Android Hunter A

Android Hunter A: un titolo da migliorare

Ecco la recensione di Android Hunter A, il nuovo platform che si ispira a Mega Man

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Android Hunter A è un platform a scorrimento orizzontale in 2.5D che ha fatto il suo debutto su Steam il 26 novembre 2020. E’stato sviluppato dalla casa indie di DigiPlox, creatori anche di Rainbow Robin, un titolo tra l’altro simile ad Android Hunter A,

Il gioco ricorda molto la serie Mega Man sia nello stile che nel gameplay, puntando ad utilizzare al meglio un motore grafico di attuale generazione come l’Unreal Engine 4.

Android Hunter A: una storia non raccontata

Android Hunter A ci catapulta direttamente nell’azione di gioco mostrandoci un ragazzo, con un evidente braccio blaster, che si propone di salvare una città da un attacco di androidi minacciosi. Il gioco è un platform che ricorda Mega Man, che però ci lascia da soli sin da subito, non introducendo alcuna storia legata al nostro protagonista. Ecco qui una descrizione della trama, tradotta direttamente dal sito degli sviluppatori di DigiPlox:

“Con l’imminente scoperta dell’enigmatica Base Metallica che isola l’attività tra umani e androidi, il suo potere e le sue proprietà contestabili hanno reso inutile l’idea della convivenza. Gli androidi intrinseci iniziarono a superare vari ambienti e creazioni artificiali, stabilendo la loro presenza nelle strade trafficate della terra del futuro, tra la vegetazione infinita e i doni universali conferiti al mondo dalla natura, e persino nelle aree industriali dove cercarono di migliorarsi attraverso l’uso della robotica. Non bisognava aspettare i lenti progressi, poiché l’effetto ringiovanente che la Base Metallica aveva sugli androidi era inevitabile; l’acquisizione era solo una questione di tempo … “

Una descrizione che ritengo poco chiara. In breve il nostro eroe dovrà viaggiare in questo mondo ed eliminare androidi a colpi blaster ed altre armi dall’aspetto futuristico. Il tutto però è accompagnato da brevissimi momenti in cui ci mettiamo in contatto con la nostra base operativa, e solo in queste circostanze abbiamo dei dialoghi ma molto striminziti. In due ore di gioco vagando tra qualche stage non ho potuto cogliere altro sulla storia ed il mondo che circonda il nostro protagonista.

Un gameplay con eccessiva difficoltà e problemi

Un gameplay con qualche problema e molte difficoltà, cosi potrei riassumerti Android Hunter A, il titolo considerato una versione moderna di Mega Man. Essendo un platform quello che bisogna fare è abbastanza semplice, in teoria almeno, ovvero raggiungere la stanza finale e battere il boss del livello scelto.

Android Hunter A: un titolo da migliorare 1

Prima di poter raggiungere la schermata che vedi qui sopra c’è un prologo in cui il gioco “dovrebbe” spiegarti le meccaniche con un tutorial, cosa che però non avviene. La nostra collega alla base ci contatta in pochissime situazioni e, non essendoci alcun doppiaggio, dobbiamo stare attenti ai messaggi che compariranno su schermo e leggerli tempestivamente, non una cosa ottimale soprattutto se non conosci qualche termine in inglese.

Il prologo ci dà un’idea, a mio modo di vedere, sbagliata sul grado di difficoltà che troveremo una volta visti gli altri stage. Mentre nel livello introduttivo ci troviamo nemici e soprattutto un boss abbastanza semplici da affrontare, una volta passati alla selezione degli stage le cose si complicano e moltissimo. I vari livelli sono già tutti disponibili sin dall’inizio, forse perché non sono posti o non potrebbero essere ordinati in maniera sequenziale di difficoltà? Comunque ti riporto la mia esperienza cosi potrai valutare anche tu.

Ad esempio nello stage dove si affronta la mantide religiosa, collocato in alto a sinistra, affronterai delle sezioni del livello davvero molto difficili, soprattutto per colpa del sistema dei salti. In Android Hunter A per poter superare un muro, o un ostacolo più alto del nostro salto iniziale, dovremo premere il tasto salto sbattendo contro l’ostacolo, dopo aver premuto più volte riusciremo a scalarlo. E’ una caratteristica fastidiosa soprattutto in determinate circostanze, l’animazione prodotta da questa scalata non è inoltre ben fatta.

Ciò che ho trovato davvero frustrante è stato affrontare i boss di questi stage: dopo aver giocato i primi 4 livelli (le prime due righe dell’immagine) ho potuto constatare che i boss hanno dei piccoli punti cechi, tuttavia è fondamentale saper saltare e schivare molto velocemente, ritengo che questo sia eccessivamente richiesto e che i combattimenti siano troppo impegnativi.

