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Ammazza che mazza è una realtà

Se sei un fan dei Simpson di vecchia data, probabilmente ricorderai il gioco immaginario Ammazza che Mazza (in originale Lee Carvallo’s Putting Challenge). Beh da oggi potrai giocarlo direttamente dal browser del…

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Ammazza che mazza è una realtà

Se sei un fan dei Simpson di vecchia data, probabilmente ricorderai il gioco immaginario Ammazza che Mazza (in originale Lee Carvallo’s Putting Challenge). Beh da oggi potrai giocarlo direttamente dal browser del tuo PC.

Ammazza che mazza è una realtà

Il gioco, divenuto protagonista di una gag nell’episodio 11 della settima stagione, è praticamente una simulazione di golf con grafica stile Nintendo NES. L’ideatore del gioco è Bill Oakley, ex autore e produttore esecutivo proprio dei Simpson, ma sviluppato da Aaroon Demeter. Il gioco è raggiungibile a questo indirizzo e ci calerà nella stessa situazione di Bart mentre proverà a giocarci.

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Se non hai mai visto la puntata, con il titolo “Marge non essere orgogliosa”, parlava della voglia di Bart di avere l’ultimo gioco tripla A, il quale era un chiarissimo riferimento a Mortal Kombat, Tempesta d’Ossa (BoneStorm nell’originale). Tuttavia Marge decide di non comprare il gioco al figlio poiché troppo violento e diseducativo. Al rifiuto della madre, Bart cerca in ogni maniera di giocare al videogame, fino ad arrivare, per colpa di alcuni compagni di scuola, a rubarlo.

Tuttavia il ragazzo viene beccato e dopo varie peripezie Marge e Homer vengono a conoscenza della marachella. Specialmente Marge perderà la fiducia nel figlio il quale cercherà in tutte le maniere di riacquistare l’affetto materno, riuscendoci alla fine. Come premio per tutti gli sforzi, Marge decide di regalare a Bart un videogioco e facendosi consigliare dal commesso, acquista “Ammazza che Mazza“, invece di “Tempesta d’Ossa”. Una situazione in cui tutti siamo passati almeno una volta nella vita, il fare buon viso a cattivo gioco per un regalo preso da una persona poco esperta.

Ammazza che mazza è una realtà

Dal cartone si capisce benissimo che il gioco ha un ritmo estremamente blando, per nulla adatto ad un ragazzino di 10 anni, infatti Bart cerca di mandare la palla fuori dal campo più e più volte e potremo farlo anche noi con questo browser game.

Ok adesso che ci avete dato Ammazza che Mazza, aspettiamo Tempesta d’Ossa: “Comprami Tempesta d’Ossa o vai all’inferno!”.

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