Ideati e sviluppati originariamente da Pierre Gilhodes, Gobliiins Collection sbarca su console grazie a Red Art Games che ne ha curato un pacchetto generoso e ampio che abbraccia e include tutti e cinque i titoli della saga. Parliamo di opere la cui prima trilogia risale agli anni ‘90 e che possiamo identificare come una sorta di avventure grafiche a enigmi decisamente surreali e iconici, oltre che ironici. Noi abbiamo fatto questo salto nostalgico su Nintendo Switch 2. Pronto a scoprire la nostra recensione?
Gobliiins Collection cinque capitoli in un solo pacchetto
Prima di approfondire la surreale narrazione di questa stravagante e iconica saga, è bene viaggiare un po’ nel tempo in quanto questa raccolta è una vera e propria operazione nostalgica, quasi archivistica oltre a essere incredibilmente fedele ai rispettivi capitoli. Non siamo, infatti, dinanzi a un reboot o a un remake e neanche a una vera e propria remastered. Si tratta di una trasposizione dei capitoli originali con lievi ritocchi tecnici e di gameplay per adattarli al meglio sulle moderne apparecchiature.
Il primo capitolo del pacchetto è Gobliiins, titolo originario del 1991 e tra quelli che presta il fianco a un invecchiamento abbastanza palese, soprattutto sull’impatto estetico. Parliamo però di un titolo che cattura perfettamente la sua epoca restituendola con una naturalezza e un’originalità che è ancora oggi il carburante dell’intera saga. A differenza delle altre avventure grafiche degli anni ‘90 tra cui spiccano sicuramente i capolavori firmati Lucas Art, Gobliiins puntava a una tipologia di enigmi ed esperienza differente.

Al posto di un inventario ampio da gestire, qui abbiamo un sistema di personaggi simil Days of Tentacle ma coi personaggi che si differenziano per abilità vere e proprie. Ma questo lo scoprire nel paragrafo dedicato al gameplay. Qui ti basti sapere che il primo capitolo di Gobliiins Collection ci mette nei panni di tre bizzarri eroi: Oups, Asgard e Ignatius incaricati di salvare il Re Angoulafre. Inutile dire che siamo davanti a un’opera che non punta a un intreccio sorprendente o articolato ma che,anzi,punta tutto su umorismo e bizzarrie sopra le righe. E sì, diverte ancora oggi.
La formula sia ludica che narrativa del titolo trova ulteriore forza e maturità nel sequel diretto: Gobliiins 2, datato 1992. Qui i personaggi principali calano a due, riducendo la dispersione narrativa e potenziando il ritmo di gioco oltre che dando un focus più forte sul legame tra i due. I goblin di cui vestiremo i panni sono Fingus e Winkle e il loro scopo è semplice: rintracciare il Principe Buffone. Per farlo però, vengono teletrasportati in una terra lontana e che si presta a tutta una serie di nuove gag.

Gobliiins 3, pubblicato nel 1993 chiude la prima trilogia del titolo, tutta in 2D e tutta con un filo logico ben preciso e che, ancora una volta, vede nell’umorismo cartoonesco e folle la sua chiave di svolta sia narrativa che ludica. Il terzo capitolo evolve così ulteriormente la formula dei primi due ma riduce i protagonisti a uno solo, tale Blount. Si tratta di un giornalista che si ritrova imbrigliato in situazioni decisamente più grandi di lui. Inutile dire che non resterà a lungo da solo, recuperando così tutti gli elementi dei titoli precedenti seppur in chiave più matura e in parte meno originale e d’impatto.
Arriviamo ora al capitolo più debole di Gobliiins Collection: Gobliiins 4. Datato 2009 e quindi con oltre un decennio di distanza dal terzo capitolo, questi prova a imporre come differenza principale la veste grafica. Si tratta, infatti, dell’unico titolo della collection con una grafica in 3D. Cercando di rinnovare la veste tecnica il titolo perde però parte del suo fascino originale cedendo a gag fisiche meno d’impatto. Inoltre e ironicamente, tecnicamente questo è il titolo meno ispirato e che si dimostra anche abbastanza grezzo e scomodo da “rivivere”.