Oltre ai salti, le schivate ed il nostro fedele blaster non abbiamo molte opzioni per affrontare gli androidi nemici:

  • abbiamo una barra della rabbia che si carica camminando senza subire danni (la si può riempire camminando avanti ed indietro prima della stanza del boss) o tramite degli oggetti che i nemici lasciano cadere una volta sconfitti.  Se la si riempie al massimo è possibile utilizzarla per scagliare un potente colpo contro il nemico, magari un boss, rilasciando una potente onda energetica (si è proprio simile a quella di Dragon Ball) che farà tanti danni ai nemici davanti a noi.
  • abbiamo a disposizione altre armi che si scaricano, a differenza del blaster, e che possono essere scambiate velocemente durante il gioco. Armi che però potremo ottenere solo sconfiggendo i boss.

Dato che utilizzeremo il blaster voglio sottolineare come sia molto fastidioso utilizzarlo con i nemici volanti o in posizioni più alte, poiché ci ritroveremo spesso a saltare più volte per poter rilasciare il colpo e centrare il nemico. Una mancanza molto evidente è infatti la possibilità di mirare in alto, il nostro eroe può solo sparare dritto davanti a se (o dietro di se) in linea orizzontale. Ho trovato inutile la possibilità di caricare il blaster tenendo premuto il relativo tasto, poiché ci si espone a colpi nemici dalla distanza ed eliminarli con singoli colpi mi è risultato molto più veloce.

Nel corso del gioco i nemici ci rilasceranno cristalli, alcuni dei quali alzeranno il punteggio ottenuto nel livello, e degli oggetti che cureranno la nostra salute, daranno munizioni per le altre armi, aumenteranno la barra della rabbia ed infine le vite.

Continuando a parlare dei nemici ho riscontrato problemi legati ai respawn degli stessi, sembra infatti che sia possibile raccogliere oggetti infinite volte, semplicemente tornando indietro nel punto in cui si era appena eliminato un androide e trovandone nuovamente uno uguale ad aspettarti. Alcune volte inoltre è possibile vedere due nemici sovrapposti, un bug che capita morendo in un determinato punto dove sono presenti degli androidi ostili.

Aspetti tecnici di Android Hunter A

Android Hunter A possiede tra i suoi pregi due elementi: un buon comparto grafico e un buon sistema di illuminazione. Il gioco, lo ricordiamo, è stato realizzato con il motore grafico Unreal Engine 4 e presenta vari stage con vari biomi, aspetto molto apprezzato poiché la ripetitività di un ambiente solo futuristico potrebbe stancare. Le luci sono ben organizzate sui modelli del protagonista e dei nemici, mettendo bene in evidenza la lucidità del metallo dell’armatura del nostro eroe e del materiale di cui sono composti gli androidi nemici. Ogni tanto potrebbe capitare qualche problema legato al caricamento delle texture e della videocamera, ma per fortuna questi fastidi capitano raramente. Ci tengo però a a specificare che ci sono alcune rogne circa le risoluzioni disponibili nel menù, alcune delle quali tagliano elementi importanti al di fuori dello schermo, il mio consiglio è di tentare più risoluzioni sino a trovare quella ottimale.

Un menù che è assolutamente da rivedere è quello che si può richiamare durante il gioco, dovrebbero essere esplicitate meglio le opzioni riguardanti il ritorno al menù principale, al momento ci sono solo quattro rettangolini che mostrano una descrizione solo quando ci si sposta con il cursore.

Nulla da ridire sull’aspetto musicale e gli effetti sonori, che sono ben sincronizzati con le animazioni e le azioni che avvengono durante il gioco.

Infine un aspetto che è mancante, e sarebbe stato sicuramente gradito, è il doppiaggio del tutto assente in Android Hunter A, altra pecca è la presenza della sola lingua inglese come ulteriore ostacolo per il titolo di DigiPlox.

Un androide che ha bisogno di ritocchi

Dopo averti spiegato ogni aspetto possibile su Android Hunter A, ritengo che il titolo platform di DigiPlox abbia bisogno sicuramente di ritocchi ed implementazioni, i piccoli bug ed i problemi tecnici possono essere sicuramente risolti ma ciò che influisce molto è il gameplay. Da non fan di Mega Man, il titolo mi è sembrato troppo complicato per le boss fight, che richiedono un livello di frenesia ed abilità che ritengo eccessivo, ma può essere sicuramente migliorato per attirare anche il pubblico non esperto sul genere.

Il mio giudizio finale sul titolo è più che sufficiente, Android Hunter A necessita sicuramente di ritocchi al gameplay, soprattutto un bilanciamento delle Boss fight e delle migliorie tecniche (salti in primis). Sarebbe opportuno inoltre aumentare il numero di lingue disponibili per il titolo di DigiPlox, che al momento potrebbe attrarre principalmente i fan di Mega Man per la vaga somiglianza.

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Scheda confidenziale su Android Hunter A

Un ragazzo si propone come eroe per salvare il mondo di gioco da minacciosi androidi, che andrà a cacciare nei loro habitat, con l’utilizzo del suo fedele blaster e delle armi che otterrà sconfiggendo le sue prede.

Cosa mi piace

Cosa non mi piace

75

Grafica

65

Impatto

60

Longevità

70

Sonoro

Il gioco comprende 15 achievement, per la maggior parte di essi dovrai sconfiggere i boss presenti nei vari stage del gioco.

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