Sviluppato e pubblicato da Koei Tecmo Games, Dead or Alive 6 Last Round è un picchiaduro in 3D facente parte dell’iconica saga Dead or Alive ed è l’ennesimo ritorno del sesto capitolo, qui in versione definitiva pronto a travolgere anche le console di ultima generazione. Il tutto con il cast di personaggi più grande di sempre e l’intera esperienza in termini di modalità e aggiornamenti. Noi siamo tornati a vestire i panni di alcuni dei più iconici lottatori del mondo dei videogiochi su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione!
Dead or Alive 6 Last Round un’edizione non proprio “nuova”
Prima di affrontare la narrazione, tocca fare qualche piccolo approfondimento sull’edizione qui in esame. Prima di tutto, l’originale Dead or Alive 6 fu annunciato all’E3 del 2018 e pubblicato nel corso della prima metà del 2019 uscendo quindi per PlayStation 4 e Xbox One. Parliamo di un titolo che, oltre al cast storico, aveva due soli nuovi personaggi: Diego e NiCO. Inoltre, è forse il capitolo meno ammiccante nonostante sia comunque presente del sano fan service, potenziato da alcuni abiti stravaganti e decisamente poco idonei agli scontri.
E Dead or Alive è riconoscibile soprattutto per quello… non certo per la serietà e complessità narrativa. E invece, proprio col sesto capitolo, la saga vira verso una strada troppo simile a quella dei suoi diretti competitor, perdendo in parte la sua natura identitaria e uscendone, già al tempo, non proprio vincitore. Narrativamente parlando, infatti, la modalità storia è un pastrocchio. Un mosaico da ricomporre pezzo per pezzo con mini scenette surreali e comiche con tanto di una macro trama a collegare il tutto e che vuole anche risultare semi tragica nelle battute più calde.

A conti fatti, siamo dinanzi all’ennesima edizione del torneo ma con un nuovo macro complotto alle spalle che rivede le vecchie fazioni in gara con tanto di intromissione, sempre apprezzata, del protagonista di Ninja Gaiden: il sempre magnetico Ryu Hayabusa. Ovviamente, non manca Ayane, Kasumi, Hitomi Hayate e tanti altri in un mix che chi segue la saga, non perderà i vari richiami e i fumosi cenni storici. In tutto ciò, i due nuovi personaggi si inseriscono in modo abbastanza coerente.
NiCO è tra le schiere “malvagie” nonché elemento nerd che tanto andava in voga all’epoca. Diego, invece, è un lottatore di strada brutale e grezzo oltre che vagamente misterioso. Ecco, questi due si inseriscono discretamente bene nelle due trame principali: complotto criminale di turno e torneo. Intorno a loro, ruotano le storie degli altri personaggi raccolti in micro lotte o semplici e velocissime cut scene da selezionare manualmente in una sorta di ramo temporale frastagliato.
Ecco, la struttura della storia non convinceva all’epoca e non convince neanche ora. Così come non convince neanche le due micro storie, di fatto una lotta a testa, delle due lottatrici provenienti dall’universo di SNK che rimangono DLC e vanno acquistate nuovamente: Mai Shiranui e Kula Diamond. Oltre a loro, è stato già annunciato un inedito DLC con un personaggio nuovo di nome Minato.

Sono invece inclusi nel roster i cinque precedenti DLC personaggio: Nyotengu, Phase 4, Momiji, Rachel e Tamaki. Con queste il roster di partenza comprende 29 personaggi selezionabili. Sono inclusi anche quasi tutti i costumi, personalizzabili, colori, titoli e quanto incluso e/o a pagamento nell’edizione precedente. Ci sono diverse eccezioni e per approfondimenti consigliamo di consultare il sito ufficiale del gioco. Completamente inedita, invece, la modalità foto con cui potrai sbizzarrirti a far foto e composizioni di vario genere con i tuoi personaggi preferiti.
E tramite questa modalità, si può anche notare che un miglioramento grafico, seppur lieve, c’è stato. Purtroppo, il tempo è passato e nelle cut scene della modalità campagna, lo si nota subito. Anche e soprattutto per alcune cose che potevano essere decisamente migliorate: tra cui il sincrono tra doppiaggio e movimenti delle labbra, in alcuni casi del tutto assenti. Insomma, l’età c’è ma il fascino caotico e caciarone permane invariabile e, soprattutto, il titolo riesce a divertire ancora oggi.

