Sviluppato e pubblicato da Byking Inc., Dialoop è un singolare roguelite puzzle match-3 rapido e frenetico con uno stile grafico low poly e cubettoso e votato principalmente al multiplayer nonostante qualche potenzialità anche per i lupi solitari tra cui una corposa e surreale campagna con tanto di personaggi da sbloccare di run in run. Noi ci siamo dati a questo folle puzzle game su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione. Pronto ad abbinare blocchi?
Dialoop tra cubi e stravaganti avventure
Narrativamente parlando, Dialoop non punta a raccontare chissà quale trama complessa ma preferisce cercare di strappare un sorriso attraverso piccoli lotti di testo tra un capitolo e un altro e ancorando queste piccole trame ai singoli personaggi. Ammettiamo che alcuni personaggi sono sinceramente bizzarri e surreali ed è proprio questo bizzarro cast di soggetti a rappresentare una sorta di motore che ravviva e dona carburante all’esperienza solitaria del gioco.
A conti fatti, escludendo gli approfondimenti narrativi, il titolo non muta quasi mai la sua formula ludica. Quindi, si è spinti a eseguire più run unicamente per scoprire un po’ di più sui vari personaggi. Sia chiaro, come già detto, non è mai nulla di esageratamente trascendentale o memorabile, ma sono piccole parentesi umoristiche comunque gradevoli e che aiutano a spezzare un po’ il ritmo ludico a chi vorrà soffermarsi nel leggerle.
Tutti gli altri, invece, si abbandoneranno spediti nel cuore pulsante del titolo: il gameplay. Dialoop, d’altronde, vive di quello. La natura stessa del gioco è una sorta di loop costante la cui ciclicità qui è duplice in quanto entrambi i generi mixati sono di loro stessa natura molto ciclici: puzzle game e roguelite. L’unione tra i due non può che dar vita a un qualcosa di ancor più ciclico ma in grado, per sua stessa natura, di creare un loop ludico da cui può essere difficile staccarsi. Bando quindi alle ciance e andiamo a scoprire come si gioca a Dialoop!

Un match-3 più ragionato
Dialoop è un puzzle game di tipo match-3 fuso a una struttura da roguelite. Il sistema di gioco è quindi abbastanza intuitivo e già visto altrove: bisogna creare una serie di combinazioni spostando i quadrati posizionati in una griglia. La prima differenza del titolo riguarda però come si spostano questi cubi. Si sceglie un quadrato e lo puoi spostare per tutta l’area di gioco, sia verticalmente che orizzontalmente ma spostando sia la riga che la colonna di riferimento.
Esatto, spostando un cubo, sposterai anche tutti gli altri a esso legati. Ecco quindi che diventa essenziale e strategico riuscire a eseguire gli spostamenti giusti per concatenare quante più combo possibili. Il motivo è semplice, avrai un determinato numero di turni a disposizione terminati i quali, è game over. Per fortificare i danni, tornano anche le “trasformazioni” dei cubi in caso di corpose combo monocromatiche come la creazione di bombe che eliminano i cubi adiacenti o le frecce che eliminano intere righe e colonne.

Per superare con successo una prova, dovremo raggiungere in un determinato numero di mosse un dato punteggio. Le prime sfide sono abbastanza semplici ma presto diventa essenziale puntare sul moltiplicatore spingendo quindi all’eliminazione a catena di tre o più colori contemporaneamente e ripetutamente. Inoltre, più turni risparmi al completamento della sfida, più monete otterrai in cambio. A cosa servono le monete? Ma all’elemento roguelite del titolo con tanto di mercante che propone una serie di potenziamenti al costo di una data somma di monete.
Questi potenziamenti cumulabili in stile deck-builder aiutano non poco a creare una sorta di build con cui affrontare le missioni composte da una serie di sfide con tanto di “boss finale”. Ovviamente, se si perde una sfida, perderai tutti i bonus acquistati, le monete accumulate e dovrai anche ricominciare il percorso dall’inizio. E si torna così a quanto precedentemente detto: un loop ludico che o ti cattura o ti spinge alla noia e con conseguente abbandono. In quest’ultimo caso, segnaliamo però che Dialoop si sposa molto bene anche per partite mordi e fuggi.
Quanto fin’ora descritto è la modalità single player, sorprendentemente corposa e anche ben sfidante, considerando che possono capitare sfide decisamente complesse da affrontare. Ma Dialoop ha anche una modalità competitiva online fino a un massimo di 8 giocatori che purtroppo non siamo riusciti a testare a dovere non avendo trovato rivali nel corso della nostra prova.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Dialoop sceglie uno stile low poly e cubettoso che può sembrare abbastanza anonimo ma che riesce comunque a trasmettere l’umorismo semplice che caratterizza i vari personaggi e le loro situazioni, con tanto di mini cut scene. Buone anche le animazioni durante gli scontri anche se gli effetti di luce non sono sempre belli da “incassare”. In compenso, il controllo del tabellone tramite analogici è semplice, intuitivo e pratico tanto in doc quanto in portabilità.
Quest’ultima modalità offerta dall’ibrida Nintendo è quella che abbiamo preferito per comodità ed efficienza, ben sposandosi con la natura minimal del titolo. Da segnalare l’assenza della lingua italiana, di cui sono assenti anche i sottotitoli seppur i testi a schermo risultano abbastanza semplici da comprendere. Infine, il sonoro svolge il suo compito senza spiccare più di tanto ma svolgendo adeguatamente il compito di accompagnamento tra uno scontro e un altro.
