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badiya

- La recensione

Dopo oltre due anni in Alfa, Badiya... è ancora in Alfa, con tanti bug, glitches e altri problemi che possono essere risolti con le patch, ma non tutti...

Benedetto Giuliano

Badiya è un sandbox survival game ambientato nel deserto arabo durante la seconda guerra mondiale. La trama è praticamente inesistente, la guerra passa in secondo piano e il nemico è il progresso che arriva dall'occidente. Questa volta i luoghi comuni sui Paesi del medio oriente arrivano proprio da Semaphore, un gruppo di sviluppatori arabi con l'ambizione di aver creato un gioco unico, ma si tratta di una grossolana scopiazzatura di giochi come Conan Exile, Assassin's Creed, Battlefield 1, ecc.

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Voto (5 / 1)

Storia disastrosa di un progetto pessimo e dei suoi sviluppatori

Badiya è un RPG survival sulla falsa scia di Conan Exile, ambientato nel deserto e inquadrato all’interno della seconda guerra mondiale. Il gameplay ricorda molto i già noti survival in prima o terza persona, con meccaniche di raccolta risorse, crafting e combattimenti che già altri titoli hanno offerto in diverse salse, ma a differenza degli altri, Badiya è terribilmente in ritardo coi tempi, sia nello sviluppo, visto che il gioco è in Alfa da oltre due anni e nonostante sia già stato rilasciato per l’acquisto, l’eterno test continua con diverse patch che escono con cadenza mensile e che aggiungono ben poco di nuovo e di certo non cambiano molto, né abbelliscono il gioco.

Badiya è fondamentalmente questo, un gioco brutto, valutato su Steam come “nella media”, ma di media c’è solo la licenza di chi sta sviluppando questo gioco. Gli sviluppatori di Badiya rispondono al nome di Semaphore, un team nato in medio oriente, che come in tutto il resto di ciò che accade da quelle parti, è ancora fermo a tempi remoti viste le tecniche impiegate per realizzare questo gioco. Il primo punto per il quale Badiya è in ritardo sta proprio nel comparto tecnico del gioco: due anni in Alfa, tra patch e modifiche varie, grosse o piccole, ma mai niente di radicale. Già due anni fa, guardando il gioco senza sapere quando questo fosse stato stato realizzato, era facile pensare che si trattasse di un gioco di oltre dieci anni fa, non solo per la grafica scarsamente curata nei dettagli, nei modelli e nelle strutture di personaggi e oggetti, ma anche per le animazioni, le quali sarebbero state plausibili in un gioco pre 2000 e non certo in un gioco del 2019 che tra l’altro è ancora in Alfa dopo più di due anni dal suo lancio.

L‘altro motivo per il quale Badiya è in ritardo è che il genere “survival” ha sfornato già  parecchi titoli validissimi con già un paio d’anni di esperienza sul mercato alle spalle e che ancora vengono giocati, come  The Forest, Conan Exile dal quale Badiya prova a trarre spunto e tanti altri, quindi, per riuscire, dovrebbe essere tecnicamente superiore ai predecessori del genere, tanto da poter offrire al giocatore qualcosa di nuovo e spettacolare, cosa che ovviamente non è in grado di fare.

Ma d’altronde stiamo parlando di Semaphore, uno studio di sviluppo sito in Arabia Saudita che, come si legge nel loro sito, vantano di “creare modelli in 3D altamente credibili con effetti di ombreggiatura e luce realistici“. Lascio giudicare a voi.

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È ovvio che degli sviluppatori che credono di fare un ottimo lavoro con questi risultati, non hanno nessuna possibilità di migliorarsi e realizzare  un gioco che possa soddisfare alcun giocatore.

