Sviluppato da Odaclick Game Studio e pubblicato da Trailmark Games, The Walking Dead: Streets of Survival è un picchiaduro arcade in 2D a scorrimento orizzontale in scenari 2.5D che recupera direttamente le vicende di quattro icone del mondo di Walking Dead facendoci rivivere frammenti delle loro storie in prima persona. Noi abbiamo fatto questo nostalgico viaggio su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. Sei pronto ad affrontare orde di zombie?
The Walking Dead: Streets of Survival dalla serie al videogioco
Basta un’occhiata a The Walking Dead: Streets of Survival per capire che non è il raccontare una storia l’obiettivo principale del gioco. Sì, la narrazione è presente e anche abbastanza fedele al prodotto originale di riferimento, ma il titolo è votato essenzialmente al gameplay, vero e proprio fulcro dell’esperienza. Inoltre, l’animo arcade, carico di una nostalgia indiscutibile, è vivo e vibrante pad alla mano e chi è cultore del genere saprà sentirsi a casa a prescindere se sia fan o meno della serie.
Facciamo quest’ultima precisazione, perché The Walking Dead: Streets of Survival è strettamente legato al prodotto che gli da nome: The Walking Dead. Ancor più, parliamo della serie televisiva targata AMC. Ma non parliamo di un’opera che parte dagli albori della saga bensì da un momento ben preciso: il capitolo della Guerra Totale. Quindi abbiamo un doppio conflitto, il primo contro i vaganti, ossia gli zombie, e l’altro con i Salvatori capitanati dall’iconico Negan.

Nel nostro team, avremo ben tre personaggi, tutti con richiami grafici agli attori di riferimento: Rick Grimes, Daryl Dixon e Michonne. A questi si aggiunge anche il personaggio sbloccabile della nostra nemesi, il già citato Negan. Il prologo del gioco si apre su una fuga e su un addio noto ai fan ma che, onde evitare spoiler, non anticipiamo. Ma chi mastica anche lontanamente la serie, saprà che è piena di addii oltre di sangue da far scorrere a fiumi.
Detto ciò, seppur con inevitabili modifiche di copione e qualche piccolo lavoro di reimmaginazione, The Walking Dead: Streets of Survival risulta un prodotto particolarmente apprezzabile per i fan che potranno rivivere personalmente alcuni momenti della serie oltre a dar libero sfogo alla propria furia omicida. Inoltre, è da citare che ritornano luoghi iconici sempre legati alla serie tra cui il Santuario, Alexandria e Hilltop. Insomma, un piccolo omaggio a una serie che ha indiscutibilmente lasciato il segno.

Un arcade classico
The Walking Dead: Streets of Survival è un picchiaduro arcade in 2D single player decisamente classico e che sfrutta a dovere la saga di riferimento. La portata principale ed essenziale è localizzabile nella campagna principale, un’esperienza fatta di missioni in cui spicca l’utilizzo dei vari personaggi. I tre inizialmente a nostra disposizione, ossia Rick , Daryl e Michonne, si differenziano tra loro in modo immediato e ingegnoso seppur non rivoluzionario.
Ognuno di loro ha un suo stile di combattimento, con specialità varie e un set di statistiche. Ad attacchi e combo ravvicinate con un sistema di hitbox abbastanza credibile seppur non sempre precisissimo, si aggiungono delle armi a distanza personali. Ad esempio, Dylon ha una balestra discretamente devastante seppur lenta mentre Michonne è ditata di una katana che rende le sue combo ravvicinate molto sceniche e brutali.

Entrambe le tipologie di armi personali per singoli personaggi, si aggiungono quelle che potrai temporaneamente raccogliere in giro per i vari livelli. A tal proposito, si tratta di aree in 2.5D con profondità verticale e che mescolano il 2D dei personaggi al 3D dei luoghi e degli oggetti di scena. Questo mix rende alcuni scontri, soprattutto quelli più popolosi, non proprio precisi. In poche parole: non sempre gli attacchi vanno a segna per una questione di allineamento.
Nulla di gravissimo e basta un occhio allenato per sopperire e rendere l’esperienza più fluida e soddisfacente. Per quanto riguarda l’esplorazione, non c’è granché ma non mancano piccole aree nascoste e opzionali dove spesso poter reperire risorse extra o i collezionabili dei rispettivi livelli. Da segnalare inoltre la possibilità di far scontrare i Salvatori con i vaganti, dando vita a trappole di vario genere che rendono un po’ più varia e caotica la nostra avventura, oltre a dar vita a momenti decisamente coerenti col materiale originale.
Sfruttare quindi i nostri stessi nemici per sgomberare l’area o agevolare la progressione è solo una delle piccole trovate di The Walking Dead: Streets of Survival che però non smorzano una ripetitività di fondo innegabile e un’esperienza che, a conti fatti, non innova nulla rispetto al genere d’appartenenza. Ciò non toglie che il titolo risulta comunque divertente e anche discretamente sfidante, soprattutto durante le boss fight, alcune davvero iconiche e impegnative.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, The Walking Dead: Streets of Survival regala una pixel art e un mondo in 2.5D ben coesi tra loro e in grado di coinvolgere e soprattutto di legarsi facilmente al materiale d’origine. Ciò rende il tutto quasi un tie-in ma decisamente curato e coerente con il proprio stile. Anche le animazioni, seppur non numerose, risultano credibile e discretamente sceniche, inclusi gli elementi più splatterosi e gore.
Il sonoro è in linea con l’offerta, coerente e ben utilizzato senza particolari guizzi creativi. Buoni gli effetti sonori che contribuiscono a dar la giusta “vita” alle aree di gioco e ai suoi pericoli tra cui spiccano, neanche a dirlo, i vaganti. Da segnalare, inoltre, la sempre gradita presenza dei sottotitoli in lingua italiana qui utilizzati soprattutto nelle fasi narrative con dialoghi ben tradotti.
