Sviluppato da Exe Create Inc. e pubblicato da Kemco, Akuma Rise è l’ennesimo gioco di ruolo in 2D di stampo classico che entra a far parte dell’ormai sconfinato catalogo firmato Kemco. Questa volta, complice sia lo stile grafico che la narrazione, il titolo sembra guardare con particolare interesse a titoli del calibro di Disgaea senza però condividerne la follia e la forte identità. Noi abbiamo vissuto questa nuova avventura su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione!
Akuma Rise e il suo regno demoniaco
Akuma Rise rientra a pieno titolo nel sempre più immenso catalogo di giochi di ruolo in 2D di stampo classico firmato Kemco. Questa volta, però, il titolo guarda a una particolare saga: quella di Disgaea. Lo fa immergendoci nel regno dei demoni, in particolare in quello denominato Adribune, e mettendoci nei panni di Kaine, un demone afflitto da abusatissima perdita di memoria e che si ritrova naufragato su di un’isola sconosciuta.
Per sua fortuna, Kaine non sarà da solo in questa avventura, ma sarà accompagnato da ben tre principesse demoniache che fungono da comprimari per un’avventura dalle tinte abbastanza umoristiche e surreali seppur raramente iconiche e memorabili. A dar pepe alla situazione, si mette la scomparsa del Signore Oscuro, un classico scontro tra nazioni per il dominio del territorio e la decisione del Regno Radioso, ovviamente nemesi del Regno dell’Ombra, di approfittare della situazione.

La scrittura di Akuma Rise non brilla per complessità e originalità, d’altronde il nostro scopo è quello prevedibile di ricostruire il nostro passato e recuperare così la nostra memoria e, allo stesso tempo, di evitare il collasso del Regno dell’Ombra, resistendo sia ai conflitti interni che a quelli esterni. Purtroppo, il titolo non riesce a seguire una linea personale, scadendo in più di un cliché e non riuscendo a dare il dovuto spazio ai singoli personaggi. In poche parole, è difficile affezionarsi ai vari membri del cast, nonostante ci siano sporadici momenti degni di nota.
Ed è in parte un peccato considerando che non è male la formazione del nostro team. Le principesse, il sistema di regni “oscuri”, distinti per razze, e la stessa misteriosa scomparsa del Signore Oscuro, riescono a incuriosire e non mancano neanche siparietti divertenti tra i personaggi. Bisogna però saper andare oltre un impatto iniziale non proprio coinvolgente e a una scrittura abbastanza prevedibile.

Un altro classico Kemco
Akuma Rise è un gioco di ruolo in 2D di stampo fortemente classico e nostalgico, un titolo pienamente in stile Kemco e che, proprio per questo, condivide pregi e difetti di molti altri suoi congeneri. Il problema principale, risiede proprio nel suo potere identitario, sia il sistema ludico che quello estetico portano il titolo in esame a smarrirsi tra le altre opere Kemco, salvo forse per il protagonista e per la curiosa mascotte che ci accompagnerà per l’avventura.
Anche il sistema di gioco è assolutamente standard per i titoli Kemco e già visto in diverse salse con ben pochi tocchi identitari “unici”. Ancora una volta, infatti, avremo il controllo del protagonista che si muoverà in scenari 2D prevalentemente spogli e anonimi, tutto a sfavore dell’esplorazione che non viene granché incentivata. Anche interagire coi PNG non è poi così importante per una storia che scivola via anche abbastanza velocemente tenendo in considerazione il genere di cui fa parte.

Il combat system è anch’esso molto standard e prevedibile, il nostro team verrà posizionato sul lato destro con visuale “laterale” e gli scontri saranno eseguiti nel più classico dei modi: a turni. Ogni personaggio ha le sue statistiche e abilità specifiche di cui tener conto ma l’elemento principale e di cui tenere particolarmente cura è la barra della “cronologia”, ossia una sorta di previsione su chi attaccherà prima tra i singoli personaggi in campo, nemici inclusi. Il tempismo e la velocità di ragionamento diventa quindi essenziale ma a essere del tutto onesti, raramente ci siamo sentiti in difficoltà giocando a Akuma Rise.
Anche perché, basta un po’ di grinding e la situazione si risolve senza troppi problemi. Il sistema di “Orb”, invece, si aggiunge allo schema classico senza però riuscire a rinnovarlo più di tanto. Si tratta di un’aggiunta personalizzabile e che va a modificare il tipo di abilità del singolo personaggio. Potremo ovviamente equipaggiare e anche creare diversi “Orb” a patto di trovarne i frammenti e di recapitarli al mercante addetto, il quale si sposta di volta in volta.
Da evidenziare, infine, una serie di aggiunte extra tipiche dei titoli Kemco che puntano a rendere l’esperienza ancora più accessibile e che ricordano la natura mobile del titolo. Da teletrasporti un po’ ovunque alla possibilità di velocizzare, automatizzare o addirittura far ripetere determinate mosse in battaglia. Presente anche la struttura di extra classica Kemco dalla ruota di bonus giornalieri a bonus passivi attivabili con la valuta in gioco acquistabile a parte.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Akuma Rise soffre nella ricerca di un’identità. Il lato peggiore, quello più anonimo e spoglio, è dato dalle ambientazioni, sia grandi che piccole, dalla macro mappa ai dungeon. Questi risultano poco evocativi e già visti in fin troppi titoli, soprattutto quelli firmati Kemco. Ed è proprio con quest’ultimi che si scontrano anche gli artwork in 2D, decisamente più curati ma ancora abbastanza anonimi. Sì, il protagonista demone e la mascotte pupazzosa del gioco riescono a spiccare ma sono palesi le citazioni a Disgaea e a Persona.
Le battaglie migliorano leggermente il reparto grafico grazie ad animazioni sì legnose ma che rendono gli scontri un po’ più “vivi”. Interessanti gli effetti e alcuni elementi in 2.5D, che provano a dare più spessore al gioco. L’interfaccia del titolo è abbastanza standard per le opere Kemco risultando comunque facile da padroneggiare. Peccato per la totale assenza della lingua italiana, considerando che c’è comunque molto da leggere. Il sonoro, invece, è orecchiabile ma abbastanza anonimo. Svolge il suo compito senza particolari pregi o difetti.
Da segnalare, infine, che Akuma Rise si difende abbastanza bene in entrambe le modalità offerte dall’ibrida Nintendo tra cui spicca quella portatile che dona un vantaggio al titolo non indifferente, riuscendo in parte a celare alcuni scenari decisamente “vuoti”.