Proviamo a dare una chance a Badiya: giochiamolo

L’interfaccia di gioco in Badiya offre informazioni su vita, munizioni, oggetti raccolti e integra un sistema ispirato a The Sims, nel quale vengono mostrati i bisogni del nostro personaggio, come sete, fame e altre informazioni vitali. È fondamentalmente un survival, quindi per sopravvivere bisogna sapere di cosa si sta sentendo la mancanza. Il personaggio si può controllare con mouse e tastiera, è questa infatti la configurazione di comando più indicata considerando il fatto che Badiya prevede una visuale in terza persona, alternata in prima nei momenti in cui s’impugna un’arma da fuoco. Il gioco offre diversi stili per procedere: lo stile stealth ricorda goffamente quello di Assassin’s Creed, nel quale  ci si può avvicinare ai nemici e ucciderli silenziosamente con animazioni veramente risibili, oppure si può sferrare un attacco diretto con l’utilizzo di armi da fuoco ed esplosivi che rendono il gioco vagamente simile per ambientazioni e armi utilizzate a Battlefield 1, ma con texture e animazioni che lo fanno sembrare più alla sua “potato mode“.

Il gioco supporta anche l’utilizzo di un joypad configurabile direttamente su Steam, oppure il compatibilissimo joypad per Xbox della Microsoft.

La parte più esilarante in Badiya è quando s’incontriamo i nemici: si, lo so, riconosco perfettamente che l’incontro col nemico è in realtà quello che desta più preoccupazione, ma in Badiya le risate più grasse arrivano dell’intelligenza artificiale e delle animazioni dei nemici. Il nemico che ci avvista semplicemente resta lì a guardare e quando fa fuoco non si sposta dalla sua posizione, è un manichino porta fucile con una pessima mira e che resta fermo per farsi uccidere. Anche negli scontri con numerosi nemici nello stesso momento, basta poco per disfarsi rapidamente di tutti, nascondendosi dietro un riparo, oppure allontanandosi di corsa e poi ritornare, trovando tutti come se non fosse successo nulla, anche se si è riusciti a uccidere alcuni di loro.

Anche i vari PNG che s’incontrano nei mercati o nei vari villaggi non sono dei pozzi di scienza: se si gira armati questi s’impauriscono e chiedono di non essere uccisi con delle animazioni ridicole e compenetrazioni col pavimento o con gli oggetti che tengono in mano. Se l’arma non viene riposta o gli si punta in faccia, questi scappano in modo molto esilarante per allontanarsi di soli 3 o 4 metri da noi e per poi ritornare rigirandosi improvvisamente, camminando e senza più alcuna paura, riprendendo le loro attività.

Inventario e combattimento

Badiya ha un sistema di crafting complesso, la costruzione degli oggetti non richiede grandi combinazioni, ma il sistema per crearli è macchinoso e poco intuitivo. L’inventario a prima vista sembra enorme, ma è tutta cornice, gli oggetti che possono essere trasportati sono pochi.

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Dall’inventario è possibile equipaggiare direttamente le armi, gli indumenti e i consumabili sul personaggio, oppure inserirli negli slot rapidi nella parte bassa dello schermo. L’inventario suddivide gli oggetti per armi, vestiario, consumabili, strumenti e risorse. Risorse e strumenti vengono utilizzati poi nel menu “Craft” per creare nuovi oggetti.

La trama di Badiya: sconfiggiamo il malvagio occidente

Se pensate di potervi consolare almeno con la storia dietro a questo gioco, vi sbagliate di grosso. Badiya è il classico polpettone di luoghi comuni dei Paese Arabi contro l’occidente visto come l’invasore, come il demonio da eliminare, ma questa volta a dirlo non è Ubisoft con i vari titoli ispirati a Tom Clancy, oppure Activision con i vari Call of Duty, ma Semaphore, che ricordo essere un team costituito da programmatori arabi. È come se un siciliano sviluppasse un gioco dove il protagonista è lo stereotipo del siciliano mafioso che vive di malavita e criminalità.

In Badiya infatti, l’onta della seconda guerra mondiale è solo un periodo storico che fa da sfondo, perché in realtà, quello che deve essere affrontato nel gioco, è l’industrializzazione e l’avanzamento tecnologico. Molte missioni infatti, prevedono di distruggere progetti o prototipi di nuove tecnologie, o persone di spicco del settore economico che vogliono realizzare i loro progetti per introdurre nuove tecniche e nuovi metodi in diversi campi: quelli che oggi chiameremmo “imprenditori”. Ecco, tutto ciò in Badiya è da eliminare. No al progresso, no all’avanzamento, si alle tradizioni medievali da mantenere a ogni costo, anche uccidendo.

