UnReal World è stato pubblicato per la prima volta nel 1992 e, 34 anni dopo, sta ancora ricevendo nuovi sistemi. Il survival roguelike di Sami Maaranen si prepara a un nuovo aggiornamento dedicato agli abiti e al clothcrafting, con uscita prevista nel corso di ottobre 2026. Non è una remaster, un remake o il ritorno tardivo di un gioco abbandonato: è la continuazione dello stesso progetto iniziato all’inizio degli anni Novanta.
Il dettaglio che rende la storia quasi surreale è la normalità con cui lo sviluppatore ne parla. Il 26 settembre Maaranen ha scritto sul forum ufficiale di UnReal World che tutte le nuove funzioni della versione Survivor’s New Clothes sono ormai implementate e che il lavoro è entrato nella fase di correzione, bilanciamento e test. Pochi giorni dopo ha mostrato un’altra modifica ancora in sviluppo: abiti iniziali differenti in base a sesso e cultura del personaggio.
Un gioco nato nel 1992 che non ha mai davvero smesso di evolversi
La storia di UnReal World comincia persino prima della sua prima versione pubblica. Sul sito ufficiale Maaranen indica l’avvio del progetto nel 1990 e la prima release nel 1992. Da allora il gioco è passato attraverso decine di versioni e tre grandi evoluzioni tecniche, continuando a essere sviluppato invece di venire semplicemente conservato come curiosità storica.
Oggi resta un survival open world a turni ambientato in una versione ispirata alla Finlandia dell’Età del Ferro. Si caccia, si pesca, si seguono tracce, si costruiscono ripari, si commerciano beni e si prova a sopravvivere a ferite, fame, clima e natura. La pagina Steam ufficiale lo presenta come un progetto mantenuto e aggiornato ininterrottamente dal 1992.
È difficile trovare un contrasto migliore con il ciclo di vita del videogioco moderno. Molti titoli live service vengono chiusi nel giro di pochi anni; UnReal World, invece, continua a ricevere sistemi nuovi quando intere generazioni di hardware sono nate e scomparse dalla sua prima uscita.
Il prossimo aggiornamento cambia persino il modo in cui ci si veste
Il nuovo update può sembrare piccolo se lo si riduce alla parola “vestiti”, ma segue la filosofia estremamente simulativa del gioco. Nella versione in arrivo, i personaggi femminili non inizieranno più necessariamente con lo stesso tipo di abbigliamento dei personaggi maschili. L’equipaggiamento dipenderà anche dalla cultura di appartenenza.
Maaranen fa un esempio preciso: le donne delle tribù settentrionali utilizzeranno più facilmente camicie di pelle e mantelli di pelliccia invece di indumenti in tessuto. Anche gli NPC riceveranno abiti più coerenti con la loro cultura e con la disponibilità dei materiali: le comunità più ricche useranno tessuti migliori, mentre quelle più isolate faranno maggiore affidamento su pelle e pelliccia.
Lo sviluppatore specifica che queste funzioni non sono presenti nell’attuale versione 3.88. Fanno parte dell’aggiornamento ancora in test, previsto in ottobre.
Prima gli abiti di pelle, ora lino, lana e ortica
La base del sistema era stata preparata a marzo con la versione 3.88. Quell’aggiornamento ha introdotto la skill Clothcraft, la possibilità di mettere in pausa i lavori di crafting e un sistema in cui la qualità degli abiti prodotti dipende dall’abilità del personaggio e dai materiali utilizzati.
Il passo successivo amplia questa logica verso la produzione di indumenti in lino, lana e ortica. Nel post del 26 settembre, Maaranen racconta persino di aver dovuto correggere il prezzo del tessuto durante i test perché un errore di conversione rendeva alcuni materiali troppo economici. È un dettaglio minuscolo, ma descrive bene il livello al quale il gioco continua a essere rifinito dopo più di tre decenni.
Il retrogaming qui non è nostalgia: è sviluppo attivo
Di solito quando torniamo su un gioco dei primi anni Novanta lo facciamo attraverso emulazione, remaster, collezioni o preservazione. UnReal World è un caso diverso: il passato non viene soltanto recuperato, perché il gioco continua a cambiare nel presente.
È un caso che si collega bene al nostro approfondimento su come i videogiochi vecchi possono continuare a vivere come classici, ma anche a produzioni moderne come Roguecraft DX, che riprendono consapevolmente la filosofia del roguelike tradizionale. La differenza è che UnReal World non deve ricreare quell’epoca: arriva direttamente da lì.
34 anni dopo, il progetto non sembra vicino alla fine
La versione Steam è arrivata solo nel 2016, quando UnReal World aveva già oltre vent’anni di storia alle spalle. L’attuale release stabile, la 3.88, risale al 26 marzo 2026; nel frattempo il sito ufficiale ha continuato a pubblicare aggiornamenti di sviluppo durante tutta l’estate e settembre.
Non c’è quindi un “ritorno” da celebrare: UnReal World semplicemente non se n’è mai andato. E il fatto che nel 2026 il suo autore stia ancora discutendo di prezzi del lino, abiti culturali, crafting e bilanciamento rende questa una delle storie più strane e affascinanti della longevità videoludica.



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