William Pugh, co-designer di The Stanley Parable e fondatore di Crows Crows Crows, ha accumulato 1.603 ore su Dota 2. Il dato è emerso in una recente intervista dedicata ai giochi installati sul suo PC, e il dettaglio curioso è che Pugh non associa quelle ore a un rapporto sereno con il MOBA di Valve.
Nell’intervista pubblicata da PC Gamer il 27 settembre 2026, Pugh indica Dota 2 come il titolo con più ore nella sua libreria Steam: 1.603, persino più delle circa 1.583 accumulate su Team Fortress 2.

Perché 1.603 ore non significano per forza amore
Pugh racconta Dota 2 come un’esperienza estremamente competitiva e spesso frustrante. Ricorda compagni fuori posizione, scelte di oggetti sbagliate, support poco efficaci e carry incapaci di incidere. Il punto più interessante, però, è che ammette di non essere mai diventato particolarmente bravo nonostante il tempo investito.
La ragione per cui continuava a tornare sul gioco, secondo lui, era soprattutto la complessità. Dota 2 richiede così tanta attenzione da occupare completamente la mente durante una partita: una qualità che può diventare magnetica anche quando l’esperienza non è davvero rilassante.
Oggi gioca soprattutto a Deadlock
Pugh spiega di essersi in gran parte allontanato da Dota 2 e di stare giocando molto a Deadlock. Non è un caso: il nuovo titolo Valve mantiene una forte componente strategica e una struttura da MOBA, ma la combina con uno shooter in terza persona.
Su iCrewPlay abbiamo già analizzato quanto Deadlock sia vicino a Dota 2 nelle sue fondamenta, soprattutto per economia, corsie, oggetti e profondità tattica.
Team Fortress 2 ha invece cambiato la carriera di Pugh
Il rapporto con Team Fortress 2 è molto diverso. Pugh lo considera uno dei giochi che lo hanno avvicinato seriamente al mapping con Source e alla community dei modder. Proprio quell’ambiente lo avrebbe poi portato a incontrare Davey Wreden e a lavorare sulla versione commerciale di The Stanley Parable.
Per recuperare quel pezzo della sua storia puoi leggere anche il nostro articolo su The Stanley Parable: Ultra Deluxe.
Le ore Steam raccontano solo metà della storia
Il caso di Pugh è interessante perché smonta un’equazione molto comune: tante ore non significano necessariamente amore per un gioco. Possono significare competizione, abitudine, frustrazione e desiderio di migliorare.
Nel suo caso Dota 2 è diventato il titolo più giocato della libreria proprio mentre il rapporto con il gioco diventava sempre più esasperante. Una contraddizione che molti giocatori competitivi riconosceranno immediatamente.



Entra nella conversazione
Condividi il tuo punto di vista: non serve creare un account. I contributi restano soggetti alla moderazione editoriale.