Questo è quello che riguarda la campagna in single player, non lunghissima o articolata e con una storia abbastanza banale che non offre protagonisti di spicco e dei quali non si approfondisce la storia in alcun modo: c’è questo personaggio “X” controllato da noi che deve fare quest’operazione “Y” senza un motivo specifico.

C’è anche la possibilità di giocarlo in cooperativa a due giocatori, oppure in multiplayer online e in questo caso si può creare il personaggio come lo si desidera e scegliere da che parte stare. I personaggi, anche se europei o americani, saranno sempre “arabian oriented” e indosseranno prevalentemente vestiti medio orientali e useranno mezzi di trasporto tipici del deserto, come cavalli o cammelli. Questo particolare è plausibile, poiché il gioco è ambientato nel deserto arabo, ma vi assicuro che le Jeep e i camion militari viaggiano anche sulla sabbia e vedere un accampamento europeo o americano con dei cammelli parcheggiati al posto di mezzi a motore è davvero esilarante.

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Il comparto tecnico: grafica, audio e multi giocatore

La prima volta che abbiamo provato Badiya abbiamo notato una grafica scadente, poco curata, con bordi quasi ritagliati con lo strumento “lazo” di photoshop, ma non quello magnetico, ma quello a mano libera. Le skin dei personaggi sotto i vestiti sembrano invece spalmate con lo strumento sfumino, oppure copiate a chiazze come se fosse stato usato il tampone. I lineamenti sono totalmente innaturali, tanto che il gioco avrebbe avuto più successo se avesse provato a copiare Mass Effect ma senza aggiungere gli umani, lasciando solo i personaggi più mostruosi. Tutto sullo sfondo è reso “caratteristico” da colori caldi che s’incontrano sulla linea d’orizzonte con l’azzurro del cielo, il tutto reso omogeneo, come pasticciato, dalla luce accecante del sole. Ottimo metodo per nascondere buona parte delle mancanze grafiche.

Abbiamo pensato di mettere tutto al massimo quindi, risoluzione e dettagli e… Non è cambiato niente. L’unica cosa che è cambiata è il numero di frame, già basso anche a dettagli medi, con scatti che rendevano fastidioso il gameplay e quasi impossibile con impostazioni più alte, ma niente, la qualità grafica è rimasta tale, indice inoltre di una pessima ottimizzazione. Le texture e le skin da pessime sono rimaste tali, non un miglioramento nelle palette dei colori, nessun bordo più netto o definito, nessun ombreggiatura o effetto di luce particolare sui modelli, ma solo un fastidioso e continuo riverbero, anche dove non avrebbe dovuto esserci.

Immagine correlata

Le animazioni dei personaggi come già accennato sono l’elemento più esilarante. I movimenti per niente fluidi si abbinano alla perfezione con il poco realismo. I personaggi camminano come dei robot, senza piegare quasi le articolazioni di braccia e gambe, il movimento della testa segue sempre la direzione del corpo e girando la visuale col mouse si gira tutto il personaggio. I PNG sono perennemente bloccati in un loop di animazioni monotone e ripetitive e anche quando non hanno nessun interlocutore, questi continuano a muoversi come se avessero qualcuno davanti. I personaggi impauriti si buttano per terra e si muovono più come dei primati e gli oggetti che tengono in mano possono cadere dalle loro mani e compenetrarsi con i loro corpi, oppure rimanere nelle loro mani e venire brandeggiati come se non avessero più peso, seguendo il movimento dell’animazione del personaggio. Molto, molto brutto.

Immagine correlata

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Altro elemento che rende Badiya un gioco molto fastidioso è la musica, sicuramente a tema con il gioco e gli ambienti, ma terribilmente monotona e irritante. Per comporre la musica di Badiya sono stati utilizzati due soli strumenti, tipicamente arabi o comunque molto utilizzati nei paesi del medio oriente: il sirtaki e il flauto indiano, ossia quello utilizzato per incantare i serpenti. A giudicare dalla colonna sonora, pare che a chi abbia avuto il compito di comporla sia stato semplicemente detto: “suona” e così è nata la colonna sonora di Badiya.

