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Lettura Luna Abyss, recensione (PlayStation 5)
 
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Luna Abyss, recensione (PlayStation 5)

In prigione sulla Luna

Pasquale Aversano 5 ore fa Commenta! 9
 
luna abyss
8
Luna Abyss

Sviluppato e pubblicato da Kwalee Labs, Luna Abyss è un’avventura in prima persona 3D che unisce il tripudio scenico tipico dei bullet hell a fasi da platform, il tutto con un’atmosfera particolarmente iconica ed evocativa e una narrazione in grado di coinvolgere più del previsto. Noi abbiamo vissuto tutto questo e molto altro su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. Pronto a vestire i panni di Fawkes e a esplorare una misteriosa Luna?

Contenuti
Luna Abyss e il fascino oscuro dell’ignotoUn gameplay solido e dal potenziale crescenteGrafica e sonoro

Luna Abyss e il fascino oscuro dell’ignoto

Luna Abyss conquista subito per l’atmosfera oltre che per palesi richiami a opere videoludiche più o meno dirette, sia per messa in scenica che per argomenti, stile linguistico, parte del gamelplay e alcuni eventi. Un mix che vede Metroid Prime, DOOM, Nier e Returnal incontrarsi e scontrarsi fondendosi in un qualcosa che a suo modo pulsa di luce propria: Luna Abyss, appunto. Siamo in un futuro non proprio lontano e la nostra anonima protagonista di cui vestiremo i panni è stata appena imprigionata sulla Luna.

Occhio, non è proprio la Luna che conosciamo ma un satellite molto particolare e dominato da un’infrastruttura aliena abbandonata e decadente, strabordante di misteri oscuri e letali. Ecco, noi siamo in una delle sue celle, costantemente supervisionati da un enorme cranio femminile e cibernetico di nome Aylin. Si tratta di una bizzara e senziente carceraria artificiale che ci sorveglia costantemente oltre a fare da tramite tra noi e chi governa questa sorta di “prigione”. Per scontare la pena, siamo chiamati a vivere delle vere e proprie spedizioni all’interno della stessa Luna.

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Luna Abyss, recensione (PlayStation 5)

Si tratta di budelli arruginiti, oscuri, ciberneticamente putrescenti e afflitti da una misteriosa Piaga che sembra aver devastato le precedenti forme di vita. Ecco, in questo scenario prevalentemente tetro e quasi sempre scarsamente illuminato, ci tocca addentrarci per soddisfare le varie richieste. Onde evitare però tentativi di fuga, le spedizioni saranno effettuate da remoto e vedranno la nostra protagonista, ribattezzata Fawkes dalla stessa nostra carceriera, utilizzare un Warden, una sorta di avatar con cui addentrarsi nelle viscere di Luna.

Ed è proprio l’avatar che andremo a muovere nella sequela di livelli lineari, lungo un’avventura la cui durata oscilla tra le sette e le dieci ore a seconda delle nostre abilità e della nostra volontà di esplorare ogni anfratto di Luna, alla ricerca di preziosi collezionabili tra cui spiccano documenti di vario genere, alcuni dedicati alla lore del gioco con dei lasciti dei precedenti avventurieri e non solo, mentre alcuni documenti vanno ad alimentare direttamente il bestiario, con piccolo approfondimenti. 

L’atmosfera di Luna Abyss trionfa anche e soprattutto grazie a una buona costruzione del mondo di gioco, delle sue creature, stravaganti comprimari inclusi, dei suoi scenari e della narrazione stessa che, al netto di qualche piccola sbavatura, riesce a conquistare e trainare l’intera esperienza. Parliamo di un titolo in grado di spiccare per propria identità, nonostante le già citate strizzate d’occhio ad altri titoli, sapientemente rimescolati senza sforare troppo nel “già visto”. C’è però molto da seguire, unire e capire, alcuni vuoti resteranno, tra riti pseudoreligiosi, passati oscuri da ricostruire, strutture da decifrare e tanto altro. 

Luna Abyss, recensione (PlayStation 5)

Un gameplay solido e dal potenziale crescente

Luna Abyss è uno sparatutto single player in prima persona 3D con combattimenti decisamente in stile bullet hell. Tradotto: ti ritroverai ben presto ad affrontare orde di nemici in grado di riempire lo schermo di proiettili. Ma il titolo non è un semplice massacro al nemico, anzi. Ogni combattimento richiede una certa strategia e una buona conoscenza del nemico. Alcuni di questi, infatti, sono dotati di particolari schermi vulnerabili solo a una delle poche bocche di fuoco a nostra disposizione.  Ci viene così chiesto di evitare scontri a capo chino ma di ragionare, studiare l’ambiente, spesso nostro prezioso alleato o trappola letale definitiva. 

