiosità che si possono trovare.

Durante il viaggio

Before We Leave è totalmente localizzato in italiano, aspetto a mio parere essenziale in questa tipologia di giochi perché, pur non avendo problemi con l’inglese, leggere lunghe schermate di spiegazioni e istruzioni è molto più agevole. Sapere ad esempio che la cava va messa vicino a una strada e che comunque inquinerà l’area circostante, è senza dubbio un concetto che è meglio capire al volo.

Before We Leave

Il tutorial di Before We Leave è a dir poco perfetto, perché non si limita a dare le istruzioni sui comandi base per poi abbandonare il giocatore a se stesso, ma lo accompagna praticamente dal primo umano che esce dal bunker fino… allo spazio! Pur avendo un’innumerevole quantità di opzioni, Before We Leave segue il giocatore nelle varie fasi del gioco in maniera inusuale per la tipologia di gioco: con calma.

Non solo i cittadini non causeranno insurrezioni popolari se si sentiranno tristi, ma fondamentalmente l’unico disagio possibile è un rallentamento nei tempi dell’avanzamento. Se stanchi o turbati, infatti, i nostri lavoratori semplicemente rallenteranno un po’ il ritmo o andranno a riposare, per ripartire carichi subito dopo. Niente carestie, attacchi di predoni, drammi economici o sociali, solamente una specie che, risorta dalle tenebre, cerca di rimettersi in carreggiata.

Before We Leave

Presto le risorse finiranno nell’isola di partenza, e sarà necessario riparare una vecchia nave e salpare alla scoperta del pianeta, che è senza dubbio una delle parti più divertenti del gioco: cliccando infatti sulle aree ancora da scoprire, vedremo il globo terrestre comporsi nei vari esagoni! Before We Leave ci porta quindi a colonizzare nuove terre, ricche di altre risorse e dove sarà possibile ottenere nuove ricerche.

Se infatti nell’isola iniziale troviamo solo la ricerca verde, nella seconda isola troveremo invece delle ricerche rosse, necessarie per sbloccare nuove conoscenze, strumenti e strutture, oltre al relitto di un’astronave che dovremo con calma cercare di riparare. In Before We Leave è importante pianificare bene, perché alcune isole saranno ottime per una data produzione e meno per altre: ecco quindi commerci, scambi e rotte navali che fanno avanti e indietro scambiando prodotti.

Before We Leave

Un’altra cosa da tenere in considerazione nel costruire le nostre strutture è che, tutte, indipendentemente dalla tipologia, richiederanno una strada, che occupa sempre un esagono. Anche i singoli edifici vanno posizionati con un occhio di riguardo, in quanto, ad esempio, un pozzo vicino alle case produrrà meno acqua.

Inoltre sono disponibili tutta una serie di schermate con tantissimi dati da analizzare, che vanno dalla situazione dei singoli abitanti, a produzione e richiesta di risorse, fino alle funzionalità degli edifici. Cliccando sull’apposito tasto dell’overlay è anche possibile monitorare tutti i valori direttamente in gioco, più nel dettaglio o semplicemente per macroaree.

Before We Leave

Le variabili da tenere in considerazione in realtà sono parecchie, ma Before We Leave ha davvero il pregio di non mettere ansia al giocatore: quello che non ti viene spiegato (e non è molto) prima o poi lo scoprirai da solo e, nella peggiore delle ipotesi, avrai solo perso un po’ di tempo. La soddisfazione provata al lancio della prima navicella, però, è qualcosa di davvero piacevole, e vederla poi spostarsi lentamente lungo l’orbita del prossimo pianeta da colonizzare è qualcosa di ancor più bello!

Ricominciare in un nuovo pianeta non vuol dire ripetersi all’infinito, non proprio, perché sarà possibile raccogliere nuove tipologie di ricerca atte a sviluppare nuove tecnologie, avanzando così con la nostra civiltà. Ho menzionato poi le balene spaziali? No…? Beh, non voglio rovinare a nessuno la sorpresa! 

Before We Leave

Una vista mozzafiato

Tutto è molto realistico in Before We Leave, questo va detto. Se ci si prende il tempo di osservare nel dettaglio i mille particolari diversi, è possibile perdersi ad ammirare coralli, diverse razze di cani (o scorpioni giganti!) e tante piccole caratteristiche grafiche e sonore. Si tratta di un gioco che ha voluto investire molto nei dettagli e, anche se magari nell’insieme si nota relativamente poco, nell’attesa che una costruzione si completi o che tutti i tuoi abitanti diventino adulti (ebbene sì, è una cosa che succede anche a loro), puoi fare un giro e osservare tutto da vicino.