Un consiglio davvero “affezionatissimo” che vi diamo è quello di mutare immediatamente la musica dalle impostazioni audio, oppure potete direttamente non giocarlo, che sarebbe anche la scelta migliore e non vi perdete niente di ché. La musica sembra sempre uguale anche al cambiare delle varie situazioni, che pur variando nella velocità o intensità, gli strumenti rimangono sempre quelli e quindi sembra di sentire sempre la stessa musica.

Gli effetti sonori non sono da meno: il rumore delle armi è uguale a qualsiasi altro shooter di base che utilizza suoni campionati di repertorio, difficilmente si riesce a distinguere un’arma dall’altra e alcune armi di grosso calibro dalle quali ci si aspetterebbe un bel botto, producono il suono di un’arma piccola e risulta secco e non avvolgente. I versi degli animali sembrano quelli delle giostrine per bambini nelle quali, tirando la leva si può sentire il verso del cavallo, della mucca, dell’asino o del cammello e sempre uguale. Il rumore dei passi non varia al variare della superficie sulla quale si cammina.

Sul doppiaggio c’è poco da dire: la localizzazione di Badiya prevede testi in arabo e inglese, mentre le voci sono solo in madre lingua, quindi in arabo. Non ci sono dialoghi complessi, nei villaggi e nei mercati si sentono voci in sottofondo confuse e chiaramente incomprensibili per chiunque non abbiamo studiato lingue arabe. Inoltre il numero di doppiatori non deve essere stato enorme, le voci sono quasi tutte uguali e sembra di sentire parlare sempre la stessa persona. Le frasi di alcuni personaggi sembrano che siano state fatte dal doppiatore in un momento in cui non voleva, o aveva appena ricevuto una brutta notizia.

Multi-giocatore

Il multi-giocatore in Badiya è presente sia nella campagna in singolo, che nel multiplayer online. Nella campagna, o in alcune missioni realizzate appositamente per essere giocate in co-op, c’è la possibilità di giocare con un altro giocatore e svolgere la storia o le varie missioni insieme. La storia non cambia dal single player e il fatto di essere in due non comporta nessuna modifica sulla trama.

Il multiplayer online invece permette di creare un personaggio a proprio piacimento, scegliendo d’impersonare la classe che si preferisce. Com’è prevedibile per questi giochi, è possibile scegliere tra le più classiche delle classi, le quali possono sviluppare caratteristiche diverse in base alle loro abilità: lungo raggio, corto raggio, stealth, ecc.

Il salvataggio dei progressi è consentito nella campagna in singolo ai fini della storia e questo avviene in locale, mentre per il multiplayer il salvataggio avviene automaticamente sui sever Steam.

Badiya è in buona sostanza un gioco brutto, che al primo avvio fa esclamare “ma che …”. Il progetto è ambizioso anche se in netto ritardo coi tempi, ma la sola ambizione non basta a fare un grande gioco. Serve l’esperienza, servono le capacità, serve saper stare al passo coi tempi e con le tecnologie e le tecniche impiegate recentemente negli altri giochi. Tutto fa storcere il naso in Badiya: la grafica, la storia, le musiche, il motivo stesso per cui questo gioco esiste è ingiustificabile e bug e glitches continuano ad affliggere questo gioco in ogni suo aspetto nonostante le continue patch.

Badiya offre 8 achivement Steam da poter sbloccare, ma nulla d’impegnativo, questi infatti, vengono sbloccati solo in base al tempo di sopravvivenza. Si parte da giorno 1 per poi passare a 7, 14, 21, 30, 45, 60 e infine 100 giorni.

In alcune fasi, andare a cavallo per il deserto regalava bei tramonti o albe

Testato con PC fascia Media

2.7

La grafica: pessima

La storia: banale

Le musiche

Le animazioni

I bug e i glitches continui

Longevità 5

Grafica 2

Impatto 2

Sonoro 2

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Emanuele Ribaudo
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giocone insomma!

Leonardo Guida
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Leonardo Guida
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Mi hai fatto venire voglia di giocarci 😂

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