Sviluppato e pubblicato da Aya Games, Ayasa: Shadows of Silence è un platform adventure in terza persona 3D con telecamera fissa che prende ispirazione da opere del calibro di Little Nightmares e Bramble. Un titolo che punta molto su enigmi ambientali e sull’ambientazione stessa, rafforzata da un’atmosfera prevalentemente macabra e misteriosa per un viaggio non molto lungo ma che sa lasciare il segno. Sei pronto a scoprire la nostra recensione per PlayStation 5?
Ayasa: Shadows of Silence e una storia piena d’atmosfera
Ayasa: Shadows of Silence segue il percorso tracciato da opere del calibro di Little Nightmares e Bramble: The Mountain King, ossia di storie prevalentemente mute, con poco da leggere e che cedono alla scena, all’ambienta e agli eventi su schermo il ruolo di raccontare una storia. Storia che, anche in questo caso, è da interpretare, includendo più chiavi di lettura e cercando di dar forma a una sorta di percorso personale fatto di sensazioni e impulsi nati da ciò che ci ritroveremo a vedere e giocare.
Ecco, tale sistema è come sempre “pericoloso” in quanto non essendo chiaro, rischia di respingere l’utente portandolo a non capire o seguire a dovere quanto avviene su scherma, estraniandosi e aumentando la difficoltà a empatizzare con la protagonista del gioco, ossia Ayasa. La giovane ragazza è una sorta di ultima speranza che a sua volta si risveglia, da sola, indifesa, senza arma alcuna, all’interno di una foresta i cui orrori nascosti ben presto irrompono su schermo.

Di base, sappiamo che un tempo c’era un equilibrio tra luce e ombra, sorvegliato da Tas, una sorta di grande entità. Purtroppo, l’umanità ha portato uno squilibrio enorme con un’abbondanza di sentimenti negativi di violenza inaudita, lasciando così avanzare l’oscurità e la distruzione sul creato. Ecco, noi dobbiamo affrontare un viaggio tra questi orrori cercando di localizzare e preservare quanto di bello è ancora esistente.
Inoltre, Ayasa: Shadows of Silence ha anche momenti opzionali, difficili da localizzare e prevedere e che mutano parte del racconto a seconda delle nostre stesse azioni. Un modo per plasmare, appunto, il nostro personale viaggio nelle tenebre e che premia particolarmente coloro che sapranno pazientemente esplorare e sperimentare con il mondo di gioco. Cosa non proprio facilissima considerando che, purtroppo, il gioco presta il fianco a qualche pecca soprattutto sul versante tecnico.

Tra enigmi e stealth
Ayasa: Shadows of Silence è un gioco di avventura ed esplorazione in 2.5D con elementi di platform e diversi enigmi ambientali. Un titolo che, come più volte detto, guarda moltissimo alla formula ludica di Little Nightmares, recuperandone più di un elemento e cercando timidamente di personalizzare l’esperienza con l’introduzione di diversi poteri che andranno ad aggiungersi alle azioni a disposizione della giovane e prevalentemente indifesa, Ayasa.
Il gioco, di base, punta molto sul trial and error, con mini sessioni concatenate e pericoli non sempre facili da prevedere a cui si intervallano momenti stealth, altri di rocambolesche fughe e infine risoluzioni più rilassate e “sicure” di enigmi di vario genere. Di ciò, si evidenzia l’utilizzo dei già citati poteri di cui Ayasa ben presto entrerà in possesso: si va dall’invisibilità temporanea alla possibilità di ricostruire determinati luoghi o strutture riportando indietro il tempo passando per un singolare utilizzo della luce per respingere pericoli e svelare percorsi inediti.
Purtroppo però, tutto ciò è mal supportato proprio dalla base ludica del gioco: il controllo della stessa Ayasa. Dalla profondità degli scenari al salto con relativo impatto e calcolo della distanza, non tutto è preciso e anzi spesso ti ritroverai a pattinare, cadere o incastrarti negli elementi dello scenario contro la tua volontà. Questo perché controllare Ayase restituisce un feedback non immediato e abbastanza grezzo o legnoso. Dobbiamo però segnalare che dall’inizio della nostra prova, gli sviluppatori sono più volte intervenuti, segno che c’è attenzione e volontà a perfezionare la propria creatura.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Ayasa: Shadows of Silence alterna alti e bassi. Alcuni scenari sono semplicemente belli da vedere, un continuo susseguirsi di trovate ingegnose e in parte uniche e originali. Anche diverse creature meritano la nostra attenzione se non fosse per animazioni non proprio al passo coi tempi a cui si somma un’IA non proprio perfetta. La protagonista stessa non spicca per cura al dettaglio mentre l’uso dei suoi poteri meritano una nota positiva.
Il sonoro è discretamente curato grazie a una selezione di tracce coerenti con l’atmosfera proposta e che in alcuni casi alimentano una certa tensione che migliora nettamente alcuni passaggi come determinati inseguimenti. Notevoli anche i versi delle creature che andremo a incontrare nel nostro oscuro viaggio. Altrettanto apprezzata è la presenza dei sottotitoli in lingua italiana anche se il titolo è prevalentemente muto. Infine, l’interfaccia di gioco non è propriamente perfetta nonostante la sua semplicità.




Entra nella conversazione
Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.