I protagonisti del quarto capitolo tornano a essere tre e nel dettaglio abbiamo: Tchoup, Stucco e Perluis. Un tris che prova a rievocare la follia del capitolo principale ma che risulta meno ispirato e memorabile. E arriviamo così al 2023 con Gobliiins 5, ultimo capitolo della collection e che, dato anche l’anno di pubblicazione, è quello più moderno e accessibile. Parliamo di un titolo che guarda ancor più all’origine della sua stessa saga recuperando il trio originale di goblin: Oups, Asgard e Ignatius.
E siamo arrivati ai contenuti extra perché Gobliiins Collection spicca anche per la cura con cui vengono ripresentati i vari giochi. La volontà è quella di offrire agli utenti una confezione completa ed esaustiva di un’intera saga ed ecco perché a dare valore aggiunto al tutto troviamo una sorta di lettore musicale con tutte le tracce dei vari giochi, un gallery interna con tutti gli schizzi e illustrazioni esclusive e un’intervista altrettanto esclusiva con Pierre Gilhodes, il creatore della saga e che ci racconta proprio la genesi del progetto.

Nostalgico e non per tutti
Gobliiins Collection presenta ben cinque avventura grafiche a enigmi che incentrano l’esperienza su una serie di enigmi da risolvere e che sono concatenati tra loro. Alla base abbiamo la padronanza e conoscenze dei singoli personaggi in quanto, più che l’uso degli oggetti degli scenari, saranno proprio le abilità dei singoli goblin e le loro rispettive caratteristiche la chiave di svolta per poter proseguire efficacemente nel corso delle varie avventure. E sì, lo studio degli scenari è altrettanto essenziale così come la necessità di avere un pensiero laterale molto spiccato.
Il motivo è semplice: Gobliiins ha una logica tutta sua. Ogni titolo ha una sorta di mondo a sé e noi non possiamo far altro che adeguarci e accettare la sua surreale follia. Questo comporta alcune soluzioni abbastanza difficili da intuire al primo colpo e che richiedono diversi tentativi. Meccaniche non proprio immediate e che rievocano sì la nostalgia ma fanno riemergere una certa frustrazione che non tutti sapranno gestire a dovere. Il che è un peccato perché se c’è qualcosa che spinge a vivere tutte e cinque i capitoli, sono proprie le trovate originali e fuori di testa che fanno progredire le rispettive vicende.
Abbiamo quindi tra le mani la possibilità di sicuro valore e impatto, di rivivere in un solo colpo un’intera saga con una mole di contenuti intrigante e acquista valore aggiunto proprio perché potrai sperimentare pad in mano l’evoluzione visiva e ludica del gioco stesso. Con tutti i suoi pro e contro. D’altro canto, parliamo comunque di una saga che già al tempo non riuscì a spiccare ma che cerca ancora oggi di dire la sua con originalità e un livello di difficoltà non accessibile ma in grado di regalare soddisfazioni oltre a strappare innegabili sorrisi.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Gobliiins Collection offre un viaggio nel tempo che vede la maturità dell’opera nella più recente e “moderna”, ossia in Gobliiins 5. Ironicamente, è proprio il capitolo in 3D a prestare il fianco a più critiche, risultano quello meno evocativo e anche più grezzo. D’altro canto, i primi tre capitoli mostrano sì il peso degli anni ma restituiscono un effetto nostalgia anni ‘90 in grado ancora oggi di ammaliare con successo ed efficacia. L’umorismo prevalentemente estetico dona poi quel boost extra che rende il tutto ancora più godibile.
Il sonoro è un accompagnatore fedele ed efficace in quasi tutti e cinque i capitoli. Anche qui, l’effetto nostalgia e sotto certi aspetti sperimentale, funziona e sovrasta quello meno coraggioso e più attuale. Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, l’opera si presta bene in entrambe le modalità dell ibrida Nintendo con l’aggiunta di comandi touch per quella portatile. Per quanto riguarda la presenza della lingua italiana questa è presente per l’interfaccia ma risulta completamente assente, ed è un peccato, in Gobliiins 5.
