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At the Gates

At the Gates: provato in anteprima questo curioso gioco di strategia

At the Gates è un gioco di strategia indie sviluppato da Jon Shafer, designer anche di Civilization V

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At the Gates è un curioso gioco di strategia indie ideato e sviluppato da Jon Shafer, lo stesso disegner del famosissimo gioco Civilization V, serie ormai famosa proprio per il modo strategico di approcciarsi al gioco. At the Gates ci mette nei panni di un signore dell’età oscura che con il passare del tempo riesce a costruire un suo regno per sostituire l’impero romano ormai in rovina. Il gioco permette di comandare il proprio clan, esplorare il paesaggio intorno, raccogliere le risorse che circondano il centro del villaggio e costruire un ricco impero se si riuscirà a gestire tutte le risorse e i membri del clan.

Come si presenta il gioco?

Il gioco si presenta con un menù molto semplice e colorato in stile acquarello che da modo a chi lo apre, d’immergersi subito in una nuova partita. Non ci sono trailer iniziali che spiegano la storia e questo a mio parere è una cosa molto negativa, perchè oltre ad avere un gioco totalmente in inglese, la mancata introduzione al gioco in se è un aspetto che non va trascurato.

At the Gates

At the Gates è ambientato in Europa in un mondo di gioco in continuo cambiamento climatico, costringendo il giocatore a spostarsi di volta in volta in base alle condizioni atmosferiche della zona circostante. Per esempio, avremo modo di vedere grandi zone pianeggianti verdi e ricche di risorse e vegetazione, trasformarsi in breve tempo in una landa ghiacciata e desolata.

Parliamo proprio della mappa del gioco

Sarà molto importante quindi decidere come e quando spostarsi, non a caso le varie risorse potrebbero scomparire o andare a male in base alle stagioni, in estate infatti, le piantagioni potrebbero seccarsi e deteriorarsi, sarà molto importante quindi saper gestire sia le risorse da utilizzare subito per le proprie truppe e i componenti del clan sia quelli da tenere da parte per le stagioni invernali.

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L’obiettivo principale del creatore di questo gioco è stato quello di creare un mondo che si avvicinasse quanto più possibile a quello reale, inserendo al suo interno paesaggi ricchi di catene montuose, colline, pianure, deserti e fiumi. I punti della mappa più grandi, di solito con il passare delle stagioni, si trasformano in grandi continenti mentre alcuni potrebbero casualmente non diventarlo, rimanendo quasi invariati.

Ad ogni partita ci ritroveremo in un mondo completamente randomico diverso da quello precedente, quindi potremmo iniziare il game in zone totalmente diverse da dove eravamo prima e anche i componenti del clan saranno diversi. Gli elementi che possiamo vedere a occhio nudo non sono posti lì per caso, ad esempio le montagne possono bloccare i venti e le piogge bloccando di conseguenza la crescita di nuove zone d’acqua e vegetazione, dando origine a zone desertiche con poche risorse. Cosi come stesse le montagne possono far capire dove potrebbero crearsi delle paludi grazie ai fiumi che scorrono su di esse.

Come funzionano i clan?

Il clan all’inizio è formato da un piccolo gruppo di persone, ognuno con le proprie esigenze, richieste e parametri da seguire. Nuove persone si aggiungeranno all’accampamento con l’avanzare dei turni, anche in base a quanti materiali e cibo riusciremo a produrre. Bisognerà stare molto attenti perchè il mancato raggiungimento di alcuni obiettivi, potrebbe causare del malessere e malcontenti, causando minore efficienza soprattutto nei ranghi militari e nelle battaglie.

Ci sono diversi personaggi che spesso potrebbero comportarsi in modo più aggressivo rispetto ad altri, il consiglio principale che posso darvi è quello di allontanare questi individui, anche se ciò all’inizio dovesse causare un malus per il morale. Capiterà spesso che l’unico modo per placare gli animi di più personalità all’interno dei clan sia proprio quello di separarli, punendo uno dei due pubblicamente. Ciò causerà come vi accennavo prima, alla perdita permanente del morale e come se non bastasse, anche alla professione in cui era specializzato. Ricordatevi che il fine giustifica i mezzi, quindi è meglio avere un clan efficiente piuttosto di non avere nulla.

Il sistema di gioco a turni, come funziona?

Una cosa che spesso mi ha fatto storcere il naso non è stata quella di calcolare quante risorse servissero o come utilizzarle, né tanto meno come spostarsi all’interno della mappa, ben sì il sistema a turni che ci accompagnerà all’interno di tutta la partita all’interno del gioco, a mio parere troppo lento e macchinoso, rendendo il gioco quasi soporifero.

Per ogni singola azione infatti, dovremo calcolare precisamente cosa fare, se mandare in avanscoperta un membro del clan, se fargli produrre materiali o alzare delle difese attorno alle capanne principali. Ciò vi farà dedurre che sarà un gioco che richiederà il suo tempo, dove ogni singolo errore potrebbe portare al fallimento della campagna.

Fin qui magari ci potrebbe anche stare, visto che stiamo parlando comunque di un gioco di ruolo, ma la cosa diventa frustante quando anche calcolando a modo qualsiasi azione, spesso questo titolo dà la sensazione di essere in un vicolo cieco. Per vincere la partita due sono i modi, ovvero facendo arrivare in modo pacifico un numero predefinito di clan alla capitale del vecchio impero romano o prendersi tutto con la forza.

Pro e contro del gioco?

Gli aspetti positivi di questo gioco sono certamente tanti, partendo dalla grafica che è stata realizzata seguendo lo stile quasi pittoresco ad acquarelli, rendendo molto piacevole il gioco alla vista. I suoni sono stati molto curati, sarà facile rilassarsi in tante occasioni con il cinguettio degli uccellini o i vari suoni della natura. Anche i suoni dei vari menù non sono per niente male, lasciando comunque trapelare quanta attenzione ci sia stata sullo sviluppo di At the Gates.

Gli aspetti negativi del gioco invece non sono cosi tanti, ma purtroppo, a mio modo di vedere le cose influiscono troppo sul parere complessivo del gioco. La totale mancata traduzione del gioco dalla lingua inglese mi ha fatto non poco imprecare, perchè capire per filo e per segno cosa servisse fare ad ogni turno di gioco non è stato molto semplice. Come già vi ho accennato prima e come vi dissi nella scorsa anteprima, per me i trailer a inizio game sono importantissimi, perchè fanno capire meglio le dinamiche del gioco e il contesto, ma anche in questo caso, non vi è nessuna traccia. L’unico vero trailer che ci è stato dato su questo gioco è stato quello di quando fu annunciato, tutto il resto c’è da scoprirlo all’interno delle partite.

Tirando le somme, questo gioco lo consiglio soprattutto agli amanti del genere perchè di cose belle ce ne sono tante, di sicuro però non posso consigliarlo ai casual gamer o a chi è predisposto a tutt’altro genere di giochi. Il titolo è disponibile da oggi per PC sullo store di Steam.

E tu cosa ne pensi dei giochi di strategia a turni? Fammelo sapere nei commenti!

Graziana Diomede
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