E se l’inizio di Luna Abyss può sembrare troppo semplice, complice un lock-on sui nemici che agevola tantissimo il puntamento e quindi la risoluzione degli scontri, gradualmente ti renderai conto che il titolo non regala granché, anzi. Le sfide serie non tarderanno ad arrivare e sapranno soddisfarti non poco una volta superate ma apatto di sapere a cosa si va incontro. Chi si aspetta la frenesia di DOOM Eternal o l’oceano infernale di proiettili di Returnal, resterà deluso. Luna Abyss è più lento di DOOM e meno cattivo di Returnal ma è un buon punto d’incontro tra i due. Inoltre si combatte meno di quanto previsto ma se ne esce comunque compiaciuti. Il merito non è tanto della varietà dei nemici, a essere onesti abbastanza contenuta, ma del mix di questi con un buon level design e una discreta varietà di situazioni.

Luna Abyss, recensione (PlayStation 5)

E tale varietà la si riscontra anche lungo gli stessi capitoli di gioco. Lo abbiamo detto all’inizio, Luna Abyss non è solo uno sparatutto in prima persona ma anche un platform. Questo si traduce in momenti, anche abbastanza lunghi ma mai stancanti, dove dovrai risolvere enigmi ambientali e/o sfruttare le tue capacità motorie per uscire da determinati percorsi, prevalentemente lineare ma scenicamente affascinanti e gradevoli da “vivere”. 

Che sia impossessarti di determinati esseri per teletrasportarsi o farne esplodere di altri per svelare percorsi o collezionabili, il mondo di Luna Abyss sorprende quasi continuamente dimostrando una varietà molto positiva e appagante. Il tutto con un mix di elementi che si moltiplicano gradualmente nel corso dell’esperienza fino a esplodere nelle fasi finali, quelle più concitate e positivamente complesse. Insomma, un’esperienza coraggiosa, varia, sfaccettata e appagante.

Luna Abyss, recensione (PlayStation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, Luna Abyss abusa molto del “buio”, soprattutto nelle fasi iniziali, e lo fa in modo affascinante e anche in parte furbo. è ovvio che non parliamo di un tripla A ed è altrettanto ovvio che il budget non è chissà quanto elevato. C’è quindi una cura al dettaglio non proprio elevatissima ma nel complesso ne usciamo comunque più che soddisfatti. La varietà, lo stile, l’atmosfera macabra e angosciante, lo stile delle creature, gli effetti speciali, tutto si amalgama per dare a Luna Abyss un’aura propria che funziona e soddisfa. L’unica noticina stilistica personale che facciamo è legata al nostro avatar, la cui forma “ghost” stona abbastanza con tutto il resto.

Discorso analogo per il sonoro, con alcune tracce realmente evocative oltre che originali. Anche l’orecchio si trova quindi coccolato con una buona varietà di tracce e una serie di effetti credibili. Anche il doppiaggio in inglese fa il suo dovere con buona professionalità. Peccato, invece, per la totale assenza della lingua italiana di cui mancano anche i preziosi sottotitoli. Una mancanza di cui tener conto considerando che la lore abbastanza complessa del titolo. 

Da segnalare infine, uno dei pochi elementi che ci ha fatto storcere il naso: i caricamenti. Questi non sono inseriti in modo standard ma avvengono al passaggio da un’area all’altra in modo netto, congelando il gioco per qualche attimo e spezzando il ritmo che di base è godibilissimo. Il problema è che tale passaggio non è proprio prevedibile e quindi i caricamenti avvengono quasi all’improvviso, un qualcosa che inizialmente può spiazzare ma con cui ci si fa presto l’abitudine essendo, di fatto, una “piccolezza” in un titolo molto solido. 

Scopri tutto su Luna Abyss
luna abyss
Luna Abyss
8
Grafica 7.5
Sonoro 8
Longevità 8
Gameplay 8.5
Aspetti positivi Narrazione e atmosfera affascinanti Gameplay solido, vario e appagante Combat system strategico e divertente
Aspetti negativi Assenza della lingua italiana Alcuni caricamenti "improvvisi" e piccoli inciampi grafici
Considerazioni finali
Luna Abyss prende molto da tanti titoli ma riesce a creare una propria identità. Forte di un’atmosfera ammaliante, di un gameplay vario e di una campagna dal ritmo serrato e appagante, l’esperienza di gioco ne esce vittoriosa su diversi punti di vista. La strategia dei combattimenti, la narrazione complessa e sfaccettata e le fasi platform non fini a se stesse completano un titolo che va sicuramente provato. Peccato per la totale assenza della lingua italiana.

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