Dungeon Master, il dungeon crawler del 1987 firmato FTL Games, si può finalmente provare attraverso ScummVM. Non si tratta di un remake né di una nuova edizione commerciale: il team del progetto ha aperto i test pubblici della compatibilità con due versioni originali, Amiga e DOS. Per chi conserva ancora i file di gioco, è un modo nuovo per tornare nei sotterranei di Lord Chaos senza affidarsi all’eseguibile dell’epoca.

Quali versioni di Dungeon Master funzionano con ScummVM?
La comunicazione ufficiale di ScummVM dell’8 ottobre 2026 indica precisamente le edizioni ammesse alla fase di prova:
| Versione originale | Edizione supportata nei test |
|---|---|
| Amiga | 2.0, in inglese |
| DOS | 3.4, edizione statunitense in inglese |
È una distinzione importante: l’annuncio non garantisce che ogni versione esistente del gioco venga riconosciuta. Non è neppure la conferma dell’inclusione di Dungeon Master nella versione stabile già distribuita al pubblico. Il supporto è attualmente proposto per un test comunitario attraverso le build di sviluppo.
Come provare Dungeon Master con ScummVM oggi
La procedura annunciata dal team è breve, ma richiede di possedere i dati del gioco originale:
- Apri la pagina ufficiale dei download di ScummVM e raggiungi la sezione Daily Builds.
- Scarica una build di sviluppo recente adatta al tuo sistema, tenendo presente che le build giornaliere sono sperimentali.
- Prepara una cartella con i file di una delle due edizioni supportate di Dungeon Master, senza confonderli con quelli di altre conversioni.
- Avvia ScummVM e aggiungi la cartella del gioco alla libreria; quindi prova ad avviarlo.
- Se riscontri problemi o blocchi, invia una segnalazione al progetto attraverso il relativo sistema di tracciamento dei bug.
ScummVM non fornisce gratuitamente il gioco originale. Il programma sostituisce il modo in cui il software viene eseguito, ma per usarlo devi avere i file necessari. E poiché si parla di test, resta possibile incontrare incompatibilità o comportamenti inattesi.

Il lavoro dietro il ritorno: persino i muri hanno richiesto attenzione
La parte più curiosa della storia è quella nascosta dietro lo schermo. Nel suo diario di sviluppo pubblicato ad agosto, il collaboratore mohit ha raccontato un problema molto concreto: nella versione DOS, le pareti dei sotterranei non comparivano sempre nella posizione corretta. Il motore usava un sistema di disposizione delle immagini differente da quello delle vecchie edizioni Amiga e Atari ST.
Per sistemarlo è servito ricostruire come il gioco recuperava le coordinate degli elementi grafici dalle proprie risorse. È il tipo di lavoro poco visibile che permette a un classico di sopravvivere: non basta accenderlo, bisogna capire come ragionava il programma originale. Il resoconto successivo dello sviluppatore racconta inoltre il completamento dell’integrazione del motore e le prove effettuate sulle versioni Amiga e DOS.
Perché Dungeon Master resta un pezzo di storia dei videogiochi
Oggi l’idea di esplorare un labirinto in prima persona, gestire un gruppo di eroi, affrontare mostri in tempo reale e comporre incantesimi sembra familiare. Nel 1987, invece, Dungeon Master contribuì a definire proprio quel linguaggio: i quattro campioni, le rune da combinare e la pressione continua dell’esplorazione resero l’avventura diversa dai dungeon crawler tradizionalmente a turni.
La notizia non promette un seguito o una rimasterizzazione. È qualcosa di più piccolo e, per chi ha vissuto l’epoca dei floppy, forse più prezioso: un gruppo di sviluppatori sta rendendo nuovamente accessibile un gioco fondamentale senza riscriverne l’identità. ScummVM ha già una lunga storia di conservazione dei classici, come raccontavamo nel nostro articolo dedicato ai suoi vent’anni. E se vuoi un altro viaggio nel retrogaming degli anni Ottanta, nella rubrica Old But Gold abbiamo ricordato anche Zak McKracken and the Alien Mindbenders.



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