La grafica è davvero molto bella, con le ombre di alberi, montagne e strutture che si spostano in base alla posizione del sole nel cielo e animazioni che, nel loro piccolo, sono davvero ben fatte. È possibile zoomare fino a vedere il taglialegna che abbatte gli alberi, o il minatore andare in giro con la carriola e, stando attenti, vedremo anche le cime degli alberi ondeggiare al vento, oltre che alcuni riflessi di luce sull’acqua!

Before We Leave

La musica e il sonoro di Before We Leave sono, a mio modesto parere, meravigliosi! Spostandosi nelle varie zone dell’isola, ad esempio dal centro dell’insediamento a una zona ancora vergine, si passa dalle musiche allegre suonate magari nelle case al silenzio di grilli e vento. Quando gli abitanti di una casa sono tutti a riposo, infatti, non è difficile vedere delle piccole note musicali uscire dalla capanna e inoltre, accelerando lo scorrere del tempo a 4x, parte una musica dal ritmo veloce, che copre i rumori della natura.

Dalla sua, rispetto a molti altri titoli, ha un’alternanza di melodie diverse che è impossibile trovare noiose ed in più, spostandosi via mare o in zone del pianeta ancora da colonizzare, le melodie scompaiono e lasciano spazio ai suoni della natura – è anche un gioco terapeutico! Interfaccia pulita, menù intuitivi per quelli che sono i comandi base e una profondità di dettagli e informazioni davvero interessante, Before We Leave è un’esperienza di gioco piacevole e immersiva.

Before We Leave

“Io amo viaggiare, ma odio arrivare”

Before We Leave è davvero un bel gioco, c’è poco da dire. La possibilità di giocare senza ansie, con i propri tempi e con tantissime variabili che però non sono né pesanti da assimilare né implicano conseguenze devastanti se non comprese o applicate subito.

La pianificazione urbanistica delle nostre isole, sebbene necessaria, non punisce gli errori, perché sarà sufficiente demolire e ricostruire, pur ovviamente dovendo fare dei passi indietro e rallentare un po’ il tutto. Per quelli che più amano la strategia, inoltre, è possibile posizionare ogni edificio nel punto migliore, proprio grazie alle sinergie tra essi.

Before We Leave

A voler proprio essere pignoli, un difetto è che, una volta che da un’isola di passa a due, a tre e da un pianeta si passa a due, a tre eccetera, distinguere tutti i vari edifici e ricordarsi cosa sta dove diventa un po’ complicato. Ma il sapore della scoperta è davvero dolce e ci regala un viaggio che, potenzialmente non finisce mai, alla scoperta di pianeti inesplorati e di una civiltà perduta – la nostra.

Before We Leave è disponibile su Steam da domani, giovedì 13 maggio, dopo essere stato un’esclusiva di Epic Games Store per oltre un anno! Grazie quindi a Team17 Balancing Monkey Games, che con la loro recentissima partnership hanno allargato il bacino di utenza a tantissimi altri giocatori. Ed ora vediamoci il trailer di lancio:

Con una colonna sonora da sogno, una grafica che si spinge fino al più piccolo dei dettagli, Before We Leave è un city builder che si fa davvero ben volere. Giocabile a ritmi tranquilli o con tempi più forsennati, regala un’esperienza di gioco davvero ricca, mai troppo noiosa anche se le meccaniche sono, ovviamente, sempre molto simili. Per gli amanti del genere è qualcosa da non lasciarsi davvero scappare!

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Scheda confidenziale su Before We Leave

L’umanità esce dai bunker sotterranei dove, a causa di cataclismi passati, si era rifugiata. Non sappiamo cosa sia successo, ma il nostro compito è recuperare conoscenze e tecnologie perdute e riportare l’uomo sulla superficie terrestre prima e a conquistare altri pianeti poi. Stando attenti alle balene spaziali.

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

80

Grafica

75

Impatto

85

Longevità

85

Sonoro

Il gioco prevede ben 56 trofei, alcuni ottenibili semplicemente giocando, altri un po’ più ostici perché relativi a specifici obiettivi da raggiungere.

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