Un gameplay ancora in grado di catturare
Dead or Alive 6 Last Round è un picchiaduro in 3D che a modo suo ha saputo ritagliarsi uno spazio tra i diretti competitor grazie soprattutto alla capacità di attirare esperti e non. Il sesto capitolo, in particolare, ha avuto il pregio di snellire alcune meccaniche rendendole accessibili anche ai meno esperti. E sì, questa semplificazione potrebbe scontentare gli amanti delle strategie più complesse che potrebbero così ritrovarsi ad affrontare neofiti in grado di fronteggiarli con un po’ di buttom smashing.
Anche se è innegabile che, chi conosce a menadito ogni combo, ha sempre un innegabile vantaggio. e parlando di combo, i tutorial di Dead or Alive 6 Last Round si confermano esaustivi ed eccellenti, in grado letteralmente di sviscerare passo passo ogni capacità dei singoli lottatori, riuscendo in poco tempo a darti le basi su cui costruire le tue strategie di battaglia. Ma tali strategie non saranno di certo applicabili nella già citata modalità storia.
Questa infatti, è decisamente semplice da affrontare con giusto un paio di combattimenti “finali” lievemente più ostici. Il fulcro vero del gioco è infatti l’online. Questi segue i pregi e difetti dell’originale ed essendo nelle prime fasi, abbiamo avuto modo di affrontare giusto qualche scontro. Il matchmaking quindi è tutto da valutare e in divenire, complice anche il traghettamento tra l’edizione “vecchia” a questa Last Round la cui risposta sicuramente non tarderà ad arrivare.

Tornando ai combattimenti, il gioco “sasso carta e forbici” inserito nel sistema delle mosse principali dei lottatori torna e conferma la sua immediatezza, semplicità e scenicità. Tanto dei lottatori quanto degli scenari che ritornano parte integrante degli scontri, modificandosi, causando danni e inferendo nelle barre vitali dei duellanti. Tra contrattacchi, schivate, prese, Dead or Alive 6 Last Round riporta in scena stili di combattimenti ben riprodotti con alcuni picchi stravaganti tra cui l’ubriaco Brad Wong.
Alla modalità storia e a quella online, tornano tutte le altre, dalla classica Arcade alle missioni con tanto di sistema a stelle, passando per sfide di sopravvivenza e a tempo. Tutte queste modalità confermano una cosa: Dead or Alive 6 Last Round è in grado di divertire ancora. C’è però un grosso problema, l’edizione in sé non aggiunge nulla di realmente inedito che possa spingere chi ha già sviscerato l’originale ad acquistare questa nuova edizione che, di fatto, è una sorta di upgrade per console next gen.
D’altro canto, per chi non avesse già provato l’originale o si fosse solo fermato alla modalità free to play, che tra l’altro ritorna anche in versione Last Round, Dead or Alive 6 Last Round rappresenta l’edizione attualmente più esaustiva e potente attualmente in circolazione. Un ingresso sicuramente appetitoso che ci prepara al settimo capitolo attualmente in sviluppo.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Dead or Alive 6 Last Round si difende abbastanza bene. L’upgrade si nota soprattutto in termini di fluidità e resa scenica generale mentre se si va a guardare nel dettaglio, l’anzianità del titolo e dei modelli poligonali emerge. Tale anzianità si nota soprattutto nella modalità storia con cut scene non proprio al passo coi tempi e con diverse piccole imprecisioni. Anche alcuni scenari risultano più anziani del dovuto, soprattutto se paragonati ai diretti competitor attualmente sul mercato. Per fortuna, tecnicamente, il titolo risulta perfettamente godibile e fluido.
Il sonoro si conferma positivo a patto che utilizziate il doppiaggio in giapponese mentre quello inglese presta il fianco a diverse critiche per quanto riguarda recitazione e sincrono. La colonna sonora, invece, si conferma iconica, coinvolgente e varia, sicuramente d’impatto e invecchiata più che bene. Infine, confermata la sempre gradita presenza dei sottotitoli in lingua italiana.
